29 Luglio 2026 - 9.52

Restauro del Teatro Olimpico, un anno di lavori per la sua tutela e la sicurezza

VICENZA, 29 LUGLIO 2026 – Il Teatro Olimpico, patrimonio UNESCO, sta per rinnovarsi. Alla fine del 2027 chiuderà temporaneamente per consentire interventi antisismici e di restauro del complesso e della copertura.L’operazione è quanto mai necessaria per proteggere e valorizzare lo storico teatro palladiano, con l’obiettivo di preservarlo, metterlo in sicurezza e restituire alla città il monumento vicentino più conosciuto al mondoI lavori dureranno un anno circa durante il quale il teatro non sarà accessibile alle visite e agli spettacoli, che troveranno spazio in altre sedi.Hanno presentato oggi il programma dei prossimi lavori di restauro, dal palco del Teatro Olimpico, il sindaco Giacomo Possamai, l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin e l’assessore ai lavori pubblici Cristiano Spiller.Saranno necessari 1.745.000 euro, interamente finanziati dal Ministero della cultura e riservati alla Regione del Veneto per eseguire i lavori di riduzione della vulnerabilità sismica relativi a tutto il complesso.«Da diverso tempo il Teatro Olimpico attendeva l’avvio di lavori di restauro e grazie ad un contributo ministeriale riusciamo dare il via a questo grande progetto che ci consente di tutelare, conservare e tramandare intatto un bene prezioso come il teatro coperto più antico al mondo – ha spiegato il sindaco Giacomo Possamai –. Diamo corso così ad un iter iniziato diversi anni fa con cui il Comune di Vicenza si è impegnato nel restauro dei beni UNESCO tra i più visitati della città: la Basilica Palladiana, che ospita grandi mostre, e Palazzo Chiericati dove gli interventi sono ancora in corso conclusi i quali restituiremo alla città un museo civico all’avanguardia con bookshop, ufficio turistico e spazi dedicati al sito UNESCO».
Ha poi continuato il sindaco: «Abbiamo deciso di comunicare con largo anticipo gli importanti lavori che si appresta ad affrontare il Teatro Olimpico per far in modo che le numerose realtà che organizzano eventi su questo palco possano avere la possibilità di programmare rassegne e spettacoli in altri luoghi anche grazie alla nostra collaborazione. Durante il periodo di chiusura del teatro auspichiamo di intervenire anche in altri modi e per questo stiamo cercando ulteriori finanziamenti. Un’ipotesi è quella di restaurare le coperture, per cui abbiamo già il progetto esecutivo, e quindi si prevede che il cantiere possa partire senza lunghe attese».«Il contributo ministeriale offre al teatro la preziosa occasione di rinnovarsi. E lo annunciamo dicendo “Ci rinnoviamo per i prossimi 500 anni” – annuncia l’assessore alla cultura Ilaria Fantin – e dando il via ad una campagna di comunicazione che racconterà il percorso di restauro. Il teatro chiude a fine 2027 e quindi ci sono ancora due stagioni da vivere. Iniziamo fin d’ora a collaborare con le associazioni per far in modo che gli gli spettacoli possano svolgersi in altre sedi. Una di queste sarà anche l’Auditorium Canneti che sarà finalmente restituito alla città».«Il progetto di consolidamento e restauro è concepito per dare una lunga vita al Teatro Olimpico, uno dei beni più preziosi della città e patrimonio UNESCO – è intervenuto l’assessore ai lavori pubblici Cristiano Spiller -. ’obiettivo è di ridurre la vulnerabilità sismica del teatro grazie ad un contributo di 1.745.000 euro del Ministero della cultura, integrata con un’ulteriore somma di 250.000 euro da parte del comune per aumentare la prevenzione antincendio. Ci occuperemo principalmente della parte strutturale dove sono collocare le scene scamozziane, individuata dopo una serie di indagini come la più critica dal punto di vista antisismico. Verranno eseguiti dei rinforzi sulle pareti perimetrali, sui solai, sul tetto e sulle capriate in modo da rendere la struttura in grado di resistere ad eventuali sismi. La somma del Comune servirà per installare un sistema centralizzato di telecamere digitali ad infrarossi capaci di segnalare con prontezza qualsiasi principio di incendio, consentendo quindi interventi immediati ed efficaci»Come ha ricordato il Soprintendente Andrea Rosignoli: «L’iniziativa ha preso corpo grazie a una virtuosa azione sinergica formalizzata nell’accordo di collaborazione stipulato il 18 gennaio 2024 tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e il Comune di Vicenza, proprietario del Teatro Olimpico. Grazie a questa cooperazione istituzionale i ruoli e le competenze della Soprintendenza e dell’Amministrazione comunale si fondono definendo un percorso metodologico improntato alla prevenzione sismica a tutela del patrimonio storico culturale vicentino, fondato sulla conoscenza approfondita del manufatto. La Soprintendenza -, continua Rosignoli, -testimonia anche in questo modo di avere particolarmente a cuore la tutela del patrimonio culturale della città di Vicenza, di cui il Teatro Olimpico costituisce un’eccellenza assoluta». Un legame e una cura testimoniati anche dalla recente conclusione di uno studio di analisi dedicato alle celebri scene scamozziane, presentato a maggio 2025 proprio al Teatro Olimpico.Con la Legge n. 232/2016 il Ministero della cultura ha intrapreso una capillare e strategica azione di verifica e riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio storico culturale più significativo del Paese. In questo contesto il Teatro Olimpico di Vicenza, per il suo inestimabile valore, è stato inserito nel programma dei finanziamenti ed è quindi stato oggetto di un’approfondita progettazione per la tutela dell’edificio, la cui fase esecutiva è in corso di ultimazione a cui farà seguito la realizzazione dei lavori.L’intervento di prossimo avvio al Teatro Olimpico si concentrerà in particolare sulle strutture di copertura e sulle murature e rientra nella più ampia azione del Ministero della cultura di prevenzione e mitigazione del rischio sismico sugli edifici storici, un impegno fondamentale finalizzato a preservare e trasferire intatto alle future generazioni il pregevole patrimonio culturale che abbiamo a nostra volta ricevuto in eredità. La Soprintendenza, in qualità di istituto del Ministero della cultura preposto alla salvaguardia di questi beni, oltre a gestire il finanziamento ministeriale, assicura la direzione tecnico-scientifica delle attività al fine di garantire la massima efficacia degli interventi nel pieno rispetto dell’autenticità e dell’integrità dei monumenti.Sempre nell’ambito di tali e mirate azioni di tutela basate sulla verifica e riduzione della vulnerabilità sismica finanziate dal Ministero della cultura, si segnalano, inoltre, le risorse destinate anche ad altri monumenti simbolo della città di Vicenza: il chiostro e il campanile della chiesa di Santa Corona e la chiesa di Santa Maria Nova. Si conferma così l’attenzione costante verso la salvaguardia dell’intero e prezioso compendio monumentale vicentino.

I LAVORI FINANZIATI DAL MINISTERO DELLA CULTURAI principali lavori strutturali riguardano le scene scamozziane e la versura (parte del Teatro all’estremità delle scene, verso il giardino, in cui sono presenti i solai intermedi che sostengono le luci di scena).SCENE SCAMOZZIANE
Interventi sulle muratureSi interverrà per il ripristino delle fessurazioni dell’abside e del paramento murario sul lato del giardino con la tecnica della cucitura armata realizzata tramite l’inserimento di barre elicoidali in acciaio inox all’interno dei giunti di malta.
Intervento di stabilizzazione della parete sud-estÈ previsto il collegamento nel tetto con le nuove strutture realizzate in occasione del restauro di Palazzo del Territorio attraverso una capriata interna per sostenere la parete.
Interventi sulle copertureE’ previsto il rinforzo dei puntoni, dei falsi puntoni e delle travature lignee continue mediante inserimento di un asse in legno lamellare estradossale.
Intervento di rinforzo/irrigidimento e cerchiatura della coperturaPosa in opera di un piano di controventamento di falda realizzato con un doppio strato di pannelli multistrato dello spessore di circa 20mm. Il piano di falda verrà collegato alla struttura principale con viti consentendo di rinforzare anche le travi orizzontali (terzere). L’intervento è completato dalla posa di un telaio in acciaio di rinforzo con funzione di cerchiatura metallica perimetrale.
CapriateIntervento di stabilizzazione delle capriate ribassate per limitare gli spostamenti con l’uso di un elemento trasversale.
Reticolari metallicheIn corrispondenza della zona di fronte all’abside i controsoffitti sono collegati con travi reticolari realizzate con profili angolari metallici. Si prevede la stabilizzazione della parte superiore della capriata mediante l’inserimento di un sistema di funi in acciaio.
INTERVENTI ZONA “VERSURA”
Interventi sulle muratureRipristino delle fessurazioni sulla muratura intorno alle finestre al primo e secondo piano con la tecnica della cucitura armata realizzata tramite l’inserimento di barre elicoidali in acciaio inox.
ArchitraviRealizzazione di nuovi architravi metallici sulle finestre realizzati mediante profilo angolare metallico.Solai ligneiRinforzo solai ligneiIntervento di rinforzo all’esterno dei solai lignei tra i piani funzionali al sostegno delle luci di scena.Scale di servizioL’accesso ai solai è garantito da una scala lignea che verrà rinforzata con funi metalliche collegate alle coperture. Si prevede inoltre un rinforzo dei gradini lignei con profili metallici interni.Per quanto riguarda la falda di copertura, come per la zona delle “Scene scamozziane” è stata prevista la posa in opera di un piano di elementi strutturali realizzati con un doppio strato di pannelli multistrato dello spessore di circa 20mm, e di una cerchiatura metallica perimetrale.
TELECAMERE E IMPIANTO ANTINCENDIO
L’intervento, dell’importo di 250.000 euro totalmente finanziato dal Comune, consiste nella posa di un sistema di videocamere digitali ad infrarossi, per la visione notturna, di modello e ottica variabili a seconda del locale di installazione.
L’impianto è caratterizzato da un sistema di controllo centralizzato, dotato di telecamere “in campo” ubicate in corrispondenza di tutti i rivelatori incendio già presenti al fine di permettere la completa visuale della zona che genera l’allarme.
Il sistema video centralizzato permette la visione e la registrazione video delle aree (odeo, anti odeo; scene del teatro, palco; peristilio, platea e gradinata fronte palco) con visualizzazione h24 in tempo reale.
 

 
 

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