Valdagno, il controllo di vicinato si allarga: due nuovi gruppi e 380 cittadini coinvolti

Il controllo di vicinato cresce a Valdagno con la costituzione di due nuovi gruppi nelle zone di Val Rossia e Carmini-Magaraggia. Le relative domande sono state ufficialmente approvate e nelle due aree sono già stati posizionati i cartelli che segnalano la presenza del servizio.
I nuovi gruppi si aggiungono a quelli già operativi da tempo nelle zone di Castello-Maso, Cerealto e Campassi. Salgono così a cinque i presìdi formalmente attivi in città.
Accanto a questi sono sorti anche alcuni gruppi informali nelle zone di Borne, Maglio di Sopra, Maglio di Sotto, Vegri, Centro, Campotamaso e San Quirico. Complessivamente sono circa 380 le persone coinvolte nel sistema.
Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale aveva illustrato la possibilità di avviare il controllo di vicinato anche a Ponte dei Nori, durante un incontro con la popolazione. La proposta tornerà al centro di una nuova serata pubblica in programma alla fine di settembre.
L’appuntamento servirà a incontrare la comunità e a mettere in contatto i cittadini con i referenti dei gruppi già costituiti. L’obiettivo è spiegare concretamente le modalità operative del sistema e le opportunità offerte da questa forma di sicurezza partecipata.
Il controllo di vicinato è stato avviato a Valdagno all’inizio del 2024, grazie alla sottoscrizione dell’apposito Patto in Prefettura. Si tratta di un sistema disciplinato e regolamentato di comunicazione e segnalazione, attraverso il quale i cittadini contribuiscono al presidio del territorio mantenendo un contatto diretto con le forze dell’ordine.
«Promuovere il controllo di vicinato significa rafforzare la sicurezza dei singoli quartieri attraverso la partecipazione – sottolinea la vicesindaca Alessandra Finato –. Nessuno conosce una strada meglio di chi la abita e la vive ogni giorno. Questo sistema diventa così uno strumento in più di controllo e vigilanza, attuato senza interventi diretti da parte dei cittadini, ma attraverso un contatto diretto con le forze dell’ordine».
Secondo la vicesindaca, le esperienze maturate nei quartieri dove il sistema è già operativo sono positive. «Rappresenta sicuramente un valido deterrente, perché aumentano gli occhi vigili sul territorio e si garantisce una maggiore tempestività di azione in caso di situazioni sospette», osserva Finato.
«Il controllo di vicinato è quindi uno strumento che si aggiunge alle varie misure messe in campo per promuovere la sicurezza in città – conclude la vicesindaca –. Uno strumento che ci aiuta a prenderci insieme cura della nostra comunità, creando anche nuove occasioni di relazione e di scambio tra le persone nei quartieri, al di là dell’aspetto specifico del controllo».


















