Tragedia sul Pasubio: precipitati per oltre 100 metri durante un’arrampicata, muoiono due giovani vicentini

VALLI DEL PASUBIO (VI) – Una giornata in montagna tra amici si è trasformata in una tragedia che ha sconvolto l’intero Vicentino. Hanno perso la vita sul Sojo d’Uderle, nel gruppo del Monte Pasubio, i giovani alpinisti Giosuè Baldissera, 26 anni, e Sofia Dalle Nogare, 24 anni, precipitati per oltre cento metri mentre stavano affrontando lo Spigolo Boschetti-Zaltron insieme agli amici Filippo Agricola e Alessandro Filippi.
L’incidente è avvenuto nella mattinata di sabato 14 giugno nella zona del Sojo d’Uderle. Secondo una prima ricostruzione fornita dai compagni di cordata ai carabinieri, durante una sosta potrebbe essersi sganciato un ancoraggio, trascinando nel vuoto i due giovani. Le cause esatte della tragedia sono comunque ancora al vaglio degli inquirenti.
L’allarme è stato lanciato immediatamente da una cordata che ha assistito alla caduta. Attorno alle 11.40 è stato attivato il Soccorso Alpino di Schio, intervenuto assieme al tecnico di elisoccorso e al medico dell’elicottero di Trento. Le operazioni si sono rivelate particolarmente complesse a causa della fitta nebbia che avvolgeva la parete.
Una volta raggiunti i due alpinisti, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. L’eliambulanza non ha potuto effettuare il recupero delle salme proprio a causa delle condizioni meteo. I corpi sono stati quindi imbarellati e trasportati a valle dai soccorritori fino alla strada. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri per gli accertamenti di competenza.
Chi era Sofia Dalle Nogare
Originaria di Thiene e residente a Schio, Sofia Dalle Nogare avrebbe compiuto 25 anni il prossimo 4 agosto. Era molto conosciuta nell’ambiente sportivo locale.
Da giovane aveva praticato nuoto agonistico con la società Schio Nuoto, partecipando a competizioni giovanili. Successivamente aveva continuato a frequentare il mondo della piscina lavorando come assistente bagnante all’impianto della Campagnola di Schio. Anche la madre, Desirée Martini, frequentava abitualmente il centro natatorio.
Chi l’ha conosciuta la descrive come una ragazza solare, disponibile e appassionata. Al nuoto affiancava una grande passione per la montagna e l’alpinismo. Non si limitava alle escursioni, ma era impegnata anche nell’apertura di nuove vie di arrampicata.
La sua morte lascia nel dolore il padre Fabio, la madre Desirée Martini, il fratello Matteo e una vasta cerchia di amici. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ore successive alla tragedia. Anche le Piscine di Schio e la Schio Nuoto hanno espresso vicinanza alla famiglia.
Chi era Giosuè Baldissera
Giosuè Baldissera aveva compiuto 26 anni da pochi giorni. Originario di Semonzo del Grappa, nel comune di Borso del Grappa, viveva a Vicenza ed era vigile del fuoco in servizio presso la caserma di Asiago, assegnato al turno C.
Dopo il corso di formazione era stato destinato all’Altopiano e aveva scelto di mantenere quel servizio rinunciando al trasferimento in città, preferendo il turno di 24 ore per avere più tempo libero da dedicare alle sue passioni.
Amava profondamente la natura, in particolare i fiumi. Nel 2023 si era laureato in Scienze Geologiche all’Università di Padova con una tesi intitolata “Idrografia e città: management fluviale a Vicenza negli ultimi 150 anni”.
Già ai tempi dell’istituto agrario Parolini di Bassano del Grappa aveva dimostrato un forte interesse per l’ambiente. Durante le vacanze natalizie del 2019 aveva percorso oltre 200 chilometri lungo il Brenta, dalle sorgenti nell’area del Lago di Caldonazzo fino alla foce di Chioggia, con l’obiettivo di monitorare lo stato di salute del fiume e sensibilizzare sui temi ambientali.
Sportivo e appassionato di attività outdoor, praticava anche rafting e amava trascorrere il tempo libero nella natura. Aveva acquistato un furgone per poter viaggiare e pernottare all’aperto durante le sue avventure. Il suo sogno professionale era entrare nel nucleo Speleo Alpino Fluviale dei Vigili del Fuoco, specializzato negli interventi di soccorso in ambienti estremi.













