Allarme dei commercianti: negozi e pubblici esercizi rischiano multe fino a 4 mila euro. Ecco perché

Multe da mille a 4 mila euro per negozi e pubblici esercizi che non risultano correttamente collegati all’Agenzia delle Entrate per la trasmissione dei corrispettivi. Confcommercio Vicenza segnala però un problema che, secondo l’associazione, può coinvolgere anche attività che si sono adeguate nei tempi previsti, entro il 20 aprile scorso.
Il nodo riguarda il possibile disallineamento tra registratori telematici e sistemi di pagamento elettronico presenti nel “cassetto fiscale”. In pratica, modifiche o integrazioni introdotte dagli istituti finanziari su bancomat, carte di credito o piattaforme digitali possono alterare gli abbinamenti già comunicati all’Agenzia delle Entrate.
«Quando gli istituti finanziari introducono modifiche ai servizi di pagamento – spiega Paolo Maran, responsabile dei Servizi Fiscali di Confcommercio Vicenza – si può creare un disallineamento tra registratori telematici e sistemi collegati all’Agenzia delle Entrate». Il problema, sottolinea Maran, è che queste variazioni non sempre vengono comunicate in modo adeguato agli esercenti, che possono così trovarsi inconsapevolmente in una situazione irregolare.
Il rischio è concreto soprattutto in caso di controlli della Guardia di Finanza. Per evitare contestazioni, le attività sono quindi costrette a verificare frequentemente nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate che gli strumenti di pagamento risultino ancora correttamente associati.
Secondo Confcommercio Vicenza, una procedura nata come adempimento sostanzialmente “una tantum” sta così diventando un controllo burocratico continuo. «Gli esercenti non si sentono sicuri che tutto stia funzionando correttamente – osserva Maran – e questo a fronte di sanzioni particolarmente pesanti».
L’associazione ha già segnalato la situazione alla Confederazione nazionale, chiedendo un intervento sia nei confronti degli istituti finanziari sia verso le autorità di controllo.
Confcommercio sollecita banche e operatori dei pagamenti a comunicare in modo chiaro e tempestivo qualsiasi modifica che possa generare disallineamenti. Allo stesso tempo chiede che, almeno nel primo anno di applicazione, venga adottato un atteggiamento più tollerante nei confronti delle imprese quando le anomalie non dipendono dalla loro volontà di sottrarsi agli obblighi.
Nel frattempo, il consiglio rivolto agli esercenti è di accedere periodicamente al portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate e controllare gli abbinamenti tra registratori telematici e strumenti di pagamento tracciabile, come lettori di carte di debito e credito e sistemi digitali.
L’obiettivo è individuare eventuali anomalie in tempo utile, correggerle e ridurre il rischio di incorrere in sanzioni che possono arrivare fino a 4 mila euro.




















