Vicenza – Visite senologiche e abusi sessuali, medico di 69 anni ai domiciliari

Un medico senologo di 69 anni è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Vicenza su presunti abusi commessi durante l’attività professionale. L’uomo è indagato per violenza sessuale aggravata e continuata.
La misura cautelare è stata eseguita nella mattinata di mercoledì 9 settembre 2026 dai Carabinieri della Sezione di Polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Vicenza, con la collaborazione dei militari territorialmente competenti.
L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vicenza, Matteo Mantovani, su richiesta della Procura della Repubblica.
L’indagine partita dalla segnalazione dell’Ordine dei medici
L’inchiesta è iniziata dopo una segnalazione trasmessa alla Procura dal Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Vicenza, riguardante presunte modalità non appropriate adottate durante alcune visite.
Le indagini, coordinate dalla Procura e affidate alla Sezione di Polizia giudiziaria dei Carabinieri, hanno portato alla raccolta delle dichiarazioni di numerose persone che si erano rivolte al professionista per controlli e attività di prevenzione senologica. Gli investigatori hanno inoltre acquisito ulteriori elementi considerati di riscontro.
Secondo l’ipotesi accusatoria recepita nell’ordinanza, il medico avrebbe abusato della propria qualifica di specialista e del rapporto di fiducia instaurato con i pazienti. Durante le visite per la prevenzione del tumore al seno avrebbe prospettato presunti collegamenti tra le patologie oncologiche e quelle relative ad altri organi.
In questo contesto avrebbe presentato come necessarie, a scopo diagnostico e preventivo, anche delle visite rettali, inducendo i pazienti a sottoporsi alle manovre senza un consenso esplicito e informato e, secondo la contestazione, senza una concreta necessità medica.
Gli accertamenti avrebbero rilevato che tali pratiche sarebbero consistite anche in penetrazioni anali con le dita, compiute, secondo gli inquirenti, per finalità estranee a quelle diagnostiche, terapeutiche o preventive dichiarate.
Il rischio di nuove condotte e condizionamenti
Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione al reato contestato. Ha inoltre individuato esigenze cautelari legate soprattutto al concreto e attuale pericolo che potessero ripetersi condotte della stessa natura e al rischio di possibili condizionamenti delle persone offese.
L’ordinanza dispone per il medico gli arresti domiciliari, con il divieto di lasciare l’abitazione senza l’autorizzazione dell’Autorità giudiziaria. All’indagato è stato inoltre vietato di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con persone diverse dai conviventi o da coloro che lo assistono.


















