10 Settembre 2026 - 11.00

Maldive, tramonti e Dengue. Il nuovo souvenir delle vacanze

Un tempo dalle Maldive si tornava con la pelle color rame, qualche fotografia da far vedere agli amici, il ricordo di un tramonto da cartolina e, per i più intraprendenti, un po’ di sabbia rimasta ostinatamente incastrata nei costumi.

Oggi si può tornare con qualcosa di più esotico: la Dengue.

È il magnifico effetto collaterale della globalizzazione, combinata con il cambiamento climatico: abbiamo finalmente costruito un mondo senza confini e, insieme alle persone, alle merci, agli aerei low cost ed ai container, abbiamo deciso di far viaggiare anche virus, zanzare e malattie tropicali.

La differenza è che il virus non deve neppure pagare il supplemento bagaglio.

Secondo i dati riportati dall’Istituto Superiore di Sanità, nel 2026 in Italia sono stati registrati poco meno di 200 casi di Dengue importata. 

Circa il 70 per cento riguarda persone rientrate dalle Maldive, dove è stato segnalato un focolaio epidemico significativo.

Lombardia ed Emilia-Romagna hanno superato i trenta casi ciascuna, seguite da Toscana e Lazio.

Fin qui, niente di particolarmente sorprendente.

Se vai alle Maldive, puoi incontrare una zanzara infetta. 

È uno dei rischi; non esattamente quello che compare nelle brochure delle agenzie di viaggio sotto la voce “servizi inclusi”.

Il problema comincia quando la Maldive non servono più.

Perché a Sanremo, quest’anno, è stato registrato un caso autoctono di Dengue.

“Autoctono”.

Una di quelle parole che fino a qualche tempo fa sembravano appartenere ai libri di medicina tropicale, e che adesso rischiamo di utilizzare parlando della Riviera ligure.

Significa semplicemente che il paziente non era tornato da un viaggio ai tropici, non aveva preso un aereo per l’Oceano Indiano, non aveva fatto il giro del mondo.

Era sempre stato in Italia.

E qui arriva la parte interessante.

La zanzara tigre (tipica del Sud Est asiatico  e arrivata in Italia nel 1990), quella che abbiamo imparato a conoscere perché ci massacra le caviglie mentre annaffiamo i gerani, non è più soltanto una seccatura estiva.

È un vettore.

Può trasmettere Dengue, Chikungunya e Zika. 

La West Nile, intanto, è ormai presente stabilmente in Italia, con casi autoctoni praticamente in tutto il Paese.

E sullo sfondo c’è anche la possibilità che arrivi e si stabilizzi da noi l’ Aedes aegypti, la zanzara associata alla febbre gialla, già stabilmente presente a Cipro e a Madeira e sulle coste orientali del Mar Nero.  Tanto che l’ European Centre for Disease Prevention and Control considera il trasporto marittimo da Madeira verso l’Europa occidentale una delle principali vie di possibile introduzione di Aedes aegypti.

Insomma, il catalogo delle malattie tropicali sta diventando sorprendentemente europeo.

Un tempo per incontrarle bisognava andare in Africa, in Asia od in America Latina.

Adesso potrebbe bastare un balcone di casa nostra.

Naturalmente non significa che ogni zanzara italiana sia diventata improvvisamente un killer tropicale. 

E non significa nemmeno che dobbiamo trascorrere l’estate vestiti da apicoltori.

Significa però che il problema della prevenzione sta cambiando.

E qui, inevitabilmente, arriviamo alla politica.

Perché l’Italia è il Paese dei bonus.

Abbiamo avuto il bonus mobili, il bonus frigoriferi, il bonus animali domestici, il bonus tende da sole, ed un’intera enciclopedia di incentivi, detrazioni, condoni, contributi ed agevolazioni che nel corso degli anni hanno trasformato il bilancio pubblico in una specie di supermercato della generosità politica.

Manca però un bonus: il Bonus Zanzariere.

Che, francamente, non sarebbe neppure una cattiva idea.

Una zanzariera non risolve il problema delle zanzare. Non sostituisce la disinfestazione. Non sostituisce la lotta ai ristagni d’acqua. Non sostituisce la prevenzione fatta da Comuni e Regioni.

Ma una zanzariera è una barriera fisica, e soprattutto è una barriera relativamente semplice.

Pensiamo soprattutto agli anziani, alle persone fragili, ed a quelle famiglie che magari non hanno centinaia di euro da spendere per proteggere tutte le finestre di casa.

Potremmo aiutarle.

Non stiamo parlando di finanziare una piscina, cambiare il divano o comprare l’ennesimo elettrodomestico incentivato dalla benevolenza del legislatore.

Stiamo parlando di una retina.    Una semplice retina.

Una di quelle invenzioni dell’umanità che non richiedono né intelligenza artificiale, né un algoritmo europeo, né una cabina di regia interministeriale.

Eppure potrebbe contribuire a ridurre il rischio che una zanzara infetta entri in casa.

Il paradosso è che persino chi si occupa di malattie infettive ha indicato proprio gli incentivi alle zanzariere tra le possibili misure di prevenzione.

E non è difficile capire perché.

La prevenzione sanitaria è fatta di tante piccole cose: disinfestazione, eliminazione dei ristagni d’acqua, informazione, repellenti, attenzione agli orari di maggiore attività degli insetti e, appunto, protezione delle abitazioni.

Il problema è che la prevenzione ha un difetto imperdonabile per la politica.

Non si vede.

Un ospedale pieno di pazienti si vede.  Un’ambulanza si vede. Una conferenza stampa dell’assessore alla sanità si vede. Una squadra che arriva con gli atomizzatori dopo che è scoppiato un focolaio si vede benissimo.

Una zanzariera installata tre mesi prima, invece, non produce fotografie, e quindi non è adatta a produrre “voti”.

E così continuiamo a comportarci secondo l’antico principio italiano: prima aspettiamo che succeda qualcosa, poi nominiamo una task force.

La storia della Dengue ci sta dicendo invece che sarebbe meglio cominciare a ragionare prima.

Perché la globalizzazione ha cancellato molti confini.  Ed il cambiamento climatico ne sta spostando altri.

Le zanzare, naturalmente, non leggono i decreti ministeriali e non rispettano le competenze tra Stato, Regioni e Comuni.  Non sanno neppure cosa sia una conferenza Stato-Regioni.

Volano.  Pungono.  E trasmettono quello che possono trasmettere.

Noi, invece, continuiamo a discutere su chi debba fare cosa.

E chissà, magari il prossimo bonus sarà proprio quello giusto: il Bonus Zanzariere.

Non farà crescere il PIL, non rilancerà i consumi, e probabilmente non farà vincere nessuna elezione.

Però potrebbe avere un vantaggio enorme; quando arriva la zanzara, almeno la finestra è sbarrata.

E per una volta, sarebbe bello che la politica arrivasse prima dell’insetto.

Umberto Baldo

PS: le zanzare non sono né di destra né di sinistra. E neanche di centro!

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