West Nile, in Veneto cresce la circolazione: 71 gruppi di zanzare positivi

Nel 2026 è aumentata in Veneto la presenza di zanzare positive al virus West Nile. La sorveglianza entomologica condotta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie rileva una circolazione superiore a quella registrata nel 2025 e negli anni precedenti.
Il tasso di positività dei gruppi di insetti analizzati, definiti tecnicamente “pool”, ha raggiunto il 4% in Veneto, mentre in Friuli Venezia Giulia si è attestato allo 0,5%.
Secondo i dati raccolti dal Laboratorio di entomologia sanitaria – Scs3 Ecosistemi dell’IzsVe, nelle due regioni sono risultati positivi 73 pool: 71 in Veneto e due in Friuli Venezia Giulia. Complessivamente ne sono stati analizzati 2.131, corrispondenti a circa 168 mila zanzare catturate.
La presenza del virus è stata rilevata in 46 degli 86 siti nei quali sono state installate le trappole. In Veneto i siti positivi sono 41 su 57, mentre in Friuli Venezia Giulia sono cinque su 29.
Le province coinvolte sono Venezia, con nove siti positivi; Rovigo e Verona, con otto ciascuna; Padova, con sette; Vicenza, con cinque; Treviso e Udine, con quattro; Pordenone, con uno.
Positivi anche uccelli selvatici ed equidi
La sorveglianza veterinaria ha rilevato in Veneto la positività di 33 uccelli selvatici nelle province di Verona, Padova, Venezia, Treviso e Vicenza.
Sono inoltre risultati sierologicamente positivi cinque equidi nelle province di Padova, Verona e Vicenza. Anche questi accertamenti rientrano nel normale funzionamento del piano di sorveglianza e contribuiscono ad attivare le misure di prevenzione previste per tutelare la popolazione.
«Rispetto al 2025 le zanzare positive al virus West Nile sono in aumento», conferma Fabrizio Montarsi, biologo entomologo e responsabile del Laboratorio di entomologia sanitaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
Secondo l’esperto, le elevate temperature registrate durante l’estate e il prolungamento della stagione calda favoriscono sia la proliferazione delle zanzare sia la circolazione del virus.
A questi elementi si aggiungono le caratteristiche ambientali della pianura veneta, particolarmente ricca di zone umide. La siccità prolungata concentra però le riserve d’acqua disponibili in un numero più limitato di punti, nei quali finiscono per riunirsi uccelli selvatici e zanzare.
Questa compresenza, definita “simpatria”, facilita l’amplificazione del virus tra gli animali che ne costituiscono il serbatoio naturale e gli insetti vettori.
La fase di massima circolazione del West Nile è attesa, come avviene ogni anno, fino ai primi giorni di settembre. L’evoluzione dipenderà in larga parte dall’andamento delle temperature nelle prossime settimane.


















