29 Settembre 2026 - 16.50

Come sta andando l’Argentina di Milei?

La politica economica della “motosega” di Javier Milei ha prodotto uno dei risultati più evidenti sul fronte dell’inflazione argentina, anche se il quadro economico presenta ancora diverse criticità. Mentre il presidente argentino è in partenza martedì 29 settembre per Parigi, dove parteciperà all’“Argentina Week” dedicata agli investimenti e avrà in agenda anche un incontro con Emmanuel Macron, i dati mostrano una forte frenata della crescita dei prezzi rispetto all’inizio del suo mandato.

Quando Milei arrivò alla presidenza, nel dicembre 2023, l’Argentina attraversava una delle fasi economiche più difficili degli ultimi decenni. Nel novembre di quell’anno l’inflazione aveva raggiunto il 161% su base annua, in un contesto segnato anche da recessione, scarsità di valuta estera e forti squilibri nei conti pubblici.

Nel dicembre 2023, primo mese che rifletteva almeno in parte le decisioni della nuova amministrazione, i prezzi al consumo aumentarono del 25,5% in appena un mese. L’inflazione dell’intero 2023 raggiunse il 211,4%.

A quasi tre anni di distanza il quadro è profondamente cambiato. Secondo l’Indec, l’istituto nazionale di statistica argentino, nell’agosto 2026 l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dell’1,7% rispetto al mese precedente. Il dato su dodici mesi si è attestato al 33,5%, mentre nei primi otto mesi del 2026 l’incremento cumulato è stato del 21,3%.

Si tratta quindi di una forte disinflazione: i prezzi continuano a crescere, ma a una velocità molto inferiore rispetto a quella registrata alla fine del 2023. La diminuzione dell’inflazione, infatti, non significa che il costo della vita sia tornato ai livelli precedenti, ma che il ritmo con cui i prezzi aumentano si è ridotto.

Alla base di questo risultato c’è la drastica correzione dei conti pubblici portata avanti dall’amministrazione Milei. Il governo ha ridotto fortemente la spesa primaria, intervenendo tra l’altro su investimenti pubblici, trasferimenti, sussidi e pensioni, e ha puntato sull’eliminazione del finanziamento monetario del deficit. Nel 2024 il bilancio pubblico ha registrato un avanzo complessivo dello 0,3% del Pil e un avanzo primario dell’1,8%, dopo il forte deficit dell’anno precedente. Il Fondo monetario internazionale ha indicato la stretta fiscale e la fine del finanziamento monetario del disavanzo tra gli elementi che hanno contribuito alla stabilizzazione macroeconomica e alla discesa dell’inflazione.

Anche la crescita ha fornito segnali positivi dopo la fase recessiva. Nel 2025 il Pil argentino è aumentato del 4,4%, dopo le contrazioni dell’1,9% nel 2023 e dell’1,3% nel 2024. Secondo l’analisi della Direzione generale del Tesoro francese, alla ripresa hanno contribuito in particolare il recupero dei consumi privati, degli investimenti e delle esportazioni.

Nel 2026, tuttavia, sono emersi segnali di rallentamento. L’Indec ha rilevato che nel secondo trimestre il Pil è aumentato del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma è diminuito dello 0,6% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, considerando i dati destagionalizzati.

La frenata dell’inflazione convive inoltre con difficoltà che riguardano direttamente le famiglie. Secondo un’analisi di BNP Paribas pubblicata a settembre, dalla primavera del 2025 è peggiorata rapidamente la capacità degli argentini di rimborsare i prestiti non immobiliari. La banca centrale argentina stima che circa 5,8 milioni di persone abbiano accumulato ritardi superiori a 90 giorni nei pagamenti e che circa la metà dei relativi crediti sia considerata difficilmente recuperabile.

Per BNP Paribas, la forte disinflazione rappresenta un risultato macroeconomico significativo, ma la stretta economica ha contribuito nello stesso tempo a mettere milioni di nuclei familiari sotto pressione sul fronte dell’indebitamento. Il problema è legato anche al fatto che, nonostante il rallentamento dell’indice generale, beni e servizi essenziali continuano ad aumentare di prezzo: nell’agosto 2026, ad esempio, abitazione, acqua, elettricità e gas sono cresciuti del 2,8% in un solo mese, l’istruzione del 2,5% e la sanità del 2,4%.

Il bilancio economico dell’era Milei presenta dunque due dinamiche contemporanee. Da una parte l’Argentina è passata da un’inflazione mensile del 25,5% nel dicembre 2023 all’1,7% dell’agosto 2026 e ha riportato i conti pubblici in avanzo; dall’altra, dopo il forte rimbalzo del Pil nel 2025, l’attività economica ha mostrato nuovi segnali di debolezza e una parte delle famiglie si trova alle prese con un crescente peso dei debiti.

Saranno proprio stabilità macroeconomica e attrazione degli investimenti alcuni dei temi al centro della missione europea di Milei. Il presidente partirà il 29 settembre e arriverà a Parigi il giorno successivo per l’“Argentina Week”, in programma fino al 2 ottobre. Tra gli appuntamenti è previsto anche un incontro con il presidente francese Emmanuel Macron.

Potrebbe interessarti anche:

Come sta andando l'Argentina di Milei? | TViWeb Come sta andando l'Argentina di Milei? | TViWeb

Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

Luca Faietti Direttore Fondatore ed Editoriale - Arrigo Abalti Fondatore - Direttore Commerciale e Sviluppo - Paolo Usinabia Direttore Responsabile

Copyright © 2026 Tviweb. All Rights Reserved | Tviweb S.R.L. P.Iva E C.F. 03816530244 - Sede Legale: Brendola - Via Monte Grappa, 10

Concessionaria pubblicità Rasotto Sas

Credits - Privacy Policy