7 Luglio 2026 - 9.59

Bloccati per giorni tra i monti senza poter tornare indietro: il mistero degli escursionisti scomparsi si è concluso nel migliore dei modi

Si è conclusa con un lieto fine la vicenda dei due escursionisti di Osimo, una donna di 38 anni, Chiara Pesaresi e un uomo di 42, Davide Cesaroni, marito e moglie che dal 1° luglio erano scomparsi sulle Dolomiti. I due sono svaniti nel nulla mentre erano impegnati in un’escursione sugli Spalti di Toro, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

L’allarme era scattato ieri, quando i due non si erano presentati al lavoro e familiari e amici, che da giorni non riuscivano più a contattarli telefonicamente, avevano denunciato la scomparsa. La loro auto era stata ritrovata parcheggiata al Rifugio Pordenone, facendo partire una vasta operazione di ricerca coordinata tra le montagne bellunesi e quelle del Friuli Venezia Giulia, con l’impiego di uomini e mezzi del Soccorso Alpino Centro Cadore e Valcellina, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco ed elicotteri.

Questa mattina, alle 5.30, le squadre del Soccorso Alpino di Centro Cadore e Pieve di Cadore si sono ritrovate al campo sportivo di Vallesella con il Centro mobile di coordinamento per pianificare una nuova perlustrazione sul versante cadorino. Pur ritenendo più probabile che la coppia si trovasse in Friuli Venezia Giulia, i soccorritori hanno deciso di approfondire le ricerche lungo il Sentiero Marini, un percorso dismesso e particolarmente difficile che collega Spe al Rifugio Pordenone passando per il Bivacco Gervasutti.

Una squadra è stata trasportata in elicottero a Forcella Spe per proseguire a piedi, mentre un’altra ha effettuato una ricognizione dall’alto. Ed è proprio durante il sorvolo che i soccorritori hanno notato i due escursionisti nel bosco, nei pressi dei ruderi di Casera Col Cadorin. Un tecnico è stato immediatamente sbarcato per raggiungerli e verificare la situazione.

La coppia era in buone condizioni, seppur provata dai lunghi giorni trascorsi all’addiaccio. Dal loro racconto è emerso un dettaglio che spiega il misterioso smarrimento: erano rimasti bloccati già da lunedì. Dopo essere partiti dal Rifugio Pordenone, aver attraversato la Val Montanaia ed essere tornati al rifugio, avevano imboccato il sentiero da Forcella Spe. Qui si sono però trovati davanti un tratto reso impraticabile da frane e ripidi ghiaioni di pietra dura, senza riuscire né a proseguire né a tornare sui propri passi.

Per sopravvivere hanno trovato riparo vicino ai ruderi di Casera Col Cadorin, dove un piccolo torrente ha consentito loro di avere acqua durante tutta l’attesa. Ieri avevano persino sentito il rumore degli elicotteri impegnati nelle ricerche, ma la fitta vegetazione aveva impedito di farsi individuare.

Dopo i controlli sanitari effettuati sul posto da tre volontari del Soccorso Alpino, i due sono stati recuperati con l’elicottero dell’Air Service Center, convenzionato con il Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi, e trasportati al Rifugio Pordenone. Da lì sono stati affidati al Soccorso Alpino della Valcellina, competente per il territorio friulano. Una vicenda che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e che si è conclusa grazie alla determinazione dei soccorritori e a una ricerca senza sosta.

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