21 Settembre 2026 - 11.36

Sant’Agostino Fabbrica Arte, le aziende diventano palcoscenici: tre giorni tra pittura, teatro, natura e famiglie

Dal 25 al 27 settembre Officine Lavinoss e Gemmo aprono i loro spazi alla comunità. Mostre, spettacoli, laboratori, apiario, musica e attività per bambini preparano il terreno al Festival del 2027

Per tre giorni la fabbrica smette di essere soltanto luogo di produzione e diventa spazio espositivo, teatro, giardino da esplorare e punto d’incontro per la comunità. Dal 25 al 27 settembre torna Sant’Agostino Fabbrica Arte, progetto che coinvolgerà gli spazi di Officine Lavinoss e Gemmo spa, nel distretto industriale di Sant’Agostino, con un programma che intreccia pittura, teatro, natura, musica e animazione culturale.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Arcugnano, arriva al terzo anno e rappresenta contemporaneamente una nuova tappa verso il Festival Sant’Agostino Fabbrica Arte, previsto per il 2027.

Alla base del progetto c’è l’idea di mettere in relazione mondi apparentemente distanti: fabbrica e arte, produzione e cultura, impresa e comunità. Gli ambienti normalmente destinati al lavoro vengono così aperti a cittadini, artisti e spettatori, diventando luoghi nei quali sperimentare nuove forme di incontro.

Quest’anno il progetto amplia anche la propria geografia. Officine Lavinoss, dove Fabbrica Arte è nato e dove si è sviluppata in particolare la ricerca legata alla pittura, conferma la propria vocazione espositiva, mentre Gemmo spa entra nel percorso mettendo a disposizione i propri spazi per il teatro, gli incontri e le iniziative dedicate alle famiglie.

La direzione creativa è affidata a Saverio Sbalchiero. La Piccionaia, Centro di Produzione Teatrale, cura organizzazione e programmazione teatrale; Giovanna Grossato firma la curatela artistica, Mauro Zocchetta la direzione artistica e Fabio Rigodanza la direzione di produzione.

Cuomo: «Imprese, cittadini e cultura messi in relazione»

Per il sindaco di Arcugnano Simone Cuomo, il progetto rappresenta un modo concreto di immaginare la crescita della comunità attraverso il collegamento fra imprese, cittadini, cultura e territorio. Aprire luoghi normalmente riservati alla produzione, trasformandoli temporaneamente in spazi d’incontro, significa secondo il primo cittadino creare nuove opportunità di partecipazione e rafforzare l’identità e la vitalità del territorio.

Saverio Sbalchiero sottolinea invece come Fabbrica Arte sia nato dalla volontà di modificare lo sguardo sui luoghi produttivi senza alterarne la natura. L’ingresso dell’arte nella fabbrica crea, secondo il direttore creativo, un rapporto particolare tra ciò che quegli ambienti rappresentano quotidianamente e ciò che possono diventare quando vengono attraversati da artisti e pubblico. L’edizione 2026, inoltre, costituisce un ulteriore passaggio verso un progetto ancora più diffuso nel 2027.

La curatrice Giovanna Grossato evidenzia il rapporto che si crea tra la pittura di Alessandro Faggionato e gli spazi delle Officine Lavinoss: un incontro particolarmente significativo perché il lavoro dell’artista affonda le radici nella grande tradizione coloristica veneta, riletta però attraverso una sensibilità contemporanea. Inserite all’interno di una fabbrica, le opere acquistano una relazione ancora più diretta con la materia, il gesto e il tempo del fare.

Per Nina Zanotelli, de La Piccionaia, responsabile della direzione organizzativa e della programmazione teatrale, l’obiettivo è evitare che arti visive, teatro, natura e attività per le famiglie rimangano episodi separati: devono invece comporre un unico racconto capace di collegare linguaggi, ambienti e pubblici differenti.

Anche Fabio Rigodanza ricorda il ruolo centrale di Officine Lavinoss, luogo nel quale il percorso ha avuto origine. La risposta del pubblico, interessato a scoprire gli spazi lavorativi trasformati dalla presenza dell’arte, ha confermato secondo Rigodanza la possibilità di far convivere cultura e impresa e di creare nuove relazioni con la comunità.

Susanna Gemmo, vicepresidente di Gemmo spa, spiega invece che l’adesione al progetto è stata una scelta naturale, legata alla convinzione che la funzione di un’azienda possa estendersi oltre i propri confini produttivi. Aprire la sede significa anche condividere un luogo nel quale sono custodite la memoria, la storia e l’identità dell’impresa. Fabbrica Arte diventa quindi uno strumento per rafforzare il rapporto con il territorio e con le persone che vi lavorano e vivono, nella prospettiva di un progetto destinato a crescere ulteriormente.

Venerdì 25 settembre, la pittura entra nelle Officine Lavinoss

La prima giornata sarà dedicata alle arti visive. Venerdì 25 settembre alle 20.30, alle Officine Lavinoss, verrà inaugurata “E all’alba nascono immagini”, personale di Alessandro Faggionato, curata da Giovanna Grossato con allestimento di Mauro Zocchetta.

La mostra resterà visitabile anche sabato 26 e domenica 27 settembre, sempre dalle 20.30 alle 23.

Il percorso comprende grandi tele a olio, disegni e opere circolari attraverso i quali la pittura di Faggionato costruisce forme fatte di velature, sovrapposizioni e modulazioni cromatiche.

È una ricerca nella quale riaffiora la forza della tradizione coloristica veneta, reinterpretata attraverso una sensibilità contemporanea. Forme organiche, panneggi e apparizioni sembrano progressivamente emergere dalla materia. Nei dipinti convivono controllo formale, realismo quasi tattile e una sensazione di straniamento legata alla contemporaneità.

Accanto ai grandi oli saranno esposti disegni in bianco e nero realizzati con tecniche e materiali differenti: inchiostri litografici, matite grasse, carboncino, grafite e acrilici bianchi e neri applicati anche a pennello. La scelta della carta consente all’artista una particolare libertà nella sovrapposizione dei materiali.

Di forte impatto anche i grandi tondi di due metri di diametro, che richiamano nella forma la tradizione rinascimentale senza però assumere un carattere antico. Il riferimento storico viene infatti utilizzato all’interno di una ricerca pienamente contemporanea, nella quale la percezione visiva iniziale viene trasformata dall’emozione e dall’elaborazione personale dell’artista.

Il titolo “E all’alba nascono immagini” rimanda anche al momento concreto nel quale Faggionato comincia a dipingere. L’artista lavora infatti nelle prime ore del mattino, nel silenzio dello studio affacciato attraverso grandi vetrate su un giardino quasi simile a un parco, ricco di fiori e piante e curato dallo stesso pittore. È all’alba che l’intuizione iniziale comincia a trasformarsi in immagine e materia.

Sabato 26 settembre, Giorgione entra nel giardino di Gemmo

Sabato il centro della manifestazione si sposterà nel giardino di Gemmo spa, che diventerà uno scenario teatrale dedicato a Giorgione e al paesaggio veneto.

L’apertura è prevista alle 20.30, mentre alle 21 inizierà “Rivelazione, sette meditazioni intorno a Giorgione”, spettacolo della compagnia teatrale di ricerca Anagoor, con Marco Menegoni.

La drammaturgia è di Laura Curino e Simone Derai, che firma anche la regia. I video sono di Simone Derai e Moreno Callegari, il sound design di Mauro Martinuz. Lo spettacolo, prodotto da Anagoor nel 2009, è una coproduzione con Operaestate Festival Veneto e Centrale Fies.

Di fronte a due schermi, un narratore attraverserà documenti, parole, versi poetici e immagini delle opere del pittore di Castelfranco, facendo riaffiorare frammenti della Venezia tra Quattrocento e Cinquecento.

Proprio l’impossibilità di costruire una biografia completa e definitiva di Giorgione diventa il punto di partenza dello spettacolo, che sceglie la forma della meditazione anziché quella del racconto biografico tradizionale. Il risultato è un viaggio poetico nell’artista, nella sua epoca, nell’atmosfera delle sue opere e nel mistero dell’immagine, interrogandosi anche sulla capacità dell’arte di continuare a parlare al presente.

Il giardino farà parte integrante dell’esperienza grazie a un allestimento serale, alla musica ambient e alla creazione di uno spazio lounge.

Per tutta la serata sarà disponibile un Lounge Bar gratuito. Dalle 22.15 l’atmosfera musicale proseguirà con il dj set di Lady Gisa.

Domenica 27 settembre il giardino diventa dei bambini

La terza giornata sarà dedicata soprattutto alle famiglie. Domenica 27 settembre dalle 15 il giardino di Gemmo ospiterà laboratori, animazione, esperienze legate alla natura, incontri e momenti conviviali.

L’obiettivo è trasformare per alcune ore lo spazio dell’impresa in un grande giardino condiviso dove bambini e adulti possano incontrarsi, giocare, conoscere e scoprire.

Alle 16 è prevista una merenda condivisa.

Tra le attività ci sarà la visita all’apiario di Gemmo, realizzato nell’ambito di Apicoltura Urbana, progetto nazionale dedicato alla salvaguardia delle api e alla tutela della biodiversità, al quale partecipano aziende, istituzioni e scuole attraverso l’installazione e la cura di alveari nei propri spazi.

L’incontro diretto con l’alveare vuole diventare uno strumento di educazione ambientale, aiutando bambini e famiglie a conoscere la complessità degli ecosistemi e l’importanza della loro tutela.

Sempre domenica è in programma “Li hai mai visti da vicino?”, laboratorio didattico condotto da Sara Belpinati e rivolto ai bambini dai 6 anni.

Al centro dell’esperienza ci saranno gli insetti, presenti nell’aria, nell’acqua, nel terreno, nei boschi, nelle città e persino nelle abitazioni. Il laboratorio, della durata di 45 minuti, permetterà di osservarli e conoscerli più da vicino, affrontando i temi degli habitat, della biodiversità e del rispetto della natura.

Sara Belpinati è educatrice didattica di Raìse, asilo forestale attivo nell’area verde del Bosco Limite, a Carmignano di Brenta, e realizza laboratori ed incontri per bambini e ragazzi dedicati all’ambiente, alla vegetazione, alla fauna boschiva e al mondo degli insetti.

Il pomeriggio continuerà con animazione, laboratori creativi e attività sul prato.

Alle 17.30 “Bambina e Pittore” di Gianni Franceschini

A chiudere la manifestazione, domenica alle 17.30, sarà Gianni Franceschini con “Bambina e Pittore – Teatro, pittura e l’arte di essere bambini”.

Lo spettacolo mette in relazione pittura e teatro attraverso il rapporto tra un vecchio artista e una bambina invisibile che lo accompagna, suggerendogli cosa osservare e vivere.

Lo sguardo dell’infanzia incontra così quello della maturità. Pennelli, colori, materia e gesti costruiscono progressivamente immagini nelle quali affiorano natura, desideri, paure, gioia, tristezza, bene e male.

La rappresentazione assume la forma di un grande scarabocchio costruito idealmente insieme, finché i segni cominciano a trasformarsi in immagini capaci di raccontare e di parlare al mondo.

Al termine dello spettacolo è previsto un incontro con l’artista.

Franceschini è pittore, attore, drammaturgo e regista teatrale. La sua ricerca mette da sempre in comunicazione pittura e scena, arti visive e narrazione. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti anche internazionali e sviluppato un percorso personale tra arte naïve, singulière e outsider, indagando anche il rapporto fra cultura popolare e arte contemporanea.

Parallelamente all’attività pittorica ha costruito una lunga esperienza nel teatro per ragazzi, nel teatro popolare e nel teatro di figura. Dagli anni Settanta a oggi i suoi spettacoli sono stati presentati in rassegne e festival in Italia, in numerosi Paesi europei, negli Stati Uniti e in Canada. È inoltre direttore artistico della Compagnia Franceschini PerformingArts.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti

Tutte le attività di Sant’Agostino Fabbrica Arte 2026 sono a ingresso gratuito. Per gli spettacoli e per i laboratori viene comunque consigliata la prenotazione.

L’edizione di quest’anno rappresenta anche un passaggio verso un progetto più ampio. Nel 2027 nascerà infatti il Festival Sant’Agostino Fabbrica Arte, con l’obiettivo di coinvolgere progressivamente altre aziende e allargare la rete che mette in comunicazione produzione, cultura, imprese e comunità.

L’ambizione è trasformare progressivamente il distretto industriale in un territorio che possa essere vissuto anche attraverso l’arte, generando nuove occasioni di incontro, ricerca e partecipazione e facendo dialogare il mondo del lavoro con quello culturale e sociale.

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