15 Ottobre 2026 - 11.30

Pfas, Acque del Chiampo brevetta la tecnologia che distrugge le molecole inquinanti: ora la sfida industriale

Un importante passo avanti nella ricerca di soluzioni per eliminare i Pfas dalle matrici contaminate. Acque del Chiampo ha ottenuto il brevetto italiano per RADOX, l’innovativa tecnologia sviluppata insieme a K-INN Tech, spin-off dell’Università di Padova, che utilizza un processo di ossidazione ad alta temperatura per degradare le sostanze perfluoroalchiliche.

Il riconoscimento segna una nuova fase per il progetto, nato nel 2020, che punta ora al passaggio dalla sperimentazione all’applicazione industriale.

La domanda di brevetto europeo ha già ricevuto un parere favorevole ed è in attesa della concessione definitiva. Contemporaneamente sono state avviate le procedure per proteggere l’invenzione anche negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone e in Australia.

Come funziona RADOX: le molecole vengono distrutte nella fiamma

L’elemento innovativo della tecnologia è la possibilità di intervenire direttamente sulla struttura chimica dei Pfas, sostanze particolarmente persistenti nell’ambiente.

A differenza dei sistemi tradizionali, che trattengono gli inquinanti trasferendoli dall’acqua ad altri materiali, RADOX punta a distruggere le molecole attraverso un processo di ossidazione termo-radicalica in fiamma.

Il funzionamento prevede l’impiego di uno speciale bruciatore nel quale i liquidi contaminati vengono nebulizzati direttamente nella fiamma. Le elevate temperature e le reazioni chimiche che si sviluppano provocano la degradazione dei composti fluorurati, con la trasformazione del fluoro in fluoruro di idrogeno (HF).

I test condotti finora hanno evidenziato un’efficienza media di abbattimento del 95%, con risultati particolarmente interessanti nel trattamento dei percolati concentrati, cioè liquidi caratterizzati da elevate concentrazioni di sostanze contaminanti.

Tra le possibili applicazioni future figura anche il trattamento dei carboni attivi esausti, utilizzati negli impianti di potabilizzazione per trattenere i Pfas e che, una volta saturi, richiedono una specifica gestione.

Dalla ricerca al riconoscimento nazionale

RADOX è stata presentata ufficialmente a Ecomondo 2025, la manifestazione dedicata alle tecnologie ambientali svoltasi a Rimini, in collaborazione con Viveracqua e Utilitalia.

Il progetto è stato successivamente approfondito durante un convegno organizzato a maggio con Confindustria Vicenza e illustrato a luglio all’assemblea di Confservizi Veneto-Friuli Venezia Giulia, in provincia di Pordenone.

La tecnologia ha inoltre ricevuto dall’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, il riconoscimento di “Buona Pratica per un’Italia più sostenibile 2025/26”, che ne valorizza il potenziale contributo alla tutela ambientale.

Oltre 37 milioni investiti contro i Pfas, ora si cerca un partner industriale

Per Acque del Chiampo il brevetto rappresenta un ulteriore risultato di un impegno iniziato nel 2013 per contrastare l’inquinamento da Pfas, attraverso investimenti complessivi che hanno superato i 37 milioni di euro.

L’obiettivo è sviluppare tecnologie capaci non soltanto di intercettare queste sostanze, ma di intervenire sulla loro degradazione, affrontando uno degli aspetti più complessi della contaminazione ambientale.

La prossima fase sarà decisiva: Acque del Chiampo è alla ricerca di un partner industriale con cui proseguire lo sviluppo di RADOX, valorizzare i risultati sperimentali e verificare le possibilità di utilizzo della tecnologia su scala industriale.

Il brevetto costituisce quindi un passaggio significativo, ma la sfida resta quella di trasformare i risultati ottenuti in laboratorio e nella sperimentazione in una soluzione concretamente applicabile al trattamento dei materiali contaminati da Pfas.

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