6 Ottobre 2026 - 10.01

Vannacci comincia a sgonfiarsi? Primo calo nei sondaggi La7, Meloni recupera

Dopo settimane di crescita, arriva il primo segnale di frenata per Roberto Vannacci. Nel sondaggio SWG diffuso lunedì 5 ottobre dal TgLa7, Futuro Nazionale scende dal record dell’8 al 7,8%, perdendo due decimi in una settimana.

Un arretramento contenuto, che da solo non basta a parlare di inversione di tendenza, ma che diventa più interessante se letto insieme ai movimenti degli altri partiti del centrodestra.

Fratelli d’Italia guadagna infatti tre decimi e sale al 27,7%, confermandosi nettamente il primo partito. Cresce anche Forza Italia, che raggiunge il 7,1% con un +0,2, mentre la Lega sale al 5,2% con un decimo in più.

Il dato politico sta proprio qui: Vannacci arretra nella stessa settimana in cui avanzano tutte e tre le principali forze dell’area di centrodestra. Il sondaggio non consente naturalmente di stabilire se ci sia stato un trasferimento diretto di voti, ma il segnale è comunque significativo.

La frenata emerge ancora meglio osservando l’andamento delle ultime settimane. Futuro Nazionale era al 7,5% a fine agosto, era poi salito al 7,7% il 7 settembre, al 7,9% una settimana dopo e all’8% il 21 settembre. Il 28 settembre era rimasto fermo sulla stessa quota. Il 7,8% rilevato il 5 ottobre interrompe quindi una fase di crescita pressoché continua.

Anche altri rilevamenti recenti mostrano un quadro simile. La media di più istituti collocava Futuro Nazionale attorno al 7,6%, mentre un’altra supermedia lo indicava al 7,7%, sostanzialmente stabile. Più che un crollo, dunque, i numeri raccontano per ora un possibile assestamento dopo la forte crescita estiva.

Sul fronte opposto il Partito Democratico sale di un decimo al 20,7%, mentre il Movimento 5 Stelle perde due decimi e scende al 12,6%. Alleanza Verdi e Sinistra resta stabile al 6,6%.

Più indietro, Azione si attesta al 3,1%, Italia Viva al 2,3% e +Europa all’1,6%, tutte in lieve calo. Noi Moderati e Avanti Psi restano intorno all’1%.

C’è poi un altro elemento da considerare: aumenta la quota di intervistati che non esprime una preferenza. Un dato che invita alla prudenza nel leggere oscillazioni di pochi decimali come tendenze ormai consolidate.

Il vero interrogativo riguarda ora il peso di Vannacci all’interno dell’area di centrodestra. Alcune simulazioni mostrano che un eventuale ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione non produrrebbe automaticamente un aumento equivalente alla sua percentuale, perché una parte dei consensi potrebbe sovrapporsi a quelli già espressi verso le altre forze dell’alleanza.

Per ora Vannacci resta su livelli molto superiori a quelli registrati nella fase iniziale del suo progetto politico. Ma il dato del 5 ottobre introduce una novità: per la prima volta dopo settimane di crescita, Futuro Nazionale arretra.

Sarà necessario attendere le prossime rilevazioni per capire se il 7,8% rappresenti soltanto una normale oscillazione oppure l’inizio di una fase di ridimensionamento. Intanto, il primo dubbio è entrato nei numeri: l’8% raggiunto a settembre potrebbe essere stato un primo tetto.

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