9 Ottobre 2026 - 10.39

Veneto, torna la truffa della ballerina su WhatsApp: basta un link per rischiare di perdere soldi e account

Un messaggio apparentemente innocuo, la richiesta di votare una ragazza a un concorso di danza e, poco dopo, richieste di denaro inviate ad amici e parenti. È il meccanismo della cosiddetta “truffa della ballerina”, tornata a colpire in Veneto con decine di vittime e numerose segnalazioni arrivate negli ultimi giorni alla Polizia postale.

Il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Veneto sta registrando una nuova ondata di raggiri informatici, conosciuti anche come truffe del “conto bloccato”, che sfruttano WhatsApp e la fiducia tra persone che si conoscono.

Il messaggio della ballerina e il furto dell’account

Tutto comincia con un messaggio ricevuto da un contatto conosciuto. Il testo invita a sostenere una ragazza impegnata in una competizione di danza, cliccando su un collegamento per esprimere un voto o lasciare un “mi piace”.

Il link conduce però a una procedura fraudolenta che può consentire ai criminali di compromettere l’account WhatsApp della vittima, attraverso malware o altri sistemi di sottrazione delle credenziali.

Una volta ottenuto l’accesso, i truffatori possono sfruttare l’identità della persona per contattare amici, familiari e conoscenti, inviando richieste urgenti di denaro.

«Ho il conto bloccato, puoi prestarmi 500 euro?»

Le scuse utilizzate sono diverse, ma puntano tutte a convincere il destinatario a effettuare rapidamente un bonifico.

Tra i messaggi segnalati figurano richieste di 200 euro per un’improvvisa difficoltà durante una visita dal dentista oppure di 500 euro da parte di qualcuno che sostiene di trovarsi all’estero e di non poter accedere al proprio conto bancario.

Il pericolo è che queste comunicazioni sembrino provenire da persone realmente conosciute. Alcuni destinatari si insospettiscono e telefonano direttamente all’amico o al parente, scoprendo così il raggiro. Altri, invece, finiscono per versare il denaro sui conti indicati dai criminali.

La Polizia postale: attenzione ai link e alle richieste di denaro

Gli investigatori stanno analizzando le segnalazioni e cercando di individuare i responsabili, anche attraverso i conti bancari e i portafogli di criptovalute utilizzati per ricevere i pagamenti.

La Polizia postale invita a diffidare dei messaggi insoliti, anche quando arrivano da numeri presenti nella propria rubrica, e soprattutto delle richieste improvvise di denaro.

Prima di effettuare qualsiasi pagamento è fondamentale contattare telefonicamente la persona interessata, verificando che sia davvero lei a chiedere aiuto.

Chi sospetta che il proprio WhatsApp sia stato compromesso deve tentare di recuperare l’accesso attraverso le procedure ufficiali dell’applicazione e contattare l’assistenza. È inoltre importante controllare i dispositivi collegati al proprio account, attivare la verifica in due passaggi e avvisare immediatamente i propri contatti.

Un’ulteriore precauzione consiste nel non comunicare mai a terzi codici di verifica ricevuti via SMS o nell’app e nel non inserire credenziali su pagine raggiunte attraverso collegamenti sospetti.

Le segnalazioni possono essere inoltrate alla Polizia postale, anche attraverso il portale ufficiale del Commissariato di PS Online.

La regola fondamentale resta una: un messaggio proveniente da un contatto conosciuto non è necessariamente un messaggio sicuro.

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