3 Giugno 2026 - 15.57

Aggressione a infermiera del San Bortolo, OPI Vicenza: “Chi aggredisce un professionista sanitario deve pagare”

VICENZA 3 GIUGNO – «Ancora una volta, e siamo certi non sarà l’ultima, ci troviamo a commentare l’ennesimo episodio di violenza nei confronti, questa volta di un’infermiera colpita con un pugno al petto da un uomo giunto in ospedale in ambulanza e in stato di agitazione. Non siamo di fronte a una semplice situazione di tensione o a un episodio da derubricare come inevitabile difficoltà del lavoro in emergenza, bensì di una condotta criminale, violenta e inaccettabile».

Così Giacomo Sebastiano Canova, presidente di Opi Vicenza, Ordine delle Professioni Infermieristiche, stigmatizza l’episodio avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri nel Pronto Soccorso dell’ospedale San Bortolo: «Ho già contattato personalmente la collega – sottolinea Canova -, alla quale ho rivolto, a nome dell’Ordine, la più profonda vicinanza, un sincero augurio di pronta guarigione e la piena disponibilità dell’Ente a sostenerla in questo momento».

Quanto accaduto è di inaudita gravità – scrive in una nota di Opi Vicenza. Se come riportato dagli organi di informazione, l’aggressore si era già reso protagonista di precedenti gravi episodi nei confronti di operatori sanitari, addetti alla vigilanza e forze dell’ordine, sempre presso il San Bortolo, questo elemento rende l’episodio ancora più allarmante. Che un soggetto già noto per comportamenti violenti e pericolosi possa tornare nello stesso luogo e colpire nuovamente chi lavora per garantire assistenza e sicurezza ai cittadini è un fatto che non può essere accettato né minimizzato. La violenza contro il personale sanitario non può trovare attenuante e non può essere considerata un rischio ordinario della professione. Chi colpisce un professionista sanitario commette un reato e la normativa vigente prevede, per le lesioni personali cagionate a un professionista sanitario, la pena della reclusione da due a cinque anni. Pertanto, l’auspicio è che la giustizia faccia pienamente il proprio corso e che trovino rigorosa applicazione tutte le disposizioni previste dall’ordinamento.

«La decisione dell’Ulss 8 Berica di sporgere denuncia – conclude il presidente di Opi Vicenza -, rappresenta un segnale concreto e importante di protezione e tutela del personale, che non deve sentirsi solo, né nel momento dell’aggressione né nelle fasi successive. Condannare pubblicamente l’episodio e assumere ogni iniziativa conseguente significa dimostrare, con i fatti, che la sicurezza degli operatori è un valore non negoziabile».

L’episodio – conclude la nota di Opi Vicenza -,  conferma ancora una volta, che alla risposta penale deve accompagnarsi un impegno strutturale nella prevenzione e nella gestione delle situazioni ad alto rischio, soprattutto quando riguardano persone già note per condotte violente.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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