West Nile in Veneto, 188 casi e 11 decessi nel 2026

In Veneto la circolazione del virus West Nile nel 2026 si conferma più intensa rispetto allo scorso anno, ma senza anomalie rispetto all’andamento storico delle stagioni caratterizzate da una maggiore diffusione del virus. A dirlo sono i tecnici della Direzione Prevenzione della Regione Veneto, che hanno pubblicato il tredicesimo Bollettino di Sorveglianza delle malattie trasmesse da vettori.
Dall’inizio dell’anno sono stati registrati 188 casi sintomatici di West Nile, tra forme febbrili e neuroinvasive, contro i 125 rilevati nello stesso periodo del 2025. Il dato resta però nettamente inferiore a quello del 2022, quando alla stessa data i casi erano 401.
Lo stesso andamento si osserva per le forme neuroinvasive, quelle più gravi: nel 2026 sono state 68, contro le 34 del 2025 e le 148 registrate nel 2022.
Secondo gli esperti regionali, il numero dei casi di West Nile non segue un andamento lineare nel tempo, ma presenta picchi ciclici che tendono a ripetersi ogni tre o quattro anni. Alla luce di questo andamento, la stagione 2026 non mostrerebbe particolari anomalie rispetto alle serie storiche.
Il bilancio dei decessi è al momento di 11 casi. Anche in questo caso il numero è superiore a quello del 2025, quando i decessi furono 2, ma viene considerato in linea con quanto osservato nelle annate caratterizzate da un’elevata circolazione virale, come quelle comprese tra il 2018 e il 2022.
La Regione ribadisce inoltre che il rischio di sviluppare forme gravi riguarda soprattutto le persone anziane e i soggetti con patologie concomitanti.
Secondo la valutazione dei tecnici, l’andamento epidemiologico registrato quest’anno potrebbe essere legato a un’importante circolazione del virus tra gli uccelli, che rappresentano il principale serbatoio naturale del West Nile.
A questo si aggiunge una positività diffusa del virus su tutto il territorio regionale, rilevata attraverso le analisi di laboratorio sulle zanzare catturate nelle trappole distribuite in Veneto e monitorate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
Questo sistema consente di individuare precocemente la presenza del virus, rafforzare gli interventi di disinfestazione nelle aree interessate e attivare le misure di sorveglianza previste per sangue e trapianti.
Il tredicesimo Bollettino regionale non riguarda soltanto il West Nile. La sorveglianza comprende anche le altre principali malattie trasmesse da vettori: patologie trasmesse da zecche, Dengue, Chikungunya, Zika, Usutu, Toscana Virus e Oropouche.
La Regione sottolinea che la situazione continua a essere monitorata costantemente e invita a non abbassare l’attenzione. Accanto agli interventi pubblici di controllo delle zanzare, rimane fondamentale il contributo dei cittadini nella prevenzione.
Tra le misure raccomandate ci sono l’eliminazione dei ristagni d’acqua negli spazi privati, l’utilizzo di prodotti larvicidi nei tombini e nelle caditoie, l’impiego di repellenti, l’uso di abiti coprenti nelle ore serali e notturne e, dove possibile, l’installazione di zanzariere. Particolare attenzione viene raccomandata agli over 60 e alle persone fragili.
La Regione richiama infine il ruolo del cambiamento climatico, che tende ad allungare la stagione favorevole alla proliferazione delle zanzare e ad ampliare le aree in cui questi insetti possono diffondersi. Per questo, secondo i tecnici, le malattie trasmesse da vettori sono destinate ad assumere un peso crescente nei prossimi anni e la prevenzione dovrà diventare sempre più parte delle abitudini quotidiane della popolazione.




















