Turchia blocca una nave da crociera con 2.000 passeggeri LGBTQ+ e Patti LuPone: attracco negato per “valori morali”

Una nave da crociera con a bordo circa 2.000 passeggeri LGBTQ+ e la cantante di Broadway Patti LuPone è stata bloccata all’ingresso in Turchia dopo che le autorità locali hanno motivato la decisione sostenendo che il comportamento del gruppo non fosse “in linea con la struttura della nostra società e i nostri valori morali”.
La nave, la Scarlet Lady di Virgin Voyages, era partita da Atene, in Grecia, il 5 luglio per quello che era stato pubblicizzato come “un epico viaggio di 10 giorni interamente dedicato alla comunità gay”, organizzato dalla compagnia statunitense Atlantis, specializzata in crociere e vacanze per persone LGBTQ+.
Secondo il programma originale, la Scarlet Lady avrebbe dovuto attraccare il 7 luglio nel porto turco di Kuşadası, per poi proseguire verso Istanbul. Tuttavia, le autorità della provincia di Aydin hanno pubblicato una dichiarazione in cui affermano che la nave era stata noleggiata “da gruppi noti per comportamenti non in linea con la struttura della nostra società e i nostri valori morali”, aggiungendo che l’arrivo era stato annullato a seguito delle “notevoli preoccupazioni nell’opinione pubblica” e precisando che “non c’è assolutamente alcuna possibilità” che il gruppo possa visitare la provincia per un evento di questo tipo.
La decisione ha interrotto una collaborazione turistica che, secondo Atlantis, negli ultimi 25 anni aveva già visto 13 attracchi a Istanbul e Kuşadası. Il presidente e amministratore delegato della compagnia, Rich Campbell, ha dichiarato alla stampa statunitense di essere rimasto scioccato, sottolineando come sia la prima volta che alla società venga esplicitamente negato l’accesso per motivi legati all’identità dei passeggeri.
Anche Patti LuPone, 77 anni, vincitrice del Tony Award e tra gli artisti attesi a bordo per esibirsi, ha commentato la vicenda sui social definendo la decisione “sconcertante” e affermando di essere “furiosa”, pur confermando che si esibirà comunque durante la crociera, che farà scalo in altri porti.
La nave, infatti, dopo il divieto di attracco in Turchia, ha modificato il proprio itinerario prevedendo soste al Cairo e a Creta. Atlantis ha riferito di non essere riuscita a ottenere un ripensamento delle autorità turche, nonostante diversi contatti diplomatici.
Fonti della compagnia hanno inoltre evidenziato come, all’arrivo in porto, la nave appaia come qualsiasi altra imbarcazione turistica, sottolineando che la crociera era stata annunciata con largo anticipo e non rappresentava una manifestazione politica.
Dalla Turchia, al momento, non sono arrivati commenti ufficiali sulla vicenda. In generale, nel Paese l’omosessualità non è reato, ma le tensioni e le restrizioni legate ai diritti LGBTQ+ risultano frequenti, anche a livello istituzionale, con il Pride di Istanbul vietato dal 2015.
Il caso ha riacceso il dibattito internazionale sulle politiche di accesso turistico e sulle discriminazioni legate all’orientamento sessuale, in un contesto già segnato da precedenti episodi simili.















