«Canaglia, vigliacco, pezzo di m…!»: esplode il caso cittadinanza a Cadoneghe, il sindaco diffonde il video dell’imam che lo insulta

Si alzano ulteriormente i toni attorno al caso della cittadinanza sospesa a Cadoneghe. Dopo giorni di polemiche sulla decisione del sindaco Marco Schiesaro di interrompere il giuramento di una donna di origine marocchina, è arrivato un durissimo intervento di Ali Scek Nur, medico citopatologo di origine somala ed esponente della comunità islamica di Padova.
A rendere pubblico e rilanciare il video con gli insulti è stato lo stesso sindaco Schiesaro, che lo ha condiviso sui propri canali social accompagnandolo con una dura replica.
Nel filmato Scek Nur attacca frontalmente il primo cittadino, definendolo tra l’altro «canaglia» e «vigliacco» e utilizzando anche un’espressione volgare nei suoi confronti. L’esponente della comunità islamica definisce quanto avvenuto a Cadoneghe «un fatto scandaloso», sostenendo che durante la cerimonia si sarebbe potuto ricorrere a un interprete oppure all’aiuto del marito della donna.
Al centro della contestazione c’è quanto avvenuto durante la cerimonia conclusiva per l’acquisizione della cittadinanza italiana. La donna, residente in Italia da circa quindici anni, era arrivata al momento del giuramento dopo aver percorso l’iter previsto ed era in possesso anche della certificazione linguistica B1. Il sindaco ha però deciso di sospendere la cerimonia dopo che, secondo il suo racconto, la donna non sarebbe riuscita a comprendere e a rispondere autonomamente ad alcune semplici domande in italiano. La vicenda ha dato origine a una forte polemica politica e istituzionale.
È proprio su questo passaggio che è intervenuto Scek Nur. Secondo quanto riportato, l’imam ha sostenuto che togliere alla donna la possibilità di completare in quel momento il percorso rappresentasse una grave ingiustizia. Ha ricordato inoltre come per lei la cittadinanza costituisse un traguardo importante, dopo aver già affrontato i precedenti passaggi previsti dall’iter.
Nel suo intervento Scek Nur ha poi utilizzato parole durissime nei confronti di Schiesaro, arrivando a rivolgergli anche un riferimento biblico legato al profeta Natan e alla condanna pronunciata nei confronti di Davide dopo la vicenda di Betsabea e Uria.
È stato quindi lo stesso sindaco a diffondere il video dell’attacco, invitando i cittadini ad ascoltarne il contenuto e commentandolo direttamente.
«Ascoltate le parole dell’Imam Ali Scek Nur della comunità islamica di Padova sul dibattito di questi giorni attorno al tema della cittadinanza. Parole inutilmente cattive nei miei confronti e dannose per un confronto serio», ha scritto Schiesaro.
Il sindaco ha poi ribadito la propria posizione sul caso: «Le offese non aiutano né chi desidera diventare italiano né il dibattito: servono soltanto a distogliere l’attenzione dal punto centrale, la conoscenza della lingua italiana e il rispetto delle regole».
Schiesaro ha inoltre respinto l’accusa di aver infranto il sogno della donna: «Io non ho infranto alcun sogno, tantomeno quello della signora. Ora avrà l’opportunità di imparare l’italiano: le servirà per essere più autonoma e consapevole e per affrontare personalmente un atto importante come il giuramento, senza dover dipendere da un interprete».
Una posizione coerente con quanto sostenuto dal primo cittadino fin dall’inizio della vicenda. Nei giorni precedenti Schiesaro aveva infatti spiegato di aver sospeso il giuramento dopo aver constatato, a suo giudizio, l’impossibilità della donna di comprendere e utilizzare adeguatamente la lingua italiana, ribadendo che per lui la conoscenza dell’italiano rappresenta un elemento fondamentale dell’integrazione.
Il punto amministrativo resta uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda. La donna era arrivata al passaggio conclusivo del giuramento, mentre la sospensione decisa dal sindaco ha aperto un confronto sulle competenze e sui passaggi successivi della procedura. La vicenda è stata seguita anche dalla Prefettura e ha provocato numerose reazioni nel mondo politico.
Nonostante la durezza degli insulti ricevuti, Schiesaro ha fatto sapere di non avere intenzione di querelare Scek Nur.
Il caso, intanto, ha ormai superato i confini di Cadoneghe, diventando oggetto di discussione pubblica e mediatica. Schiesaro e Scek Nur sono inoltre attesi per un confronto radiofonico, ulteriore capitolo di una vicenda che continua ad alimentare il dibattito sulla cittadinanza, sulla conoscenza della lingua italiana e sui limiti delle competenze amministrative.
Tra attacchi personali, repliche e prese di posizione politiche, resta quindi aperta soprattutto la questione concreta che ha dato origine a tutto: il completamento della procedura della donna e gli sviluppi successivi alla sospensione del giuramento.




















