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	<title>FOOD &amp; DRINK | TViWeb</title>
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		<title>Marano al raduno nazionale dei Polentari d&#8217;Italia, aspettando “Panis Marano”</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:55:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Marano Vicentino, 8 luglio 2026 &#8211; Le specialità maranesi e vicentine tornano nelle piazze e sui piatti, e diventano occasione di incontro e scambio. La polenta di mais Marano e il baccalà alla vicentina sono stati protagonisti al raduno nazionale dei Polentari d&#8217;Italia; il prossimo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><em>Marano Vicentino, 8 luglio 2026 &#8211; </em> Le <strong>specialità maranesi e vicentine</strong> tornano nelle piazze e sui piatti, e diventano occasione di incontro e scambio. La <strong>polenta di mais Marano</strong> e il baccalà alla vicentina sono stati protagonisti al <strong>raduno nazionale dei Polentari d&#8217;Italia</strong>; il prossimo settembre torna invece la <strong>manifestazione “Panis Marano”</strong>.<br><br>Alla fine di giugno Marano Vicentino ha partecipato a <strong>Gubbio (Perugia)</strong> al raduno nazionale dei Polentari d&#8217;Italia, la grande festa biennale itinerante che riunisce le 18 delegazioni da tutta la penisola per <strong>celebrare la storia e le ricette tradizionali della polenta</strong>.<br>Il XVII raduno, organizzato dalla Pro Loco di Carbonesca (PG) e svoltosi dal 19 al 21 giugno 2026, è stata l’occasione per condividere ricette, storie e tradizioni in particolare nel <strong>“Villaggio della polenta”</strong> allestito il sabato in piazza Quaranta martiri. Lì, i vari comitati hanno preparato e distribuito le loro specialità regionali: la <strong>delegazione maranese</strong>, con la <strong>Pro Marano</strong>, ha offerto dal suo stand <strong>polenta di mais Marano e baccalà alla vicentina</strong>.<br><em>“Da parte della città di Gubbio c’è stata una grande organizzazione e disponibilità all&#8217;accoglienza: la voglia di incontrarsi e confrontarsi con delegazioni da tutta Italia ha reso queste giornate speciali</em> &#8211; ha sottolineato la delegazione maranese a Gubbio -. <em>La polenta di mais Marano e il baccalà alla vicentina sono stati molto apprezzati, mentre noi abbiamo potuto scoprire le specialità di altre interessanti realtà italiane”.<br><br></em>Sempre in collaborazione con la <strong>Pro Marano</strong>, il paese si prepara ad allestire una <strong>nuova edizione della manifestazione “Panis Marano”</strong>, che il <strong>12 e 13 settembre 2026 </strong>animerà<strong> piazza Silva</strong>.<br>L’<strong>Assessorato alle Attività produttiv</strong>e del Comune di Marano Vicentino, con il <strong>Distretto del commercio</strong>, sta organizzando una due giorni ricca di eventi, culinari e non, con lo scopo di <strong>promuovere il pane e l’arte bianca</strong>, nei suoi vari aspetti.<br>In particolare, la giornata di sabato <strong>12 settembre</strong> vedrà la presenza in piazza dei <strong>panificatori maranesi</strong> che prepareranno stuzzichini per l’aperitivo, per il quale saranno coinvolti i <strong>pubblici esercizi del centro</strong>, e pane per la <strong>cena gourmet</strong>. Tutte le pietanze della cena verranno preparate dai ristoratori del paese e saranno a base di pane.<br>La mattina di domenica <strong>13 settembre</strong> ci saranno i <strong>laboratori di panificazione per i bambini</strong> e <strong>mercato di prodotti locali</strong>. Per il pranzo si ritorna alla tradizione: <strong>“pan e pocio”</strong>, intingoli preparati sempre dai ristoratori maranesi e pane appena sfornato dai panificatori.<br>Non mancherà la parte culturale: una <strong>mostra fotografica</strong> per valorizzare le realtà produttive che si occupano di produzione di macchinari o componenti per la lavorazione e produzione del pane e una <strong>nutrizionista</strong> che parlerà dell’importanza del pane all’interno della nostra dieta.</p>
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		<title>L’Asiago DOP Stravecchio racconta la storia della cultura del territorio</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:11:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vicenza, 6 luglio 2026 &#8211; Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago riconosce nella cucina di tradizione una delle espressioni più autentiche dell&#8217;identità dei territori. In questa prospettiva, accoglie con favore il deposito notarile della ricetta tradizionale dei Bigoli con l’arna, promosso<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Vicenza, 6 luglio 2026 &#8211; Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago riconosce nella cucina di tradizione una delle espressioni più autentiche dell&#8217;identità dei territori. In questa prospettiva, accoglie con favore il deposito notarile della ricetta tradizionale dei Bigoli con l’arna, promosso dall’Accademia Italiana della Cucina dell’Alto Vicentino: un&#8217;iniziativa che documenta la presenza storica dell’Asiago DOP Stravecchio in uno dei piatti più rappresentativi della tradizione gastronomica veneta.</p>



<p>L’attività si basa su un lavoro di ricerca storico-documentale volto a preservare e tramandare la memoria culinaria del territorio. Lo studio condotto dall’Accademia, associazione impegnata nella tutela delle tradizioni gastronomiche e socio-culturali della cucina italiana, attesta la presenza dell’Asiago DOP Stravecchio maturato oltre 36 mesi, storicamente indicato anche “Vezena stravecio”, tra gli ingredienti della preparazione tradizionale dei Bigoli con l’arna, confermando il ruolo che questo formaggio ha avuto nel tempo e il suo radicamento nelle consuetudini alimentari.</p>



<p>Secondo le fonti raccolte, la ricetta è riconducibile a pratiche gastronomiche diffuse nel territorio fin dal XVI. Nell’Alto Vicentino, nei giorni di festa, era consuetudine consumare pasta fresca condita con quanto offrivano l’orto e il cortile. Nel mese di ottobre, quando le anatre raggiungevano la maturazione ideale, in occasione della festa della Madonna della Vittoria, istituita nel 1571, si preparavano i “bigoi con l’arna”. Da questa tradizione deriva la ricetta trasmessa fino ai giorni nostri.</p>



<p>Per il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, la presenza dell’Asiago DOP Stravecchio in uno dei piatti simbolici della cucina regionale assume un significato che va oltre l’aspetto gastronomico. “La ricerca svolta dall&#8217;Accademia Italiana della Cucina”- afferma Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. – “non è solo una conferma di una memoria gastronomica: sapere che l&#8217;Asiago Stravecchio è parte di questa ricetta da secoli ci ricorda che dietro ogni forma prodotta oggi esiste una storia condivisa che appartiene alla comunità ed è parte integrante della costruzione della sua identità”.</p>



<p>&#8220;I Bigoli con l&#8217;arna testimoniano la capacità dei nostri avi di trasformare pochi ingredienti: farina, uova, acqua e un condimento d’eccellenza in un piatto che è giunto fino a noi conservando il proprio significato culturale&#8221;, – aggiunge l&#8217;avvocato Mario Calgaro, curatore della ricerca e accademico dell&#8217;Accademia Italiana della Cucina dell&#8217;Alto Vicentino. &#8220;La loro storia ci invita a riscoprire la semplicità della cucina tradizionale e il cibo nella sua essenza più autentica: nutrimento ed espressione di una comunità.&#8221;</p>



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		<title>Noventa Vicentina si accende con la Notte Bianca: musica, arte e shopping nel cuore del centro storico</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 14:19:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noventa Vicentina si prepara a vivere una serata speciale con la Notte Bianca, in programma venerdì 26 giugno 2026 dalle ore 20.00 nel centro storico della città. L’evento trasformerà le vie cittadine in un grande palcoscenico a cielo aperto, tra<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Noventa Vicentina si prepara a vivere una serata speciale con la <strong>Notte Bianca</strong>, in programma <strong>venerdì 26 giugno 2026 dalle ore 20.00</strong> nel centro storico della città. L’evento trasformerà le vie cittadine in un grande palcoscenico a cielo aperto, tra musica, intrattenimento, arte e shopping serale.</p>



<p>Per tutta la serata i negozi resteranno aperti, offrendo la possibilità di vivere il centro in una veste inedita, mentre lungo le vie si alterneranno musica dal vivo, animazione e iniziative pensate per coinvolgere cittadini e visitatori di tutte le età.</p>



<p>Alle ore 20.00, presso la Sala Mostre di Villa Barbarigo, sarà inaugurata la mostra <strong>“S/N – 7 Artisti in Itinere”</strong>, che ospita le opere di Sergio Spataro, Antonio Ciraci, Fabio Spataro, Sergio Guerrini, Alessandra Maisto, Roberto Sanchez e Stefania Spataro, con presentazione a cura di Mino Iorio. L’esposizione sarà visitabile fino al <strong>12 luglio 2026</strong>, nei fine settimana dalle 18.00 alle 23.00.</p>



<p>La manifestazione è realizzata grazie alla collaborazione tra il Comune di Noventa Vicentina, Confcommercio Vicenza – Mandamento di Noventa Vicentina, gli esercizi commerciali del territorio e il Comitato Caselle APS, il cui contributo organizzativo è stato definito fondamentale per la riuscita dell’iniziativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il sindaco Veronese: “Una città viva che si ritrova nel centro storico”</h3>



<p>Il sindaco <strong>Mattia Veronese</strong> sottolinea il valore dell’iniziativa come momento di comunità e partecipazione: <em>“La Notte Bianca rappresenta un’occasione importante per valorizzare il nostro centro storico, sostenere le attività commerciali e offrire ai cittadini una serata di socialità e divertimento. È un evento che nasce dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni e volontari, segno di una città viva e coesa”</em>.</p>



<p>L’amministrazione comunale rivolge inoltre un ringraziamento al Comitato Caselle APS per l’impegno e la disponibilità dimostrati nell’organizzazione.</p>



<p>L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza: una notte di festa tra musica, arte, shopping e intrattenimento nel cuore di Noventa Vicentina.</p>
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		<title>Blanco infiamma Marostica: lunedì il grande ritorno sul palco del Summer Festival</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 08:43:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il successo dell&#8217;apertura affidata a David Byrne, il Marostica Summer Festival Volksbank si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dell&#8217;edizione 2026. Lunedì 29 giugno, alle 21.30, in Piazza Castello salirà sul palco Blanco, tra gli artisti più<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Dopo il successo dell&#8217;apertura affidata a David Byrne, il Marostica Summer Festival Volksbank si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dell&#8217;edizione 2026. Lunedì 29 giugno, alle 21.30, in Piazza Castello salirà sul palco Blanco, tra gli artisti più amati e rappresentativi della nuova scena pop italiana.</p>



<p>Il cantautore arriva a Marostica dopo il tour nei palazzetti con il nuovo album <strong>&#8220;MA'&#8221;</strong>, anticipato dai singoli <strong>&#8220;Piangere a 90&#8221;</strong>, <strong>&#8220;Maledetta Rabbia&#8221;</strong> e <strong>&#8220;Anche a vent&#8217;anni si muore&#8221;</strong>, oltre alle collaborazioni <strong>&#8220;Peggio del diavolo&#8221;</strong> con Gianluca Grignani e <strong>&#8220;Ricordi&#8221;</strong> con Elisa. Proprio &#8220;Ricordi&#8221;, ultimo brano pubblicato, nasce da un testo scritto da Blanco tra Londra e Parigi e trova la sua versione definitiva grazie all&#8217;incontro artistico con Elisa, che ne arricchisce la profondità emotiva.</p>



<p>Sul palco di Piazza Castello il pubblico potrà ascoltare dal vivo i brani del nuovo progetto discografico insieme ai grandi successi che hanno segnato la carriera dell&#8217;artista.</p>



<p>Blanco, nome d&#8217;arte di Riccardo Fabbriconi, è nato a Brescia nel 2003 ed è cresciuto tra Calvagese della Riviera e il lago di Garda. Nonostante la giovane età, è già una delle figure di riferimento della musica italiana contemporanea. Esploso nel 2021 con una serie di singoli ai vertici delle classifiche, è diventato il cantante più giovane a mantenere per diciotto settimane consecutive il primo posto della classifica FIMI. Nel 2022 ha conquistato il Festival di Sanremo insieme a Mahmood con <strong>&#8220;Brividi&#8221;</strong>, brano che ha ottenuto un successo internazionale e con cui i due artisti hanno rappresentato l&#8217;Italia all&#8217;Eurovision Song Contest. Il 2026 segna il ritorno discografico con il nuovo album e il tour estivo nei principali festival italiani.</p>



<p>Il cartellone del Marostica Summer Festival Volksbank proseguirà poi con altri grandi protagonisti della musica nazionale e internazionale: <strong>Il Volo</strong> (1 luglio), <strong>Negramaro</strong> (3 luglio), <strong>Europe</strong> (5 luglio), <strong>John Legend</strong> (6 luglio), <strong>Fiorella Mannoia</strong> (7 luglio), <strong>Francesco Gabbani</strong> (9 luglio) e <strong>Luca Carboni</strong> (11 luglio).</p>



<p>Il festival è organizzato da DuePunti Eventi in collaborazione con la Città di Marostica e con il supporto di Fondazione Banca Popolare di Marostica – Volksbank. Tra i partner figurano Trivellato, Univer 2000, Sidastico, Unicomm con Famila ed Emisfero, Cristiano di Thiene con Aeronautica Militare, Gruppo Campari con Aperol, Nico Abbigliamento, Arredo Group, Consorzio Tutela Piave DOP, Generali Assicurazioni, TicketOne, Bassano Distributori, Rihunik, Airxcel con CAN e Cantina Col Dovigo. Partner tecnici sono Viaggiare, Berti Food, Fonte Margherita, Hotel Villa Palma, Albergo Dalla Mena, Hotel Alla Corte, Perin Generators e Kiloutou. Media partner: Radio Company, Quadro Advertising, Il Giornale di Vicenza, TVA Vicenza e TeleChiara, Radio Stella.</p>



<p>I concerti iniziano alle ore 21.30. I biglietti sono disponibili in prevendita sul circuito TicketOne, sia online sia nei punti vendita autorizzati. Per i concerti di David Byrne, Europe, John Legend e Francesco Gabbani è disponibile anche lo speciale Vip Pack.</p>



<p>È inoltre possibile prenotare in anticipo il parcheggio per raggiungere il festival con maggiore tranquillità. Tutte le informazioni sul programma, le prevendite e i parcheggi sono disponibili sul sito <strong><a href="http://www.marosticasummerfestival.it">www.marosticasummerfestival.it</a></strong></p>
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		<title>Hoga Zait 2026, le comunità cimbre d’Europa si ritrovano sull’Altopiano: dieci giorni di cultura, memoria e tradizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:20:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALTO VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
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		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[FUORIPORTA]]></category>
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		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 10 al 19 luglio Roana e le sue frazioni ospiteranno la ventunesima edizione di Hoga Zait, il Festival Cimbro che da oltre vent&#8217;anni anima l&#8217;Altopiano dei Sette Comuni con escursioni, concerti, spettacoli, laboratori e incontri culturali dedicati alla valorizzazione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/hoga-zait-2026-le-comunita-cimbre-deuropa-si-ritrovano-sullaltopiano-dieci-giorni-di-cultura-memoria-e-tradizioni/">Hoga Zait 2026, le comunità cimbre d’Europa si ritrovano sull’Altopiano: dieci giorni di cultura, memoria e tradizioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>Dal 10 al 19 luglio Roana e le sue frazioni ospiteranno la ventunesima edizione di Hoga Zait, il Festival Cimbro che da oltre vent&#8217;anni anima l&#8217;Altopiano dei Sette Comuni con escursioni, concerti, spettacoli, laboratori e incontri culturali dedicati alla valorizzazione della cultura cimbra.</p>



<p>L&#8217;edizione 2026 assume un significato particolare perché coincide con il cinquantesimo anniversario del gemellaggio tra Roana e Velden, cittadina della Baviera, un legame nato dalla comune appartenenza alla tradizione linguistica e culturale cimbra. Il festival, promosso dal Comune di Roana, diventa così un&#8217;occasione per rafforzare i rapporti con le comunità sorelle di Velden, Luserna e della Lessinia.</p>



<p>&#8220;Hoga Zait&#8221;, che in lingua cimbra significa &#8220;tempo alto&#8221; e quindi &#8220;tempo di festa&#8221;, rappresenta uno dei più importanti appuntamenti dedicati a una delle più antiche culture delle Alpi, con l&#8217;obiettivo di valorizzare una lingua e una tradizione ancora vive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinquant&#8217;anni di amicizia tra Roana e Velden</h2>



<p>Il cuore dell&#8217;edizione 2026 sarà la celebrazione del mezzo secolo di gemellaggio tra Roana e Velden. Un rapporto che affonda le sue radici negli studi di Hugo Resch, funzionario bavarese e tra i maggiori studiosi della lingua cimbra, autore di un dizionario di oltre 25 mila voci e promotore della nascita degli istituti culturali cimbri.</p>



<p>Fu proprio su suo suggerimento che nel 1976 nacque il gemellaggio tra i due Comuni, sostenuto nel tempo anche dal Cimbern-Kuratorium Bayern, associazione bavarese impegnata nello studio e nella promozione della cultura cimbra.</p>



<p>Le celebrazioni si concentreranno nel fine settimana dell&#8217;11 e 12 luglio. Sabato 11 luglio alle 15, in località Boscon a Canove, verrà inaugurato il &#8220;Bosco di Velden&#8221;, con la piantumazione di cinquanta alberi, uno per ogni anno di amicizia tra le due comunità. Alle 17, nella sala consiliare del Municipio di Canove, si terrà la cerimonia ufficiale con la presentazione della scultura &#8220;Due in uno&#8221; dell&#8217;artista Marco Martalar e la firma del Protocollo di cooperazione 2026-2030 tra i due Comuni.</p>



<p>La giornata si concluderà alle 20 al palazzetto polifunzionale di Canove con la Volksfest, festa popolare con gastronomia italo-tedesca, birra bavarese e musica tradizionale.</p>



<p>Domenica 12 luglio alle 11.30 sarà inaugurata la nuova via Velden e riaprirà al pubblico il Museo della Tradizione Cimbra, rinnovato dopo un importante intervento di ristrutturazione presso l&#8217;Istituto di Cultura Cimbra di Roana. Alle 10.30 la chiesa parrocchiale ospiterà invece la Santa Messa cantata in cimbro con la partecipazione della Corale Cimbra di Roana e Mezzaselva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dialogo con Luserna e la Lessinia</h2>



<p>Il festival dedicherà ampio spazio anche alle altre comunità cimbre italiane, Luserna e la Lessinia veronese.</p>



<p>Domenica 12 luglio alle 21 l&#8217;Istituto di Cultura Cimbra ospiterà la presentazione dei libri &#8220;Poesie/gasènglen&#8221; e &#8220;Lungo i fiumi dell&#8217;Alabama&#8221;, dedicati alla figura di Sergio Bonato, storico riferimento della cultura cimbra scomparso nel gennaio 2024.</p>



<p>Mercoledì 15 luglio alle 21, al Cinema Teatro Palladio di Cesuna, sarà proiettato il film &#8220;Lunana &#8211; Il villaggio alla fine del mondo&#8221; del regista bhutanese Pawo Choyning Dorji, vincitore della Lessinia d&#8217;Oro e candidato agli Oscar nel 2022.</p>



<p>Giovedì 16 luglio alle 21 l&#8217;Istituto di Cultura Cimbra ospiterà l&#8217;incontro &#8220;La lingua cimbra di Roana, Luserna e Giazza: un patrimonio da tutelare&#8221;, tenuto dal professor Luca Panieri dell&#8217;Università IULM di Milano.</p>



<p>Venerdì 17 luglio alle 21 la chiesa parrocchiale di Camporovere accoglierà il concerto della Corale Polifonica Cimbra di Luserna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rito della Schèlla e l&#8217;apertura del festival</h2>



<p>Ad aprire ufficialmente Hoga Zait saranno, venerdì 10 luglio alle 18 a SelvArt di Mezzaselva, gli Schèllatragar, i portatori della Schèlla, l&#8217;antico campanaccio simbolo della tradizione cimbra.</p>



<p>La cerimonia sarà accompagnata dalla musica di Pierangelo Tamiozzo e, in serata, da una cena con piatti della tradizione e dalle esibizioni degli Stòanèngel un de klénkallen.</p>



<p>Nella stessa giornata prenderanno il via anche il Simposio di scultura estemporanea in legno e il laboratorio per bambini &#8220;Mani nel legno&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Escursioni tra storia, leggende e natura</h2>



<p>Ogni mattina il festival proporrà le escursioni guidate di Asiago Guide, raccolte quest&#8217;anno sotto il titolo &#8220;Ista gabést an bòtta&#8221; (&#8220;C&#8217;era una volta&#8221;).</p>



<p>Tra gli appuntamenti principali figurano la camminata del 10 luglio verso Stonhaus a Mezzaselva, tra doline e leggende dell&#8217;Orco del bosco di Roana; il percorso dell&#8217;11 luglio a Canove dedicato agli antichi mestieri; l&#8217;escursione del 12 luglio a Roana tra contrade storiche e testimonianze del passato.</p>



<p>Nella seconda settimana il programma proseguirà il 17 luglio con il Tanzerloch di Camporovere, il 18 luglio con l&#8217;itinerario verso Skada a Cesuna e il 19 luglio a Treschè Conca lungo le antiche vie che collegavano la montagna alla pianura.</p>



<p>Tutte le escursioni saranno su prenotazione obbligatoria e accompagnate da degustazioni di prodotti tipici, dal formaggio Asiago al kranabet.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Concerti, laboratori e la magia delle Zelighen Baiblen</h2>



<p>Il programma musicale vedrà protagonisti artisti e gruppi capaci di raccontare la cultura delle terre alte.</p>



<p>Domenica 12 luglio alle 17.30 in Piazza Santa Giustina a Roana saliranno sul palco i The Rumpled, band trentina che unisce folk irlandese, rock e ska.</p>



<p>Gran finale domenica 19 luglio alle 17.30 in Piazza Fondi a Treschè Conca con il concerto della BandaBrian, formazione impegnata da oltre trent&#8217;anni nel recupero dei canti e delle danze popolari del Veneto.</p>



<p>Numerose anche le attività dedicate ai più piccoli, curate dall&#8217;associazione Le Terre Alte, con laboratori di intaglio del legno, arte preistorica, racconti e fiabe della tradizione.</p>



<p>Giovedì 16 luglio spazio anche alla lingua cimbra con il laboratorio &#8220;De zìmbrische zunga vor de khindar&#8221;.</p>



<p>Tra gli appuntamenti più suggestivi spicca quello di sabato 18 luglio alle 20.45, quando dalla Piazzetta dell&#8217;Alpino di Cesuna partirà la tradizionale fiaccolata verso lo spettacolo delle Zelighen Baiblen, le leggendarie vecchine cimbre protagoniste di racconti e leggende tramandati nei secoli.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/hoga-zait-2026-le-comunita-cimbre-deuropa-si-ritrovano-sullaltopiano-dieci-giorni-di-cultura-memoria-e-tradizioni/">Hoga Zait 2026, le comunità cimbre d’Europa si ritrovano sull’Altopiano: dieci giorni di cultura, memoria e tradizioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Torna a Vicenza Jamrock Festival: sei giorni di musica al Parco Fornaci:  con Tony Pitony (sold out), Rancore, Motta, Sud Sound System e tanti altri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 08:32:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA & SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 14 al 19 luglio il Parco Fornaci di Vicenza ospiterà la quattordicesima edizione del Jamrock Festival, uno degli appuntamenti musicali più attesi dell&#8217;estate vicentina. Dopo il record di presenze registrato nel 2025, la manifestazione organizzata dall&#8217;Associazione Jamrock si prepara<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>Dal 14 al 19 luglio il Parco Fornaci di Vicenza ospiterà la quattordicesima edizione del Jamrock Festival, uno degli appuntamenti musicali più attesi dell&#8217;estate vicentina. Dopo il record di presenze registrato nel 2025, la manifestazione organizzata dall&#8217;Associazione Jamrock si prepara a tornare con sei giorni di concerti, street food, mercatini e iniziative culturali.</p>



<p>L&#8217;associazione organizzatrice è la stessa che ha promosso e coordinato anche Hangar Palooza, il festival che lo scorso settembre ha inaugurato il Parco della Pace. Jamrock celebra quest&#8217;anno un traguardo significativo: quattordici edizioni consecutive, senza interruzioni nemmeno durante gli anni della pandemia.</p>



<p>L&#8217;evento si svolgerà nell&#8217;area verde del Parco Fornaci, accanto alla storica sede di Park Farini, in collaborazione con Fornaci Estate. Una sinergia che nell&#8217;ultima edizione ha contribuito a fare del festival uno degli appuntamenti estivi più partecipati e apprezzati del Veneto.</p>



<p>Accanto alla musica troverà spazio anche &#8220;Tacate al Mercatin&#8221;, mercatino dedicato all&#8217;arte e all&#8217;artigianato handmade con oltre venti espositori tra artisti e hobbisti del territorio.</p>



<p>Ampia anche l&#8217;offerta gastronomica grazie alla presenza di cinque cucine mobili, tra cui una completamente vegana. Il pubblico potrà scegliere tra specialità romane, siciliane, venete, messicane e asiatiche.</p>



<p>Sul palco principale, denominato &#8220;SiVola Stage&#8221;, si alterneranno alcuni dei nomi più interessanti della scena musicale italiana, spaziando dal rap al rock alternativo, dall&#8217;indie al cantautorato, fino al reggae e all&#8217;elettronica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il programma</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Martedì 14 luglio</h3>



<p>La giornata inaugurale sarà dedicata al rap italiano con il ritorno di Rancore, che presenterà il nuovo album &#8220;Tarek da colorare&#8221;, pubblicato a quattro anni da &#8220;Xenoverso&#8221;.</p>



<p>Sul palco salirà anche Danno, storica voce dei Colle Der Fomento, accompagnato da DJ Craim per presentare il suo primo lavoro solista &#8220;Aka Danno&#8221;.</p>



<p>Ad aprire la serata sarà un&#8217;esibizione freestyle curata da Rimerie Vicentine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Mercoledì 15 luglio</h3>



<p>Arrivano i Ministri, tra le band più rappresentative del rock alternativo italiano, impegnati nel tour del nuovo album &#8220;Aurora Popolare&#8221;.</p>



<p>In apertura spazio ai Quercia, gruppo alternative rock proveniente dalla Sardegna e attivo da oltre dieci anni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Giovedì 16 luglio</h3>



<p>Serata già completamente esaurita con l&#8217;attesissimo concerto di Tony Pitony, il fenomeno musicale mascherato da Elvis che negli ultimi mesi ha conquistato pubblico e critica.</p>



<p>Dopo il live sarà la volta di Umarell, progetto musicale di Martin Giovannella che unisce elettronica, indie e contaminazioni sonore contemporanee.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Venerdì 17 luglio</h3>



<p>Sul palco salirà Faccianuvola, tra gli artisti emergenti più seguiti del momento, cantautore, producer e polistrumentista reduce da un tour primaverile sold out.</p>



<p>A seguire Pop X, progetto guidato da Davide Panizza che festeggerà vent&#8217;anni di carriera con una delle poche date estive in programma.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sabato 18 luglio</h3>



<p>Doppio appuntamento di grande richiamo con i Sick Tamburo, che presenteranno il nuovo album &#8220;Dementia&#8221;, uscito nel gennaio 2026.</p>



<p>A chiudere la serata sarà Motta con uno speciale concerto dedicato ai dieci anni de &#8220;La fine dei vent&#8217;anni&#8221;, album premiato con la Targa Tenco come miglior opera prima. Sul palco con lui ci saranno Roberta Sammarelli, Giorgio Maria Condemi, Cesare Petulicchio e Francesco Chimenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Domenica 19 luglio</h3>



<p>Gran finale con i Sud Sound System, pionieri del reggae e del raggamuffin italiano, protagonisti di oltre 35 anni di carriera.</p>



<p>Ad aprire la serata sarà la giovane cantautrice Gioia Lucia. Prevista inoltre la proiezione su maxi schermo della finale dei Mondiali di calcio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Orari e biglietti</h2>



<p>Il festival sarà aperto ogni giorno dalle 18.30 alle 2.30.</p>



<p>I concerti si svolgeranno dalle 21 alle 24, con estensione fino all&#8217;1 nelle giornate di venerdì e sabato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ingressi</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Martedì 14 luglio: 10 euro</li>



<li>Mercoledì 15 luglio: 5 euro in prevendita, 10 euro in cassa</li>



<li>Giovedì 16 luglio: sold out</li>



<li>Venerdì 17 luglio: 10 euro</li>



<li>Sabato 18 luglio: 5 euro in prevendita, 10 euro in cassa</li>



<li>Domenica 19 luglio: 5 euro</li>
</ul>



<p>I biglietti sono disponibili in prevendita sul sito <a href="http://www.mailticket.it/">www.mailticket.it</a> e su <a href="http://www.jamrockfestival.it/">www.jamrockfestival.it</a>. Salvo esaurimento dei posti, sarà possibile acquistare i tagliandi anche direttamente in cassa la sera degli eventi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Informazioni</h2>



<p>Per ulteriori dettagli è possibile contattare l&#8217;organizzazione all&#8217;indirizzo e-mail: <a href="mailto:info@jamrockfestival.it">info@jamrockfestival.it</a>.</p>



<p>Jamrock Festival è organizzato dall&#8217;Associazione Jamrock con il patrocinio della Città di Vicenza e il sostegno del Coordinamento Festival.</p>
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		<title>Il Grappa sopra le Nuvole 2026 diventa un festival diffuso da 60 eventi: quattro mesi di natura, sport e tradizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 15:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da giugno a ottobre il Monte Grappa si trasforma in un grande palcoscenico diffuso che coinvolge 24 Comuni tra le province di Vicenza, Treviso e Belluno. Concerti all’alba, gare ciclistiche internazionali, sapori di malga, escursioni e feste della transumanza compongono<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Da giugno a ottobre il Monte Grappa si trasforma in un grande palcoscenico diffuso che coinvolge 24 Comuni tra le province di Vicenza, Treviso e Belluno. Concerti all’alba, gare ciclistiche internazionali, sapori di malga, escursioni e feste della transumanza compongono il nuovo volto de “Il Grappa sopra le Nuvole 2026”, presentato oggi durante l’Assemblea consultiva annuale della Riserva della Biosfera Monte Grappa.</p>



<p>Il festival, che in passato era concentrato in un unico weekend, evolve in un calendario esteso per quattro mesi, da giugno a ottobre, con 60 eventi già programmati, oltre 40 organizzatori coinvolti e più di 40 luoghi diversi interessati. L’edizione 2026 diventa così la più ampia e ambiziosa mai realizzata.</p>



<p>Sei le grandi categorie che strutturano il programma: tradizioni e cultura, musica e spettacolo, esperienze in natura, sport, enogastronomia e appuntamenti family. Borghi, malghe, rifugi, ville storiche, parchi e luoghi della memoria diventano scenari diffusi, trasformando l’intero massiccio in un unico sistema di eventi.</p>



<p>Il festival si apre sabato 20 giugno con due appuntamenti simultanei: alle 10 alla Malga Val dee Foje a Borso del Grappa (Treviso) arriva “Marlene, Storie in Montagna”, la biblioteca itinerante in bicicletta di Stefano Torresan, con letture dedicate alla montagna per bambini e famiglie. Nel pomeriggio, alle 17.30 a Porcen di Seren del Grappa (Belluno), prende il via il Trail delle Briglie, gara di corsa in montagna di 12 chilometri in formula competitiva e non competitiva.</p>



<p>Domenica 21 giugno il programma entra nel vivo. All’alba, in Malga Piz di Setteville (Belluno), il concerto del Solstizio d’Estate organizzato da A.Pro.La.V. accompagna il sorgere del sole, seguito da dimostrazione della caseificazione e “Colazione del malghese”. Al Giardino Vegetazionale Astego di Pieve del Grappa (Treviso) la giornata è dedicata al solstizio con visite guidate, laboratorio floreale e sessioni di yoga e respiro circolare. A Feltre (Belluno) scatta invece la Granfondo Sportful Dolomiti Race, definita la granfondo più dura d’Europa, con 204 chilometri e 5.000 metri di dislivello nel percorso lungo e 125 chilometri e 2.800 metri nel medio.</p>



<p>Il presidente della Riserva della Biosfera Monte Grappa, Fabio Marin, sottolinea il senso dell’evoluzione del progetto: «Il Grappa sopra le Nuvole evolve con l’intento di trasmettere il valore del Grappa non solo come destinazione da visitare in un weekend, ma come territorio vivo, attivo e ricco di iniziative. Con questa edizione abbiamo scelto di valorizzare tutto ciò che già accade durante l’estate, mettendolo in rete e dando visibilità a decine di realtà locali che lavorano tutto l’anno. Il risultato è un palinsesto diffuso nel tempo e nello spazio che non ha un unico centro ma molti cuori, uno per ogni Comune, ogni malga, ogni borgata che partecipa».</p>



<p>Il programma è distribuito in modo equilibrato: tradizioni e musica guidano il calendario con rispettivamente 15 e 17 eventi, seguite dalle esperienze in natura con 10 appuntamenti, sport con 8, enogastronomia con 4 e family con 6.</p>



<p>Dopo il primo fine settimana, il calendario prosegue con appuntamenti di rilievo: il 24 e 25 giugno il Montegrappa Tour Transalp porta tra Possagno e Semonzo di Borso del Grappa (Treviso) circa 650 partecipanti in una delle principali competizioni ciclistiche amatoriali internazionali. Il 26 giugno alla Villa di Maser (Treviso) si svolge “Morlacco in Villa”, mentre dal 25 al 28 giugno la Mostra dell’Artigianato Artistico e Tradizionale di Feltre (Belluno) trasforma il centro storico in una galleria a cielo aperto.</p>



<p>A luglio spiccano la 30ª Rassegna dei formaggi Morlacco e Bastardo del Grappa, gli eventi musicali e culturali di Terre Graffiate, il Monte Grappa Jazz Festival, il Palio di Feltre (31 luglio – 2 agosto) e la rassegna Centorizzonti. Il 1° e 2 agosto la Cerimonia di Cima Grappa ricorda i 23.000 caduti della Prima Guerra Mondiale e le vittime del rastrellamento nazifascista del 1944. Il 13 agosto, in Valle Santa Felicita, un concerto all’alba propone “God Save the Queen” tra i boschi del massiccio.</p>



<p>La chiusura della stagione degli alpeggi arriva con le Desmontegada: il 26 e 27 settembre a Pedavena e il 3 ottobre tra Malga Piz e Quero, con le tradizionali sfilate delle mandrie e il ritorno del bestiame a valle.</p>



<p></p>
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		<title>Eletto il Miglior Sommelier del Veneto 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 15:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[sommelier]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PADOVA, 17 GIUGNO &#8211; Nicola Martin è il Miglior Sommelier del Veneto 2026: 28 anni di Due Carrare (Padova), appartiene alla delegazione di Padova e ha conquistato il primo gradino del podio del prestigioso concorso indetto annualmente da Associazione Italiana Sommelier<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p></p>



<p>PADOVA, 17 GIUGNO &#8211; Nicola Martin è il Miglior Sommelier del Veneto 2026: 28 anni di Due Carrare (Padova), appartiene alla delegazione di Padova e ha conquistato il primo gradino del podio del prestigioso concorso indetto annualmente da Associazione Italiana Sommelier – AIS Veneto. A ottenere rispettivamente il secondo e terzo posto, Omar Crosera della delegazione di Venezia e Agatha Facchin della delegazione di Vicenza.</p>



<p>Martin, diplomato AIS nel 2023, è un Sommelier professionista e attualmente lavora nel ristorante&nbsp;<em>Exforo</em>&nbsp;di Padova. La competizione, che ha visto sfidarsi sette candidati al titolo, si è tenuta sabato 13 giugno al Novotel di Mestre (Venezia).</p>



<p>“Accolgo questo grande risultato con gratitudine e umiltà, consapevole che ogni traguardo rappresenta soprattutto l’inizio di nuove sfide – dichiara&nbsp;Nicola Martin&nbsp;–. Vincere è una soddisfazione enorme, frutto di una sfida intensa, ricca di emozioni e talenti. Dal mondo della sala, la scelta di dedicarmi al vino ha cambiato profondamente il mio modo di vivere questa professione, regalandomi opportunità di crescita sconfinate. Ringrazio AIS Veneto, che per me è sempre stata una famiglia prima ancora che un’associazione, i precedenti campioni che mi hanno ispirato e tutte le persone che mi hanno sostenuto, in particolare la mia bambina che ha sempre fatto il tifo per me da casa”.</p>



<p>&#8220;Ogni anno questo concorso riesce a sorprendermi – afferma il Presidente di AIS Veneto&nbsp;Gianpaolo Breda&nbsp;– perché dietro ogni prova non emerge soltanto la preparazione dei candidati, ma la loro capacità di interpretare il vino, di raccontarlo e di trasmetterne il valore culturale. Vedere questi professionisti confrontarsi con serietà, competenza e spirito di crescita rappresenta uno dei momenti più belli della vita associativa. Il Miglior Sommelier del Veneto non è semplicemente chi conosce meglio il vino, ma chi riesce a trasformare conoscenza, sensibilità ed esperienza in uno strumento di comunicazione al servizio del territorio e delle persone&#8221;.</p>



<p>I partecipanti al concorso hanno redatto una relazione, degustato e descritto due vini veneti, affrontato una prova di abbinamento e compilato un questionario. I primi tre classificati hanno in seguito avuto accesso alla prova sul palco, dove la Giuria ha valutato la conoscenza – oltre che del vino – anche di birra e distillati, la qualità del servizio e la comunicazione su tre temi: l’approfondimento del territorio e delle denominazioni, ruolo ed esperienza di un personaggio famoso nel panorama enoico e la descrizione di un’etichetta iconica.</p>



<p>Il primo classificato ha ottenuto un viaggio studio in Portogallo offerto da Amorim Cork e l’ammissione di diritto alla Semifinale del Concorso Miglior Sommelier d’Italia. Inoltre, in veste di ambasciatore del vino veneto a livello nazionale, sarà coinvolto in eventi e attività di comunicazione legati ai vini della regione fino alla prossima edizione del<em>&nbsp;</em>Concorso.<em></em></p>



<p>La&nbsp;<strong>Giuria di esperti</strong>&nbsp;che ha eletto Martin Miglior Sommelier del Veneto è stata composta dal Presidente di AIS Veneto Gianpaolo Breda, dal Miglior Sommelier d’Italia AIS 2023 Cristian Maitan, dal Responsabile Regionale Area Servizi Giancarlo Cestaro, dal Miglior Sommelier del Veneto 2025 Alberto Toffanello, dall’esperto designato da AIS Stefano Zaninotto e dall’esperto di distillati Andrea Maschio.</p>



<p></p>
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		<title>Vicenza laboratorio del food del futuro: ingegneria e industria insieme per rivoluzionare la sicurezza alimentare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 09:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA - UNIVERSITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I principi dell’Hygienic Design guidano il futuro della sicurezza alimentare e a Vicenza la collaborazione tra il polo ingegneristico dell’Università degli studi di Padova e la ricerca industriale si traduce in un modello concreto di trasferimento tecnologico. Prosegue anche quest’anno<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>I principi dell’Hygienic Design guidano il futuro della sicurezza alimentare e a Vicenza la collaborazione tra il polo ingegneristico dell’Università degli studi di Padova e la ricerca industriale si traduce in un modello concreto di trasferimento tecnologico.</p>



<p>Prosegue anche quest’anno la collaborazione tra il centro di ricerca industriale Il Sentiero International Campus e il corso di laurea magistrale internazionale in Food Industry Engineering dell’Università degli studi di Padova, con sede a Vicenza.</p>



<p>Il 25 maggio Samuele Pozzacchio (Mechanical &amp; Simulation Engineering Manager) e Nicola Pretto (Numerical Simulation Coordinator) hanno tenuto un seminario specialistico dedicato all’“Hygienic Design: applicazioni industriali e di ricerca”, portando la prospettiva e il know-how della ricerca industriale agli studenti provenienti da diverse parti del mondo.</p>



<p>Dopo una breve introduzione ai principi e agli standard europei (EU) e statunitensi (USA) che guidano la progettazione igienica, il seminario si è concentrato sugli aspetti applicativi e industriali con casi pratici legati alle specifiche di saldatura, alla rugosità delle superfici, alle geometrie e all’assemblaggio di componenti destinati alle macchine automatiche nel settore del Food e del Packaging alimentare.</p>



<p>Un focus dell’incontro è stato dedicato alla simulazione numerica a supporto dell’Hygienic Design, ovvero lo studio delle prestazioni meccaniche di componenti a contatto con gli alimenti. Sono stati presentati casi applicativi relativi alla progettazione di miscelatori, alla lavabilità dei serbatoi e ai circuiti di cleaning.</p>



<p>L’ultima parte del seminario ha riguardato le esperienze di Ricerca e Sviluppo nell’ambito della progettazione igienica. È stato analizzato l’impatto delle scelte progettuali sull’igienicità e sulla pulibilità dei macchinari, con esempi di banchi prova per test di lavaggio e validazione di sistemi CIP (Clean-in-Place).</p>



<p>La collaborazione tra il centro di ricerca e il corso di laurea si concretizza anche nell’accoglienza di studenti per tirocini formativi e nello sviluppo di tesi sperimentali presso i laboratori del Sentiero International Campus a Schio.</p>



<p>La sinergia avviata negli anni tra le due realtà conferma le competenze specialistiche del centro di ricerca e consolida il rapporto di fiducia con il mondo accademico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">A proposito di Il Sentiero International Campus</h3>



<p>Il Sentiero International Campus è un centro di ricerca industriale con sedi a Schio e a Modena, dotato di competenze e attrezzature tecnico-scientifiche trasversali ai settori delle macchine automatiche per il processing, il packaging e della meccanica avanzata.</p>



<p>I suoi laboratori, equipaggiati con strumenti per analisi e impianti su scala industriale, sono messi a disposizione di enti e aziende per lo sviluppo e la prototipazione di soluzioni tecnologiche innovative.</p>



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		<title>Si avvicina &#8220;Birrifici aperti 2026&#8221;: un evento anche nel Vicentino, ecco dove</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 15:00:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 19 al 25 giugno torna “Birrifici Aperti”, l’iniziativa promossa da Unionbirrai per aprire le porte dei piccoli birrifici artigianali indipendenti italiani a consumatori, appassionati e curiosi. Un appuntamento che, nell’edizione 2026, assume un valore particolare: si celebrano infatti i<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal 19 al 25 giugno torna “Birrifici Aperti”, l’iniziativa promossa da Unionbirrai per aprire le porte dei piccoli birrifici artigianali indipendenti italiani a consumatori, appassionati e curiosi. Un appuntamento che, nell’edizione 2026, assume un valore particolare: si celebrano infatti i 30 anni della birra artigianale italiana, nata convenzionalmente nel 1996 con le prime esperienze che hanno dato avvio a un movimento oggi centrale nel panorama agroalimentare del Made in Italy.</p>



<p>Per festeggiare l’anniversario, Unionbirrai ha lanciato il progetto nazionale “Buona questa Birra!”, una birra collettiva realizzata attraverso cotte condivise in diverse regioni italiane. Si tratta di una Italian Pils nata da una ricetta comune, interpretata però dai singoli birrai secondo sensibilità e territorio, con l’obiettivo di raccontare trent’anni di cultura brassicola, indipendenza e qualità.</p>



<p>Durante la settimana dell’evento, i birrifici aderenti apriranno le loro porte al pubblico con visite guidate, degustazioni, incontri e momenti di confronto diretto con i produttori. In diverse realtà sarà possibile anche assaggiare la birra celebrativa “Buona questa Birra!”, oltre ad assistere alle cotte che daranno vita alle successive produzioni.</p>



<p>Tra le realtà coinvolte figura anche la provincia di Vicenza, con il Birrificio Agricolo Sorio, a Sorio (Gambellara &#8211; Vicenza) che rientra nel calendario nazionale di Birrifici Aperti e rappresenta uno dei punti di riferimento locali del movimento artigianale. L&#8217;evento è il 20 giugno (info: <em><a href="https://www.birrificiapertiunionbirrai.it/eventi/birrificio-agricolo-sorio/">https://www.birrificiapertiunionbirrai.it/eventi/birrificio-agricolo-sorio/</a></em>)</p>



<p>“Questa edizione è davvero speciale – ha spiegato il presidente di Unionbirrai Vittorio Ferraris – perché coincide con i 30 anni della birra artigianale italiana. Con ‘Buona questa Birra!’ abbiamo voluto rappresentare lo spirito del movimento: collaborazione, qualità e racconto condiviso. È un progetto che unisce birrai di tutta Italia e che permette al pubblico di entrare nel cuore della produzione”.</p>



<p>Secondo Unionbirrai, il progetto ha già coinvolto centinaia di birrifici in numerose regioni, dalla Lombardia alla Puglia, dal Veneto al Piemonte, fino a Toscana, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Umbria, Marche e Calabria, confermando la diffusione nazionale dell’iniziativa.</p>



<p>L’obiettivo di “Birrifici Aperti” resta quello di avvicinare il pubblico alla cultura della birra artigianale, valorizzando il lavoro dei piccoli produttori indipendenti e favorendo la conoscenza diretta dei processi produttivi.</p>



<p>Il programma completo dei birrifici aderenti e degli eventi è disponibile sul sito ufficiale birrificiapertiunionbirrai.it, mentre ulteriori informazioni sul progetto “Buona questa Birra!” si trovano su buonaquestabirra.it.<audio autoplay=""></audio></p>
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		<title>Vicenza si accende dal 18 giugno: arriva il CaterRaduno 2026 insieme al Lumen Festival. Il programma giorno per giorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 15:47:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vicenza, 3 giugno 2026 – Dal 18 al 21 giugno Campo Marzo si trasformerà nel cuore pulsante della musica, dell’informazione e dell’impegno sociale con l’arrivo del CaterRaduno di Rai Radio 2, lo storico meeting estivo della trasmissione Caterpillar, che per<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Vicenza, 3 giugno 2026 – Dal 18 al 21 giugno Campo Marzo si trasformerà nel cuore pulsante della musica, dell’informazione e dell’impegno sociale con l’arrivo del <strong>CaterRaduno di Rai Radio 2</strong>, lo storico meeting estivo della trasmissione <em>Caterpillar</em>, che per la prima volta si intreccia con il <strong>Lumen Festival</strong>, dando vita a quattro giorni di eventi gratuiti tra concerti, talk, sport e iniziative culturali.</p>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p><strong>IL PROGRAMMA GIORNO PER GIORNO</strong></p>



<p><em><strong>Giovedì 18 giugno</strong></em></p>



<p>Il CaterRaduno debutta alle 18:00 con l’iniziativa &#8220;<strong>SSN LOVERS &#8211; Portiamo una pizza al Pronto Soccorso</strong>&#8220;, un corteo che si dirigerà verso l’Ospedale San Bortolo di Vicenza per portare una pizza al personale sanitario come ringraziamento e sostegno al Servizio Sanitario Nazionale.</p>



<p>Dalle 19:00, la festa si sposta per le vie del centro: una grande parata con il pubblico partirà da Piazza Castello, guidata dal ritmo travolgente della Funkasin Street Band, per fare poi il suo ingresso a Campo Marzo, sede del Lumen Festival.</p>



<p>Alle 19:45 i riflettori si accendono sul palco principale per la&nbsp;<strong>prima diretta nazionale di Caterpillar</strong>&nbsp;su Rai Radio 2, che ospiterà l&#8217;eclettica cantautrice&nbsp;<strong>MILLE</strong>, reduce da uno straordinario show al MI AMI Festival di Milano.</p>



<p>Dalle 21:30, spazio alla comicità tagliente della stand-up comedy con i set di&nbsp;<strong>FRAD</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Xhuliano Dule</strong>, tra i comici più seguiti e amati nel genere. Chiusura della prima giornata prevista per la mezzanotte.</p>



<p><em><strong>Venerdì 19 giugno</strong></em></p>



<p>La giornata di venerdì si apre fuori campo alle 18:00 presso la Libreria Galla+Libraccio, dove la giornalista di guerra Barbara Schiavulli presenterà il suo potente volume “<strong>Voragini. Nella mente di vittime e carnefici</strong>” (Edizioni Radio Bullet).</p>



<p>Alle 19:45 torna la diretta nazionale di Caterpillar Radio2 sul main stage del Lumen Festival, scaldando i motori con gli ospiti&nbsp;<strong>Sì! Boom! Voilà!</strong>, il supercollettivo noise-punk formato da Roberta Sammarelli (Verdena), N.A.I.P., Giulio Ragno Favero, Davide Lasala e Giulia Formica, che si esibirà live alle 21:00. L&#8217;apice della serata sarà alle 22:00 con il concerto-evento dei&nbsp;<strong>Marlene Kuntz</strong>, trasmesso interamente in diretta nazionale su Radio2: la band celebrerà i trent&#8217;anni dell&#8217;album cult &#8220;Il Vile&#8221;, alternando la sua anima più cruda a pietre miliari del proprio repertorio.</p>



<p>A mezzanotte, l&#8217;aftershow sarà guidato dall&#8217;irriverente energia di&nbsp;<strong>Auroro</strong>&nbsp;<strong>Borealo</strong>, artista eclettico che si definisce “performer, cantautore, DJ, divulgatore, podcaster, discografico, stanco, ipocondriaco e povero”.</p>



<p><em><strong>Sabato 20 giugno</strong></em></p>



<p>Il sabato del CaterRaduno mette al centro l&#8217;inclusione e i diritti.</p>



<p>La mattina comincia alle 10 al Parco Giochi “Bambini del Mondo” con una partita di<strong>&nbsp;Calcio Camminato</strong>&nbsp;aperta a tutte e tutti (sfida &#8220;Veneto contro Resto del Mondo&#8221;), che permetterà di cimentarsi in una variante del calcio tradizionale in cui è severamente vietato correre. Nato in Inghilterra nel 2011, questa disciplina permette a persone di tutte le età di continuare a giocare, mantenersi in forma e divertirsi riducendo al minimo il rischio di infortuni. Sarà una mattinata incentrata sull’inclusività nello sport, perché a seguire si terrà anche una partita che vedrà coinvolta la società&nbsp;<strong>Vicenza Calcio Amputati</strong>, che ha di recente rappresentato e onorato la città di Vicenza in Europa, conquistando il terzo posto in Europa League come prima squadra non professionistica della competizione.</p>



<p>Un risultato prestigioso che conferma il valore sportivo e umano del nostro progetto, nato per promuovere inclusione, sport e nuove opportunità.</p>



<p>La società continua inoltre il proprio lavoro sul territorio Veneto e nazionale nella ricerca di nuovi atleti amputati da inserire in organico, offrendo attraverso lo sport una concreta seconda possibilità di vita, crescita e condivisione.</p>



<p>Per quanto riguarda la Squadra, siamo felicissimi della crescita corale del gioco e dell’unione del team</p>



<p>Alle 11:00, l’attesissimo talk con&nbsp;<strong>Don Luigi Ciotti&nbsp;</strong>(fondatore di Libera), accompagnato dalle coreografie sonore della&nbsp;<strong>Mosson Drum &amp; Bugle Corps</strong>.</p>



<p>Dopo una piccola pausa pomeridiana, le attività riprendono alle 17:00 con &#8220;<strong>Bici di tutto il mondo, unitevi!</strong>&#8220;, una lunga ed emozionante pedalata cittadina a cura di&nbsp;<strong>veloCittà</strong>&nbsp;per riscoprire tutti quei luoghi di Vicenza che sono diventati veri e propri beni comuni grazie alle mobilitazioni dei cittadini.</p>



<p>La sera si passa alla grande musica d’autore (ingresso con biglietto): alle 20:30 si esibirà il giovane talento&nbsp;<strong>Nico Arezzo</strong>, seguito alle 22:00 dal live di&nbsp;<strong>Marco Castello</strong>, tra gli artisti più interessanti emersi nel panorama della musica indipendente negli ultimi anni, che presenterà il suo ultimo album “Quaglia Sovversiva” insieme a tutti i pezzi più amati del suo repertorio.</p>



<p>Dalle 23:45, la notte si chiude con l’aftershow firmato dal djset di Obsessive (chiusura ore 01:00).</p>



<p><em><strong>Domenica 21 giugno – Sentieri Urbani, Costituzione e grandi balli</strong></em></p>



<p>L&#8217;ultimo giorno di raduno inizia alle 10:00 con&nbsp;<strong>Sentieri Urbani</strong>, una speciale camminata guidata alla scoperta dei segreti di Vicenza a cura del&nbsp;<strong>CAI&nbsp;</strong>locale, con partenza e arrivo fissati al Lumen Festival.</p>



<p>Alle 11 l&#8217;area talk ospita&nbsp;<strong>Victoria Karam&nbsp;</strong>con la presentazione del suo libro (e progetto) “Volti Italiani”, una campagna di storytelling civile che racconta le storie di chi vive in Italia senza cittadinanza o ha dovuto lottare a lungo per ottenerla, per superare stereotipi e rimettere al centro le persone.</p>



<p>Spazio poi, alle 12, al &#8220;<strong>Picnic per la Costituzione</strong>&#8221; accompagnato dalla selezione di musica in vinile a cura del dj vicentino&nbsp;<strong>Moredauda</strong>. Il pomeriggio prosegue all’insegna dei ritmi estivi con il djset di&nbsp;<strong>Animal House</strong>&nbsp;a partire dalle ore 17, per culminare alle 21:00 con le sonorità elettroniche del format locale&nbsp;<strong>Vibin</strong>.</p>



<p>In contemporanea, nella straordinaria cornice del Teatro Olimpico di Vicenza – il più antico teatro coperto al mondo e capolavoro palladiano, si terrà uno spettacolo di chiusura del CaterRaduno, i cui dettagli saranno annunciati a breve.</p>



<p>Al Lumen Festival le porte chiuderanno a mezzanotte.</p>



<p><strong>IL SECONDO TEMPO DEL LUMEN FESTIVAL</strong></p>



<p>Concluso il lungo fine settimana in collaborazione con Rai Radio 2, la tredicesima edizione del&nbsp;<strong>Lumen Festival&nbsp;</strong>riaccenderà i riflettori a Campo Marzo&nbsp;<strong>da mercoledì 24 a domenica 28 giugno</strong>, proponendo una seconda settimana ricca di esclusive, grandi ritorni e i migliori talenti della scena indipendente, rap ed elettronica nazionale.</p>



<p>Il 2026 segna anche l’importante traguardo del&nbsp;<strong>quinto anno di collaborazione con</strong>&nbsp;<strong>Banca delle Terre Venete</strong>, che si conferma&nbsp;<em>main sponsor</em>&nbsp;anche del Lumen Festival. Un traguardo che va ben oltre la semplice partnership e che testimonia, nei fatti, l&#8217;identità di un istituto che è, per definizione e per scelta, una banca del territorio e per il territorio. Sostenendo la crescita del festival, Banca delle Terre Venete rinnova il proprio impegno concreto a favore della cultura, dei giovani e della valorizzazione della comunità locale, trasformando la sinergia istituzionale in un valore condiviso per tutto il tessuto veneto.</p>



<p>Si riparte quindi&nbsp;<strong>mercoledì 24 giugno</strong>&nbsp;con il concerto di&nbsp;<strong>Tutti Fenomeni</strong>&nbsp;(Giorgio Quarzo Guarascio), una delle figure più colte e originali del panorama indipendente, capace di miscelare citazioni pop e riferimenti d’autore. L&#8217;artista romano presenterà il suo ultimo lavoro &#8220;Lunedì&#8221;, prodotto da Giorgio Poi, che segna una svolta orchestrale nella sua carriera. Ad aprire la serata saranno&nbsp;<strong>le irossa</strong>, giovanissima band torinese a cavallo tra post-punk e art-rock che ha già conquistato la critica.</p>



<p><strong>Giovedì 25 giugno</strong>&nbsp;il palco sarà interamente dedicato ai migliori talenti del rap con&nbsp;<strong>Ele A</strong>, la rapper donna più seguita e amata d’Italia, reduce dal successo del suo primo album ufficiale &#8220;Pixel&#8221;, e&nbsp;<strong>Promessa</strong>, classe 2003 milanese che si è imposto come uno dei profili più credibili della scena urban con l’album &#8220;Morendo ad occhi aperti&#8221;. La serata sarà inaugurata dalla rapper vicentina Nyiama e dal padovano Gio Fog, vincitore dell’Underdog Contest.</p>



<p><strong>Venerdì 26 giugno</strong>&nbsp;sarà la volta di una serata evento imperdibile per il pubblico locale: l’unica data di reunion dal vivo della&nbsp;<strong>Sugo Gang</strong>, il collettivo vicentino che tra il 2017 e il 2018 ha segnato l’esplosione della trap in Italia. Sul palco torneranno insieme Mambolosco, Nashley, Edo Fendy, Kerim e il produttore Nardi, anticipati dal freestyle di Rimerie Vicentine e dal dj set tematico&nbsp;<em>Back To 2016</em>.</p>



<p>Il weekend conclusivo vedrà protagonista,&nbsp;<strong>sabato 27 giugno</strong>, l&#8217;approccio sperimentale ed etereo all&#8217;elettronica di&nbsp;<strong>okgiorgio</strong>&nbsp;(Giorgio Pesenti), musicista e produttore bergamasco tra i più interessanti della nuova scena internazionale. Prima di lui si esibirà&nbsp;<strong>Nashley</strong>, in una veste che abbraccia indie e pop, mentre la notte si chiuderà con l&#8217;afterparty curato dal collettivo dance vicentino&nbsp;<strong>èora</strong>.</p>



<p>La tredicesima edizione si congederà&nbsp;<strong>domenica 28 giugno</strong>&nbsp;con una grande festa a offerta libera che vedrà salire sul palco i&nbsp;<strong>Casino Royale</strong>. La storica formazione milanese celebrerà il 30º anniversario di &#8220;Sempre più vicini&#8221;, un album fondamentale che ha segnato la storia della musica alternativa italiana unendo ska, post-punk ed energia pura.</p>



<p><em><strong>Accessibilità e Sostenibilità:</strong></em><em>&nbsp;Anche per la seconda settimana di programmazione, Lumen Festival persegue l&#8217;obiettivo di mantenere la cultura accessibile a tutti, proponendo biglietti giornalieri su TicketSms al prezzo di 12 euro + ddp e abbonamenti completi a 49 euro + ddp. In ottica green, si rinnova la collaborazione con Un Posto in Cui Tornare per l&#8217;attuazione di pratiche ecologiche e di sensibilizzazione del pubblico all&#8217;interno di Campo Marzo.</em></p>
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		<title>Lumen Festival 2026, a Vicenza torna la grande musica: da Marco Castello ai Marlene Kuntz, arriva anche il CaterRaduno di Rai Radio2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 13:35:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA & SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 18 al 28 giugno Vicenza torna il Lumen Festival 2026, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate veneta. La tredicesima edizione animerà ancora una volta Campo Marzo con concerti, dj set, talk, workshop, street food e iniziative culturali. Tra i<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/lumen-festival-2026-a-vicenza-torna-la-grande-musica-da-marco-castello-ai-marlene-kuntz-arriva-anche-il-caterraduno-di-rai-radio2/">Lumen Festival 2026, a Vicenza torna la grande musica: da Marco Castello ai Marlene Kuntz, arriva anche il CaterRaduno di Rai Radio2</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Dal 18 al 28 giugno Vicenza torna il Lumen Festival 2026, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate veneta. La tredicesima edizione animerà ancora una volta Campo Marzo con concerti, dj set, talk, workshop, street food e iniziative culturali.</p>



<p>Tra i protagonisti annunciati figurano Marco Castello, Marlene Kuntz, okgiorgio, Ele A, Tutti Fenomeni, Sugo Gang e Casino Royale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Lumen Festival ospita il CaterRaduno</h3>



<p>La grande novità del 2026 sarà l’arrivo del CaterRaduno, storico raduno della trasmissione Caterpillar condotta da Sara Gambotti e Massimo Cirri.</p>



<p>Dal 18 al 21 giugno il festival ospiterà quattro giornate di eventi gratuiti tra concerti, spettacoli di stand-up comedy, sport, incontri e iniziative culturali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Marlene Kuntz gratis il 19 giugno</h3>



<p>Tra gli appuntamenti principali spicca il concerto gratuito dei Marlene Kuntz in programma venerdì 19 giugno. La band celebrerà i trent’anni dell’album “Il Vile”, disco simbolo del rock alternativo italiano degli anni Novanta.</p>



<p>In apertura saliranno sul palco i Sì! Boom! Voilà!, progetto noise-punk formato da Roberta Sammarelli dei Verdena, N.A.I.P., Giulio Ragno Favero, Davide Lasala e Giulia Formica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Marco Castello protagonista il 20 giugno</h3>



<p>Sabato 20 giugno il palco principale sarà affidato a Marco Castello, uno dei cantautori più apprezzati della nuova scena italiana. Il musicista siciliano porterà dal vivo i brani del nuovo album “Quaglia Sovversiva” insieme ai pezzi più conosciuti del suo repertorio.</p>



<p>Ad aprire la serata sarà Nico Arezzo, reduce dall’esibizione al Concertone del Primo Maggio di Roma.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tutti Fenomeni, Ele A e Promessa</h3>



<p>Dopo la pausa del 22 e 23 giugno, il festival riprenderà mercoledì 24 con il concerto di Tutti Fenomeni, nome d’arte di Giorgio Quarzo Guarascio. L’artista presenterà anche il recente lavoro “Lunedì”, prodotto da Giorgio Poi.</p>



<p>In apertura spazio ai le irossa.</p>



<p>Giovedì 25 giugno sarà invece dedicato al rap italiano con Ele A e Promessa. Sul palco anche la rapper vicentina Nyiama e il padovano Gio Fog, vincitore dell’Underdog Contest.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Reunion speciale della Sugo Gang</h3>



<p>Venerdì 26 giugno andrà in scena l’unica reunion live della Sugo Gang, gruppo vicentino protagonista dell’esplosione della trap italiana tra il 2017 e il 2018.</p>



<p>Sul palco torneranno insieme Mambolosco, Nashley, Edo Fendy, Kerim e il produttore Nardi.</p>



<p>La serata sarà completata da uno show di freestyle delle Rimerie Vicentine e dal dj set “Back To 2016”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chiusura con Casino Royale</h3>



<p>Sabato 27 giugno spazio all’elettronica con okgiorgio e Nashley, seguiti dall’afterparty curato dal collettivo vicentino èora.</p>



<p>Gran finale domenica 28 giugno con ingresso a offerta libera e il concerto dei Casino Royale, che celebreranno il trentesimo anniversario dell’album “Sempre più vicini”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Musica, sostenibilità e cultura</h3>



<p>Dal 2013 il Lumen Festival è diventato uno degli eventi simbolo dell’estate vicentina. Negli anni sul palco sono saliti artisti come Madame, Bresh, Coma_Cose, Ghemon e M¥SS KETA.</p>



<p>Oltre ai concerti, il festival proporrà workshop e incontri dedicati a sostenibilità, diritti, cultura e imprenditoria giovanile.</p>



<p>Grande attenzione anche all’ambiente grazie alla collaborazione con Un Posto in Cui Tornare: previsti raccolta differenziata, utilizzo di materiali biodegradabili e promozione della mobilità sostenibile.</p>



<p>I biglietti giornalieri costano 12 euro più diritti di prevendita, mentre l’abbonamento completo è disponibile a 49 euro più prevendita. Alcune serate saranno gratuite o a offerta libera.</p>



<p></p>
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		<title>Barbecue e caldo estivo: gli errori da evitare per cucinare in sicurezza ed evitare sostanze tossiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 09:37:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo delle prime giornate di caldo intenso, cresce la voglia di grigliate all’aperto, un’abitudine sempre più diffusa durante la stagione estiva. Tuttavia, alcune pratiche comuni durante la cottura alla brace possono comportare rischi per la salute, legati alla formazione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Con l’arrivo delle prime giornate di caldo intenso, cresce la voglia di grigliate all’aperto, un’abitudine sempre più diffusa durante la stagione estiva. Tuttavia, alcune pratiche comuni durante la cottura alla brace possono comportare rischi per la salute, legati alla formazione di sostanze nocive e alla contaminazione degli alimenti.</p>



<p>Uno dei principali problemi riguarda il contatto diretto tra grasso e fiamma. Quando il grasso della carne cade sulle braci incandescenti, si genera del fumo che risale e si deposita sugli alimenti. In questo processo si possono formare <strong>composti potenzialmente tossici</strong> che finiscono sulla superficie della carne. Per ridurre il rischio, è consigliabile eliminare il grasso in eccesso prima della cottura e, quando possibile, utilizzare barbecue progettati in modo da evitare che il grasso coli direttamente sulla fonte di calore.</p>



<p>Un altro aspetto critico è il contatto diretto tra fiamma e cibo. La presenza di fiammate durante la cottura può portare alla formazione di uno strato superficiale sulla carne considerato non salutare. Per prevenire questo fenomeno è importante mantenere una distanza adeguata tra alimento e brace: le indicazioni tecniche suggeriscono che la griglia dovrebbe essere posizionata a una distanza sufficiente dalle braci per evitare il contatto diretto con le fiamme. Nei modelli dotati di coperchio, l’utilizzo dello stesso aiuta a stabilizzare la temperatura e a limitare la formazione di fiammate.</p>



<p>Particolare attenzione va posta anche al tipo di combustibile utilizzato. Il carbone più adatto è quello purificato, che produce meno fumo e contiene meno residui. L’utilizzo di legna non idonea, soprattutto se trattata o verniciata, è sconsigliato perché può rilasciare sostanze chimiche durante la combustione che rischiano di trasferirsi agli alimenti.</p>



<p>Anche gli accendifuoco richiedono attenzione: sia solidi che liquidi o in gel devono essere completamente consumati prima di iniziare la cottura, per evitare contaminazioni del cibo.</p>



<p>Infine, un errore frequente riguarda la gestione degli utensili e delle superfici di lavoro. L’uso degli stessi strumenti per carne cruda e cotta o lo stesso piatto per entrambe le fasi può favorire la contaminazione incrociata. È quindi fondamentale separare sempre gli strumenti utilizzati per gli alimenti crudi da quelli destinati al cibo già cotto, riducendo il rischio di intossicazioni alimentari dovute alla presenza di batteri o virus.</p>



<p>La corretta gestione della grigliata, quindi, non riguarda solo il gusto ma anche la sicurezza alimentare, soprattutto nei periodi di caldo intenso in cui le abitudini all’aperto diventano più frequenti.</p>
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		<title>A Caorle apre il nuovo paradiso delle famiglie: lusso, suite vista mare e 10 mila metri di relax al Cavallino Bianco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 13:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[FUORIPORTA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha aperto ufficialmente le porte il nuovo Il Cavallino Bianco Caorle – Venezia, il Luxury Family Beach Resort 5 stelle lusso affacciato sul mare di Caorle che dal 1° maggio accoglie le prime famiglie in una struttura pensata per trasformare<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>Ha aperto ufficialmente le porte il nuovo Il Cavallino Bianco Caorle – Venezia, il Luxury Family Beach Resort 5 stelle lusso affacciato sul mare di Caorle che dal 1° maggio accoglie le prime famiglie in una struttura pensata per trasformare la vacanza in un’esperienza tra benessere, gioco, relax e tempo condiviso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_4_low-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-366729" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_4_low-1024x683.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_4_low-626x417.jpg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_4_low-100x67.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_4_low-846x564.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_4_low.jpg 1151w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il nuovo resort nasce con la filosofia “It’s Family Time – Live it Now”, un concetto che mette al centro la famiglia attraverso spazi progettati per favorire condivisione, libertà e comfort, unendo eleganza e accoglienza in un contesto immerso tra Adriatico e pineta.</p>



<p>La struttura colpisce subito per la luminosità degli ambienti, valorizzata dalle grandi vetrate e dai toni caldi degli interni. Il resort dialoga continuamente con il paesaggio circostante: il rosa delle facciate, il bianco degli archi, il verde della pineta, gli accenti dorati e i materiali naturali contribuiscono a creare un’atmosfera raffinata ma intima.</p>



<p>Cuore dell’ospitalità sono le 101 family suite, ampie da 46 a 118 metri quadrati e tutte dotate di terrazza vista o fronte mare. Le camere sono state progettate per rispondere alle esigenze delle famiglie contemporanee, con spazi separati per adulti e bambini, doppi bagni — uno dei quali pensato appositamente per i più piccoli con accessori baby-friendly e fasciatoio — pantry attrezzata e tecnologie smart.</p>



<p>Di fronte alla struttura si apre la spiaggia privata di 5 ettari insignita della Bandiera Blu, attrezzata con cabanas complete di letti king-size, tavolo, minifrigo, poltroncine, aree gioco e accesso diretto al mare.</p>



<p>Grande attenzione è dedicata anche all’area acquatica, con tre piscine indoor e outdoor riscaldate tra giochi d’acqua, zone relax e spazi all’aperto collegati direttamente alla spiaggia.</p>



<p>Per bambini e ragazzi nasce invece Lino Land, un’area di 750 metri quadrati dedicata al mondo kids e teen. Dalla nursery Baby Lino agli spazi per i più grandi, tutto è pensato per stimolare creatività, autonomia e socialità attraverso giochi, teatro, attività e ambientazioni colorate accompagnate dalla mascotte Lino.</p>



<p>Accanto agli spazi family trovano posto anche ambienti dedicati esclusivamente agli adulti. Il wellness si sviluppa su oltre 4 mila metri quadrati tra piscine riscaldate, beauty farm, saune, aree relax e la rooftop adults-only con Infinity Sky Pool panoramica affacciata sulla pineta e sul mare Adriatico. Al terzo piano trovano spazio anche Lea’s Beauty &amp; Spa, sauna finlandese, biosauna, bagno turco e il Cielo Panorama Pool &amp; Lounge.</p>



<p>La proposta gastronomica comprende tre ristoranti distinti: il Family Restaurant per le famiglie, il Marco Polo – Adults Only Restaurant dedicato a un’esperienza più elegante e tranquilla, e il Ristorante dei Bambini, pensato su misura per i piccoli ospiti.</p>



<p>A completare l’offerta ci sono centro fitness, bike hub per esplorare il territorio, shopping area “La Botega”, garage coperto con 170 posti auto e numerosi servizi studiati per garantire una vacanza senza pensieri.</p>



<p>Il nuovo resort sorge nell’area storica dell’ex Colonia Pordenone, oggi completamente trasformata in un luogo dedicato all’ospitalità family luxury. Un progetto che punta a portare a Caorle una nuova idea di vacanza, capace di unire territorio, natura, eccellenza e benessere.</p>



<p>Maggiori informazioni sul sito ufficiale <a target="_blank" rel="noreferrer noopener" href="https://www.cavallino-bianco.com?utm_source=chatgpt.com">Cavallino Bianco Caorle – Venezia</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_12_low-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-366730" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_12_low-1024x683.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_12_low-626x417.jpg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_12_low-100x67.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_12_low-846x564.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/LinoLand_12_low.jpg 1151w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Castelgomberto celebra l’oro verde: torna la Festa dell’Olio tra sapori, degustazioni e colline in festa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[STREET TG]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 23 e domenica 24 maggio Castelgomberto torna ad accogliere la Festa dell’Olio, arrivata quest’anno alla seconda edizione, con due giornate dedicate alla scoperta del territorio, dell’olio locale e delle eccellenze enogastronomiche delle nostre colline. La manifestazione prenderà il via<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Sabato 23 e domenica 24 maggio Castelgomberto torna ad accogliere la Festa dell’Olio, arrivata quest’anno alla seconda edizione, con due giornate dedicate alla scoperta del territorio, dell’olio locale e delle eccellenze enogastronomiche delle nostre colline.</p>



<p>La manifestazione prenderà il via sabato 23 maggio con “Olio in Tavola”, la Cena di Gala ospitata nella Sala Foscola di Palazzo Barbaran. Un appuntamento già sold out che vedrà protagonisti prodotti del territorio, olio extravergine locale e un menù ideato dallo chef Andrea De Poli.</p>



<p>La serata proporrà un percorso gastronomico costruito attorno all’olio extravergine di oliva, dall’aperitivo fino al dessert, con piatti come il risotto alle erbe novelle con crema di ortiche e tartare di trota di alta valle, il turbante di branzino e mazzancolle su crema di patate all’olio extravergine e il plum cake all’olio accompagnato da gelato all’olio extravergine di oliva.</p>



<p>Domenica 24 maggio l’evento entrerà nel vivo tra Palazzo Barbaran, gli oliveti e alcuni dei luoghi più caratteristici del paese, con attività pensate per famiglie, appassionati e visitatori di tutte le età.</p>



<p>La giornata inizierà alle 8:30 con la Passeggiata tra gli Olivi e la Biciclettata tra gli Olivi, con ritrovo a Palazzo Barbaran. Alle 9:30 spazio alla “Merenda tra gli oliveti”, mentre dalle 10:30 alle 13:00 si terrà la degustazione di olio locale curata dalla Fondazione Italiana Sommelier Veneto.</p>



<p>Uno dei momenti centrali della giornata sarà l’inaugurazione ufficiale della Festa dell’Olio e la premiazione del concorso “I migliori Oli delle nostre Valli”, in programma dalle 11:30 alle 12:00 a Palazzo Barbaran.</p>



<p>A pranzo i visitatori potranno fermarsi a Palazzo Barbaran per gustare i piatti del giorno dedicati ai sapori del territorio: pasta di grano duro con l’olio di Castelgomberto e pasta di grano duro con un delicato sugo di zucchine e fiori di zucchina, pensato per esaltare l’aggiunta di un filo d’olio extravergine a crudo</p>



<p>Nel pomeriggio continueranno le attività dedicate all’olio con il primo corso di avvicinamento alla degustazione organizzato dalla Fondazione Italiana Sommelier Veneto e con nuove degustazioni accompagnate dalla possibilità di acquistare l’olio direttamente in loco.</p>



<p>Non mancheranno le iniziative per famiglie e bambini, con i giochi di una volta organizzati da “La Tana dei Tarli” nel cortile di Palazzo Barbaran. Durante tutta la giornata sarà inoltre presente il raduno statico del 500 Club Italia e l’animazione radiofonica con Gioia e Gianni di Stella FM.</p>



<p>Tra le iniziative collaterali anche l’apertura straordinaria del parco e dei giardini di Villa da Schio e la mostra “Castelgomberto – La nostra storia” allestita nell’ex scuola elementare.</p>



<p>Il Vicesindaco del Comune di Castelgomberto, Davide Schiavo, ha presentato il programma della seconda edizione della Festa dell’Olio sottolineando il valore storico e culturale dell’olivicoltura locale: “Il nostro olio ha alle spalle una storia millenaria ed è stato riscoperto grazie al lavoro di alcuni concittadini che hanno motivato, con ricerche e raccolta di documentazione, l’amministrazione comunale a dare vita a questa manifestazione che auspico possa diventare un punto di riferimento per il nostro territorio nei prossimi decenni. Possiamo vantare un territorio collinare, impreziosito da circa 18 mila olivi: un patrimonio visivo e storico-culturale davvero importante. La Festa dell’Olio ci offre una vetrina significativa e soprattutto ci ricorda le nostre responsabilità, come amministratori pubblici e come agricoltori che si occupano della coltivazione degli olivi.”</p>



<p>Anche il Presidente della Pro Loco di Castelgomberto, Riccardo Castagna, ha evidenziato il ruolo centrale dell’olio e dell’olivo per il territorio: “Castelgomberto può contare su circa 18 mila olivi e tra i 120 e i 150 produttori. L’olivo è parte integrante del nostro paesaggio. Noi, come Pro Loco, siamo chiamati a valorizzare il territorio e a promuovere l’olio anche grazie alla Festa dell’Olio, senza dimenticare la storica Fiera di Santa Maria Maddalena.”</p>



<p>La Festa dell’Olio vuole essere un’occasione per valorizzare il legame tra territorio, tradizione e comunità, portando al centro il lavoro dei produttori locali e il patrimonio paesaggistico delle colline di Castelgomberto.</p>



<p>La chiusura della manifestazione è prevista alle ore 18:30.</p>



<p></p>
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		<title>Perché il coriandolo divide il mondo: per alcuni è fresco e agrumato, per altri sa di sapone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 10:18:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un ingrediente capace di accendere discussioni quasi filosofiche in cucina: il coriandolo. Amato da molti per il suo gusto fresco e agrumato, odiato da altri che lo descrivono senza mezzi termini come “saponoso”. E no, non è solo un’impressione:<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>C’è un ingrediente capace di accendere discussioni quasi filosofiche in cucina: il coriandolo. Amato da molti per il suo gusto fresco e agrumato, odiato da altri che lo descrivono senza mezzi termini come “saponoso”. E no, non è solo un’impressione: dietro questa frattura gastronomica c’è anche una spiegazione scientifica. Quanti di voi, per esempio, sono stati nel Sud Est Asiatico ed hanno visto &#8216;fastidiosi&#8217; amici lamentarsi ad ogni comanda?</p>



<p>Il <strong>coriandolo</strong>, lo ricordiamo, è una pianta aromatica (Coriandrum sativum) appartenente alla famiglia delle Apiaceae, la stessa del prezzemolo e del finocchio. È una pianta “a doppio uso”: delle sue foglie si consumano i germogli freschi, dal sapore intenso e agrumato, mentre i semi essiccati vengono utilizzati come spezia dal gusto più caldo, leggermente dolce e speziato. In cucina è estremamente versatile e attraversa molte tradizioni gastronomiche del mondo. Le foglie fresche sono protagoniste nella cucina asiatica, soprattutto in India, Thailandia e Vietnam, dove arricchiscono curry, zuppe e piatti di noodle. Sono fondamentali anche nella cucina latinoamericana, in particolare messicana e peruviana, dove si trovano in salse come il guacamole o in piatti come tacos e ceviche. I semi, invece, sono molto usati nella cucina mediorientale, nordafricana e anche europea, ad esempio in miscele di spezie come il curry o per insaporire pane, insaccati e marinate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’erba che divide: amore o disgusto</h3>



<p>Secondo alcune stime, circa il <strong>17% degli europei</strong> trova il coriandolo sgradevole, con una percezione che va dall’amaro al gusto di detersivo. Una sensazione così netta da trasformare un semplice piatto in un campo di battaglia culinario.</p>



<p>E mentre nei Paesi anglosassoni ci si divide su “pain au chocolat o chocolatine”, e in Italia sulle variazioni della pizza, il coriandolo resta uno dei temi più trasversali e… controversi al mondo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La spiegazione nei geni: il ruolo di OR6A2</h3>



<p>A dare una risposta al mistero ci pensa la scienza. Alcuni studi hanno individuato un possibile responsabile: il gene <strong>OR6A2</strong>, più attivo in alcune persone.</p>



<p>Questo gene è particolarmente sensibile alle <strong>aldeidi</strong>, composti chimici presenti nel coriandolo che contribuiscono al suo aroma. Il dettaglio curioso? Le stesse molecole si trovano anche in saponi e shampoo.</p>



<p>Ecco perché, per chi possiede una maggiore sensibilità a queste sostanze, il coriandolo non richiama erbe fresche o agrumi… ma ricorda piuttosto il bagno di casa.</p>



<p>Uno studio del 2012 sui gemelli identici ha rafforzato questa teoria: nell’80% dei casi, i gemelli condividono la stessa opinione sul coriandolo, segno che la predisposizione genetica ha un peso importante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Non solo DNA: conta anche la cultura</h3>



<p>Ma non è tutta questione di genetica. Anche l’ambiente e le abitudini alimentari giocano un ruolo decisivo.</p>



<p>In Europa il coriandolo è relativamente poco utilizzato, mentre in altre parti del mondo è protagonista assoluto della cucina. In Medio Oriente e in Asia meridionale, ad esempio, solo una piccola percentuale della popolazione lo rifiuta: circa il <strong>3% nei Paesi mediorientali</strong> e il <strong>7% in Asia del Sud</strong>.</p>



<p>Il motivo? Semplice esposizione. Dove il coriandolo è parte della quotidianità gastronomica, il palato si abitua e lo accetta come normale e piacevole.</p>



<p>Come ha spiegato l’epidemiologo nutrizionale Michel Lucas, la preferenza non dipende solo dai geni: “La genetica conta, ma anche la cultura e l’esperienza culinaria influenzano il gusto”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il verdetto: colpa (o merito) del palato</h3>



<p>Alla fine, il coriandolo resta un piccolo enigma aromatico: per alcuni è un tocco di freschezza indispensabile, per altri un sapore da evitare con cura.</p>



<p>E forse è proprio questo il suo fascino: un’erba capace di dividere il mondo… una foglia alla volta.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>A Jesolo si può fare una mini-vacanza &#8216;caraibica&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 14:44:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[Gossipando]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caribe Bay lancia un Tour Operator e si trasforma in destinazione per brevi vacanze tra divertimento e relax, con Venezia a pochi chilometri Lido di Jesolo, 14 maggio 2026 – Il turismo sta cambiando rapidamente: la tradizionale lunga villeggiatura lascia<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>Caribe Bay lancia un Tour Operator e si trasforma in destinazione per brevi vacanze tra divertimento e relax, con Venezia a pochi chilometri</strong></p>



<p><strong>Lido di Jesolo, 14 maggio 2026</strong> – Il turismo sta cambiando rapidamente: la tradizionale lunga villeggiatura lascia sempre più spazio a soggiorni brevi, ma più frequenti. Il long-weekend diventa così la risposta privilegiata di italiani ed europei al bisogno di staccare dalla routine e ridurre lo stress quotidiano. In questo scenario, anche i parchi divertimento evolvono, passando da semplice meta diurna a fulcro dell’intera esperienza di viaggio.</p>



<p>È in questo contesto che si inserisce Caribe Bay, parco a tema acquatico di Jesolo, a pochi chilometri da Venezia, che ha saputo intercettare questa trasformazione del turismo. Già a maggio, prima ancora dell’avvio pieno della stagione, il parco registra un incremento del 50% delle prenotazioni dei pacchetti <strong>Parco+Hotel</strong> rispetto al 2025, con una forte domanda non solo dall’Italia ma anche da Austria, Germania, Slovenia e Ungheria.</p>



<p>Riconosciuto per 15 volte come <strong>Miglior Parco Acquatico d’Italia ai Parksmania Awards</strong>, tra i più importanti riconoscimenti del settore a livello internazionale, Caribe Bay si estende su 80.000 m² ed è caratterizzato da 3.500 palme che ricreano un vero scenario tropicale. L’offerta combina relax e adrenalina: lagune cristalline, aree relax con ombrelloni in foglie di palma intrecciate, musica e cocktail nei chiringuitos convivono con attrazioni iconiche come <strong>Captain Spacemaker</strong>, lo scivolo più alto d’Europa, e <strong>Pirates’ Bay</strong>, area dedicata alle famiglie. L’esperienza è pensata sia per chi cerca emozioni forti sia per chi desidera una pausa rigenerante all’insegna della natura e della decompressione.</p>



<p>Per rafforzare ulteriormente la propria proposta turistica, Caribe Bay ha lanciato quest’anno il proprio tour operator interno, <strong>Caribe Bay Booking</strong>. L’obiettivo è trasformare la visita al parco in una vera mini-vacanza “chiavi in mano”, grazie a una rete integrata con hotel, campeggi, residence e altre strutture del territorio. L’offerta è pensata per famiglie, coppie e gruppi di amici, con servizi di prenotazione semplificati e le garanzie tipiche del turismo organizzato. Il tutto con una proposta accessibile anche dal punto di vista economico, che permette di vivere Jesolo tra mare e intrattenimento, includendo anche la possibilità di visitare la vicina Venezia.</p>



<p>“In linea con i grandi parchi internazionali, Caribe Bay ha colto l’esigenza di offrire ai propri ospiti un’esperienza completa, trasformando la visita al Parco in un’opportunità di vacanza strutturata – spiega Stefano Tamborino, Commercial Director di Caribe Bay – Negli ultimi anni, con i pacchetti Parco+Hotel, abbiamo integrato divertimento, spiaggia di Jesolo e il fascino di Venezia. Quella che era nata come una sfida strategica si è trasformata in un volano di crescita record, permettendoci di diventare una vera destinazione turistica. Il lancio di Caribe Bay Booking segna oggi il nostro ingresso ufficiale nel mercato come tour operator”.</p>



<p>Per la stagione 2026, Caribe Bay ha riservato <strong>11.200 camere</strong> ai pacchetti Parco+Hotel, con una crescita del 25% rispetto al 2025 e del 54% rispetto al 2023. I pacchetti sono prenotabili online tramite la piattaforma ufficiale del parco e disponibili anche presso le agenzie di viaggio.</p>



<p></p>
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		<title>Quattordici birrifici veneti insieme a Cinto Euganeo: la “cotta” collettiva che celebra i 30 anni della birra artigianale italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 09:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche il Veneto sarà tra i protagonisti di “Buona questa Birra!”, il progetto nazionale promosso da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, nato per celebrare i 30 anni della birra artigianale italiana attraverso una produzione collettiva diffusa<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Anche il Veneto sarà tra i protagonisti di “Buona questa Birra!”, il progetto nazionale promosso da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, nato per celebrare i 30 anni della birra artigianale italiana attraverso una produzione collettiva diffusa lungo tutta la Penisola.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/birrai3-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-366030" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/birrai3-1024x768.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/birrai3-556x417.jpeg 556w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/birrai3-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/birrai3-100x75.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/birrai3-846x635.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/birrai3-1184x888.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/birrai3.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Domani, mercoledì 14 maggio, il birrificio Busa dei Briganti di Cinto Euganeo ospiterà la “cotta” collettiva regionale che vedrà coinvolte quattordici realtà brassicole venete in una giornata dedicata alla produzione della birra simbolo del progetto: una Italian Pilsner pensata per raccontare l’evoluzione, la qualità e la maturità raggiunta dal movimento brassicolo italiano negli ultimi trent’anni.</p>



<p>Parteciperanno alla produzione condivisa Birrificio Bradipongo, Birrificio Monterosso, Birrificio Triches, Birra Monte Baldo, Evoqe Brewing, Birra Nebula-Birrificio Rodigino, La Villana, Birrificio Barch, Birra Ofelia, Birrificio Meraki, Birrificio LZO, Birrificio Vecchio Birraio e Birra Mastino, oltre ai padroni di casa di Busa dei Briganti.</p>



<p>La “cotta” collettiva rappresenta il cuore del progetto “Buona questa Birra!”, che coinvolge decine di birrifici italiani impegnati a produrre contemporaneamente la stessa birra partendo da una base comune condivisa. Una ricetta riconoscibile ma aperta all’interpretazione dei singoli birrai, in un equilibrio tra identità collettiva e valorizzazione delle diverse sensibilità territoriali.</p>



<p>La scelta della Italian Pilsner non è casuale: si tratta di uno stile che rappresenta oggi una sintesi tra ciò che i consumatori ricercano e ciò che i birrai italiani sono in grado di esprimere. Una birra semplice nella bevuta ma caratterizzata da un’elevata attenzione tecnica, capace di unire immediatezza, equilibrio e qualità.</p>



<p>“Il fatto che in Veneto aderiscano così tanti birrifici alla stessa ‘cotta’ collettiva dà la misura di quanto questo progetto stia crescendo tappa dopo tappa in tutta Italia – ha dichiarato Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai – ‘Buona questa Birra!’ sta diventando qualcosa che va oltre la semplice produzione di una birra celebrativa: è un momento di incontro tra birrai, territori e comunità brassicole diverse che scelgono di festeggiare insieme trent’anni di storia della birra artigianale italiana”.</p>



<p>Il progetto nasce infatti per celebrare trent’anni di storia della birra artigianale italiana attraverso il gesto più autentico per il settore: fare birra insieme. Un’iniziativa che racconta non solo la crescita produttiva del comparto, ma anche lo sviluppo di una cultura birraria italiana basata su condivisione, divulgazione e rapporto diretto tra produttore e consumatore.</p>



<p>La birra sarà disponibile dai primi di giugno e potrà essere degustata in tutta Italia attraverso eventi, taproom e appuntamenti dedicati, con un momento centrale rappresentato da Birrifici Aperti Unionbirrai 2026 e dalla Giornata Nazionale della Birra Artigianale, in programma dal 19 al 23 giugno.</p>



<p>Tutti gli aggiornamenti sulle produzioni, le “cotte” collettive e i birrifici coinvolti sono disponibili sul sito ufficiale del progetto: <a href="http://www.buonastabirra.it">www.buonastabirra.it</a></p>
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		<title>Asiago DOP: nel 2025 crescono produzione, quotazioni e consumi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 08:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vicenza, 12 maggio 2026 &#8211; Il 2025 si è chiuso con risultati di assoluto rilievo per l’Asiago DOP: crescita della produzione al +8.3% rispetto al 2024, rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso e migliore performance di incremento dei consumi tra i formaggi DOP duri<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p></p>



<p>Vicenza, 12 maggio 2026<em> &#8211; </em>Il 2025 si è chiuso con risultati di assoluto rilievo per l’Asiago DOP: crescita della produzione al +8.3% rispetto al 2024, rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso e migliore performance di incremento dei consumi tra i formaggi DOP duri e semiduri sul mercato domestico, con un +4% a volume e +11,3% a valore.</p>



<p>I risultati sono stati presentati nel corso dell’annuale Assemblea dei soci, svoltasi nella Basilica Palladiana di Vicenza l’8 maggio, durante la quale il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha annunciato la proposta di avviare la prima azione sistemica di sviluppo condiviso del territorio, affidando alla tavola rotonda “Ecosistema DOP 2040: Territorio, Talento, Turismo” il compito di aprire la riflessione su come tradurre questa visione in un percorso concreto. All’incontro hanno contribuito: Alberto Mattiacci, Professore Ordinario Economia e Gestione delle Imprese, Sapienza Università di Roma, Mauro Rosati, Direttore Generale OriGIn Italia e Fondazione Qualivita, Matteo Zoppas, Presidente ICE-Agenzia, Nicola Vladimiro Ciccarelli, Vicepresidente Confindustria Alberghi e Antonio Auricchio, Presidente AFIDOP &#8211; Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP.</p>



<p><strong>Nel 2025 sono state prodotte&nbsp;1.629.284&nbsp;forme complessive di Asiago DOP, con un incremento dell’8,3% rispetto al 2024 e un fatturato alla produzione di 181 M€, aumentato del 16,6%.</strong>&nbsp;<strong>L’Asiago Fresco, con&nbsp;1.371.339 forme, segna un +6,7%, mentre l’Asiago Stagionato, con 257.945 forme, registra un aumento a doppia cifra: +17,6%</strong>. La crescita produttiva è stata supportata da un modello di valorizzazione della qualità del prodotto e un meccanismo di efficientamento produttivo che riconosce i produttori più virtuosi e favorisce l’esplorazione di nuove nicchie e nuovi mercati.</p>



<p>Sul fronte dei prezzi,&nbsp;<strong>l’anno segnala il rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso</strong>. Il prezzo medio dell’Asiago Fresco si è attestato a 7,18&nbsp;€/kg, con una crescita del +12,54% rispetto al 2024. L’Asiago Stagionato ha raggiunto un prezzo medio di 8,57&nbsp;€/kg, segnando un +4,38%.</p>



<p><strong>Nel mercato interno, i consumi di formaggio Asiago hanno registrato la migliore combinazione di incremento fra i formaggi DOP duri e semiduri del 2025: +4% a volume e +11,3% a valore</strong>. Un risultato sostenuto da scelte mirate in termini di qualità, promozione, presidio dei canali distributivi e apertura di nuovi sbocchi. Nei primi tre mesi del 2026 il trend mostra una tenuta resiliente rispetto al generale rallentamento, con una crescita del +2,9%&nbsp; a volume e del +2,6% a valore.</p>



<p>In particolare,&nbsp;<strong>la Denominazione Asiago conferma la propria capacità di intercettare i nuovi modelli di consumo, sempre più orientati alla praticità e versatilità d’uso</strong>. Ne sono espressione sia l’innovazione di formato come lo snack, i cubetti, i petali, le fettine, il grattugiato e la julienne, sia la crescita del prodotto trasformato, aumentata del 169,7% nel biennio 2023-2035.</p>



<p>Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha proseguito nel percorso di sostenibilità che, dal 2022, coinvolge l’intera filiera con l’innovativo progetto Asiago Green Edge. L’azione promuove uno sviluppo responsabile fondato sulla tutela dell’ambiente naturale, il benessere animale e l’efficienza energetica. In quest’ambito si inserisce anche&nbsp;<strong>l’adozione della certificazione volontaria MADE GREEN IN ITALY del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica&nbsp;</strong>per incentivare modelli produttivi sostenibili, a conferma di un impegno avviato da oltre vent’anni verso uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale ed economico della produzione.</p>



<p>In uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali,&nbsp;<strong>il Con</strong><strong>sorzio di Tutela ha continuato ad investire nello sviluppo di nuovi mercati e nel rafforzamento della presenza in Europa.</strong>&nbsp;È proseguito il progetto triennale multi-paese dedicato al Sud-Est asiatico, insieme alle campagne nei Paesi in area DACH, nei mercati nordici e alle azioni di promozione in altri paesi europei.</p>



<p>Nel 2025 le rilevazioni consortili evidenziano che l&#8217;export di filiera ha raggiunto un valore complessivo di 13,1 M€, con un incremento del +2,3% a valore e del +3,5% a volume rispetto al 2024. In Europa i principali paesi di sbocco sono: Francia (10,2% dell’export totale), Germania (6,3%) e Spagna (5,5%) mentre tra i paesi extraeuropei gli Stati Uniti si confermano primo mercato col 26,4% del totale seguiti da Svizzera 14,7% e Australia 4,6%.</p>



<p>“I positivi risultati del 2025 &#8211; ha affermato il Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni &#8211; sono il frutto di una visione strategica e di un lavoro condiviso lungo tutta la filiera. Per il futuro la sfida è costruire un ecosistema territoriale in cui produttori, istituzioni, università, centri di ricerca, operatori economici, convergano attorno a una visione condivisa, puntando a generare valore duraturo per l&#8217;intero areale di produzione.”</p>



<p>A raccogliere questa sfida è la<strong>&nbsp;proposta strategica presentata in Assemblea: capitalizzare il patrimonio di competenze e di reputazione della Denominazione, già promotrice di sviluppo per l’intero territorio d’origine, per sviluppare energie nuove e costruire un percorso condiviso.</strong>&nbsp;Un ecosistema articolato su tre direttrici: il territorio come infrastruttura identitaria e produttiva, il talento come complesso di competenze diffuse e il turismo come vettore di innovazione dell’offerta territoriale. Attorno a questi temi si è sviluppata la riflessione della tavola rotonda &#8220;Ecosistema DOP 2040: territorio, talenti, turismo&#8221;.</p>



<p><a>“</a>Il lattiero-caseario è tra i comparti più solidi e identitari del nostro agroalimentare &#8211; ha affermato Matteo Zoppas, Presidente di ICE-Agenzia in apertura &#8211; con 57 denominazioni DOP e un valore delle esportazioni che supera l&#8217;80% del fatturato alla produzione. In questo ecosistema, l&#8217;Asiago DOP rappresenta&nbsp;un caso esemplare di come territorio, tradizione e qualità certificata si traducano in valore internazionale concreto.”</p>



<p>Alberto Mattiacci, Professore Ordinario Economia e Gestione delle Imprese Sapienza Università di Roma ha ricordato come “la storia del movimento che oggi chiamiamo&nbsp;<em>DOP Economy</em>&nbsp;insegni due cose: la prima è che dietro il primato italiano delle DO c’è una storia d’innovazione di prospettiva; la seconda è che senza quella spinta impressa al sistema con straordinaria costanza dal mondo Qualivita, oggi non saremmo qui a interrogarci sul 2040.”</p>



<p>A conferma del percorso intrapreso, Mauro Rosati, Direttore Generale di Origin Italia e della Fondazione Qualivita ha ribadito come “ i&nbsp;dati dell’Osservatorio Qualivita dimostrino che i territori con maggiore capacità di rete sono anche quelli che generano più volumi produttivi e più alto valore economico nelle filiere DOP e IGP. Non è un caso che oggi il Veneto sia la prima regione italiana per valore economico territoriale delle Indicazioni Geografiche: un risultato che nasce dalla capacità di fare rete fra imprese, Consorzi, istituzioni e strumenti di promozione”.</p>



<p>Il lavoro, però è solo all’inizio. Nicola Vladimiro Ciccarelli, Vicepresidente di Confindustria Alberghi non ha dubbi: “i Consorzi di tutela sono tra i partner strategici più sottovalutati dall&#8217;industria alberghiera italiana. Quando un Consorzio presidia una denominazione, non fa solo un lavoro di filiera: costruisce e mantiene il contesto identitario dentro cui l&#8217;ospitalità di qualità può prosperare. La prossima frontiera competitiva del turismo di eccellenza passerà da alleanze operative stabili tra produttori DOP e strutture ricettive: non collaborazioni episodiche, ma ecosistemi integrati capaci di trasformare l&#8217;identità territoriale in un&#8217;esperienza coerente sui mercati internazionali.”</p>



<p></p>
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		<title>Regno Unito: perché i pub inglesi stanno morendo?</title>
		<link>https://www.tviweb.it/regno-unito-perche-i-pub-inglesi-stanno-morendo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 10:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel Regno Unito chiudono quasi due pub al giorno: nel 2026 già 161 attività perse in tre mesi Nel Regno Unito la crisi dei pub continua a peggiorare, con un ritmo di chiusure che nel 2026 ha raggiunto livelli allarmanti.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Nel Regno Unito chiudono quasi due pub al giorno: nel 2026 già 161 attività perse in tre mesi</strong></p>



<p>Nel Regno Unito la crisi dei pub continua a peggiorare, con un ritmo di chiusure che nel 2026 ha raggiunto livelli allarmanti. Secondo i dati del settore riportati dalla BBC, nel primo trimestre dell’anno hanno abbassato le saracinesche circa due pub al giorno, per un totale di 161 locali chiusi tra Inghilterra, Scozia e Galles.</p>



<p>La British Beer and Pub Association (BBPA) segnala che questa dinamica ha comportato anche un impatto occupazionale significativo, con circa 2.400 posti di lavoro persi nei primi tre mesi dell’anno. Un trend che si inserisce in una fase già critica per il comparto, dopo le 336 chiusure registrate nel 2025.</p>



<p>Il governo britannico ha recentemente introdotto un’agevolazione fiscale del 15% per pub e locali di musica, entrata in vigore il mese scorso, dopo le pressioni del settore che chiedeva interventi per frenare il numero crescente di chiusure. Tuttavia, per gli operatori queste misure non sarebbero ancora sufficienti.</p>



<p>Emma McClarkin, amministratrice delegata della BBPA, ha definito la situazione “evitabile”, sostenendo che molti pub avrebbero una domanda ancora solida ma sarebbero schiacciati da un “carico fiscale sproporzionato e costi enormi”. L’associazione chiede un intervento strutturale e una revisione complessiva della tassazione sull’ospitalità.</p>



<p>Secondo McClarkin, serve un piano di lungo periodo che garantisca “tariffe più basse in modo permanente” e un sistema più equo per tutelare un settore considerato centrale per la vita sociale del Paese.</p>



<p>Negli ultimi anni, pub e locali notturni hanno dovuto affrontare un aumento dei costi del lavoro, l’incremento delle imposte sulle attività commerciali e un cambiamento delle abitudini dei consumatori, sempre più orientati verso altre forme di socialità e consumo.</p>



<p>Il quadro territoriale mostra differenze significative: il Galles risulta l’unica area con una lieve crescita del numero di pub, mentre la Scozia registra il calo più marcato, con 41 chiusure tra gennaio e marzo 2026.</p>



<p>Dal fronte politico, un portavoce del governo ha dichiarato che sono in corso misure di sostegno, tra cui la riduzione delle imposte sulle attività commerciali, il congelamento delle stesse per due anni, l’estensione degli orari di apertura durante i Mondiali e il rafforzamento del fondo per l’ospitalità, portato a 10 milioni di sterline.</p>



<p>Il governo ha inoltre annunciato programmi di rigenerazione delle aree urbane e ulteriori interventi economici, ma il settore resta in forte pressione e chiede misure più incisive per evitare nuove chiusure nei prossimi mesi.</p>
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		<item>
		<title>Parte la sfida per la miglior pizza allo stoccafisso d’Italia, la semifinale in Piazza dei Signori</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 07:24:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[pizza in piazza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La partecipazione&#160;è aperta a tutti i pizzaioli italiani che vorranno sfidarsi in questa prova creativa. Basterà inviare una mail all’Associazione Eccellenza Nella Pizza (info@eccellenzanellapizza.it) con il nome della pizza, la descrizione della ricetta con gli ingredienti utilizzati e una foto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>La partecipazione</strong>&nbsp;è aperta a tutti i pizzaioli italiani che vorranno sfidarsi in questa prova creativa. Basterà inviare una mail all’Associazione Eccellenza Nella Pizza (<a href="javascript:window.mailto({mailto:'info@eccellenzanellapizza.it', subject: ''})">info@eccellenzanellapizza.it</a>) con il nome della pizza, la descrizione della ricetta con gli ingredienti utilizzati e una foto che la rappresenti. Si accettano le candidature entro il 20 Giugno 2026.</p>



<p>Il protagonista di questo lievitato sarà lo stoccafisso delle Isole Lofoten, in Norvegia. Un ingrediente estremamente versatile che viene utilizzato nella cucina italiana da decenni, insieme alla sua versione sotto sale, il baccalà. I pizzaioli potranno interpretarlo come preferiscono, con l’obiettivo di valorizzare questo prodotto e la loro identità.</p>



<p><strong>La semifinale</strong>&nbsp;del concorso si terrà durante la quarta edizione del Festival della Pizza d’Autore, Pizza In Piazza, nella splendida cornice di piazza dei Signori a Vicenza, una giuria di esperti del settore e mastri pizzaioli selezioneranno le sei proposte che passeranno alla fase finale.</p>



<p><strong>La finale</strong>&nbsp;si terrà il prossimo autunno in una location d’eccellenza, dove i fondatori dell’Associazione Eccellenza Nella Pizza e Olaf Johan Pedersen, direttore del consorzio Tørrfisk fra Lofoten, sceglieranno il vincitore. Il pizzaiolo che vincerà la sfida riceverà una targa dedicata e un premio pari a 1.000 euro in materie prime, per sostenere e valorizzare la propria attività.</p>



<p>Inoltre, le pizzerie che sceglieranno di mantenere nel proprio menù la pizza creata con lo stoccafisso, verranno inserite nel sito Tørrfisk fra Lofoten che raccoglie le migliori realtà ristorative d’Italia che utilizzano questo pregiato prodotto.&nbsp;</p>
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		<title>Jesolo Gourmet Festival: torna l&#8217;alta cucina con vista mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:29:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[jesolo gourmet festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A maggio torna la seconda edizione di&#160;Jesolo Gourmet Festival, la manifestazione segna un importante cambio di passo portando in città&#160;chef autorevoli del panorama internazionale&#160;e&#160;dell’alta cucina italiana. In programma&#160;dal 15 al 17 e dal 22 al 24 maggio 2026, la rassegna<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>A maggio torna la seconda edizione di&nbsp;<em><strong>Jesolo Gourmet Festival</strong></em>, la manifestazione segna un importante cambio di passo portando in città&nbsp;<strong>chef autorevoli del panorama internazionale&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>dell’alta cucina italiana</strong>. In programma&nbsp;<strong>dal 15 al 17 e dal 22 al 24 maggio 2026</strong>, la rassegna proporrà&nbsp;<strong>dodici cene d’autore in dodici ristoranti jesolani&nbsp;</strong>per valorizzare l’offerta gastronomica locale e per testimoniare la vocazione gourmet della famosa località balneare.</p>



<p>Il Festival – organizzato dal&nbsp;<strong>Comune di Jesolo</strong>&nbsp;e dal&nbsp;<strong>Consorzio di Imprese Turistiche JesoloVenice</strong>&nbsp;in collaborazione con&nbsp;<strong>Globetrotter Gourmet&nbsp;</strong>– accresce la sua autorevolezza offrendo una proposta culinaria firmata da ospiti di caratura internazionale. Tra gli chef coinvolti figurano<strong>&nbsp;Jonathan Brincat&nbsp;</strong>di<strong>&nbsp;</strong><em><strong>Noni Restaurant</strong></em><strong>*</strong>&nbsp;(<strong>La Valletta, Malta</strong>) e&nbsp;<strong>Massimiliano Delle Vedove&nbsp;</strong>di<strong>&nbsp;</strong><em><strong>Smoked Room</strong></em><strong>**</strong>&nbsp;(<strong>Madrid, Spagna</strong>) affiancati da protagonisti della cucina italiana contemporanea come&nbsp;<strong>Anthony Genovese&nbsp;</strong>de<strong>&nbsp;</strong><em><strong>Il Pagliaccio</strong></em><strong>**</strong>&nbsp;(Roma),&nbsp;<strong>Francesco Sodano</strong>&nbsp;di<em><strong>&nbsp;Famiglia Rana</strong></em>** (Oppeano, Verona),&nbsp;<strong>Vincenzo Manicone&nbsp;</strong>del&nbsp;<em><strong>Ristorante Tancredi</strong></em><strong>*</strong>&nbsp;(Sirmione, Verona),&nbsp;<strong>Isa Mazzocchi</strong>&nbsp;del<strong>&nbsp;</strong><em><strong>Ristorante La Palta</strong></em><strong>*</strong>&nbsp;(Piacenza),&nbsp;<strong>Alessandro Rossi</strong>&nbsp;del ristorante&nbsp;<em><strong>Barbagianni</strong></em>&nbsp;(Colle di Val d’Elsa, Siena) nuova sfida dopo gli anni trascorsi al<em>&nbsp;Gabbiano 3.0*</em>&nbsp;dove ha conquistato la stella Michelin,&nbsp;<strong>Peppe Guida</strong>&nbsp;dell’<em><strong>Antica Osteria Nonna Rosa*</strong></em>&nbsp;(Vico Equense, Napoli),<strong>&nbsp;Nicola Giancarlo Gronchi</strong>&nbsp;del<em>&nbsp;</em><em><strong>Ristorante Romano*</strong></em>&nbsp;(Viareggio, Lucca),&nbsp;<strong>Stefano Ciotti</strong>&nbsp;del&nbsp;<em><strong>Ristorante Nostrano</strong></em>* (Pesaro), la stella verde&nbsp;<strong>Tina Marcelli&nbsp;</strong>in procinto di aprire il suo<strong>&nbsp;</strong><em><strong>Ritterschänke a Burg Taufers</strong></em>&nbsp;(Campo Tures, Bolzano), infine l’emergente under 30&nbsp;<strong>Andrea De Lillo</strong>&nbsp;del&nbsp;<em><strong>Nin*</strong></em>&nbsp;(Brenzone sul Garda, Verona).</p>



<p>“<em>Jesolo Gourmet Festival&nbsp;</em>2026 è un intreccio di sensibilità, ingredienti, territori e linguaggi culinari diversi, capace di dialogare con la scena gastronomica jesolana – dichiara<strong>&nbsp;Marco Colognese</strong>, direttore creativo della manifestazione e critico enogastronomico –. Vogliamo far scoprire al pubblico la bellezza e le sfaccettature dell’alta cucina italiana e internazionale in un contesto già amato per la sua proposta turistica”.</p>



<p>Il programma si svilupperà in&nbsp;<strong>sei serate dedicate al gusto</strong>: dalle ore 20.00 andranno in scena<strong>&nbsp;due esperienze culinarie parallele, trasformando Jesolo in un palcoscenico diffuso dedicato alla cucina d’autore</strong>. A ospitare le cene sarà&nbsp;<strong>una selezione di locali della città</strong>, dalla vista mare all’entroterra lagunare:&nbsp;<em>Amarmio</em>,&nbsp;<em>Country House Salomè</em>,&nbsp;<em>Flora – Cucina, Bottega, Vino</em>,&nbsp;<em>Jolà Emotional Cuisine</em>,&nbsp;<em>Ristorante KEL.A</em>,&nbsp;<em>PURO Cucina Autentica</em>,&nbsp;<em>Terrazza Aurora</em>,&nbsp;<em>RoseMar Fine Restaurant</em>,&nbsp;<em>Ristorante da Omar</em>,&nbsp;<em>Ristorante da Guido&nbsp;</em>e&nbsp;<em>Zona d’Ombra.</em></p>



<p>“Attraverso il coinvolgimento diretto dei ristoratori locali – spiega&nbsp;<strong>Luigi Pasqualinotto</strong>, presidente del Consorzio di Imprese Turistiche JesoloVenice – la manifestazione vuole rafforzare l’identità gastronomica di Jesolo per affiancare al profilo turistico consolidato una proposta sempre più riconoscibile sul fronte dell’esperienza culinaria. Un intento che, abbinato alla presenza di chef di caratura internazionale, contribuisce ad ampliare la riconoscibilità del progetto e a renderlo più attrattivo a un pubblico interessato al viaggio che coniuga tavola, cultura e intrattenimento”.</p>



<p>Per accompagnare le cene con prodotti di primissima qualità,&nbsp;<em>Jesolo Gourmet Festival&nbsp;</em>conta sul supporto di importanti partner provenienti dal mondo beverage: dalle etichette di pregio del&nbsp;<strong>Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave&nbsp;</strong>ai distillati che raccontano il territorio dell’<strong>Istituto Grappa del Trentino</strong>, dall’acqua per l’alta ristorazione&nbsp;<strong>Valverde Nude 1964&nbsp;</strong>alla professionalità nel settore HoReCa di&nbsp;<strong>Ferrowine</strong>. L’eleganza a tavola, invece, sarà curata&nbsp;<strong>Noritake-Weissestal&nbsp;</strong>che con le sue pregiate porcellane giapponesi impreziosirà i piatti degli chef. Per concludere gli appuntamenti in dolcezza, la manifestazione si avvale della maestria di&nbsp;<strong>Pasticceria Pinel</strong>, realtà storica jesolana nota per la biscotteria e i lievitati artigianali.</p>



<p>Al sito&nbsp;<a href="https://u42782022.ct.sendgrid.net/ls/click?upn=u001.YYdSLUW60IHiSFvh8i-2BB5QaSv3QT1mfKtHbKQyunu-2Bk2xnfrH6dsfRhDl-2Fs-2BY0oD8AeYtqR06vgvRzE7n6fNDw-3D-3DZBYQ_-2B0Ok6Af7hyz7Kqg6CR74pRX1Za5TXa9PfktNVuQA11LpH70wnpFC2-2Bk5a665RPwif-2FqhFTWNp7Mkv23AKqscyG0k-2F56ZhuJTdMLH3ZG9kQNbWEzD9NHIGIC0sgzL2TotWzzzpSNNN1z-2FCtNZF0ZidDOj1QFFrbSX7d4Tvz5knuYaAlRhiK2Ih1wrT5zxFdtgGE9hTYeWruag6M2WQ00bgo5D9-2BnUoy7rWRchusryPPl2-2BhJDEVx-2F4etVVUpFE3BSkfN-2FBnGFrzEYtuwxJktFC5EveyZq9TVrJ-2BpuyO7PLoISB-2FnuXvb7QKtSw1iWS3-2FBCnK5EhC-2Fjd1lFmt3-2BszKrKW8y5r-2FRXq0Iu2-2F2BawU8f70O678cGAz7DncD02OFSX-2FeG9tC-2FuuGmQqaeIpCmwoxoB6ushm-2B3Q-2BDzfFIQSfpgNQ0xRyNUvYTXmflXGIt5aBPuJcRzt2bh9WKnl2WWmGKm7npJhU1RPFAVMZ6u4di4-3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.cibovagare.it/jesologourmetfestival</a>&nbsp;sono disponibili le informazioni, gli aggiornamenti e le modalità di prenotazione per poter scoprire e vivere a pieno la rassegna gastronomica jesolana.<br>​<br>​<br>​<em>Ufficio stampa</em><br>​Sara Stocco |&nbsp;<a href="javascript:window.mailto({mailto:'sara%40studiocru.com', subject: ''})">sara@studiocru.com</a>&nbsp;| 328 6424760<br>​Veronica Guerra |&nbsp;<a href="javascript:window.mailto({mailto:'veronica%40studiocru.com', subject: ''})">veronica@studiocru.com</a>&nbsp;| 380 2363563</p>
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		<title>Troppe vigne in Veneto: è tempo di mettere un limite!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 19:45:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[IL GRAFFIO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torni in un luogo, in bici, magari dopo un paio d’anni ed è completamente trasformato. Là dove c’era prato, magari qualche coltura tradizionale oggi c’è &#8230; una vigna! In Veneto la vite non è più soltanto una coltura. È diventata<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Torni in un luogo, in bici, magari dopo un paio d’anni ed è completamente trasformato. Là dove c’era prato, magari qualche coltura tradizionale oggi c’è &#8230; una vigna! In Veneto la vite non è più soltanto una coltura. È diventata un modello economico dominante, un paesaggio industriale diffuso, un simbolo identitario che negli anni ha occupato spazio, risorse, scelte politiche e immaginario collettivo. Ma proprio per questo oggi serve il coraggio di dirlo con chiarezza: di vigne ce ne sono troppe, e continuare ad allargarne la superficie è un errore economico, ambientale e sanitario.</p>



<p>Per molto tempo il vino veneto è stato raccontato come una storia di successo senza ombre. Export, turismo, promozione territoriale, reputazione internazionale: tutto sembrava confermare la bontà di una corsa apparentemente inarrestabile. Ma ogni monocultura spinta oltre una certa soglia finisce per presentare il conto. E quel conto oggi non riguarda solo i produttori: riguarda il territorio intero, chi lo abita, chi lavora in agricoltura e chi vorrebbe un’economia più equilibrata e meno fragile.</p>



<p>Il primo nodo è economico. Puntare in modo sempre più massiccio sulla vite significa legare una parte enorme del destino agricolo regionale a un solo comparto, esposto per definizione alle oscillazioni dei mercati, ai cambiamenti nei consumi, alla concorrenza internazionale e alle crisi climatiche. Quando un territorio investe quasi tutto su una sola filiera, smette di essere forte: diventa dipendente. E la dipendenza, in economia, non è mai una buona notizia. Se il vino rallenta, se i prezzi si comprimono, se la domanda cala o si sposta, intere aree rischiano di trovarsi senza alternative credibili. È la fragilità nascosta dietro l’apparente prosperità.</p>



<p>Il secondo nodo è agricolo e sociale. L’espansione della vite ha sottratto spazio ad altre colture, impoverendo la diversità produttiva e restringendo le possibilità per chi vorrebbe fare un’agricoltura diversa: cereali di qualità, orticole, frutteti, allevamento estensivo, produzioni biologiche, filiere locali per il mercato interno. Quando il valore fondiario sale perché tutto ruota attorno al vigneto, entrare in agricoltura diventa più difficile per i giovani e per chi non appartiene già al sistema. Il rischio è un territorio meno pluralista, meno accessibile, meno resiliente.</p>



<p>Poi c’è il tema ambientale, che non può più essere liquidato come un fastidio ideologico. La trasformazione intensiva del paesaggio porta con sé consumo di suolo, semplificazione ecologica, erosione, pressione idrica, perdita di biodiversità. Le colline e le campagne non possono essere considerate solo come superfici da mettere a reddito. Sono ecosistemi, non fabbriche all’aperto. E un ecosistema impoverito è un danno collettivo, anche quando produce profitto per qualcuno.</p>



<p>A questo si aggiunge la questione più delicata, ma non meno urgente: la salute. Dove la viticoltura è intensiva, soprattutto se concentrata in prossimità di abitazioni, scuole e aree frequentate, cresce inevitabilmente la preoccupazione dei residenti rispetto all’uso di trattamenti fitosanitari. Non si può far finta che il problema non esista o ridurre ogni critica a un attacco ideologico contro il vino. La salute pubblica viene prima di qualsiasi rendita di settore. Un grande comparto economico dovrebbe essere il primo a pretendere regole più severe, distanze chiare, controlli rigorosi e trasparenza totale. Se invece reagisce difendendo lo status quo, finisce per alimentare sfiducia e conflitto.</p>



<p>Per tutte queste ragioni serve una scelta politica netta: fermare l’ulteriore espansione dei vigneti nelle aree già sature. Non è una crociata contro il vino, né contro i produttori. È una misura di equilibrio, di buon senso e di lungimiranza. Porre un limite non significa demolire una filiera importante; significa impedirle di divorare tutto il resto. Significa riconoscere che lo sviluppo, per essere davvero tale, deve avere un confine.</p>



<p>Il Veneto ha bisogno di meno retorica e più governo del territorio. Ha bisogno di una programmazione che tuteli la varietà agricola, sostenga le colture alternative, premi le pratiche davvero sostenibili e rimetta al centro l’interesse generale. Continuare a piantare vigne come se il futuro fosse la semplice replica del passato è una scorciatoia pericolosa. I segnali della crisi ci dicono che quella stagione dell’espansione infinita è finita.</p>



<p>Ora la domanda è semplice: vogliamo un Veneto interamente piegato alla monocultura del vino, o un Veneto capace di difendere il proprio paesaggio, la salute dei cittadini e un’economia agricola più equilibrata?</p>



<p>La risposta, se si guarda oltre gli slogan, dovrebbe essere altrettanto semplice: serve un limite, e serve adesso.</p>
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		<title>Il grande circo della nutrizione social: tutti sanno tutto e quel che ieri ti uccideva oggi ti salva&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione alimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[pseudo-esperti]]></category>
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		<category><![CDATA[tiktok]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Alessandro Cammarano Dove ogni giorno si scopre che quello che mangiavi ieri ti uccideva, e quello che mangi oggi ti salverà. Forse… Benvenuti nel mercato più affollato e più pericoloso del web: quello dei consigli alimentari su TikTok e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-grande-circo-della-nutrizione-social-tutti-sanno-tutto-e-quel-che-ieri-ti-uccideva-oggi-ti-salva/">Il grande circo della nutrizione social: tutti sanno tutto e quel che ieri ti uccideva oggi ti salva&#8230;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p>Di Alessandro Cammarano</p>



<p>Dove ogni giorno si scopre che quello che mangiavi ieri ti uccideva, e quello che mangi oggi ti salverà. Forse…</p>



<p>Benvenuti nel mercato più affollato e più pericoloso del web: quello dei consigli alimentari su TikTok e Instagram. Tra un balletto e una ricetta “detox”, si combatte ogni giorno una guerra santa fatta di carboidrati demonizzati, grassi riabilitati, zuccheri assolti e poi di nuovo condannati — il tutto affidato a persone il cui titolo di studio più verificabile è spesso la luce del ring light.</p>



<p>Il quadro, a guardarlo con attenzione, sarebbe di una comicità quasi perfetta. Se non fosse che di mezzo ci va la salute di milioni di persone.</p>



<p>Partiamo dai numeri, che fanno sempre meno rumore dei reel ma hanno il vantaggio di essere reali.</p>



<p>Un’analisi di oltre 67.000 video con contenuti di dieta e nutrizione su TikTok, condotta da ricercatori universitari con l’ausilio dell’intelligenza artificiale e confrontata con le linee guida di salute pubblica ufficiali, ha prodotto un risultato difficile da digerire: solo il 2,1% dei contenuti analizzati era accurato. Il restante 97,9% era impreciso, parzialmente sbagliato, o classificato come incerto per mancanza di evidenze scientifiche.</p>



<p>Novantasette virgola nove percento. Quasi la totalità. Detto altrimenti: se aprite TikTok cercando un consiglio alimentare, avete statisticamente circa la stessa probabilità di trovarne uno corretto che di vincere al gratta e vinci. Ma almeno il gratta e vinci non pretende di avere un dottorato.</p>



<p>Nel frattempo, l’87% dei giovani utenti della piattaforma dichiara di usarla come fonte di informazione su salute e nutrizione — preferendola a medici, familiari, o qualsiasi professionista in carne e ossa. E il 57% di questi ammette di aver adottato nella vita reale almeno una delle tendenze alimentari viste online.</p>



<p>Ma chi sono questi “esperti”?</p>



<p>La legge è chiara, anche se evidentemente nessuno la legge. Solo il medico specializzato in scienza dell’alimentazione, il biologo nutrizionista iscritto al relativo Ordine professionale e il dietista con laurea abilitante sono autorizzati a prescrivere diete personalizzate. Chiunque altro — coach del benessere, consulente alimentare, guru del metabolismo — lo fa abusivamente. Elaborare diete senza titolo è un reato penale: fino a due anni di reclusione e multe fino a 50.000 euro.</p>



<p>Questo, com’è ovvio, non ha scoraggiato nessuno.</p>



<p>Un’operazione della Guardia di Finanza ha portato alla luce 41 falsi nutrizionisti, 5 studi sequestrati e decine di titoli accademici fasulli, rilasciati da pseudo-università online che sfornano lauree — dalla filosofia all’alimentazione — con un unico tutor per tutti i corsi, a 2.000 euro a diploma. Pergamene da appendere al muro. E poi da inquadrare nei video.</p>



<p>«Un profilo curato, tanti follower, un fisico scolpito: bastano questi elementi per costruire credibilità», ha spiegato uno degli inquirenti. «Ma dietro quei post, spesso, non c’è alcuna competenza scientifica». Una verità scomoda che l’algoritmo, naturalmente, non è attrezzato a rilevare.</p>



<p>Il caso più elegante, però, non riguarda i ciarlatani senza titolo. Riguarda i professionisti regolarmente abilitati. Perché il problema, a quanto emerge, non è sempre l’ignoranza. A volte è la busta paga.</p>



<p>Un’inchiesta giornalistica internazionale ha documentato come l’industria alimentare e delle bevande paghi decine di dietologi e nutrizionisti con grandi seguiti su TikTok e Instagram per promuovere messaggi favorevoli ai propri prodotti — spesso in contrasto con decenni di ricerca scientifica consolidata. Il meccanismo è semplice: un gruppo di lobbying del settore bevande ha ingaggiato una dozzina tra dietologi, medici e fitness influencer per contrastare le valutazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su un diffusissimo dolcificante artificiale, liquidando le avvertenze dell’OMS come “clickbait” basato su “scienza di bassa qualità”. Il tutto accompagnato da un hashtag di campagna e da un #ad sepolto nella didascalia.</p>



<p>Lo stesso schema è stato usato dall’industria dello zucchero, che ha finanziato video in cui si incoraggiavano i genitori a far mangiare ai propri figli tanti dolci quanto volessero — presentati, ovviamente, come consigli professionali imparziali.</p>



<p>L’autorità americana per la tutela dei consumatori ha poi dovuto intervenire, inviando lettere di diffida a oltre una dozzina di influencer con milioni di follower complessivi, rilevando che le sponsorizzazioni non venivano dichiarate in modo sufficientemente visibile. Molti post sono stati cancellati nel giro di giorni.</p>



<p>Il motivo per cui tutto questo funziona è preciso: chi segue questi profili sviluppa un rapporto di fiducia quasi personale con il creator, perché lo vede ogni giorno, lo conosce nei tic e nelle espressioni, lo sente amico. Più di quanto non si senta amico dell’OMS. Ed è esattamente su questo che l’industria alimentare ha imparato a investire.</p>



<p>Al di là della corruzione esplicita, c’è poi il problema strutturale: i guru della nutrizione social si contraddicono gli uni con gli altri con una sistematicità che, in qualsiasi altro campo, sarebbe considerata scandalo.</p>



<p>I carboidrati fanno male? Dipende da chi segui. I grassi saturi uccidono o salvano? Entrambe le cose, a seconda del giorno. Il digiuno intermittente è la rivoluzione del metabolismo o è pericoloso? Sì. Gli oli di semi sono veleno industriale o fonte preziosa di grassi polinsaturi? Le prove scientifiche dicono la seconda — ma sui social vince la prima, perché “ti stanno avvelenando con l’olio di girasole” è più virale di qualsiasi metanalisi.</p>



<p>E poi c’è la dieta carnivora, la dieta chetogenica, il “raw food”, il “clean eating”, ognuna con il proprio esercito di evangelisti convinti e profeti del collasso totale di chi non la segue. Ogni tendenza nasce, esplode, muore e viene sostituita dalla successiva nel giro di settimane — con gli stessi creator che la settimana prima predicavano l’opposto, senza mai un’autocritica, senza mai un aggiornamento, senza mai una fonte che sia una.</p>



<p>Sarebbe tutto molto divertente se non producesse effetti concreti. La disinformazione alimentare ritarda diagnosi, alimenta disturbi del comportamento alimentare, sostituisce terapie con protocolli inventati. Chi si trova in una condizione di fragilità — un disturbo alimentare, una malattia metabolica, un rapporto difficile con il cibo — e si imbatte nel mental coach o nel life coach che promette di risolvere tutto senza medici né psicologi, è esposto a rischi seri. Non ipotetici. Documentati.</p>



<p>Il sistema, del resto, si autoalimenta con una logica feroce: più un video è visto, più sembra credibile. Più sembra credibile, più viene visto. L’algoritmo non distingue tra verità e finzione. Distingue tra ciò che fa cliccare e ciò che non lo fa. E un video che ti dice “i carboidrati ti stanno lentamente uccidendo” è infinitamente più cliccabile di uno che ti spiega le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità.</p>



<p>Le persone, ha documentato la ricerca universitaria citata in apertura, usano il numero di follower e la viralità di un video come indicatori di affidabilità. Non sono buoni indicatori. Non lo sono mai stati. Ma nell’ecosistema dei social, è l’unica bussola disponibile — e l’industria lo sa benissimo.</p>



<p>Chi vuole informazioni nutrizionali attendibili può rivolgersi al proprio medico, a un biologo nutrizionista iscritto all’Ordine, o alle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità. Nessuno di questi ha un profilo TikTok con una canzone pop in sottofondo. Ma almeno non vi stanno vendendo niente.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-grande-circo-della-nutrizione-social-tutti-sanno-tutto-e-quel-che-ieri-ti-uccideva-oggi-ti-salva/">Il grande circo della nutrizione social: tutti sanno tutto e quel che ieri ti uccideva oggi ti salva&#8230;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Aprile è il mese dei cocktail di primavera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[aprile]]></category>
		<category><![CDATA[cocktail]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprile è il mese ideale per cocktail freschi, floreali e agrumati che celebrano la primavera. Le scelte migliori includono il floreale Prima Luce di Aprile (gin, violetta, vermut), il fresco Drive (gin, menta, kumquat), o il raffinato French 75. Per<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Aprile è il mese ideale per cocktail freschi, floreali e agrumati che celebrano la primavera. Le scelte migliori includono il floreale <strong>Prima Luce di Aprile</strong> (gin, violetta, vermut), il fresco <strong>Drive</strong> (gin, menta, kumquat), o il raffinato <strong>French 75</strong>. Per l&#8217;aperitivo, lo <strong>Hugo Spritz</strong> con sambuco è perfetto. </p>



<p><strong>I cocktail consigliati per aprile:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Prima Luce di Aprile:</strong> Un mix di gin, Vermut Dry e liquore alla violetta, perfetto per l&#8217;inizio della primavera.</li>



<li><strong>Drive:</strong> Un drink rinfrescante a base di gin, menta, kumquat, pompelmo e pesca.</li>



<li><strong>Spicy Easter:</strong> Una variante vivace con gin, cordiale all&#8217;arancia rossa e habanero.</li>



<li><strong>Bee&#8217;s Knees:</strong> Classico primaverile con gin, limone e miele.</li>



<li><strong>Hugo Spritz:</strong> Frizzante e floreale, a base di Prosecco, sciroppo di sambuco, soda e menta.</li>



<li><strong>French 75:</strong> Raffinato mix di Gin, Champagne e limone. </li>
</ul>



<p>Questi drink uniscono note secche a sfumature floreali e agrumate, perfetti per le giornate più lunghe.</p>
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		<title>A Vinitaly l’Asiago DOP unisce l’Italia da Nord a Sud</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 08:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[asiago dop]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago promuove a Vinitaly 2026 il confronto tra territori, culture culinarie e linguaggi gastronomici contemporanei. Dal Veneto e Friuli-Venezia Giulia del Prosecco DOC alla Sicilia dei vini della DOC Sicilia, dallo street food d’autore allo show<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p> Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago promuove a Vinitaly 2026 il confronto tra territori, culture culinarie e linguaggi gastronomici contemporanei. Dal Veneto e Friuli-Venezia Giulia del Prosecco DOC alla Sicilia dei vini della DOC Sicilia, dallo street food d’autore allo show cooking con i prodotti locali, l’Asiago DOP crea un ponte gastronomico tra food e wine, esplorando nuovi spazi di collaborazione.</p>



<p>A Vinitaly, dal 12 al 15 aprile, il formaggio Asiago racconterà la sua versatilità attraverso degustazioni, masterclass e show cooking, Nel corso di tutta la manifestazione <strong>sarà presente nei</strong> <strong>convegni e degustazioni del Consorzio Tutela Prosecco DOC, al Padiglione 4 Stand B4</strong> e nella <strong>Lounge AIS </strong>(Associazione Italiana Sommelier)<strong> Nazionale</strong>, punto di riferimento per i professionisti del settore.</p>



<p>Tra gli appuntamenti più attesi, <strong>il 13 aprile alle ore 11.45, col Consorzio di tutela vini DOC Sicilia,</strong> <strong>al Padiglione 2 Stand G76</strong>,<strong> la masterclass “<em>Sicilia DOC &amp; Asiago DOP: Dialogo tra Territori e Culture del Gusto</em></strong><em>”,</em> dedicata agli abbinamenti tra diverse stagionature di Asiago DOP e una selezione di vini siciliani condotta da Andrea Amadei, volto della trasmissione televisiva “E’ sempre mezzogiorno!” e conduttore di Decanter.&nbsp;Il percorso sensoriale evidenzia l’ampiezza espressiva del formaggio veneto-trentino: la dolcezza del <strong>Fresco 20 giorni</strong> e<strong> del Riserva 40 giorni</strong>, con gli inconfondibili sentori di latte fresco, yogurt e burro, incontra la solarità del <strong>Grillo</strong>e del<strong> Lucido</strong>. Si prosegue in un crescendo di aromi con il<strong> Mezzano 6 mesi</strong> in abbinamento al <strong>Nerello Mascalese</strong>, fino all&#8217;intensità del<strong> Vecchio 12 mesi</strong>, perfetto nel matrimonio col<strong>Nero d&#8217;Avola, Un viaggio </strong>che racconta la capacità dell’Asiago DOP di valorizzare l’incontro tra identità regionali differenti.</p>



<p>Accanto agli spazi dedicati all’analisi sensoriale e alla cultura del vino, dal 13 al 15 aprile, <strong>nell’area esterna del Padiglione D,</strong> col progetto “<strong>Street Food d’Autore” </strong>in collaborazione con il partner JRE-Italia, selezionate stagionature di Asiago DOP saranno interpreti di esclusive ricette rappresentate in chiave contemporanea. Dalla pasta gourmet alle preparazioni da forno, fino alle proposte più informali, il formaggio Asiago dimostra la propria versatilità gastronomica e la capacità di interagire con ingredienti e tecniche differenti. <a></a></p>



<p>A completare il percorso, lo show cooking <strong>del 12 aprile, presso l’area esterna dello spazio istituzionale MASAF Palaexpo (ore 12:00-14:00)</strong>, realizzato dall’Istituto IPSAR “Luigi Carnacina” di Bardolino, con un risotto al Bardolino e radicchio rosso di Verona e Asiago DOP, sottolinea il legame con i prodotti locali e l’impegno nella trasmissione della cultura gastronomica.</p>



<p>A Vinitaly 2026, l’Asiago DOP conferma il proprio ruolo di ambasciatore del gusto italiano, capace di connettere territori, parlare con il mondo del vino e interpretare, con dinamismo e contemporaneità, l’evoluzione della cultura gastronomica.</p>
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		<title>Cioccolato più caro nel 2026: i piccoli piaceri di aprile avranno un retrogusto amaro</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 15:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[aumento prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[cacao]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2026 porterà un aumento del prezzo del cioccolato del 4%, nonostante il cacao sia in calo da un anno. A pesare sulle tasche dei consumatori sono le conseguenze di raccolti insufficienti nei principali paesi produttori dell’Africa occidentale, in particolare<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Il 2026 porterà un aumento del prezzo del cioccolato del 4%, nonostante il cacao sia in calo da un anno. A pesare sulle tasche dei consumatori sono le conseguenze di raccolti insufficienti nei principali paesi produttori dell’Africa occidentale, in particolare Costa d’Avorio e Ghana, responsabili di oltre metà della produzione mondiale.</p>



<p>Le stagioni 2021-2022, 2022-2023 e 2023-2024 non hanno soddisfatto la domanda globale, provocando un’impennata dei prezzi. Secondo Oran Van Dort di Rabobank, a questo si aggiungono problemi sistemici nelle piantagioni, come l’invecchiamento degli alberi, la diffusione del virus dell’edema del germoglio del cacao e un uso ridotto di fertilizzanti e pesticidi a causa di entrate insufficienti.</p>



<p>Ole Hansen, analista di Saxo Bank, spiega che l’aumento record del costo delle materie prime ha costretto i produttori a scelte difficili: aumento dei prezzi, riduzione delle quantità e, in alcuni casi, una leggera diminuzione della concentrazione di cacao nei prodotti.</p>



<p>Negli ultimi mesi, il prezzo del cacao si è stabilizzato, con un calo di due terzi a livello globale. Tuttavia, l’effetto sui consumatori si farà sentire: il cacao destinato alla Pasqua 2026 era stato acquistato mesi fa, ai prezzi elevati dell’anno scorso.</p>



<p>Chi vuole attenuare l’impatto economico può puntare alle marche dei supermercati, che mantengono prezzi stabili. I grandi marchi come Milka, Lindt e Ferrero Rocher registrano aumenti medi del 5%, con Ferrero in crescita del 10%, Lindt del 7% e Milka dell’8%. Kinder, leader del settore, prevede un aumento del 7% entro il 2026. In pratica, le galline di cioccolato Kinder supereranno i 60 euro al chilo, mentre una barretta generica costerà circa sei volte meno.</p>



<p>L’incremento del prezzo del cioccolato negli ultimi quattro anni raggiunge il 36%, frutto di aumenti annuali significativi: 9% nel 2023, 5% nel 2024 e 14% nel 2025, l’anno dei cattivi raccolti in Africa occidentale.</p>



<p></p>
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		<title>L&#8217;anima contemporanea dell’Asiago DOP interprete a &#8220;Formaggio in Villa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:08:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[asiago dop]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi in villa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago promuove la contemporaneità dell’Asiago DOP a Formaggio in Villa, rassegna nazionale dedicata all’eccellenza del mondo caseario, in programma dal 17 al 20 aprile a Cittadella (Padova), con un racconto fatto di esperienze di gusto inattese: abbinamenti con vini del<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago promuove la contemporaneità dell’Asiago DOP a Formaggio in Villa, rassegna nazionale dedicata all’eccellenza del mondo caseario, in programma dal 17 al 20 aprile a Cittadella (Padova), con un racconto fatto di esperienze di gusto inattese: abbinamenti con vini del nuovo mondo enologico, cocktail di tendenza, incontri con la filiera produttiva e degustazioni guidate.</p>



<p>Con quattro appuntamenti pensati per produttori, appassionati e curiosi, l&#8217;Asiago DOP, main partner della manifestazione, apre le porte del suo mondo&nbsp;e&nbsp;risponde a stili di vita e di consumo diversi. A rendere possibile questo racconto è una rete solida, composta da malghe, latterie sociali, caseifici cooperativi e aziende familiari che ogni giorno trasformano il latte raccolto nelle intere province di Vicenza e Trento e parte di quelle di Padova e Treviso, in formaggio Asiago, una produzione non delocalizzabile, con un impatto diretto sull&#8217;economia.</p>



<p>A Formaggio in Villa, insieme allo stand consortile dove personale esperto proporrà percorsi di avvicinamento al prodotto, saranno presenti: Caseificio Pennar, Caseificio San Rocco, Latteria Sociale di Castelnovo, Latteria Sociale Villa, Latterie Vicentine, Toniolo Casearia. Sei realtà che fanno vivere la contemporaneità di questo formaggio attraverso la versatilità delle diverse stagionature in degustazione: dai 20 giorni agli oltre 15 mesi.</p>



<p>Ad annunciare la manifestazione sarà un incontro che mette al centro le persone. Il&nbsp;<strong>7</strong>&nbsp;<strong>aprile, con il talk&nbsp;</strong>“<strong>L’Asiago ci mette la faccia</strong>”, in programma a Palazzo Pretorio (Via Guglielmo Marconi 30) di Cittadella alle ore 20:00, guidati dal giornalista Leandro Barsotti de&nbsp;<em>Il Mattino di Padova</em>, i partecipanti potranno ascoltare direttamente i produttori presenti a Formaggio in Villa. Un confronto su cosa significa custodire l&#8217;identità del formaggio Asiago nel tempo. L&#8217;incontro è ad ingresso libero con prenotazione su Eventbrite all’indirizzo&nbsp;<a href="https://rebrand.ly/asiagomette76d55c" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://rebrand.ly/asiagomette76d55c</a>&nbsp;Al termine seguirà una degustazione.</p>



<p><strong>Sabato 18 aprile, alle 17:00, la masterclass ASIAGO DOP &amp; VINI DEL NUOVO MONDO</strong>&nbsp;propone un viaggio sensoriale che attraversa quattro continenti. Oggi che la cultura del food pairing spinge sempre più a esplorare combinazioni inedite, il formaggio Asiago risponde con una selezione di pregio: Fresco Riserva, Mezzano, Vecchio e Stravecchio Prodotto della Montagna e si confronta con i vini simbolo del nuovo mondo enologico, dal Sauvignon Blanc del Sudafrica, al Torrontés Selección de Salta dell’Argentina, dal Carmenère del Cile, fino al Shiraz dell’Australia rivelando affinità inattese. Una degustazione guidata che amplia la prospettiva sul formaggio Asiago e il suo rapporto con il mondo del vino.</p>



<p>Con <strong>ASIAGO DOP &amp; COCKTAIL, domenica 19 aprile, alle 17:00, </strong>si esplora il territorio della mixology contemporanea, uno degli spazi più vivaci della cultura del fuori casa dove, in particolare le nuove generazioni, stanno sempre più scoprendo l’Asiago DOP come compagno ideale da aperitivo grazie soprattutto ai nuovi formati come lo snack di formaggio. Tre gli abbinamenti dove acidità, botaniche, fermentazioni e struttura del formaggio trovano una corrispondenza precisa con cocktail di tendenza. Una degustazione sorprendente, che rispetta la materia prima e ne valorizza aromi e texture in uno scambio inatteso mettendo in degustazione l’Asiago DOP Fresco 20 giorni a caglio vegetale insieme all’Hugo Spritz 2.0; l’Asiago DOP Semistagionato 6 mesi con il Margarita al Mezcal e l’Asiago DOP Vecchio 12 mesi col Old Fashioned al Vermouth Barricato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/lanima-contemporanea-dellasiago-dop-interprete-a-formaggio-in-villa/">L&#8217;anima contemporanea dell’Asiago DOP interprete a &#8220;Formaggio in Villa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Il gelato? Si fa a scuola!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:39:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SCUOLA - UNIVERSITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[bravo spa]]></category>
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		<category><![CDATA[claudio meggiolaro]]></category>
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		<category><![CDATA[maestro angelo grasso]]></category>
		<category><![CDATA[mauro marzegan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Produrre il gelato a scuola, con dei maestri artigiani? Succede a Trissino, presso la Scuola di Formazione Professionale Cfp che, mercoledì scorso, ha ospitato un&#8217;esperienza formativa senza precedenti per i ragazzi dei corsi di 2°, 3° e 4° settore<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p> <br><br><br>Produrre il gelato a scuola, con dei maestri artigiani? Succede a Trissino, presso la Scuola di Formazione Professionale Cfp che, mercoledì scorso, ha ospitato un&#8217;esperienza formativa senza precedenti per i ragazzi dei corsi di 2°, 3° e 4° settore Panetteria-Pasticceria. Gli studenti, infatti, hanno avuto l&#8217;opportunità di trascorrere una giornata intera con il Maestro Gelatiere Angelo Grasso, stimata personalità del mondo del gelato artigianale, che ha condotto un mini-master di alta formazione dal titolo “Alla base del Gelato”. </p>



<p>Grazie al contributo di Bravo Spa, azienda italiana leader nella produzione di macchine per gelateria, pasticceria e cioccolato artigianale, e alla collaborazione con GSG Service, società del gruppo Bravo specializzata in comunicazione e formazione, circa cinquanta partecipanti, tra artigiani e studenti, hanno preso parte a un laboratorio pratico di alto livello. Dopo una breve introduzione teorica sui componenti e le metodologie di lavorazione, con un occhio all’innovazione ma senza dimenticare la tradizione, il Maestro Grasso ha guidato i partecipanti nella produzione di gelato alla nocciola, al cioccolato con latte condensato e sorbetto al limone e ai frutti di bosco. Tra la tecnologia messa a disposizione da Bravo, ingredienti e ricettari, il risultato è stato sorprendentemente gustoso.<br>Il Direttore Claudio Meggiolaro commenta questa nuova iniziativa della scuola: “Questa giornata rappresenta un esempio perfetto di come l’aggiornamento continuo e la passione per il proprio lavoro possano ispirare i nostri ragazzi. È fondamentale che i nostri allievi apprendano dai migliori, per diventare professionisti competenti e creativi”.<br>“Stimolare la curiosità, la passione e la voglia di imparare è essenziale nel nostro percorso educativo – aggiunge il Vicedirettore Mauro Marzegan &#8211; eventi come questo non solo arricchiscono il bagaglio culturale degli studenti, ma li preparano anche a un futuro nel mondo del lavoro”.<br>Al termine della giornata, tutti i partecipanti hanno potuto assaporare i deliziosi gelati realizzati: un momento di condivisione e soddisfazione che ha concluso un&#8217;esperienza indimenticabile.<br></p>
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		<title>IL TEMPIO DELLA BIRRA BELGA È A CASTELGOMBERTO!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:05:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[OVEST VICENTINO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Castelgomberto un vero e proprio tempio della birra belga, la Stuzzicheria Rigallo (via Rigallo 4/6). Un locale già celebrato da riviste di settore come nonsolobirra.net, che lo ha indicato come il miglior locale del Vicentino. Una passione nata quando<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>A Castelgomberto un vero e proprio tempio della birra belga, la Stuzzicheria Rigallo (via Rigallo 4/6). Un locale già celebrato da riviste di settore come nonsolobirra.net, che lo ha indicato come il miglior locale del Vicentino. Una passione nata quando il titolare, Paolo Fortuna, aveva appena 18 anni e sognava di avere un bar, maturata grazie a un mentore che gli ha trasmesso l’amore per le birre del Belgio.</p>



<p>La birreria offre esclusivamente birre belghe: circa 8 spine e 50 etichette in bottiglia, permettendo di degustare la straordinaria varietà che ha reso famoso il Belgio nel mondo. Non solo birra, ma anche un presidio culturale per il paese: il sindaco stesso ha elogiato il locale per il valore che porta alla comunità. La seconda settimana di settembre, inoltre, si tiene ogni anno il Belgian Beer Weekend, replicando il format della Grand Place di Bruxelles con ben 26 spine di birra.</p>
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		<title>Premio Maculan 2026: Petucco vince per il miglior abbinamento di vino</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:31:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[bregganze]]></category>
		<category><![CDATA[petucco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 23 marzo, nella sede della storica azienda Maculan di Breganze, si è svolta la serata finale del Premio Maculan 2026, concorso enogastronomico dedicato alla valorizzazione dell’abbinamento tra vini dolci e portate salate. A conquistare il primo posto è stato Andrea Petucco, chef privato, premiato<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Lunedì 23 marzo, nella sede della storica azienda Maculan di Breganze, si è svolta la serata finale del Premio Maculan 2026, concorso enogastronomico dedicato alla valorizzazione dell’abbinamento tra vini dolci e portate salate. A conquistare il primo posto è stato Andrea Petucco, chef privato, premiato per il piatto “Sandwich di triglia e foie gras”, proposto in abbinamento ad <em>Acininobili </em>Veneto Bianco Passito IGT.</p>



<p>“Alla sua quarta edizione, il Premio Maculan si conferma un osservatorio privilegiato sull’approccio concettuale e gastronomico al vino dolce – spiega Fausto Maculan, titolare dell’azienda insieme alle figlie Angela e Maria Vittoria –. In particolare, è estremamente interessante vedere come le nuove generazioni di cuochi si avvicinano e interpretano la sfida dell’abbinamento portata salata e vino dolce. Anche quest’anno i concorrenti ci hanno colpito per l’elevata consapevolezza e maestria nelle proposte creative e negli equilibri creati”.</p>



<p>Protagonisti della sfida finale sono stati: Andrea Petucco, chef privato di Marostica (Vicenza), Gianmarco Di Girolami del <em>Blob Caffè &amp; Ristorante</em> di Ascoli Piceno, Nicola Rizzetto del ristorante e hamburgeria <em>Dai Tosi</em> a Thiene (Vicenza) e Angelo Gioia, chef privato e consulente enogastromico. ​</p>



<p>A valutare le quattro proposte di abbinamento giunte in finale è stata una giuria di esperti enogastronomici presieduta da chef Federico Pettenuzzo, co-titolare del ristorante <em>La Favellina </em>di Malo (Vicenza), Stella Michelin dal 2021 e membro di JRE-Jeunes Restaurateurs, associazione internazionale che riunisce giovani cuochi di talento. La commissione vedeva tra i membri i giornalisti e degustatori Alberto Tonello, Angelo Peretti, Clementina Palese, Liliana Savioli e Nicola Grolla, con la partecipazione del giornalista e scrittore Andrea Gori in qualità di presidente della giuria stampa. Le valutazioni hanno tenuto conto di equilibrio gustativo, originalità, tecnica esecutiva, presentazione e coerenza dell’abbinamento con il vino.</p>



<p>Nel corso della serata, Andrea Gori ha presentato il suo ultimo libro <em>Manuale di conversazione sui grandi vini dolci. Prima del dessert: nuove regole per la tavola moderna</em>, un lavoro che esplora il ruolo dei vini dolci nella cucina contemporanea, mettendone in luce la versatilità negli abbinamenti e la possibilità di utilizzarli lungo tutto il percorso del pasto. La riflessione dell’autore si inserisce in modo coerente nel progetto culturale promosso da Maculan, volto a stimolare una riflessione più ampia sul potenziale di questi vini.</p>



<p>La giuria ha premiato Andrea Petucco per il piatto “Sandwich di triglia e foie gras, beurre blanc al Vespaiolo Maculan, sedano rapa e pera fermentata” abbinato ad <em>Acininobili </em>Veneto Bianco Passito IGT da uva vespaiola intaccata da muffa nobile. La portata si è contraddistinta per il fine gioco di contrasti, tra grassezze e acidità, tendenze dolci e finemente amarotiche, una complessità esaltata e in armonia con il profilo complesso e ricco del pregiato passito di Maculan.</p>



<p>Ad Andrea Petucco è stato assegnato un premio composto da una selezione di vini dell’azienda di Breganze e da un’opera unica in vetro borosilicato realizzata da Massimo Lunardon, artista e designer di fama internazionale: un decanter a forma di vespa, chiaro omaggio alla varietà autoctona vespaiola.</p>
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		<title>UE vieta nomi di carne ai prodotti vegani. &#8220;Non volete la carne? Niente nomi&#8230; carnosi&#8217;&#8230; e scoppia la polemica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:35:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Unione Europea ha deciso di bandire l’uso di 31 nomi legati alla carne, come bistecca, pancetta, pollo e coscia, per etichettare prodotti vegetariani e vegani. La decisione, frutto di un compromesso tra Parlamento e Consiglio, mira a tutelare gli allevatori<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>L’Unione Europea ha deciso di bandire l’uso di 31 nomi legati alla carne, come bistecca, pancetta, pollo e coscia, per etichettare prodotti vegetariani e vegani. La decisione, frutto di un compromesso tra Parlamento e Consiglio, mira a tutelare gli allevatori e rafforzare la loro posizione nei mercati di approvvigionamento alimentare, ma ha subito acceso il dibattito su innovazione alimentare e chiarezza per i consumatori.</p>



<p>L’accordo lascia però alcune deroghe: termini come “hamburger vegetariano” e “salsicce senza carne” resteranno utilizzabili. Céline Imart, eurodeputata francese di centro-destra, promotrice dell’emendamento, ha definito la scelta “un successo per gli allevatori”, mentre l’eurodeputata olandese Anna Strolenberg dei Verdi ha sottolineato i limiti della misura, ritenendo che alcune restrizioni potrebbero ostacolare le imprese innovative.</p>



<p>Critiche anche dai consumatori: l’Organizzazione europea dei consumatori (BEUC) ha definito il divieto “deplorevole”, sostenendo che le nuove regole aumenteranno la confusione e renderanno più difficile seguire una dieta vegetariana o vegana. Maria Panayiotou, ministro dell’agricoltura di Cipro e presidente di turno dell’UE, ha difeso la misura come strumento per garantire un futuro sostenibile e prevedibile agli agricoltori.</p>



<p>Il compromesso raggiunto dovrà ancora superare alcuni passaggi procedurali formali, ma conferma l’impegno dell’UE a bilanciare la tutela dei produttori tradizionali con le esigenze di consumatori e innovatori alimentari, aprendo un acceso dibattito che è destinato a proseguire nei prossimi mesi.</p>
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		<title>Fare gli assaggiatori di formaggio professionisti? Ora si può</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[assaggiatori]]></category>
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		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La delegazione provinciale di Vicenza dell&#8217;Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi ha programmato un corso di primo livello per aspiranti assaggiatori di formaggi dal 18 marzo al 27 maggio, a Vicenza presso la sede dell’Associazione regionale allevatori del Veneto (AraV) in<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>La delegazione provinciale di Vicenza dell&#8217;Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi ha programmato un corso di primo livello per aspiranti assaggiatori di formaggi dal 18 marzo al 27 maggio, a Vicenza presso la sede dell’Associazione regionale allevatori del Veneto (AraV) in via Leonardo Da Vinci, ex Foro Boario.<br>Il corso è rivolto a tutti coloro che, per interesse personale e/o professionale, desiderano migliorare le proprie conoscenze sui formaggi. Le lezioni sono 10 (con una parte teorica e una pratica di assaggio di 3 formaggi ad ogni lezione), di mercoledì, ognuna ha la durata di 2 ore per un totale di 20 ore e sono tenute da relatori maestri assaggiatori dell’Onaf. Attraverso un assodato metodo di assaggio e analisi sensoriale con l’utilizzo di una scheda, i partecipanti arriveranno ad essere in grado di riconoscere e descrivere le caratteristiche organolettiche dei formaggi selezionati.<br>“Dal 2017 ad oggi, in provincia di Vicenza – precisa il delegato Onaf Paolo Dal Maso – sono stati realizzati<br>ben 7 corsi di primo livello con la partecipazione di 310 soci in totale e 2 corsi di secondo livello con 67<br>soci. La nostra delegazione è anche tra le prime 4 in Italia per numero di soci, in linea con l’importanza a<br>del settore lattiero caseario di cui Vicenza vanta il primato regionale”.<br>L’Onaf, associazione senza fini di lucro, si è costituita presso la Camera di Commercio di Cuneo nel 1989<br>con l’obiettivo di promuovere, prima in Italia, le qualità dei formaggi italiani tra un pubblico sempre più<br>ampio e preparato attraverso l’utilizzo della tecnica dell’assaggio. L’attività dell’Onaf è quindi prevalentemente rivolta alla formazione con lo scopo di promuovere, diffondere, ampliare e valorizzare la cultura del formaggio e delle produzioni lattiero-casearie.<br>“Con questo corso ad interesse provinciale – prosegue Dal Maso – la nostra delegazione vuole valorizzare anche la qualità delle produzioni casearie locali, in generale, ed in particolare quella dei formaggi a denominazione di origine protetta che qui vengono prodotti (Asiago Dop, Grana Padano Dop, Provolone Valpadana Dop)”.<br>Informazioni specifiche sul corso si possono ottenere scrivendo a: vicenza@onaf.it oppure consultando il<br>sito web www.onaf.it. Le iscrizioni sono aperte fino all’11 marzo.<br></p>
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		<title>AIS Veneto: a Vinetia Tasting in mostra il meglio del Veneto</title>
		<link>https://www.tviweb.it/ais-veneto-a-vinetia-tasting-in-mostra-il-meglio-del-veneto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 16:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[ais]]></category>
		<category><![CDATA[sommelier]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[vinetia tasting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Associazione Italiana Sommelier Veneto ETS&#160;presenta la quinta edizione di&#160;Vinetia Tasting – Il Veneto nel calice, l’evento che ogni anno raccoglie le eccellenze enologiche della regione. La manifestazione, in programma domenica 22 marzo negli spazi del Polo Fieristico di Santa Lucia di Piave (Treviso),<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/ais-veneto-a-vinetia-tasting-in-mostra-il-meglio-del-veneto/">AIS Veneto: a Vinetia Tasting in mostra il meglio del Veneto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p></p>



<p>L’<strong>Associazione Italiana Sommelier Veneto ETS</strong>&nbsp;presenta la quinta edizione di&nbsp;<em><strong>Vinetia Tasting – Il Veneto nel calice</strong></em>, l’evento che ogni anno raccoglie le eccellenze enologiche della regione.</p>



<p>La manifestazione, in programma domenica 22 marzo negli spazi del Polo Fieristico di Santa Lucia di Piave (Treviso), vedrà protagonisti i vini e le aziende venete selezionati con cura dai Sommelier AIS per la Guida <em>Vinetia </em>e, per la prima volta, otto Consorzi di tutela veneti (Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, Consorzio Tutela Lugana DOC, Consorzio Tutela Vini Bardolino, Consorzio di Tutela Lessini Durello, Consorzio Tutela Vini Custoza, Consorzio Tutela Vini Soave, Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e Consorzio Tutela Vini Garda DOC) a cui saranno dedicate delle apposite aree. Durante la giornata non mancheranno masterclass e approfondimenti condotti da esperti comunicatori.</p>



<p>“Con oltre 150 aziende e 800 etichette in degustazione, <em>Vinetia Tasting</em> si conferma un appassionante itinerario sensoriale, un imponente banco d’assaggio pensato per wine lover e professionisti che desiderano scoprire il Veneto del vino in modo autentico – spiega Gianpaolo Breda, Presidente di AIS Veneto –. Unendo aziende e Consorzi all’interno dello stesso evento, possiamo dare inoltre piena rappresentazione dei territori vitivinicoli veneti, custoditi con cura tanto dalle realtà singole quanto da quelle collettive”.</p>



<p>Accanto ai Consorzi, i degustatori di AIS Veneto saranno a disposizione del pubblico per accompagnarlo in veri e propri&nbsp;<strong>viaggi nel territorio</strong>, delle<strong>&nbsp;degustazioni guidate sia in italiano sia, per la prima volta, in inglese</strong>. Lo scopo è orientare l’assaggio, approfondire le denominazioni e leggere i vini nel loro contesto storico, geografico e produttivo. A partire dalle 10.30, ogni 10 minuti prenderà il via un percorso tematico dedicato a una specifica area o denominazione, con appuntamenti ripetuti nel corso della giornata. L’iniziativa è gratuita previa l’iscrizione il giorno stesso dell’evento all’Info Point, fino a esaurimento posti.</p>



<p>A completare il programma di&nbsp;<em>Vinetia Tasting</em>&nbsp;<strong>quattro masterclass condotte da altrettanti campioni</strong>: Cristian Maitan, Miglior Sommelier AIS d’Italia 2023, guiderà i partecipanti alla scoperta dei Metodo Classico veneti e in una verticale di sei annate di Amarone della Valpolicella Docg&nbsp;<em>Case Vecie</em>. Michele Manca, Miglior Sommelier del Veneto 2022, presenterà il tasting dedicato ai vitigni storici e alle varietà minori della regione, mentre il Miglior Sommelier del Veneto 2025 Alberto Toffanello illustrerà la tradizione dei bordolesi in Veneto.</p>



<p><em>Vinetia Tasting</em>&nbsp;è aperta a tutti&nbsp;<strong>dalle 10.00 alle 19.00</strong>. Le&nbsp;<strong>prevendite online</strong>&nbsp;dei biglietti d’ingresso, che includono il banco d’assaggio e le esperienze guidate, sono disponibili&nbsp;<strong>fino al 20 marzo</strong>: per i soci AIS il costo è di 18 euro, per i simpatizzanti di 22 euro.</p>



<p>Per ulteriori informazioni o per l’acquisto del biglietto consultare la pagina&nbsp;<a href="https://u42782022.ct.sendgrid.net/ls/click?upn=u001.YYdSLUW60IHiSFvh8i-2BB5duEgvcCYavk0OK8jJpa9LVf3t-2BwnKRW6W-2FTcHiYpQkLT5cd_-2B0Ok6Af7hyz7Kqg6CR74pRX1Za5TXa9PfktNVuQA11LpH70wnpFC2-2Bk5a665RPwif-2FqhFTWNp7Mkv23AKqscyEYCTkmIXpCE1iXDQXGN27dhMcMBpEcNY0lHXbkuxb-2BkpzlGFjyhdLSLIRg0X-2FV-2B809VBTXqIs3TXSmjkvQvTM0yMpNk3KSeD2UGu8XQ92LLgCERvn9GW5i1S04Snln4zrF-2F6X8VyVkWSV4pq9UXKNWtkL-2FrE536vASBsrujmVZ7C5l1YdH5pGt9dLufEjmO8h1Qv2-2FkUiz8n9ex9W4l270fuJOBJ-2BuODxhAcESXYjgZvsk8tRDgUOGN-2BFst5OzGu6oEL9BM6APzPRo-2BDuxX1XYEBdIX9dGiOh7Su3zrEUqriKPRP8pUIr0vBuYPNrjm7XECSRIS8YxaC2X0JLYBn7CctYKeBMipZ0HWWiACoBscFbZodM5LRwFIPEqrWNhxuErpAlSsWLpdHBc-2Fezgmfs8-3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>www.vinetiatasting.it</u></a></p>



<p><em>Ufficio stampa:</em></p>



<p>Chiara Brunato |&nbsp;<a href="javascript:window.mailto({mailto:'chiara%40studiocru.com', subject: ''})">chiara@studiocru.com</a>&nbsp;| 371 3350217<br>​Veronica Guerra |&nbsp;<a href="javascript:window.mailto({mailto:'veronica%40studiocru.com', subject: ''})">veronica@studiocru.com</a>&nbsp;| 380 2363563</p>



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		<title>Olimpiadi 2026: i sapori vicentini protagonisti a Cortina</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 09:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vicenza riempie di calore, passione e gusto Casa Veneto e Baita Coldiretti a Cortina, in occasione dell’evento promosso da Coldiretti Vicenza con Campagna Amica e Terranostra, nell’ambito delle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina, a Casa Veneto, alla Ciasa delle Regole, a Cortina<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Vicenza riempie di calore, passione e gusto Casa Veneto e Baita Coldiretti a Cortina, in occasione dell’evento promosso da Coldiretti Vicenza con Campagna Amica e Terranostra, nell’ambito delle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina, a Casa Veneto, alla Ciasa delle Regole, a Cortina d’Ampezzo.</p>



<p>“Dietro alle numerose medaglie portate a casa dai nostri atleti olimpici – spiega il presidente di Coldiretti Vicenza, Pietro Guderzo – ci sono un grande lavoro e tante fatiche. Così è per noi nei campi e nelle stalle, dove compiamo con fatica ed impegno quotidiano un grande lavoro. Occasioni come questa danno una grande carica e ci spronano a continuare a lavorare per il futuro del made in Italy agroalimentare”.</p>



<p>Protagoniste indiscusse sono state le eccellenze del territorio palladiano con la Sopressa vicentina, il Broccolo fiolaro, la mostarda, l’Olio Evo dei Berici e della Pedemontana, nonché i vini tipici locali come Vespaiolo, Torcolato, Durello e Tai Rosso. Una brigata del gusto tipico vicentino che ha allietato la delegazione vicentina in visita al Villaggio Olimpico, guidata dal presidente di Coldiretti Vicenza Pietro Guderzo, dalla vicepresidente Cristina Zen e dal direttore Simone Ciampoli.</p>



<p>“Siamo orgogliosi di essere qui – commenta la&nbsp;<strong>presidente di Terranostra Vicenza, Francesca Barbieri</strong>, che ha anche presentato il video realizzato da Coldiretti Veneto e Terranostra con il contributo di Union Camere su agriturismi, fattorie didattiche, attività di vendita diretta ed esperienze di turismo rurale della provincia di Vicenza – e poter essere protagonisti di una giornata olimpica è per noi una grande vittoria, che ci ripaga degli sforzi che ogni giorno facciamo in azienda”.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>presidente di Campagna Amica Vicenza, Raffaele Cogo</strong>, si è soffermato sulle diverse eccellenze portate a Cortina e rese protagoniste di piatti che hanno incantato i partecipanti alle degustazioni proposte. “Queste Olimpiadi ci hanno dato l’opportunità, una volta di più – spiega il presidente Cogo – di far conoscere ed apprezzare le nostre produzioni, ma anche i piatti che con le stesse materie prime di alta qualità è possibile realizzare. Saper produrre e saper fare in cucina si sono tradotti in un risultato che ha riscosso grande successo”.</p>



<p>A seguire sono intervenuti&nbsp;<strong>gli imprenditori vicentini&nbsp;</strong>arrivati a Cortina per celebrare le produzioni ed i luoghi che rendono unica questa provincia.&nbsp;<strong>Mattia Pangrazio</strong>&nbsp;<strong>presidente di zona di Asiago e conduttore con la famiglia di Malga Pusterle a Roana</strong>, vincitore di numerosi premi caseari, ha presentato il territorio dell’Altopiano di Asiago 7 Comuni, le malghe, il ruolo delle malghe, ma soprattutto il formaggio Asiago Dop nella versione allevo di Montagna mezzano, vecchio e stravecchio.&nbsp;<strong>Giorgia Nichele</strong>, vicepresidente del Consorzio della Ciliegia di Marostica Igp ha illustrato i prodotti della Pedemontana, il territorio di collina, le sue fatiche e le sue bellezze, portando la voce dei giovani che si insediano in agricoltura.&nbsp;<strong>Eleonora Gottardi</strong>&nbsp;dell’azienda Vignaioli Contrà Soarda di Bassano del Grappa, vincitrice dell’Oscar Green 2024, ha raccontato il terroir della zona di Bassano del Grappa e Marostica, un’area vocata alla viticoltura.&nbsp;<strong>Luca Sellaro</strong>&nbsp;della Coop Pedemontana del Grappa ha presentato il dolce La Pèca del Salbaneo, che racchiude il cuore della Pedemontana: la ciliegia di Marostica IGP, l’olio della Pedemontana e il vino Torcolato e la cuoca contadina&nbsp;<strong>Michela Cariolaro</strong>&nbsp;di Palazzetto Ardi di Gambellara, esperta di cucina storica ed allieva di Amedeo Sandri.</p>



<p>Ad accompagnare i presenti in questo viaggio multisensoriale, il consigliere regionale Jacopo Maltauro, il vicepresidente della Provincia di Vicenza Filippo Negro, il consigliere delegato al Turismo della Provincia di Vicenza per l’OGD Terre Vicentine Francesco Enrico Gonzo, il presidente di Pedemontana Veneta e Colli Nicholas Cazzola, il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco, la dirigente della Camera di Commercio di Vicenza Laura Rigon. L’ospitalità è proseguita nel pomeriggio in <strong>“Baita Coldiretti” a Zuel di Sopra</strong>, dove la brigata di cucina formata dai cuochi contadini<strong> Roberto De Marchi dell’Agriturismo Gruuntaall di Asiago, Massimo Mazzaggio dell’Agriturismo La Luna nel Pozzo di Sarego e Luca Marana dell’Agriturismo Al Moraro di Brendola</strong> si è alternata ai fornelli proponendo le ricette della tradizione rurale. I protagonisti della degustazione sono stati l’Asiago Dop di Malga Pusterle, che in diverse declinazioni ha composto gli antipasti con tartare, tortini di patate e l’immancabile Sopressa vicentina con pan biscotto. I primi piatti trionfo della vicentinità: la zuppa Mosa, antica ricetta della cultura contadina che racchiude, mais marano, zucca e latte e gli gnocchi con la fioretta, che riportano alle montagne di Recoaro. D’obbligo, poi, il Piatto delle Olimpiadi: el pastin con la polenta di mais Marano ed il formaggio Asiago pressato fuso. Di contorno uno degli ortaggi più rinomati della terra berica, il radicchio Asigliano al forno. E, per finire, i dolci della tradizione: Macafame, Pèca del Salbaneo e Ciliegie sotto grappa. Il tutto bagnato con vini di alta qualità: Vespaiolo, Marzemino Nero e Torcolato Riserva.</p>
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		<title>Il miele bellunese arriva sulle tavole di McDonald&#8217;s. De Carlo: “Eccellenza pronta a conquistare i palati degli italiani”</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 16:11:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP arriverà presto sulle tavole di oltre 800 ristoranti McDonald&#8217;s in Italia: l&#8217;iniziativa è stata presentata nel corso di “Alleanza per le Api”, evento promosso da Fondazione Qualivita e Federazione Apicoltori Italiani nella sede del<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP arriverà presto sulle tavole di oltre 800 ristoranti McDonald&#8217;s in Italia: l&#8217;iniziativa è stata presentata nel corso di “Alleanza per le Api”, evento promosso da Fondazione Qualivita e Federazione Apicoltori Italiani nella sede del Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.</p>



<p>Saranno otto le tonnellate – pari a due milioni di bustine – di miele d&#8217;acacia biologico prodotto in tutta Italia che saranno distribuite nei locali gestiti dalla nota catena, a sostegno della filiera apistica..</p>



<p>“Con questo progetto, un&#8217;altra eccellenza bellunese è pronta a conquistare i palati degli italiani”, commenta il senatore bellunese di Fratelli d&#8217;Italia Luca De Carlo presidente della IX Commissione Senato &#8211; Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare. “Parliamo di una platea di 1,2 milioni di clienti al giorno che grazie a questa iniziativa &#8211; dalla Val d&#8217;Aosta alla Sicilia, dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna &#8211; potranno assaporare i frutti del lavoro degli apicoltori bellunesi. Una volta superate le criticità produttive dovute alle questioni climatiche, quindi, anche il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP potrà in futuro far parte di questa piattaforma riservata al miele certificato italiano, affiancato da una campagna di comunicazione che trasmetterà il valore del miele e l&#8217;importanza delle api per l&#8217;ecosistema. Si tratta del giusto riconoscimento per chi lavora quotidianamente e con il suo operato contribuisce alla tutela della biodiversità, delle filiere e della produzione agroalimentare; il prossimo passo &#8211; per arrivare a un prodotto che ancora non c&#8217;è e che rappresenterebbe il top di gamma – dovrà essere quello di arrivare a un miele DOP-bio, produzione unica così come uniche sono le Dolomiti Bellunesi”.</p>



<p>Presente come relatore alla presentazione al Ministero anche Mario Burlon, presidente del Consorzio di tutela Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP, “Consorzio riconosciuto dal MASAF la scorsa estate”, ricorda De Carlo.</p>



<p>L&#8217;iniziativa va così ad arricchire il percorso già avviato con Fondazione Qualivita a sostegno delle filiere agroalimentari e che sta già coinvolgendo altre eccellenze italiane come la filiera del Pomodoro di Pachino Igp e il supporto al Consorzio di Tutela della Pera dell&#8217;Emilia-Romagna Igp.</p>
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		<title>Nutria nei ristoranti veneti? La Lega propone di venderla come in Francia</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 11:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Veneto potrebbe arrivare presto il momento di mangiare nutria come si fa in Francia o in Patagonia. A proporlo è il consigliere regionale della Lega, Stefano Valdegamberi, che annuncia a Radio Veneto24 una mozione per rendere commerciabile la carne<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>In Veneto potrebbe arrivare presto il momento di <strong>mangiare nutria</strong> come si fa in Francia o in Patagonia. A proporlo è il consigliere regionale della Lega, <strong>Stefano Valdegamberi</strong>, che annuncia a Radio Veneto24 una mozione per rendere commerciabile la carne del roditore.</p>



<p>“Come si mangiano in tutto il mondo, dal ‘paté di ragondin’ nei ristoranti francesi fino ai piatti nazionali della Patagonia, anche in Veneto la nutria deve essere valorizzata”, spiega Valdegamberi. L’obiettivo è <strong>trasformare un problema in opportunità</strong>, sul modello di quanto già fatto con il granchio blu.</p>



<p>Secondo il consigliere, la nutria è un animale pulito, che si nutre di radici e bacche, e la sua carne è <strong>poco grassa e salutare</strong>, perfetta per le diete. Valdegamberi racconta di aver assaggiato uno spezzatino di nutria a casa di amici, definendolo migliore della carne processata.</p>



<p>Il progetto prevede di seguire la stessa strada percorsa con il granchio blu: una circolare per permetterne <strong>la commercializzazione e l’uso nell’industria alimentare</strong>. In Francia, un filetto di nutria può arrivare a <strong>30-40 euro</strong>, un valore economico che il consigliere intende esplorare anche in Veneto.</p>
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		<title>Prosecco da record: il Conegliano Valdobbiadene vola a 98 milioni di bottiglie nel 2025</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 16:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg chiuderà il 2025 con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la quota stimata di 98 milioni di bottiglie vendute. Una crescita frutto di strategie mirate, promozione della cultura del territorio e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg chiuderà il 2025 con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la quota stimata di 98 milioni di bottiglie vendute. Una crescita frutto di strategie mirate, promozione della cultura del territorio e qualità del prodotto, come sottolinea il presidente Franco Adami: «I risultati derivano da un lavoro condiviso che valorizza il territorio, le persone e la nostra denominazione, in Italia e all’estero».</p>



<p>Il 2026 punterà sulla valorizzazione delle Rive, le aree core Unesco che esprimono l’essenza del Prosecco, e sul rafforzamento dei rapporti con istituzioni come Pris e Cervim. Grande attenzione anche ai mercati internazionali, dall’Europa al Sud America, per raccontare l’autenticità del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.</p>



<p>Nel 2025 il Consorzio ha organizzato oltre 100 Masterclass dedicate principalmente agli operatori del settore, affiancate da eventi per consumatori, e ha consolidato la propria presenza in ambito culturale e mediatico. Confermata la partnership con la Biennale Cinema di Venezia, con il Consorzio come spumante ufficiale della 82ª Mostra, e con il Premio Campiello Giovani tramite il progetto ‘Trame di Vite’.</p>



<p>L’internazionalizzazione ha visto eventi e incoming su tre continenti, in 8 Paesi e 17 città, con l’avvio di una collaborazione triennale con l’Institute of Masters of Wine di Londra, per rafforzare formazione e valorizzazione del vino a livello globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/prosecco-da-record-il-conegliano-valdobbiadene-vola-a-98-milioni-di-bottiglie-nel-2025/">Prosecco da record: il Conegliano Valdobbiadene vola a 98 milioni di bottiglie nel 2025</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Ceppo di Natale: il dolce che incanta i bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 11:07:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ceppo di Natale è uno di quei dolci che ogni bambino aspetta con ansia durante le feste. Morbido, goloso e divertente da decorare, questo rotolo al cioccolato conquista grandi e piccoli, permettendo anche ai più piccoli di partecipare attivamente<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Il Ceppo di Natale è uno di quei dolci che ogni bambino aspetta con ansia durante le feste. Morbido, goloso e divertente da decorare, questo rotolo al cioccolato conquista grandi e piccoli, permettendo anche ai più piccoli di partecipare attivamente alla sua realizzazione senza l’ansia degli adulti.</p>



<p><strong>Preparazione:</strong> 10 min<br><strong>Cottura:</strong> 40 min<br><strong>Dosi:</strong> 4 persone</p>



<p><strong>Ingredienti:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>250 g di burro non salato, più quello per ungere</li>



<li>500 g di zucchero a velo</li>



<li>85 g di cacao in polvere, più quello per rifinire</li>



<li>45 g di latte a temperatura ambiente</li>



<li>4 uova</li>



<li>100 g di zucchero semolato</li>



<li>65 g di farina autolievitante</li>



<li>1 pizzico di sale</li>
</ul>



<p><strong>Preparazione della crema al burro</strong><br>Per un risultato perfetto, è consigliabile preparare la crema al burro in anticipo. In una ciotola media, sbattete il burro con metà dello zucchero a velo fino a ottenere un composto spumoso e leggero. Aggiungete poi il resto dello zucchero, 40 g di cacao e il latte a temperatura ambiente, mescolando con cura fino a ottenere una crema liscia e omogenea.</p>



<p><strong>Preparazione del pan di Spagna</strong><br>Preriscaldate il forno a 200°C (180°C ventilato)/390°F/gas 6 e imburrate una teglia foderata con carta da forno. In una ciotola, sbattete le uova con lo zucchero semolato fino a ottenere un composto omogeneo. Setacciate insieme la farina, il sale e i restanti 45 g di cacao e incorporateli delicatamente alle uova.</p>



<p>Versate l’impasto nella teglia, livellatelo con una spatola e infornate per circa 9 minuti, finché il dolce sarà cotto e leggermente dorato. Una volta sfornato, lasciatelo raffreddare leggermente e trasferitelo su un grande foglio di carta da forno. Ancora tiepido, arrotolatelo nella classica forma di rotolo svizzero e lasciatelo raffreddare quasi completamente.</p>



<p><strong>Composizione del Ceppo</strong><br>Srotolate il pan di Spagna e spalmatelo con la crema al burro, quindi arrotolatelo di nuovo con cura. La crema avanzata può essere utilizzata per decorare la superficie: passatela con una forchetta per simulare la corteccia di un tronco, e completate con una spolverata di cacao per un effetto ancora più realistico.</p>



<p>Il Ceppo di Natale non è solo un dolce, ma un’esperienza da condividere con i bambini, un momento di festa in cui la creatività e la golosità si incontrano. Il risultato finale sarà un tronco goloso e scenografico, pronto per essere ammirato… e naturalmente, gustato!</p>



<p></p>
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		<title>La cucina italiana è patrimonio UNESCO. Finalmente il mondo scopre ciò che gli italiani sanno da sempre (più o meno)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 09:09:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Alessandro Cammarano È fatta: la cucina italiana è stata proclamata Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, seguendo quella francese e quella tradizionale messicana che – per dovere di cronaca – hanno ricevuto lo stesso onore nel 2010.Una notizia che in Italia<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p><strong>Di Alessandro Cammarano</strong></p>



<p>È fatta: la cucina italiana è stata proclamata Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, seguendo quella francese e quella tradizionale messicana che – per dovere di cronaca – hanno ricevuto lo stesso onore nel 2010.<br>Una notizia che in Italia è stata accolta con giubilo nazionale, titoloni, istituzioni in festa e la consolante sensazione che, almeno a tavola, il Paese riesca ancora a eccellere senza dover litigare su tutto.<br>La candidatura — dedicata alla “diversità bioculturale”, alla biodiversità agricola, ai saperi diffusi, ai riti sociali attorno ai fornelli e alla tavola — è stata approvata nei giorni scorsi, a Nuova Delhi. E noi, nel dubbio, abbiamo immediatamente trasformato il tutto in un proclama: “Siamo i migliori del mondo”.<br>Sottotitolo non dichiarato ma percepibile: “Finalmente qualcuno se n’è accorto”; eppure, come sempre succede quando qualcosa viene chiamato “tradizione”, bisognerebbe ricordare che la cucina italiana così come la celebriamo oggi — bella, orgogliosa, filologicamente attenta, esteticamente compiuta — è un’invenzione recente, anzi recentissima, quasi imbarazzante da quanto poco tempo sia passato.</p>



<p>Sì, abbiamo secoli di pasta, pani, formaggi, salumi e stoviglie che tintinnano nelle cucine domestiche, ma la ristorazione — quella che oggi consideriamo “alta”, o anche solo “decente” — fino a pochissimi decenni fa era un’altra cosa. E non in senso buono.</p>



<p>Fino agli anni Settanta, e spesso anche oltre, una parte non trascurabile dei ristoranti italiani viveva in quello strano limbo chiamato trattoria pretenziosa: tovaglie troppo spesse per la qualità del sugo, presentazioni da matrimonio anni Cinquanta, e quell’idea di “lusso” che coincideva con la panna ovunque, l’astice morto di tristezza su piatti ovali, la foglia di lattuga a decorazione e la salsa rosa come collante universale.</p>



<p>Un tempo glorioso in cui si confondeva l’abbondanza con la qualità, e l’internazionalità con il cocktail di gamberi; poi è arrivato il meteorite: Gualtiero Marchesi.</p>



<p>A Milano, tra la fine dei Settanta e gli Ottanta, Marchesi ha fondato praticamente da solo la modernità gastronomica italiana: qualità rigorosa, estetica sobria, forme pulite, ingredienti selezionati, territorio e tradizione reinventati senza complessi d’inferiorità verso la Francia. Marchesi non portò nei ristoranti “la cucina italiana”: portò dignità estetica e tecnica alla cucina italiana. Che, fino ad allora, ne aveva un bisogno disperato.</p>



<p>Da lì, un effetto domino: gli chef formati alla sua scuola, la nascita di nuove generazioni culinarie, il progressivo ritorno delle cucine regionali — quelle vere — all’interno di ristoranti che finalmente non avevano paura di servire piatti popolari con orgoglio e rigore.</p>



<p>La rivoluzione sta in questo: la cucina italiana che oggi l’UNESCO celebra esiste nei ristoranti solo da pochi decenni. Prima, era in casa. E spesso solo lì.</p>



<p>È questa miscela — antichissima e modernissima, contadina e colta, popolare e raffinata — che ha convinto l’UNESCO: non un piatto, non tre ricette simbolo: tutto il sistema. Il modo in cui le famiglie cucinano, i territori producono, le comunità tramandano e perfino il modo in cui gli italiani discutono animatamente se sia meglio il ragù bolognese con tre ore di cottura o con cinque (risposta diplomatica: dipende da chi è in cucina).</p>



<p>Si premia la biodiversità: dai pomodori del San Marzano alle mele della Val di Non, dai pecorini sardi alle acciughe liguri. Si premiano le pratiche sociali: la domenica dai nonni, i pranzi delle feste, i dolci rituali, il rispetto di ciò che il territorio offre. E si premia la cultura diffusa che fa sì che ogni italiano, in ogni condizione sociale, sappia riconoscere quando una pasta è scotta con una precisione che sfiorerebbe la mania clinica, se non fosse così squisitamente nazionale.</p>



<p>E adesso cosa succede??</p>



<p>Si parla di benefici economici, di turismo gastronomico che aumenterà, di tutela contro le imitazioni. Tutto vero. Ma c’è anche un’ombra di responsabilità: ora che il mondo ha sancito che la cucina italiana è patrimonio dell’umanità, toccherà a noi evitare che diventi una cartolina.</p>



<p>La cucina italiana è cambiata tanto in pochi decenni. E continuerà a farlo. Non è una foto ingiallita, è un organismo vivente, un grande animale culturale in costante metamorfosi.<br>Dalle osterie alle trattorie, dalle cucine domestiche ai ristoranti stellati, ogni luogo ha contribuito alla costruzione di questa identità gastronomica che ora il mondo intero ci riconosce.</p>



<p>E sì: forse è davvero la migliore cucina del mondo, ma lo è perché non smette mai di cucinare, discutere, reinventare, litigare e godere.</p>



<p>E perché — questo ormai è certificato — quando gli italiani mangiano, non stanno solo mangiando: stanno praticando la loro forma più seria e insieme più allegra di cultura.</p>



<p></p>
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		<title>Asiago DOP: eccellenza nel patrimonio Unesco della cucina italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 17:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[asiago dop]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenza]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago accoglie con soddisfazione l’iscrizione della cucina italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell&#8217;UNESCO e plaude all’azione del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Il risultato valorizza una storia culinaria alla quale la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago accoglie con soddisfazione l’iscrizione della cucina italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell&#8217;UNESCO e plaude all’azione del Ministero<strong> dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.</strong> Il risultato valorizza una storia culinaria alla quale la denominazione contribuisce con un sistema produttivo che da secoli custodisce saperi, territorio e identità.</p>



<p>Il formaggio Asiago, filiera produttiva di circa 1.000 aziende di allevamento, tra le prime quindici DOP italiane per valore economico secondo il Rapporto ISMEA-QUALIVITA 2025, rappresenta una delle eccellenze che meglio incarnano i principi ispiratori del riconoscimento UNESCO: <strong>legame inscindibile con la zona d’origine, conoscenze tramandate di generazione in generazione, qualità che nasce dalla tutela della biodiversità e promuove socialità e abitudini alimentari consapevoli.</strong></p>



<p>&#8220;L&#8217;Asiago DOP porta nei mercati internazionali non solo un prodotto d&#8217;eccellenza, ma la cultura e i valori di un intero territorio. &#8211; afferma Fiorenzo Rigoni, Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. &#8211; Il riconoscimento conferma il ruolo di filiere come la nostra e del patrimonio che le aziende produttrici della specialità veneto-trentina custodiscono quotidianamente&#8221;.</p>



<p>Il formaggio Asiago accompagna tutte le espressioni della gastronomia italiana: dalle ricette regionali tradizionali alle interpretazioni dell’alta ristorazione contemporanea. Nelle famiglie attraversa le generazioni con preparazioni iconiche come i risotti mantecati, le paste ripiene, gli gnocchi al forno. Nelle cucine stellate diventa ingrediente per creazioni innovative, sviluppate in collaborazione con l’Associazione JRE Italia, dove gli chef ne esaltano la varietà aromatica e le diverse stagionature.</p>



<p>La versatilità del formaggio Asiago attraversa tecniche e temperature, rendendolo ingrediente d’eccellenza per chef e ristoratori: grattugiato, fuso, mantecato o servito in purezza. Dall’Asiago Fresco, dolce e morbido, perfetto per esaltare delicatezza e cremosità, all&#8217;Asiago Stagionato, con note intense che conferiscono carattere e persistenza ai piatti. Una specialità casearia che sa parlare la lingua della tradizione e&nbsp; dell&#8217;innovazione portando il gusto italiano nei ristoranti di tutto il mondo.</p>



<p>Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago conferma il proprio impegno nel garantire gli standard qualitativi che hanno reso l&#8217;Asiago DOP un&#8217;eccellenza riconosciuta internazionalmente, contribuendo affinché la cucina italiana – ora Patrimonio Immateriale dell&#8217;Umanità – continui a essere rappresentata da prodotti autentici, legati al territorio e alle tradizioni produttive.</p>
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		<item>
		<title>A Sant&#8217;Urbano di Montecchio la Festa dell&#8217;Olio nel weekend</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 15:08:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Festa dell’Olio di Sant’Urbano L’associazione Amici della Città di Montecchio, in collaborazione con l’associazione L’Arca e con il patrocinio del Comune di Montecchio Maggiore, organizza l’edizione 2025 della tradizionale&#160;Festa dell’Olio di Sant’Urbano, in programma&#160;nel pomeriggio di domenica 23 novembre.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La Festa dell’Olio di Sant’Urbano</strong> </p>



<p>L’associazione Amici della Città di Montecchio, in collaborazione con l’associazione L’Arca e con il patrocinio del Comune di Montecchio Maggiore, organizza l’edizione 2025 della tradizionale&nbsp;<strong>Festa dell’Olio di Sant’Urbano</strong>, in programma&nbsp;<strong>nel pomeriggio di domenica 23 novembre</strong>. L’iniziativa, a partecipazione libera, si aprirà con una<strong>&nbsp;passeggiata tra gli oliveti&nbsp;</strong>delle colline della città, con partenza alle 14 dal piazzale delle ex poste della frazione. A seguire, nel piazzale della Chiesa Antica, sarà proposta<strong>&nbsp;una degustazione di olio a cura dei produttori locali</strong>, accompagnata da stuzzichini preparati con prodotti tipici, tra cui lo “Scopeton” grazie alla collaborazione con gli Amici dello Scopeton. La manifestazione celebra la vocazione olivicola dei colli montecchiani, caratterizzati da un terreno sabbioso. Questa particolare conformazione, unita a condizioni climatiche favorevoli, crea un ambiente ideale per la coltivazione dell’olivo. Un’attività radicata nella frazione di Sant’Urbano, dove è anche attivo un frantoio gestito da una piccola azienda a conduzione familiare che permette ai coltivatori locali di produrre un olio dal gusto unico. Proprio per promuovere questa realtà e sostenere i piccoli produttori della zona, nel 2007 è nata la Festa dell’Olio grazie all’impegno di Guerrino Cozza, dei volontari dell’associazione Amici della Città di Montecchio e con la collaborazione dell’associazione Arca. L’evento, oltre a far conoscere la produzione locale e la frazione, offre ai partecipanti l’opportunità di vivere un’esperienza tra i colli e gli uliveti di Montecchio Maggiore, contribuendo alla valorizzazione culturale e ambientale del territorio.</p>
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		<item>
		<title>Guida MICHELIN Italia 2026: tutte le stelle regione per regione. Le novità della nuova edizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 16:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stelle che raccontano storie, sapori che emozionano: la Guida MICHELIN celebra l’anima della cucina italiana. La settantunesima edizione della Guida MICHELIN Italia si apre con una ventata di novità: oltre 125 new entry distribuiti in tutto il Paese, per un<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/guida-michelin-italia-2026-tutte-le-stelle-regione-per-regione-le-novita-della-nuova-edizione/">Guida MICHELIN Italia 2026: tutte le stelle regione per regione. Le novità della nuova edizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Stelle che raccontano storie, sapori che emozionano: la Guida MICHELIN celebra l’anima della cucina italiana.</p>



<p>La settantunesima edizione della Guida MICHELIN Italia si apre con una ventata di novità: oltre 125 new entry distribuiti in tutto il Paese, per un totale di quasi 2000 ristoranti citati. Un segnale forte e chiaro della vitalità della ristorazione italiana, sempre più creativa, consapevole e radicata nel territorio.</p>



<p>E come ogni anno, anche la sua “costellazione astrale” si arricchisce: 1 nuova insegna conquista le ambite tre stelle, 2 ristoranti entrano nella categoria due stelle, e ben 22 ottengono la loro prima stella, entrando ufficialmente nell’universo dell’eccellenza gastronomica.</p>



<p>Dalle montagne del nord alle belle spiagge del sud Italia, la Guida MICHELIN 2026 si propone come un vero viaggio turistico gourmet, suddiviso per paesaggio.</p>



<p>Le novità:</p>



<p>Tra le insegne tre stelle spicca <strong>La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti</strong> a Serralunga d’Alba, guidata da Marco Varoli, che conferma il suo status di tempio del gusto, capace di coniugare tecnica, creatività e rispetto del territorio. Nella categoria due stelle troviamo <strong>Famiglia Rana</strong> a Oppeano e <strong>I Tenerumi</strong> a Isola Vulcano, entrambe realtà che esaltano i sapori locali con interpretazioni contemporanee e ambienti curati, capaci di sorprendere anche i palati più esigenti.</p>



<p>Tra le nuove stelle singole, spiccano le aperture e conferme che attraversano l’Italia da nord a sud: <strong>Porcino</strong> a Badia, <strong>Capogiro</strong> a Baia Sardinia, <strong>Le Petit Bellevue</strong> a Cogne, <strong>Luca&#8217;s by Paulo Airaudo</strong> a Firenze, <strong>Umberto a Mare</strong> a Forio sull’isola di Ischia, <strong>Sciabola</strong> a Forte dei Marmi, <strong>Senso Lake Garda Alfio Ghezzi</strong> a Limone sul Garda, <strong>Cavallino</strong> a Maranello, <strong>Procaccini</strong> e <strong>Abba</strong> a Milano, <strong>Il Ristorante Alain Ducasse Napoli</strong>, <strong>Olio</strong> a Origgio, <strong>Cracco Portofino</strong>, <strong>Casa Bertini</strong> a Recanati, <strong>Da Lucio</strong> a Rimini, <strong>INEO</strong> e <strong>La Terrazza</strong> a Roma, <strong>Quellenhof Gourmetstube 1897</strong> a San Martino in Passiria, <strong>Zunica 1880 a Villa Corallo</strong> a Sant’Omero, <strong>Rezzano Cucina e Vino</strong> a Sestri Levante, <strong>Al Madrigale | Nuova Cucina Rurale</strong> a Tivoli e <strong>Agli Amici Dopolavoro</strong> a Venezia. Queste insegne rappresentano la nuova generazione dell’eccellenza italiana, capace di combinare innovazione, territorio e una narrazione culinaria che emoziona ogni ospite.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">La geografia delle novità</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Tra i monti</h3>



<p>L’arco Alpino è da sempre meta di gourmet anche stranieri, e qui le cucine rispecchiano il proprio territorio, valorizzando la montagna al massimo delle loro possibilità.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Petit Bellevue</strong> – Cogne: cucina tecnica e di tradizione in uno degli alberghi più antichi d’Italia.</li>



<li><strong>Quellenhof Gourmetstube 1897</strong> – San Martino in Passiria: cucina creativa che rispetta la regione, servizio attento e selezione dei vini importante.</li>



<li><strong>Porcino</strong> – Badia: linee moderne e ispirate.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Al mare</h3>



<p>Adriatico e Tirreno, due mari e due cucine valorizzate da abili chef:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sciabola</strong> – Forte dei Marmi: novità gourmet in zona tranquilla e residenziale, con crostacei e pesci di scoglio sapientemente elaborati.</li>



<li><strong>Agli Amici Dopolavoro</strong> – Venezia: la famiglia Scarello sorprende sull’isola delle Rose con un menu dedicato alle prelibatezze locali.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">In provincia</h3>



<p>La cucina attenta al territorio e alle tradizioni locali conquista con:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Famiglia Rana</strong> – Oppeano: “pulizia dei sapori” e incantevole ambiente.</li>



<li><strong>La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti</strong> – Serralunga d’Alba: percorso culinario intenso, dove l’ospite è re.</li>



<li><strong>Al Madrigale | Nuova Cucina Rurale</strong> – Tivoli: sapiente cultura locale, cucina tecnica e storytelling invidiabile.</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">In città</h3>



<p>Roma, Napoli, Milano, Firenze mostrano dinamismo e cucine moderne e internazionali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Procaccini</strong> – Milano: cucina moderna dello chef Emir Hazizi.</li>



<li><strong>Luca&#8217;s by Paulo Airaudo</strong> – Firenze: proposta catalana.</li>



<li><strong>Alain Ducasse Napoli</strong> – Napoli: afflati campani con tocchi d’Oltralpe.</li>
</ul>



<p>Dietro ogni stella c’è una storia fatta di passione, dedizione e sogni realizzati: luoghi dove il gusto incontra l’emozione e ogni piatto racconta un viaggio unico.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Elenco completo delle stelle MICHELIN Italia 2026</h2>



<h3 class="wp-block-heading">3 Stelle</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Alba – Piazza Duomo</li>



<li>Brunico – Atelier Moessmer Norbert Niederkofler</li>



<li>Brusaporto – Da Vittorio</li>



<li>Castel di Sangro – Reale</li>



<li>Firenze – Enoteca Pinchiorri</li>



<li>Milano – Enrico Bartolini al Mudec</li>



<li>Modena – Osteria Francescana</li>



<li>Nerano – Quattro Passi</li>



<li>Orta San Giulio – Villa Crespi</li>



<li>Roma – La Pergola</li>



<li>Rubano – Le Calandre</li>



<li>Runate – Dal Pescatore</li>



<li>Senigallia – Uliassi</li>



<li>Serralunga d&#8217;Alba – La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti</li>



<li>Verona – Casa Perbellini 12 Apostoli</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">2 Stelle</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Anacapri – L&#8217;Olivo</li>



<li>Bergamo – Villa Elena</li>



<li>Brusciano – Taverna Estia</li>



<li>Castellammare di Stabia – Piazzetta Milù</li>



<li>Cervere – Antica Corona Reale</li>



<li>Cioccaro – Locanda Sant&#8217;Uffizio Enrico Bartolini</li>



<li>Colle di Val d&#8217;Elsa – Arnolfo</li>



<li>Cornaredo – D&#8217;O</li>



<li>Firenze – Santa Elisabetta</li>



<li>Gargnano – Villa Feltrinelli</li>



<li>Godia – Agli Amici</li>



<li>Imola – San Domenico</li>



<li>Ischia – daní maison</li>



<li>Isola Vulcano – I Tenerumi</li>



<li>Licata – La Madia</li>



<li>Longiano – Magnolia</li>



<li>Lonigo – La Peca</li>



<li>Lughetto – Antica Osteria Cera</li>



<li>Marzocca – Madonnina del Pescatore</li>



<li>Milano – Andrea Aprea</li>



<li>Milano – Verso Capitaneo</li>



<li>Milano – Seta by Antonio Guida</li>



<li>Montalcino – Campo del Drago</li>



<li>Montemerano – Caino</li>



<li>Napoli – George Restaurant</li>



<li>Oppeano – Famiglia Rana</li>



<li>Ragusa – Duomo</li>



<li>Roma – Il Pagliaccio</li>



<li>Roma – Acquolina</li>



<li>Roma – Enoteca La Torre</li>



<li>Sarentino – Terra The Magic Place</li>



<li>Taormina – St. George by Heinz Beck</li>



<li>Telese – Krèsios</li>



<li>Tirolo – Castel fine dining</li>



<li>Trieste – Harry&#8217;s Piccolo</li>



<li>Venezia – Glam Enrico Bartolini</li>



<li>Viareggio – Il Piccolo Principe</li>



<li>Vico Equense – Torre del Saracino</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">1 Stella</h3>



<p><strong>Abruzzo</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Civitella Casanova – La Bandiera</li>



<li>Guardiagrele – Villa Maiella</li>



<li>Montepagano – D.one Ristorante Diffuso</li>



<li>San Salvo Marina – Al Metrò</li>



<li>Sant&#8217;Omero – Zunica 1880 a Villa Corallo</li>
</ul>



<p><strong>Basilicata</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Lavello – Don Alfonso 1890 San Barbato</li>



<li>Matera – Vitantonio Lombardo</li>
</ul>



<p><strong>Calabria</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Lamezia Terme – Abbruzzino Oltre</li>



<li>Marina di Gioiosa Ionica – Gambero Rosso</li>



<li>San Giovanni in Fiore – Hyle</li>



<li>Santa Cristina d&#8217;Aspromonte – Qafiz</li>



<li>Strongoli – Dattilo</li>
</ul>



<p><strong>Campania</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Amalfi – Sensi</li>



<li>Amalfi – La Caravella dal 1959</li>



<li>Amalfi – Glicine</li>



<li>Amalfi – Alici</li>



<li>Ariano Irpino – Maeba Restaurant</li>



<li>Bacoli – Caracol</li>



<li>Baronissi – Cetaria</li>



<li>Capri – Le Monzù</li>



<li>Conca dei Marini – Il Refettorio</li>



<li>Eboli – Il Papavero</li>



<li>Forio – Isola di Ischia &#8211; Umberto a Mare</li>



<li>Furore – Bluh Furore</li>



<li>Gragnano – O Me O Il Mare</li>



<li>Lacco Ameno – Indaco</li>



<li>Marina del Cantone – Taverna del Capitano</li>



<li>Massa Lubrense – Relais Blu</li>



<li>Napoli – ARIA</li>



<li>Napoli – Veritas</li>



<li>Napoli – Il Ristorante Alain Ducasse Napoli</li>



<li>Nola – Re Santi e Leoni</li>



<li>Paestum – Tre Olivi</li>



<li>Paestum – Le Trabe</li>



<li>Pompei – President</li>



<li>Positano – Zass</li>



<li>Positano – Li Galli</li>



<li>Praiano – Un Piano nel Cielo</li>



<li>Ravello – Rossellinis</li>



<li>Ravello – Il Flauto di Pan</li>



<li>Sant&#8217;Agata sui Due Golfi – Don Alfonso 1890</li>



<li>Sant&#8217;Agnello – Don Geppi</li>



<li>Somma Vesuviana – Contaminazioni Restaurant</li>



<li>Sorrento – Il Buco</li>



<li>Sorrento – Terrazza Bosquet</li>



<li>Sorrento – Lorelei</li>



<li>Squille – Marotta</li>



<li>Telese Terme – La Locanda del Borgo</li>



<li>Ticciano – Cannavacciuolo Countryside</li>



<li>Vallesaccarda – Oasis &#8211; Sapori Antichi</li>



<li>Vico Equense – Antica Osteria Nonna Rosa</li>



<li>Vietri sul Mare – Volta del Fuenti by Michele De Blasio</li>
</ul>



<p><strong>EMILIA-ROMAGNA</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Bagno di Romagna – Ristorante del Lago</li>



<li>Bologna – I Portici</li>



<li>Borgonovo Val Tidone – La Palta</li>



<li>Castel Maggiore – Iacobucci</li>



<li>Cesenatico – La Buca</li>



<li>Cesenatico – Ancòra</li>



<li>Codigoro – La Zanzara</li>



<li>Fiorano Modenese – Alto</li>



<li>Maranello – Cavallino</li>



<li>Modena – L&#8217;Erba del Re</li>



<li>Modena – Al Gatto Verde</li>



<li>Parma – Inkiostro</li>



<li>Pennabilli – Il Piastrino</li>



<li>Polesine Parmense – Antica Corte Pallavicina</li>



<li>Rimini – Da Lucio</li>



<li>Rimini – Abocar Due Cucine</li>



<li>Rimini – Guido</li>



<li>Rubbianino – Ca&#8217; Matilde</li>



<li>Rubiera – Osteria del Viandante</li>



<li>San Piero in Bagno – Da Gorini</li>



<li>Sasso Marconi – Casa Mazzucchelli</li>



<li>Savigno – Trattoria da Amerigo</li>
</ul>



<p><strong>FRIULI VENEZIA-GIULIA</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Cormons – Trattoria al Cacciatore – La Subida</li>



<li>Dolegna del Collio – L&#8217;Argine a Vencò</li>



<li>Ruda – Osteria Altran</li>



<li>San Quirino – La Primula</li>



<li>Sappada – Laite</li>
</ul>



<p><strong>LAZIO</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Acuto – Colline Ciociare</li>



<li>Ariccia – Sintesi</li>



<li>Fiumicino – Il Tino</li>



<li>Fiumicino – Pascucci al Porticciolo</li>



<li>Genazzano – Marco Bottega Ristorante</li>



<li>Labico – Antonello Colonna Labico</li>



<li>Pontinia – Mater1apr1ma</li>



<li>Ponza – Acqua Pazza</li>



<li>Rivodutri – La Trota</li>



<li>Roma – Pulejo</li>



<li>Roma – Orma Roma</li>



<li>Roma – INEO</li>



<li>Roma – Pipero Roma</li>



<li>Roma – Il Convivio Troiani</li>



<li>Roma – Per Me Giulio Terrinoni</li>



<li>Roma – Achilli al Parlamento</li>



<li>Roma – Imàgo</li>



<li>Roma – Moma</li>



<li>Roma – La Terrazza</li>



<li>Roma – Marco Martini Restaurant</li>



<li>Roma – Aroma</li>



<li>Roma – All&#8217;Oro</li>



<li>Roma – Glass Hostaria</li>



<li>Roma – Zia</li>



<li>Roma – Idylio by Apreda</li>



<li>Tivoli – Al Madrigale | Nuova Cucina Rurale</li>



<li>Trevinano – La Parolina</li>
</ul>



<p><strong>LIGURIA</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Alassio – Nove</li>



<li>Andora – Vignamare</li>



<li>Cavi di Lavagna – Impronta d&#8217;Acqua</li>



<li>Dolcedo – Equilibrio</li>



<li>Genova – Il Marin</li>



<li>Genova – San Giorgio</li>



<li>Imperia – Sarri</li>



<li>Noli – Vescovado</li>



<li>Portofino – Cracco Portofino</li>



<li>Sanremo – Paolo e Barbara</li>



<li>Sestri Levante – Rezzano Cucina e Vino</li>



<li>Ventimiglia – Casa Buono</li>
</ul>



<p><strong>LOMBARDIA</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Albavilla – Il Cantuccio</li>



<li>Albiate – Grow Restaurant</li>



<li>Bergamo – Impronte</li>



<li>Borgonato – Due Colombe</li>



<li>Calvisano – Al Gambero</li>



<li>Cavernago – Il Saraceno</li>



<li>Cernobbio – Materia</li>



<li>Como – Kitchen</li>



<li>Concesio – Miramonti l&#8217;Altro</li>



<li>Cornaredo – Olmo</li>



<li>Desenzano del Garda – Esplanade</li>



<li>Fagnano Olona – Acquerello</li>



<li>Fasano del Garda – Lido 84</li>



<li>Fasano del Garda – Il Fagiano</li>



<li>Gargnano – La Tortuga</li>



<li>Limone sul Garda – Senso Lake Garda Alfio Ghezzi</li>



<li>Lodi – La Coldana</li>



<li>Lomazzo – Trattoria Contemporanea</li>



<li>Madesimo – Il Cantinone e Sport Hotel Alpina</li>



<li>Manerba del Garda – Capriccio</li>



<li>Mantello – La Preséf</li>



<li>Milano – Cracco in Galleria</li>



<li>Milano – Berton</li>



<li>Milano – Sadler</li>



<li>Milano – Contraste</li>



<li>Milano – Iyo</li>



<li>Milano – Il Luogo Aimo e Nadia</li>



<li>Milano – Sine by Di Pinto</li>



<li>Milano – Moebius Sperimentale</li>



<li>Milano – Iyo Kaiseki</li>



<li>Milano – Anima</li>



<li>Milano – Procaccini</li>



<li>Milano – Abba</li>



<li>Milano – Horto</li>



<li>Milano – Joia</li>



<li>Monza – Il Circolino</li>



<li>Olgiate Olona – Acqua</li>



<li>Oltressenda Alta – Contrada Bricconi</li>



<li>Origgio – Olio</li>



<li>Ponte San Pietro – Cucina Cereda</li>



<li>Pralboino – Leon d&#8217;Oro</li>



<li>Pudiano – Sedicesimo Secolo</li>



<li>Puegnago sul Garda – Casa Leali</li>



<li>Saronno – Sui Generis</li>



<li>Sirmione – La Rucola 2.0</li>



<li>Sirmione – La Speranzina Restaurant &amp; Relais</li>



<li>Sirmione – Tancredi</li>



<li>Sorisole – Assonica</li>



<li>Torno – Il Sereno Al Lago</li>



<li>Torrazza Coste – Villa Naj</li>



<li>Trescore Balneario – LoRo</li>



<li>Treviglio – San Martino</li>



<li>Vigevano – I Castagni</li>



<li>Villa d&#8217;Almè – Osteria della Brughiera</li>



<li>Villa di Chiavenna – Lanterna Verde</li>
</ul>



<p><strong>MARCHE</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Gabicce Monte – Dalla Gioconda</li>



<li>Loreto – Andreina</li>



<li>Montemonaco – Il Tiglio</li>



<li>Pesaro – Nostrano</li>



<li>Porto San Giorgio – Retroscena</li>



<li>Recanati – Casa Bertini</li>
</ul>



<p><strong>MOLISE</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Agnone – Locanda Mammì</li>
</ul>



<p><strong>PIEMONTE</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Alba – Locanda del Pilone</li>



<li>Asti – Cannavacciuolo Le Cattedrali Asti</li>



<li>Canale – All&#8217;Enoteca</li>



<li>Domodossola – Atelier</li>



<li>Monforte d&#8217;Alba – FRE</li>



<li>Monforte d&#8217;Alba – Borgo Sant&#8217;Anna</li>



<li>Novello Massimo – Camia</li>



<li>Orta San Giulio – Andrea Monesi &#8211; Locanda di Orta</li>



<li>Pettenasco – Cannavacciuolo by the Lake</li>



<li>Pinerolo – Trattoria Zappatori</li>



<li>Piobesi d&#8217;Alba – 21.9</li>



<li>Pollone – Il Patio</li>



<li>Priocca – Il Centro</li>



<li>San Maurizio Canavese – La Credenza</li>



<li>Santo Stefano Belbo – Il Ristorante di Guido da Costigliole</li>



<li>Serralunga d&#8217;Alba – Guidoristorante</li>



<li>Soriso – Al Sorriso</li>



<li>Tigliole – Ca&#8217; Vittoria</li>



<li>Torino – Andrea Larossa</li>



<li>Torino – Cannavacciuolo Bistrot</li>



<li>Torino – Condividere</li>



<li>Torino – Del Cambio</li>



<li>Torino – Vintage 1997</li>



<li>Torino – Carignano</li>



<li>Torino – Piano35</li>



<li>Torino – Unforgettable</li>



<li>Treiso – La Ciau del Tornavento</li>



<li>Venaria – Reale Dolce Stil Novo alla Reggia</li>



<li>Vernante – Nazionale</li>
</ul>



<p><strong>PUGLIA</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Carovigno – Dissapore di Andrea Catalano</li>



<li>Lecce – Primo Restaurant</li>



<li>Manduria – Casamatta</li>



<li>Polignano a Mare – Pashà</li>



<li>Putignano – Angelo Sabatelli</li>



<li>Savelletri – Due Camini</li>



<li>Trani – Casa Sgarra</li>



<li>Trani – Quintessenza</li>
</ul>



<p><strong>SARDEGNA</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Baia Sardinia – Capogiro</li>



<li>Porto Cervo – Italo Bassi Confusion Restaurant</li>



<li>Pula – Fradis Minoris</li>



<li>San Pantaleo – Il Fuoco Sacro</li>



<li>San Teodoro – Gusto by Sadler</li>
</ul>



<p><strong>SICILIA</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Archi – Zash</li>



<li>Bagheria – Lìmù</li>



<li>Bagheria – I Pupi</li>



<li>Catania – Coria</li>



<li>Catania – Sapio</li>



<li>Isola Vulcano – Il Cappero</li>



<li>Linguaglossa – Shalai</li>



<li>Malfa – Signum</li>



<li>Marina di Ragusa – Votavota</li>



<li>Noto – Crocifisso</li>



<li>Palermo – Mec Restaurant</li>



<li>Ragusa – Locanda Don Serafino</li>



<li>Siracusa – Cortile Spirito Santo</li>



<li>Taormina – La Capinera</li>



<li>Taormina – Otto Geleng</li>



<li>Taormina – Principe Cerami</li>



<li>Taormina – Vineria Modì</li>



<li>Terrasini – Il Bavaglino</li>
</ul>



<p><strong>TOSCANA</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Arezzo – Octavin</li>



<li>Badia – A Passignano Osteria di Passignano</li>



<li>Casanova di Terricciola – Cannavacciuolo Vineyard</li>



<li>Castelnuovo Berardenga – Il Visibilio</li>



<li>Castelnuovo Berardenga – L&#8217;Asinello</li>



<li>Castelnuovo Berardenga – Contrada</li>



<li>Castelnuovo Berardenga – Il Poggio Rosso</li>



<li>Castiglione della Pescaia – La Trattoria Enrico Bartolini</li>



<li>Chiusdino – Saporium</li>



<li>Fiesole – Serrae Villa Fiesole</li>



<li>Firenze – Atto di Vito Mollica</li>



<li>Firenze – Luca&#8217;s by Paulo Airaudo</li>



<li>Firenze – Gucci Osteria da Massimo Bottura</li>



<li>Firenze – Il Palagio</li>



<li>Firenze – Borgo San Jacopo</li>



<li>Firenze – Saporium Firenze</li>



<li>Forte dei Marmi – Lorenzo</li>



<li>Forte dei Marmi – Lux Lucis</li>



<li>Forte dei Marmi – La Magnolia</li>



<li>Forte dei Marmi – Sciabola</li>



<li>Forte dei Marmi – Bistrot</li>



<li>Fosdinovo – Locanda de Banchieri</li>



<li>Gaiole in Chianti – Il Pievano</li>



<li>Ghirlanda – Bracali</li>



<li>Marina di Bibbona – La Pineta</li>



<li>Marina di Grosseto – Gabbiano 3.0</li>



<li>Marlia – Butterfly</li>



<li>Montalcino – La Sala dei Grappoli</li>



<li>Montepulciano – Osmosi</li>



<li>Porto Ercole – Il Pellicano</li>



<li>Prato – Paca</li>



<li>San Casciano dei Bagni – Castello di Fighine</li>



<li>San Gimignano – Linfa</li>



<li>San Martino – Il Falconiere</li>



<li>Seggiano – Silene</li>



<li>Tavarnelle Val di Pesa – La Torre</li>



<li>Viareggio – Romano</li>



<li>Viareggio – Lunasia</li>



<li>Vinci – Atman</li>
</ul>



<p><strong>TRENTINO ALTO ADIGE</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Arco – Peter Brunel Ristorante Gourmet</li>



<li>Badia – Porcino</li>



<li>Bressanone – Apostelstube</li>



<li>Castelbello – Kuppelrain</li>



<li>Cavalese – El Molin</li>



<li>Corvara in Badia – La Stüa de Michil – Simone Cantafio</li>



<li>Dobbiaco – Tilia</li>



<li>Lagundo – Luisl Stube</li>



<li>Madonna di Campiglio – Stube Hermitage</li>



<li>Madonna di Campiglio – Dolomieu</li>



<li>Madonna di Campiglio – Il Gallo Cedrone</li>



<li>Merano – Sissi</li>



<li>Merano – In Viaggio – Claudio Melis</li>



<li>Merano – Prezioso</li>



<li>Moena – Malga Panna</li>



<li>Molini – Schöneck</li>



<li>Mules – Gourmetstube Einhorn</li>



<li>Nova Levante – Johannesstube</li>



<li>Ortisei – Anna Stuben</li>



<li>Pinzolo – Grual</li>



<li>Ravina – Locanda Margon</li>



<li>San Martino in Passiria – Quellenhof Gourmetstube 1897</li>



<li>San Michele – Zur Rose</li>



<li>San Michele – Osteria Acquarol</li>



<li>Selva di Val Gardena – Alpenroyal Gourmet</li>



<li>Selva di Val Gardena – Suinsom</li>
</ul>



<p><strong>UMBRIA</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Capodacqua – Une</li>



<li>Norcia – Vespasia</li>



<li>Perugia – Ada</li>



<li>Torgiano – Elementi</li>
</ul>



<p><strong>VALLE D’AOSTA</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aosta – Paolo Griffa al Caffè Nazionale</li>



<li>Aosta – Vecchio Ristoro</li>



<li>Breuil Cervinia – Wood</li>



<li>Cogne – Le Petit Bellevue</li>
</ul>



<p><strong>VENETO</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Altissimo – Casin del Gamba</li>



<li>Arzignano – Damini Macelleria &amp; Affini</li>



<li>Asiago – La Tana Gourmet</li>



<li>Barbarano Vicentino – Aqua Crua</li>



<li>Borgoricco – Storie d&#8217;Amore</li>



<li>Brenzone sul Garda – Nin</li>



<li>Cavaion Veronese – Oseleta</li>



<li>Corrubbio – Amistà</li>



<li>Cortina d&#8217;Ampezzo – Tivoli</li>



<li>Cortina d&#8217;Ampezzo – SanBrite</li>



<li>Malcesine Vecchia – Malcesine</li>



<li>Malo – La Favellina</li>



<li>Mazzorbo – Venissa</li>



<li>Oderzo – Gellivs</li>



<li>Plois – Dolada</li>



<li>Pontelongo – Lazzaro 1915</li>



<li>Puos d&#8217;Alpago – Locanda San Lorenzo</li>



<li>Schio – Spinechile</li>



<li>Scorzè – San Martino</li>



<li>Venezia – Quadri</li>



<li>Venezia – Local</li>



<li>Venezia – Oro Restaurant</li>



<li>Venezia – Agli Amici Dopolavoro</li>



<li>Venezia – Wistèria</li>



<li>Venezia – Palais Royal Restaurant</li>



<li>Verona – Iris Ristorante</li>



<li>Verona – Il Desco</li>



<li>Vicenza – Matteo Grandi in Basilica</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/guida-michelin-italia-2026-tutte-le-stelle-regione-per-regione-le-novita-della-nuova-edizione/">Guida MICHELIN Italia 2026: tutte le stelle regione per regione. Le novità della nuova edizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Asiago Dop, 7 medaglie ai World Cheese Awards</title>
		<link>https://www.tviweb.it/asiago-dop-7-medaglie-ai-world-cheese-awards/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/asiago-dop-7-medaglie-ai-world-cheese-awards/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 11:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[asiago dop]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[world cheese awards]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=352312</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Asiago Dop si è aggiudicato sette medaglie ai World Cheese Awards 2025, la più grande competizione mondiale del settore, svoltasi quest&#8217;anno a Berna in Svizzera. Il riconoscimento più prestigioso va all&#8217;Asiago Dop Stravecchio, con tre medaglie d&#8217;oro.Altre tipologie, dal Fresco<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/asiago-dop-7-medaglie-ai-world-cheese-awards/">Asiago Dop, 7 medaglie ai World Cheese Awards</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;Asiago Dop si è aggiudicato sette medaglie ai World Cheese Awards 2025, la più grande competizione mondiale del settore, svoltasi quest&#8217;anno a Berna in Svizzera.</p>



<p>Il riconoscimento più prestigioso va all&#8217;Asiago Dop Stravecchio, con tre medaglie d&#8217;oro.Altre tipologie, dal Fresco al Mezzano, hanno ottenuto quattro medaglie di bronzo.  Nell&#8217;edizione dei record, con la partecipazione di 5.244 formaggi provenienti da 46 Paesi, l&#8217;Asiago Dop ottiene la migliore prestazione di sempre. Le tre medaglie d&#8217;oro per lo Stravecchio sono state assegnate alle produzioni dei soci vicentini Latteria Villa di Castelgomberto, Latteria Sociale di Trissino e trentini di Casearia Monti Trentini.<br>    Le quattro medaglie di bronzo sono andate all&#8217;Asiago Fresco di Latteria Sociale di Castelnovo, all&#8217;Asiago Fresco Prodotto della Montagna 40 giorni e Asiago Fresco Prodotto della Montagna filiera Grün Alpe entrambi del Caseificio Pennar e all&#8217;Asiago Mezzano del Caseificio Sociale Casona di Pozzoleone.<br>    &#8220;I risultati ottenuti ai World Cheese Awards 2025 confermano la capacità dei soci di esprimere livelli di eccellenza riconosciuti su scala internazionale e la forza della nostra specialità, espressione autentica del territorio d&#8217;origine e del sapere caseario che la distingue&#8221;, sottolinea Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. ANSA VENETO</p>
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		<title>Riparte il percorso internazionale di Vinitaly con ben 9 appuntamenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 15:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vinitaly prosegue il percorso di espansione e innovazione del proprio network internazionale. La manifestazione leader per la promozione del vino italiano nel mondo consolida la propria presenza sui mercati strategici proponendo nove appuntamenti tra Asia, Europa e Americhe.    Duplice l&#8217;obiettivo:<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Vinitaly prosegue il percorso di espansione e innovazione del proprio network internazionale.</p>



<p>La manifestazione leader per la promozione del vino italiano nel mondo consolida la propria presenza sui mercati strategici proponendo nove appuntamenti tra Asia, Europa e Americhe.<br>    Duplice l&#8217;obiettivo: sostenere l&#8217;internazionalizzazione delle imprese e potenziare l&#8217;incoming di operatori professionali verso la 58/a edizione in calendario a Verona dal 12 al 15 aprile 2026.<br>    L&#8217;avvio del calendario internazionale novembre 2025-aprile 2026 spetta alla preview di Vinitaly Giappone, a Tokyo (17 e 18 novembre), con la partecipazione anche di Sol Expo, la manifestazione dedicata alla filiera dell&#8217;olio extravergine di oliva e degli oli vegetali, a Veronafiere dal primo al 3 marzo 2026.Il tour proseguirà poi a Belgrado, per la quinta edizione di Vinitaly-Wine Vision by Open Balkan. Seguirà la new entry dell&#8217;Albania, a Tirana. L&#8217;agenda di dicembre punterà all&#8217;Asia: Bangkok l&#8217;8 dicembre e a seguire New Delhi, per proseguire con il Vinitaly Roadshow a Mumbai e Panaji. A gennaio in agenda anche le tappe in Polonia e Norvegia, mentre Vinitaly China Chengdu (22-25 marzo) passerà il testimone a Verona per Vinitaly 2026, che &#8211; a iscrizioni chiuse &#8211; si preannuncia già al completo.<br>    Dopo il 58/o Vinitaly, il tour internazionale proseguirà in Brasile per Wine South America (Bento Gonçalves, 12-14 maggio), in Cina con Wine to Asia (Shenzhen, 14-16 maggio), in Kazakistan (Almaty, 29 giugno) e negli Stati Uniti per Vinitaly.USA (ottobre 2026).<br>    &#8220;Veronafiere continua a rafforzare la propria azione sui mercati esteri di riferimento &#8211; ha detto il presidente Federico Bricolo &#8211; con l&#8217;obiettivo di accompagnare le imprese italiane del vino nel loro percorso di crescita internazionale.ANSA VENETO</p>
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		<title>Vicenza &#8211; Alla Birreria Asgard sfida-quiz sul cinema venerdì 14 novembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 14:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Vicenza, in via Castelfidardo, la storica Birreria Asgard continua a far divertire gli appassionati di cinema, serie tv e cartoni animati con il suo format originale di quiz a squadre. Ogni venerdì sera il locale si trasforma in un’arena<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>A Vicenza, in via Castelfidardo, la storica Birreria Asgard continua a far divertire gli appassionati di cinema, serie tv e cartoni animati con il suo format originale di quiz a squadre. Ogni venerdì sera il locale si trasforma in un’arena di sfide tra squadre che si contendono la vittoria tra domande a risposta multipla, immagini da riconoscere e tanto entusiasmo, il tutto accompagnato da buona birra.</p>



<p>Il calendario delle prossime serate è già fissato: venerdì 14 novembre si sfida sul cinema, 21 novembre tocca alle serie tv, mentre il 28 novembre il tema torna ai cartoni animati. Ogni tavolo diventa una squadra, pronta a confrontarsi con memoria, intuito e occhio da cinefilo, mentre le sigle, le soundtrack e i brani iconici a tema creano la colonna sonora perfetta della serata.</p>



<p>Non serve iscriversi al campionato: ogni serata è una sfida a sé, aperta a squadre improvvisate o agli amici di sempre. Alla fine della stagione, prevista per marzo, le prime tre squadre di ogni categoria riceveranno una targa ricordo, premio simbolico per mesi di quiz, risate e brindisi condivisi. Le squadre da battere? Le storiche “Macelleria Sociale” e “Asgardiani”, ma chiunque può sedersi, giocare e provare a vincere la serata.</p>



<p>Se amate il divertimento, la cultura pop e la sana competizione, venerdì all’Asgard la parola d’ordine è una sola: quiz! Un’occasione per riscoprire passioni di infanzia, sfidare amici e vivere la magia di un locale che da 33 anni è un punto di riferimento per chi ama serie, cinema e cartoni animati.</p>



<p></p>
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		<title>Tartufo e caviale: perché vanno apprezzati come simbolo dello slow food</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 07:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[IL GRAFFIO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Baldo,ho letto il tuo articolo su Tviweb. L’ho letto con attenzione, perché quando tu scrivi, ti si deve seguire. Anche quando stai leggermente provocando, cioè… quasi sempre. Ora, tu ti domandi come mai ci sia questa mia dichiarata simpatia<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Caro Baldo,<br>ho letto il tuo articolo su Tviweb. L’ho letto con attenzione, perché quando tu scrivi, ti si deve seguire. Anche quando stai leggermente provocando, cioè… quasi sempre.</p>



<p>Ora, tu ti domandi come mai ci sia questa mia dichiarata simpatia per il tartufo e questa mia tenera considerazione per il caviale. Bene. Preparati.</p>



<p>Prima di tutto: il tartufo non è un “ingrediente costoso”. È un personaggio. Ha carisma. Si presenta al tavolo con la stessa disinvoltura con cui certi politici appaiono in conferenza stampa: non chiede permesso, invade la scena. Apri una campana di vetro e boom: lui domina l’aria, i pensieri, le conversazioni e a volte anche le persone.</p>



<p>Il tartufo non piace a tutti, e va benissimo. Chi lo ama, lo riconosce da lontano. Chi non lo capisce, lo guarda e dice: “Ma sa di terra”. E certo che sa di terra. È nato lì. Non viene dal supermercato in fiore. È la natura che parla chiaro: profondo, radicato, senza trucco. Il tartufo è come un pensatore: non lo puoi affrontare distrattamente.</p>



<p>Il caviale, invece, è tutta un’altra storia. All’opposto del tartufo, non urla. Sussurra. È l’eleganza della misura. Il caviale è l’unico alimento che ti insegna la lezione fondamentale della vita: la qualità sta nella quantità giusta. Se ne metti troppo, rovini tutto. Se lo mangi come se fosse salsa, stai sbagliando mestiere.</p>



<p>E poi diciamocelo: il caviale è una meditazione zen in forma commestibile. Devi fermarti. Devi assaggiare lentamente. Devi sentire la salinità che si apre piano, come una conversazione interessante. È una pausa. Una parentesi. Una parentesi di gusto che ti costringe alla calma. Altro che status symbol: è autodisciplina.</p>



<p>E allora perché piacciono a me, Baldo?<br>Semplice: perché rappresentano il contrario della velocità con cui viviamo. Sono una dichiarazione di resistenza umana. Una piccola rivoluzione personale contro il panino mangiato in auto, il caffè trangugiato in corsa, l’aperitivo fatto “tanto per”.</p>



<p>Tartufo e caviale ti dicono: fermati. Respira. Assapora. Vivi il momento.<br>Che poi, se fossimo onesti, la vera domanda non è “Perché mi piacciono?”.<br>È “Perché non dovrebbero piacermi?”.<br>Ho forse l’obbligo morale di dichiarare amore solo alla pasta al pomodoro? A cui, tra l’altro, io voglio benissimo. Ma si può amare la semplicità e l’eccellenza, il pane e la poesia, la trattoria e la cucina stellata. Non sono contraddizioni. Sono possibilità.</p>



<p>In conclusione: non ho bisogno che il tartufo e il caviale mi rappresentino. Non sto cercando medaglie gastronomiche. Mi piacciono perché mi fanno sentire presente, sveglio, sensibile al mondo.</p>



<p>Tutto qui.<br>Se poi qualcuno vuole trasformare questo in una questione di status, almeno che sia status con sapore.</p>



<p>Cordialmente,<br>quello che quando arriva il tartufo sorride già prima di mangiare….</p>
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		<title>L&#8217;applicazione Yuka denuncia i “gemelli malvagi”: confezioni identiche ma additivi rischiosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 09:26:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’app francese Yuka, nota per analizzare la composizione dei prodotti alimentari e cosmetici, ha lanciato un nuovo allarme sui cosiddetti “gemelli malvagi”: prodotti della stessa marca, con confezioni quasi identiche, ma ingredienti molto diversi e in alcuni casi con additivi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>L’app francese Yuka, nota per analizzare la composizione dei prodotti alimentari e cosmetici, ha lanciato un nuovo allarme sui cosiddetti “gemelli malvagi”: prodotti della stessa marca, con confezioni quasi identiche, ma ingredienti molto diversi e in alcuni casi con additivi considerati rischiosi per la salute.</p>



<p>L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare i consumatori sull’importanza di leggere attentamente le etichette, perché dietro un packaging familiare può celarsi una formula molto meno salutare.</p>



<p>In un post pubblicato il 5 novembre su X, Yuka cita alcuni esempi concreti. Tra questi, gli yogurt greci di una nota marca francese: la versione alla vaniglia non contiene additivi potenzialmente nocivi, mentre quella al “caramello con un pizzico di sale” include E471, E440 e aromi artificiali. L’E471 corrisponde ai mono- e digliceridi degli acidi grassi, utilizzati come emulsionanti; l’E440 è una pectina che funge da gelificante, stabilizzante e agente di rivestimento.<br>Un altro caso riguarda un caso di pane al latte: la versione biologica contiene l’additivo E410, mentre quella convenzionale include l’E471, considerato più problematico dal punto di vista sanitario. </p>



<p>I prodotti ultra-processati restano sovrarappresentati nei supermercati e sono i principali veicoli di additivi controversi. Numerose associazioni hanno inserito nella lista degli additivi “da evitare” sostanze come E102, E110, E124, E171, E211, E250, E320 ed E586, alla luce di studi che segnalano possibili effetti nocivi a lungo termine.</p>



<p>Un dato sottolineato anche da Foodwatch: al luglio 2024, il 30% dei 315 additivi autorizzati prima del 2009 non era ancora stato rivalutato dall’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare.<br>Un ritardo che, secondo le associazioni, rende ancora più urgente un controllo più trasparente sulle formulazioni dei prodotti di largo consumo.</p>
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		<title>Il mio palato è plebeo. Ma libero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 08:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Lo dico coram populo, senza paura di sembrare un barbaro del gusto, a costo di sembrare persino un iconoclasta;&#160;&#160;per me il tartufo ed il caviale potrebbero anche smettere di venderli domattina. Non ne sentirei la mancanza. So già<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Lo dico coram populo, senza paura di sembrare un barbaro del gusto, a costo di sembrare persino un iconoclasta;&nbsp;&nbsp;per me il tartufo ed il caviale potrebbero anche smettere di venderli domattina.</p>



<p>Non ne sentirei la mancanza.</p>



<p>So già che a qualcuno verrà da ridere, o peggio da storcere il naso: “ma che razza di plebeo!”.&nbsp;</p>



<p>Ebbene sì: plebeo, ma sereno.&nbsp;</p>



<p>Perché ho scoperto che la libertà, anche quella del palato, è una forma di felicità.</p>



<p>Cosa volete, per quanto mi sia sforzato&nbsp;&nbsp;varie volte, annusando le “trifole”, di percepire i sentori descritti dagli appassionati, che vanno&nbsp;&nbsp;dall&#8217;aglio al sottobosco, dai funghi al cioccolato, dal miele alle nocciole, dal&nbsp;muschio alla vaniglia, sarà sicuramente una mia carenza, ma io ho un’unica percezione.</p>



<p>Il tartufo, diciamolo, ha un odore che per me ricorda più il gas che il bosco.&nbsp;</p>



<p>E non venitemi a dire che “è l’aroma terroso, complesso, persistente”: no, per me sa di gas, punto.</p>



<p>Ma non di un gas qualunque: gas metano.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Per cui, celiando un po&#8217;, se volessi “tartufizzare” qualche pietanza, potrei metterla vicino al tubo del gas…. e voilà il piatto è servito!<br>Il caviale?&nbsp;</p>



<p>In Veneto diremmo che puzza “da freschin”.&nbsp;</p>



<p>Non di mare, ma di frigorifero un po’ stanco.&nbsp;</p>



<p>E ogni volta che qualcuno mi racconta che “ha sentori iodati e una persistenza elegante”, io penso che, forse, l’unica cosa elegante sarebbe ammettere che il sapore e l’odore non sono per niente gradevoli.</p>



<p>Ci ho provato, più volte, forzando la mia ritrosia, con entrambe le specialità.<br>Mi ricordo una cena importante, di quelle dove il cameriere arriva con la bilancina digitale per pesare il tartufo, come un farmacista dosa una medicina.</p>



<p>Affetta, sparge scaglie invisibili sul piatto, e tutti sospirano estasiati.&nbsp;</p>



<p>Io invece pensavo: “Ma se me ne cade un pezzetto nel piatto, lo devo raccogliere col cucchiaino o chiamare i Carabinieri?”.<br>Poi arriva il caviale, servito in una ciotolina su un letto di ghiaccio, e ti guardano con aria solenne, come se stessi per ricevere la comunione.&nbsp;</p>



<p>Io l’ho assaggiato. Una volta, due, tre. Niente. Sempre lo stesso sapore: “freschin “di mare fermo.</p>



<p>E già che ci siamo,&nbsp;&nbsp;confesso sempre coram populo che anche per&nbsp;&nbsp;le ostriche crude provo le stesse sensazioni.&nbsp;</p>



<p>Le ho provate — con il limone, senza limone, anche quelle di Saint Malo in Bretagna, con la faccia convinta — ma niente da fare.<br>Ogni volta mi sembrava di leccare una forchetta lasciata una notte in mare.<br>Sarà un mio limite, ma se devo sentire l’odore dell’oceano preferisco passeggiare in spiaggia, non masticarlo.</p>



<p>E così ho capito una cosa semplice: non è un problema di palato, è un problema di sincerità.<br>Ci sono sapori che non ti appartengono.&nbsp;</p>



<p>E fingere di apprezzarli, solo perché “fa fine”, è come applaudire un concerto stonato solo perché tutti lo fanno.</p>



<p>Forse il punto è che tartufo e caviale non si mangiano: si esibiscono.<br>Sono l’equivalente gastronomico di un orologio d’oro o di una borsa griffata.&nbsp;</p>



<p>Non si tratta di gusto, ma di status.&nbsp;</p>



<p>Il loro valore non sta nel piacere, ma nel far sapere che puoi permetterteli.<br>E questo, consentitemi, non ha niente a che fare con la cultura del cibo.</p>



<p>Io resto affezionato ai sapori veri, quelli che profumano di casa e di memoria:&nbsp;&nbsp;&nbsp;una frittata con le cipolle, il pane caldo con una fetta di mortadella, il “musetto” con purè,&nbsp;&nbsp;la trippa, el baccalà alla vicentina, la sardèa in saor che ti lascia l’alito di verità.<br>Sono sapori che non devi decifrare con il vocabolario dei sommelier, perché li riconosci al primo morso: ti parlano di domeniche semplici, di famiglie sedute attorno alla tavola, di nonne che cucinavano “a occhio”, ma non sbagliavano mai.</p>



<p>Viviamo in un tempo in cui anche il cibo è diventato spettacolo.<br>Non si mangia: si fotografa, si posta, si giudica.&nbsp;</p>



<p>Si parla di “esperienza sensoriale” mentre si spende una fortuna per assaggiare qualcosa che, se fosse servito al bar sotto casa, verrebbe mandato indietro con un “xe freddo” oppure “el spùssa”.<br>Eppure, basta una fetta di salame buono o un piatto di bigoli all’anatra per ricordarci che il gusto è la più democratica delle libertà: o ti piace, o non ti piace.&nbsp;</p>



<p>Senza ideologia, senza certificazioni.</p>



<p>E allora sì, lo rivendico: il mio palato sarà pure plebeo, ma almeno è libero.<br>Non devo convincermi che qualcosa è buono solo perché costa caro o lo dice una guida stellata.<br>Per me il sapore della verità sta in un piatto povero, ma sincero.</p>



<p>Viva la semplicità. Viva la cucina che non fa scena ma compagnia.<br>E viva chi, a tavola come nella vita, non ha bisogno di sniffare un tartufo per sentirsi raffinato.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>PS: magari qualcuno si aspettava un rigetto anche dello champagne a favore delle “bollicine “ nostrane. Ma su questo tema non posso intervenire, perché astemio da sempre.</p>



<p></p>
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		<title>Fausto Maculan incoronato &#8220;Padre del Vino&#8221; a Golosaria 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 13:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[fausto maculan]]></category>
		<category><![CDATA[golosaria]]></category>
		<category><![CDATA[padre del vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fausto Maculan&#160;ha ricevuto il riconoscimento come&#160;“Padre del vino”&#160;da&#160;Paolo Massobrio&#160;e&#160;Marco Gatti, curatori della guida enogastronomica&#160;IlGolosario, nel corso dellapresentazione di sabato 1 novembre a Milano.&#160;​Dopo diversi anni di pausa, i giornalisti e critici gastronomici hanno deciso di reintrodurre il Premio in occasione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/fausti-maculan-incoronato-padre-del-vino-a-golosaria-2025/">Fausto Maculan incoronato &#8220;Padre del Vino&#8221; a Golosaria 2025</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p><strong>Fausto Maculan</strong>&nbsp;ha ricevuto il riconoscimento come&nbsp;<strong>“Padre del vino”&nbsp;</strong>da&nbsp;<strong>Paolo Massobrio</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Marco Gatti</strong>, curatori della guida enogastronomica&nbsp;<em><strong>IlGolosario</strong></em>, nel corso dellapresentazione di sabato 1 novembre a Milano.&nbsp;<br>​Dopo diversi anni di pausa, i giornalisti e critici gastronomici hanno deciso di reintrodurre il Premio in occasione dell’edizione 2025 di&nbsp;<strong>Golosaria</strong>, l’evento che celebra il meglio dell&#8217;enogastronomia italiana, quest’anno dal tema&nbsp;<strong>“Il Gusto dell&#8217;Innovazione”</strong>.<br>​“A Fausto Maculan per le sue intuizioni e la sua dedizione al mondo del vino e per essere padre capace di portare un dono, in particolare la dolcezza del vino, nella contemporaneità”,&nbsp;<strong>la motivazione</strong>&nbsp;alla base della scelta di Massobrio e Gatti condivisa con il pubblico.&nbsp;Al produttore di Breganze (Vicenza), in particolare, è stato riconosciuto il grande lavoro di&nbsp;<strong>valorizzazione dei vini dolci</strong>, tra le etichette più rappresentative della denominazione e dell’azienda in Italia e nel mondo, primo fra tutti il Torcolato dall’autoctona vespaiola.<br>​“È un onore ricevere un Premio di tale caratura, attribuito prima di me a grandi protagonisti del mondo dell’enologia – ha dichiarato&nbsp;<strong>Fausto Maculan</strong>&nbsp;–. Lo accolgo come un riconoscimento della nostra capacità di produrre vini dolci di alto profilo, condivisi, raccontati e valorizzati con competenza e creatività”.&nbsp;​&nbsp;<br>​A tal proposito, dal 2025 l’azienda Maculan è tornata a proporre il&nbsp;<strong>Premio Maculan</strong>, il concorso enogastronomico per professionisti e appassionati che valorizza il miglior abbinamento tra vino dolce e un’inedita ricetta salata, oggetto dell’intervento del vignaiolo nel talk di apertura di Golosaria dal titolo “Il Gusto della contemporaneità”.&nbsp;<br>​Fausto Maculan entra quindi a far parte dei “Padri del vino” dopo Costantino Charrère, vincitore della prima edizione del 2006, seguito da Lino Maga, Gianfranco Soldera, Antonio Mastroberardino, Bartolo Mascarello, Giuseppe Quintarelli, Joško Gravner, Giobatta Mandino Cane, Edoardo Valentini, Nicodemo Librandi, Franco e Giuseppe Argiolas e Marco de Bartoli.&nbsp;</p>
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