Veneto, siccità ancora grave: piogge sotto la media e Bacchiglione a -69%

La carenza idrica in Veneto resta «grave e persistente» anche a settembre 2026. A certificarlo è Anbi Veneto, sulla base dei dati Arpav analizzati nel bollettino mensile sulla disponibilità della risorsa idrica.
Nel corso di settembre sono caduti mediamente 89 millimetri di pioggia, il 19% in meno rispetto alla media degli ultimi trent’anni. Le precipitazioni sono state inoltre distribuite in modo molto irregolare: sulla costa veneziana orientale si sono verificati violenti rovesci localizzati, con episodi di allagamento, mentre il deficit è rimasto particolarmente marcato in Polesine e nel Delta del Po.
Ancora più significativo il bilancio dell’intero anno idrologico, compreso tra ottobre 2025 e settembre 2026: sul Veneto sono caduti complessivamente 872 millimetri di pioggia, con un deficit del 23% rispetto ai valori medi.
La scarsità di precipitazioni si riflette direttamente sui principali fiumi della regione, che nella fase conclusiva della stagione irrigua presentano portate nettamente inferiori alla norma storica.
La situazione più critica riguarda il Bacchiglione, con una portata inferiore del 69% rispetto alla media. Seguono l’Adige con -57%, il Po con -43%, la Livenza con -42% e il Brenta con -28%.
In sofferenza anche le falde sotterranee, che non hanno registrato benefici significativi dalle piogge cadute alla fine dell’estate.
A pesare sul quadro idrico sono state anche temperature ancora elevate. A settembre la media regionale è stata di 21,7 gradi, con un’anomalia positiva di 1,6 gradi rispetto ai valori di riferimento.
Le proiezioni per ottobre elaborate dal Centro di sperimentazione per l’innovazione irrigua delineano però un Veneto diviso in due. Nelle aree occidentali e settentrionali dovrebbe proseguire una situazione di scarsità delle precipitazioni, mentre sul settore centro-meridionale sono attese piogge abbondanti e superiori alla media.
In queste ultime zone l’attenzione si sposterà quindi sulla capacità di sgrondo delle acque, per evitare ristagni e fenomeni di compattamento dei terreni. Un quadro che conferma come, nonostante alcuni episodi di maltempo intenso, il problema della disponibilità d’acqua rimanga aperto in gran parte del Veneto.




















