Veneto, approvata all’unanimità la legge sui caregiver familiari: sostegni, formazione e un fondo regionale

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la legge per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari, le persone che ogni giorno si prendono cura gratuitamente di un familiare o di una persona cara non autosufficiente, malata, con disabilità o bisognosa di assistenza continuativa.
Il provvedimento, nato dal progetto di legge numero 81 presentato dalla vicepresidente della Commissione Sanità Chiara Luisetto del Partito Democratico e dal presidente della Regione Alberto Stefani, è stato approvato martedì 29 settembre a Palazzo Ferro Fini. Relatrice in aula è stata Luisetto, mentre il ruolo di correlatore è stato affidato al capogruppo della Lega-LV Riccardo Barbisan.
Ma chi sono esattamente i caregiver familiari? La legge li definisce come persone che, volontariamente, gratuitamente e responsabilmente, si occupano per ragioni affettive di una persona cara che necessita di assistenza di lunga durata o non è autosufficiente. Non è necessario vivere nella stessa abitazione. Nella pratica può trattarsi, ad esempio, di chi assiste quotidianamente un genitore anziano, un coniuge malato o un figlio con disabilità, aiutandolo nella cura personale, negli spostamenti, nelle attività quotidiane, nelle relazioni e nei rapporti con i servizi sanitari e sociali.
Con la nuova normativa il caregiver viene inserito in modo più strutturato nella rete regionale dei servizi sociali e sociosanitari, con il riconoscimento della funzione svolta all’interno del percorso assistenziale della persona seguita.
Particolare attenzione è prevista per i giovani caregiver, che possono trovarsi a conciliare l’assistenza di un familiare con scuola, formazione e ingresso nel mondo del lavoro, e per i caregiver con più di 65 anni, maggiormente esposti al peso fisico e psicologico dell’attività di cura.
Tra gli interventi previsti ci sono informazione e formazione, affiancamento, supporto psicologico e misure di sollievo, pensate per consentire al caregiver di avere periodi di pausa dall’impegno assistenziale. La legge punta inoltre a riconoscere e valorizzare le competenze maturate durante l’attività di cura, comprese quelle trasversali, anche nell’ottica di favorire l’ingresso o il reinserimento nel mercato del lavoro.
Verrà istituito anche un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, insieme a un sistema per raccogliere e diffondere le buone pratiche. Sono inoltre previste linee guida regionali, l’istituzione del Fondo regionale caregiver e una Giornata regionale dedicata a queste figure, fissata per il 6 ottobre.
Il presidente della Regione Alberto Stefani ha parlato di un provvedimento che interessa «più di 260 mila veneti», sottolineando il ruolo dei caregiver all’interno della rete di assistenza regionale. «Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura», ha dichiarato dopo l’approvazione, rivendicando il lavoro condiviso tra maggioranza e opposizione.
La normativa arriva dopo un percorso che ha coinvolto associazioni, realtà del Terzo settore, organizzazioni sindacali e persone con esperienza diretta nell’assistenza familiare. La Commissione sociosanitaria aveva dato il via libera al testo il 16 settembre, prima del passaggio definitivo in Consiglio regionale.
Nel corso della stessa seduta, il Consiglio regionale ha inoltre approvato all’unanimità il rinvio in Commissione del progetto di legge numero 35, dedicato alle iniziative per il ricordo delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.




















