31 Agosto 2021 - 10.34

Greenpass, ecco come funzionerà la verifica nelle scuole

Una fase transitoria e una definitiva: l’avvio dell’anno scolasticosul fronte del controllo del green pass avverrà in due step, dal primo al 13 settembre ci sarà una procedura “ordinaria” con una App per il controllo della certificazione verde, mentre dal 13 settembre in poi, data di inizio delle lezioni nella maggior parte delle regioni italiane, dovrebbe prendere il via una procedura automatizzata che servirà ad accelerare i controlli.

Il ministero dell’Istruzione, secondo quanto apprende l’AGI, ha inviato alle scuole una nota che spiega le modalità del controllo del green pass ricordando innanzitutto “l’obbligo del possesso e il dovere di esibizione della certificazione verde Covid-19 per tutto il personale scolastico” (quindi vaccino fatto, avvenuta guarigione o tampone ogni 48 ore) spiegando che la verifica spetta ai dirigenti scolastico scolastici.

Cosa dice la nota

Il documento del ministero specifica la divisione in due fasi: la prima viene definita transitoria e copre il periodo che va dal primo settembre al 13, quel periodo in cui riaprono le scuole ma non iniziano ancora le lezioni.

In questa prima fase la verifica del green pass si attua mediante la App ‘VerificaC19’: serve a controllare che il ‘semaforo’ sia verde e quindi la certificazione valida “senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l’emissione e senza memorizzare informazioni personali sul dispositivo del verificatore. “Pertanto – si legge nel testo – nel pieno rispetto della privacy”.    

Se il ‘semaforo’ è rosso, cioè con schermata rossa che indica una certificazione non valida, “il personale non potrà accedere all’istituto scolastico e dovrà regolarizzare la propria posizione vaccinandosi oppure effettuando test antigenico rapido o molecolare. La procedura di verifica tramite App, spiega ancora la nota del ministero, “è assai semplice. Purtuttavia presenta il limite di dover verificare giornalmente ciascun singolo QR Code” e quindi, prosegue, “potrebbero determinarsi soprattutto nei momenti di inizio e fine delle lezioni, rallentamenti nelle operazioni materiali di verifica”.

Da qui – ed è la seconda fase, dal 13 settembre con l’avvio delle lezioni e quindi con i ragazzi in classe – il passaggio a un controllo tramite una piattaforma digitale. In raccordo con il garante della Privacy e con il ministero della Salute “questa amministrazione – si legge nella circolare – sta operando al fine di realizzare l’interoperabilità tra il sistema informativo in uso presso la scuola (Sidi) e la piattaforma nazionale Dgc così da poter e, a regime, velocizzare le più semplici operazioni richieste”.

Ma viene specificato, “per l’adozione della procedura, destinata al personale delle istituzioni scolastiche statali, è richiesto uno specifico intervento normativo, atto a consentire l’utilizzo nel rispetto della protezione dei dati personali”. Quindi, la nota firmata dal capo dipartimento del ministero Stefano Versari, ricorda che “è atteso in tempi brevi l’intervento normativo necessario per consentire l’adozione della procedura automatizzata“.

Nel documento, Versari spiega che “è atteso in tempi brevi l’intervento normativo necessario per consentire l’adozione della procedura automatizzata richiamata. Come realizzare nel frattempo le dovute verifiche quotidiane del QRCode? La sola modalità possibile al momento – spiega il Capo Dipartimento -, nel rispetto della riservatezza, è quella “ordinaria” sopra descritta.

Si tratta dunque, da parte dei Dirigenti scolastici, di predisporre misure organizzative e di gestione degli spazi, che consentano l’ordinato svolgimento delle operazioni descritte. Ciò anche considerando che, fino all’inizio delle attività didattiche, la presenza del personale sarà inferiore all’ordinario e che, simulazioni effettuate, hanno evidenziato la rapidità delle operazioni svolte con l’utilizzo dell’App “Verifica C19”.

Per quanto detto, a livello organizzativo, si potrà ad esempio ricorrere all’opera contestuale di più soggetti “verificatori”, ciascuno delegato all’utilizzo dell’app “Verifica C19”, così come, ove opportuno e possibile, potranno individuarsi ingressi diversi, per evitare assembramenti del personale.

Fonte: AGI

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