7 Luglio 2026 - 11.33

Veneto – Asilo nido abusivo incassa oltre 320 mila euro di bonus nido e evade 150 mila euro di Iva: denunciata la legale rappresentante

Un asilo nido completamente abusivo, privo delle necessarie autorizzazioni per svolgere l’attività, avrebbe ottenuto indebitamente oltre 320 mila euro di contributi pubblici attraverso il “bonus nido” e avrebbe evaso oltre 150 mila euro di Iva. È quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Treviso al termine di una verifica fiscale nei confronti della struttura con sede a Vittorio Veneto.

La legale rappresentante dell’asilo è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Treviso con l’accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Per il reato contestato è prevista una pena da due a sette anni di reclusione.

L’indagine ha preso avvio dagli accertamenti effettuati nel maggio 2025 dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Treviso, che avevano portato alla scoperta della totale assenza dei titoli autorizzativi necessari per esercitare regolarmente l’attività di asilo privato.

Sulla base degli elementi raccolti, il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza ha acquisito dall’Inps i dati relativi alla misura di sostegno economico destinata alle famiglie dei bambini iscritti alla struttura, grazie al protocollo d’intesa tra le due amministrazioni.

Gli approfondimenti successivi hanno permesso di accertare che anche le richieste di “bonus nido” presentate dalle famiglie dei bambini frequentanti l’asilo erano state accolte senza che sussistessero i requisiti previsti. La struttura avrebbe infatti fornito indicazioni relative a titoli abilitativi risultati falsi, consentendo l’erogazione di oltre 320 mila euro nel periodo compreso tra il 2019 e il 2024.

Il contributo pubblico, infatti, viene riconosciuto esclusivamente per la frequenza di asili nido e strutture autorizzate a fornire servizi educativi rivolti ai bambini nella fascia d’età da 0 a 3 anni. Nel caso scoperto dai finanzieri, tale requisito sarebbe completamente mancato.

Parallelamente, le Fiamme gialle della Compagnia di Vittorio Veneto hanno ricostruito anche il quadro fiscale della società, accertando un’evasione dell’Imposta sul valore aggiunto superiore a 150 mila euro. L’importo sarebbe collegato all’applicazione impropria del regime di esenzione previsto dalla normativa per gli asili nido che rispettano determinati standard e possiedono le necessarie autorizzazioni.

Oltre alla denuncia della legale rappresentante, la società è stata segnalata all’autorità giudiziaria anche per la responsabilità amministrativa da reato. Per l’ente potrebbe essere applicata una sanzione pecuniaria fino a 500 quote, con il valore di ciascuna quota determinato sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali della società coinvolta.

Gli elementi emersi nell’attività investigativa saranno inoltre trasmessi alla Corte dei Conti, chiamata a valutare l’eventuale danno erariale provocato dalla percezione indebita delle somme pubbliche.

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