Fara Vicentino, coniugi trovati morti in casa: l’ipotesi degli inquirenti è il botulino

Potrebbe essere stato il botulino a provocare la morte di Lanfranco Simonato, 71 anni, e della moglie Gianna Cunico, 66, trovati senza vita lo scorso 13 agosto nella loro abitazione di via Stadio a Fara Vicentino. È l’ipotesi sulla quale stanno lavorando Procura e carabinieri, come riportato nell’articolo completo pubblicato nell’edizione odierna de Il Giornale di Vicenza.
Gli accertamenti sono ancora in corso e al momento non vi sono conclusioni definitive. I tecnici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie stanno analizzando alcuni alimenti sequestrati all’interno dell’abitazione, oltre a frutta e verdura provenienti dall’orto della coppia. Parallelamente, il medico legale sta completando la relazione sull’autopsia e sugli esami tossicologici.
La Procura ha aperto un fascicolo tecnico senza indagati. Fin dalle prime fasi delle indagini era stata esclusa la pista della rapina: all’interno della villetta tutto era stato trovato in ordine e non risultavano sottratti soldi o gioielli.
I due coniugi vivevano soli da alcuni mesi. I corpi erano stati rinvenuti in avanzato stato di decomposizione: Simonato nella vasca da bagno, priva d’acqua, e Cunico nel disimpegno vicino all’ingresso. L’ultimo contatto con l’esterno risalirebbe al 7 agosto, data attorno alla quale potrebbe essere avvenuto il decesso.
Resta ora da attendere l’esito delle analisi di laboratorio e degli accertamenti medico-legali per stabilire se l’ipotesi del botulino troverà conferma.




















