6 Ottobre 2026 - 10.11

Vicenza, il Comune va contro il TikToker del raduno social: denuncia per il danno d’immagine alla città

Il Comune di Vicenza passa alle vie legali dopo il raduno convocato sui social sabato pomeriggio a Campo Marzo e i successivi episodi di violenza, inseguimenti e danneggiamenti registrati tra viale Roma e il Park Verdi. L’amministrazione ha incaricato l’avvocatura comunale di procedere nei confronti di Hamza Messaf, conosciuto sui social come “Ilvucumpra”.

La decisione è stata annunciata dal sindaco Giacomo Possamai, che sottolinea come la notorietà sui social o il numero di follower non possano rappresentare una sorta di esenzione dalle responsabilità legate all’organizzazione e alla promozione di eventi capaci di richiamare centinaia di persone.

Un punto viene però chiarito dal Comune: durante i disordini non sono stati danneggiati beni di proprietà comunale. I danni materiali hanno interessato il Park Verdi, struttura gestita da MAGIS Smart. L’amministrazione ha già contattato la società affinché presenti denuncia e chieda il risarcimento nei confronti di chi sarà individuato come responsabile.

L’iniziativa legale del Comune riguarda invece il danno arrecato all’immagine di Vicenza. Secondo Possamai, quanto avvenuto non può essere valutato soltanto sulla base delle strutture danneggiate, ma va considerato per le conseguenze che un raduno di queste dimensioni, degenerato in episodi violenti, ha avuto sulla città.

Il sindaco pone inoltre l’attenzione su un fenomeno che ritiene ormai nazionale: la capacità dei social network di trasformare nel giro di poche ore un appuntamento virtuale in un concentramento di centinaia o migliaia di giovani, spesso minorenni e provenienti anche da altre città.

Proprio per questo Possamai ritiene necessario aggiornare gli strumenti a disposizione delle istituzioni. Il Comune ha già avuto interlocuzioni con Prefettura e Questura, chiedendo di individuare gli autori delle aggressioni e dei danneggiamenti e di intervenire con fermezza nei confronti dei responsabili.

Per l’amministrazione, chi commette violenze o provoca danni deve risponderne, indipendentemente dal fatto che si tratti di un partecipante o di chi abbia contribuito a promuovere l’appuntamento. La denuncia nei confronti del TikToker viene quindi presentata anche come un segnale per affermare che la visibilità ottenuta attraverso i social non elimina le conseguenze delle proprie azioni.

Possamai chiede contemporaneamente un intervento dello Stato, ricordando che la gestione dell’ordine pubblico non compete al Comune. Secondo il sindaco, Prefetture e Questure devono poter disporre di strumenti di monitoraggio e prevenzione adeguati a raduni che, grazie alle piattaforme digitali, possono nascere e crescere con una rapidità difficilmente immaginabile fino a pochi anni fa.

Il primo cittadino ribadisce infine che quanto accaduto non modifica l’atteggiamento di Vicenza verso chi arriva in città per incontrarsi, divertirsi, studiare o lavorare. La linea cambia però di fronte a violenze e danneggiamenti: su questi episodi, assicura l’amministrazione, la risposta dovrà essere ferma.

Il Comune intende quindi tutelare legalmente l’immagine della città e, parallelamente, sollecitare un confronto più ampio sulle modalità con cui affrontare in futuro raduni di massa organizzati attraverso i social network.

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