28 Ottobre 2026 - 17.04

Monte Grappa, le api diventano sentinella della salute mentale

Sono 430, 62 dei quali con partita IVA, distribuiti in 24 Comuni e tre province. Da questi apicoltori parte “L’Ape: sentinella della qualità della vita”, il nuovo progetto della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Monte Grappa, presentato mercoledì 14 ottobre al Centro Servizio Apistico di Liedolo, a San Zenone degli Ezzelini. Il progetto ha due obiettivi. Il primo è usare le api per misurare la salute dell’ambiente. Il secondo è rafforzare un settore che sul Grappa riunisce alcune aziende professionali e tanti appassionati, e valorizzarne le produzioni dirette (come miele, polline, propoli) ed indirette (come l’impollinazione ed il biomonitoraggio).

Il progetto è nato all’interno del Tavolo Apicoltura della Riserva, presieduto dall’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto. Al Tavolo partecipano la Fattoria Didattica L’Alveare del Grappa, il Comune di Pieve del Grappa, Coldiretti Treviso, i Servizi Veterinari di Belluno, oltre a gruppi spontanei come i corsisti di Apimpara, gli Apicoltori del Grappa e l’Istituto comprensivo di Pieve del Grappa. Un Comitato tecnico-scientifico, di cui fa parte l’apidologa Valeria Malagnini, già ricercatrice della Fondazione Edmund Mach, valuterà le attività e i risultati. Sono previste anche iniziative nelle scuole, per far conoscere ai più giovani il ruolo delle api negli ecosistemi e l’importanza della biodiversità.

Il progetto è sostenuto da Banca delle Terre Venete, grazie all’interessamento diretto del Consigliere Parisotto e del Presidente Sasso; in particolare è significativo il contributo per l’acquisto dei nuclei di api, le analisi dei campioni e l’assistenza tecnica agli apicoltori.

Il cuore scientifico del progetto è il monitoraggio ambientale attraverso gli alveari. Quando raccolgono nettare e polline, le api visitano un gran numero di piante ed entrano in contatto con ciò che è presente nell’ambiente: acqua, terra, polveri sottili. Per questo sono considerate preziosi indicatori della qualità degli ecosistemi, sia per un sistema on/off (ovvero se le api riescano o meno a sopravvivere) sia per il gran numero di analisi che sono possibili sui prodotti dell’alveare e sulle api stesse.

Nel corso della stagione produttiva i tecnici apistici visiteranno periodicamente gli apiari partner e raccoglieranno campioni di polline fresco nelle tre province e nell’area centrale della Riserva. Le analisi palinologiche permetteranno di riconoscere le specie botaniche presenti e di conoscere meglio la biodiversità del territorio. Dove necessario si cercheranno anche eventuali contaminanti. In caso di avvelenamenti o di morie anomale di api interverranno i servizi veterinari delle Ulss. I risultati saranno messi a disposizione dei Comuni, delle Associazioni di Categoria e dei cittadini, e serviranno anche a orientare le politiche di tutela ambientale e per iniziative a difesa della salute della popolazione civile.

Accanto al monitoraggio, il progetto sostiene concretamente chi le api le alleva. Gli apicoltori che aderiranno al percorso di apicoltura sostenibile riceveranno nuclei di api di sottospecie autoctone: uno gli hobbisti e due le imprese professionali, fino a esaurimento delle disponibilità. I partecipanti saranno affiancati dai tecnici apistici dell’Albo Regionale. Potranno inoltre contare su consulenze per lo sviluppo dell’azienda e su un programma annuale di formazione, con workshop e seminari curati dall’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto.

Il progetto punta anche sulla multifunzionalità delle aziende e sulla valorizzazione delle produzioni locali. I prodotti apistici potranno infatti utilizzare il marchio d’area della Riserva, nel rispetto delle relative condizioni d’uso. L’obiettivo è sostenere chi già lavora nel settore, avvicinare nuovi operatori e rendere il miele del Grappa sempre più riconoscibile così da essere volano per le altre produzioni.

“Partiamo da una realtà importante: 430 apicoltori, tra professionisti e appassionati, che con il loro lavoro contribuiscono alla biodiversità e all’economia locale – commenta Fabio Marin, presidente dell’IPA Terre di Asolo e Monte Grappa, ente coordinatore della Riserva della Biosfera –. Con questo progetto vogliamo sostenerli concretamente, con nuove famiglie di api autoctone, assistenza tecnica e formazione. Allo stesso tempo vogliamo usare gli alveari per conoscere meglio la qualità ambientale del Monte Grappa. Le analisi del polline ci diranno quanta biodiversità custodiscono le diverse aree della Riserva e ci aiuteranno a individuare eventuali criticità. È un lavoro di squadra tra apicoltori, tecnici, istituzioni e mondo della ricerca, e i suoi frutti ricadranno su tutto il territorio. C’è poi il valore economico dell’apicoltura, che il marchio della Riserva può rendere ancora più riconoscibile. Ringrazio Banca delle Terre Venete per il sostegno al progetto con 15mila euro e tutte le realtà del Tavolo Apicoltura”.

“Se da un lato è riduttivo accostare l’ape sempre al miele, dall’altro ci aiuta a veicolare le tante potenzialità del laborioso insetto, tra cui spicca il biomonitoraggio – commenta Massimiliano Gnesotto, apicoltore e coordinatore del progetto -. “Se da un lato la salute dei cittadini non ha prezzo e andrebbe tutelata ad ogni costo, dall’altro abbiamo dei numeri concreti: studi scientifici attestano che il valore produttivo dell’alveare sfiora i duemila euro a famiglia, non tanto per miele &co, ma soprattutto per l’impollinazione di frutta e verdura che tutti consumiamo. Questo aspetto rende ancora più forte il sostegno di una banca del territorio verso le attività di quel territorio”.

Evidenzia Gianfranco Sasso, presidente di Banca delle Terre Venete: “Banca delle Terre Venete ha scelto di sostenere questo progetto perché ne riconosce la capacità di generare valore diffuso, mettendo in rete territori, imprese, comunità e ambiente. Con 24 Comuni coinvolti tra le province di Treviso, Vicenza e Belluno, l’iniziativa abbraccia in modo capillare l’area della Riserva della Biosfera Mab Unesco Monte Grappa, promuovendo il sistema apistico come motore di sviluppo imprenditoriale, presidio della biodiversità e risorsa strategica per gli ecosistemi. Il nostro supporto vuole contribuire a trasformare questo patrimonio naturale e produttivo in un’opportunità concreta di crescita economica locale. Crediamo nel valore delle reti territoriali: creare connessioni, valorizzare le specificità locali e costruire nuove occasioni di sviluppo che riuniscono capitale umano e naturale”.

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