Agugliaro si mobilita per salvare la scuola primaria: raccolte 540 firme, la comunità scende in campo

La scuola primaria di Agugliaro non chiuderà il prossimo anno scolastico, ma il futuro del plesso resta una sfida aperta. A testimoniare quanto il tema sia sentito dalla comunità c’è una mobilitazione sorprendente per un piccolo comune di circa 1.400 abitanti: sono state infatti raccolte 540 firme a sostegno della scuola primaria Suor Maria Elisa Andreoli, consegnate pubblicamente lo scorso 7 luglio al sindaco Roberto Andriolo.
Un risultato che ha assunto un forte valore simbolico, perché significa che una parte consistente della popolazione ha voluto prendere posizione per difendere una realtà considerata non soltanto un servizio scolastico, ma un presidio fondamentale per la vita del paese.
La raccolta firme è nata dopo la lettera ufficiale protocollata il 9 giugno 2026 dal titolo “Insieme per la scuola primaria di Agugliaro”, con la quale genitori, insegnanti e cittadini avevano voluto richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’importanza di mantenere attiva una scuola dalle dimensioni ridotte, ma considerata di grande valore educativo.
La consegna delle firme è stata un momento pubblico di partecipazione, alla presenza anche del vicepresidente vicario del Consiglio regionale del Veneto Francesco Rucco, che insieme al sindaco ha sottolineato l’importanza della mobilitazione e la necessità di un lavoro condiviso per garantire un futuro al plesso.

Il sindaco Andriolo: “Grazie, avete mobilitato il paese”
Durante la consegna delle firme il sindaco Roberto Andriolo ha evidenziato il significato della mobilitazione.
«Avete risvegliato un paese che sembrava destinato al declino scolastico, è tornato a battere il cuore di Agugliaro – ha dichiarato -. Le scuole sono un bene insostituibile, un patrimonio che non è né di destra né di sinistra».
Il primo cittadino ha però richiamato l’attenzione sulla diminuzione degli iscritti: «Purtroppo una parte dei genitori porta oggi i propri bambini fuori paese. È un fenomeno che non ci spieghiamo e che danneggia la nostra scuola».
Secondo Andriolo, la possibilità di mantenere aperto il plesso esiste, ma serve una scelta collettiva: «La scuola può essere salvata perché c’è il via libera del Provveditorato, ma la fuga dei bambini rappresenta una spada di Damocle per gli anni futuri. Bisogna avere coraggio e lavorare insieme».
Il paradosso di Agugliaro: scuola salvata, ma a rischio per la fuga degli iscritti
La situazione di Agugliaro presenta un elemento particolare: l’amministrazione comunale è riuscita, dopo mesi di interlocuzioni e trattative, a ottenere dal Provveditorato agli Studi il mantenimento della scuola primaria e la possibilità di avviare regolarmente il prossimo anno scolastico.
Il rischio, però, non è completamente superato. Anzi. La minaccia oggi non arriva dai vincoli burocratici o dai parametri numerici, ma dalla progressiva riduzione degli alunni causata dalla scelta di alcune famiglie di iscrivere i propri figli in scuole di comuni vicini.
Il caso più delicato riguarda l’attuale classe prima, destinata a diventare seconda: da un gruppo potenziale di dodici bambini si sarebbe arrivati a sette frequentanti, a seguito di alcune iscrizioni trasferite verso altri plessi, in particolare nel vicino territorio di Campiglia dei Berici.
È questo il “paradosso di Agugliaro”: la comunità è riuscita a difendere la propria scuola sui tavoli istituzionali, ma ora rischia che una scelta interna al territorio possa comprometterne il futuro.
“La scuola è il cuore della comunità”
Nella lettera del 9 giugno, i promotori avevano evidenziato come la scuola primaria non rappresenti soltanto un edificio, ma un luogo centrale per la crescita dei bambini e per l’identità del paese.
«La nostra scuola primaria non è solo un edificio, ma il cuore pulsante della nostra comunità – si legge nel documento -. Le dimensioni a misura di bambino hanno permesso in questi anni un rapporto educativo personalizzato, profondo e attento ai ritmi di ogni singolo alunno».
I genitori hanno spiegato di non voler alimentare contrapposizioni con le famiglie che hanno fatto scelte diverse, ma di voler aprire un confronto sul valore di una scuola piccola e vicina alle esigenze dei bambini.
«Non vogliamo puntare il dito contro nessuno, rispettiamo le decisioni di ogni famiglia – hanno sottolineato alcune mamme coinvolte nella mobilitazione -. Il nostro obiettivo è dare una possibilità alla scuola di Agugliaro».
Secondo i promotori, anche l’eventuale presenza di pluriclassi non deve essere necessariamente considerata un limite: «Le maestre ci hanno chiesto un anno di tempo per dimostrare il valore del progetto. Noi ci crediamo».


















