27 Luglio 2026 - 17.42

“Guido Harari. Incontri”, si è chiusa la mostra tra l’entusiasmo dei quasi 11 mila visitatori

Si è chiusa dopo quattro mesi di apertura la mostra “Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti” che ha popolato il salone della Basilica Palladiana con oltre 300 fotografie, installazioni, filmati originali, proiezioni, manifesti e memorabilia che hanno permesso ai visitatori di ripercorrere la carriera del grande fotografo.Dal 27 marzo al 26 luglio il salone ha assunto una veste inedita grazie allestimento di Giorgio e Giulio Simioni dello Studio Tres Architettura Ingegneria.La mostra, promossa dal Comune di Vicenza, in collaborazione con Rjma progetti culturali e Wall Of Sound Gallery, ha stupito i 10.991 visitatori che hanno riconosciuto nei ritratti musicisti, artisti, intellettuali, scienziati, protagonisti della cultura e della società contemporanea con cui Harari ha creato una relazione attraverso l’ascolto reciproco.Dei 10.991 ingressi, 9.137 (83,13%) persone hanno visto la sola mostra e 1.854 (16,87%) hanno usufruito del biglietto speciale che comprendeva anche la visita alla Basilica Palladiana.Nell’ultimo weekend (sabato 25 e domenica 26 luglio) ci sono stati 1.526 ingressi: sabato si è tenuto il finissage con ospiti tutti coloro che sono stati ritratti nella sezione “Occhi di Vicenza” (130 persone).Grande partecipazione in particolare domenica 26 luglio, giorno in cui i visitatori hanno dovuto attendere in coda all’ingresso prima di salire nel salone dove hanno incontrato Guido Harari disponibile per domande e per firmare il catalogo.

«Portare la fotografia d’autore all’interno della Basilica Palladiana è stata una scelta mai avvenuta prima, una scommessa a questo punto vinta– come sottolinea l’assessore alla cultura, Ilaria Fantin, l’iniziativa rappresenta un motivo di soddisfazione per l’amministrazione comunale, che ha ospitato in Basilica una mostra fotografica, aggiungendo un nuovo tassello all’offerta culturale cittadina dedicata alla fotografia, un linguaggio artistico che intendiamo continuare a promuovere e valorizzare -. Abbiamo scelto di aprire la mostra celebrando i volti che hanno segnato il nostro immaginario collettivo e di concluderla con un omaggio ancora più profondo: una celebrazione della vita, dell’umanità e della pluralità attraverso Gli Occhi di Vicenza, un progetto che restituisce alla città il suo volto più autentico. Sono stati quattro mesi di incontri, relazioni, dialoghi ed emozioni. Quattro mesi in cui Vicenza ha vissuto un’esperienza culturale nuova, originale e partecipata, capace di coinvolgere un pubblico eterogeneo e di avvicinare tante persone alla fotografia e all’arte con uno sguardo inedito. Un percorso reso possibile anche dalla straordinaria umanità di Guido Harari, che ha saputo mettersi in gioco con generosità, curiosità e autentica apertura verso gli altri, trasformando ogni incontro in un’occasione di ascolto e condivisione».

«La mostra in Basilica Palladiana è stata un’esperienza straordinaria, capace di coinvolgere profondamente la città – commenta Guido Harari -. Vicenza ha accolto con entusiasmo anche il progetto della Caverna Magica, partecipando in modo autentico. Particolarmente preziosi sono stati gli incontri nati attraverso il Ritratto sospeso, realizzato con associazioni e comunità del Terzo settore come Brain, Agape, Albergo Cittadino e IPAB. L’esperienza vicentina è andata così ben oltre la semplice esposizione, confermando quanto “Incontri” possa diventare un crocevia di emozioni, relazioni e passaggi importanti delle nostre vite».

A conclusione del percorso, un’intera parete è stata riservata a 167 ritratti di 277 persone comuni che hanno dato vita a una “mostra nella mostra” intitolata “Occhi di Vicenza”. La galleria si è arricchita giorno dopo giorno grazie a due tipologie di progetti.Nella Caverna Magica, creata nella sala Zavatteri della Basilica Palladiana, è stato allestito un set fotografico dove 216 persone (120 ritratti) hanno potuto prenotare per farsi fotografare da Harari: non si è trattato di semplice progetto collaterale, ma di un dispositivo relazionale pensato per sospendere il rumore del mondo e tornare a un incontro reale con l’altro. Le persone hanno avuto l’occasione di giocare con la propria immagine e con la propria identità, sperimentando una condizione di totale libertà.Parallelamente Harari ha dato vita al “Ritratto sospeso”: una parte dei ricavi della Caverna magica ha finanziato i ritratti gratuiti di persone in situazioni di fragilità o seguite da associazioni del Terzo Settore come Agape cooperativa sociale, IPAB Vicenza, Albergo Cittadino, Brain – Associazione traumi cranici. Harari ha realizzato 47 ritratti (61 persone) che hanno popolato Occhi di Vicenza.La mostra è stata visitata da personaggi famosi, alcuni dei quali ritratti in mostra: Federico Faggin, Stefano Bollani & Valentina Cenni, Alberto Fortis, Mattea Fo e Stefano Bertea (Fondazione Fo-Rame), Victoria Broackes e Geoffrey Marsh (curatori per il Victoria & Albert Museum di Londra della grandi mostre dedicate a David Bowie, Pink Floyd e You Say you Want a Revolution), Andrea Pennacchi e Shell Shapiro.Inoltre la mostra ha generato alcuni eventi collaterali alla presenza di Guido Harari: la proiezione del documentario “Guido Harari – Sguardi randagi” al Cinema Odeon; incontri in alcuni luoghi della città come la sede dell’Università in viale Margherita e la Fondazione Monte di Pietà; concerti jazz di Bàcan in Basilica Palladiana e al Museo del Gioiello inseriti nella rassegna New Conversations Vicenza Jazz; Incontri… in danza con i giovani di Future Moves che hanno danzato in dialogo con le fotografie.La mostra si è chiusa con due iniziative: “Quattro passi in mostra con Harari” (due serate con l’autore e apertura prolungata del salone), e “Sabato sera in Basilica” (visita con biglietto speciale a 5 euro per gli under 35 e biglietto ridotto a 10 euro per gli altri visitatori.Guido Harari è stato presente in mostra, per dialogare con i visitatori e firmare il catalogo, durante l’ultima giornata di apertura.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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