“Attentato falso”: indagato per calunnia e simulazione di reato il giornalista Adriano Cappellari

Incendio, calunnia e simulazione di reato: sarebbero le accuse rivolte ad Adriano Cappellari, giovane collaboratore di un settimanale di Enego, che a maggio avrebbe denunciato un attentato incendiario davanti a casa sua, accompagnato da minacce scritte contro di lui, don Maurizio Patriciello e la premier Meloni. Come riporta il Giornale di Vicenza, i carabinieri di Bassano del Grappa, su ordine della procura di Vicenza, avrebbero perquisito la sua abitazione.
Il 30 maggio le telecamere avrebbero ripreso una persona incappucciata mentre innescava un pacco esplosivo davanti a casa del cronista, lasciando bombole di gas e un messaggio minatorio. Le indagini, condotte anche dal Ris, avrebbero però ricostruito l’acquisto online delle bombole, risalendo a due ordini che sarebbero stati fatti dallo stesso Cappellari il 25 e il 29 aprile. Anche la statura della persona ripresa dalle telecamere risulterebbe compatibile con quella del giovane, che sarebbe stato inquadrato mentre rientrava a casa poco prima dell’esplosione e, subito dopo, mentre filmava con il cellulare lo spegnimento dell’incendio.
Cappellari si sarebbe distinto nei mesi precedenti per i reportage sulle dinamiche criminali di Caivano, al fianco di don Patriciello, e avrebbe già denunciato in precedenza minacce anonime. Dopo l’episodio di maggio avrebbe ricevuto solidarietà da diverse figure istituzionali, tra cui Luca Zaia e la premier Meloni, ed era stata disposta per lui una scorta.


















