Vicentino – Va a riscuotere un credito e mostra una pistola: imprenditore edile denunciato dai carabinieri

Si sarebbe presentato a casa di un professionista per ottenere il pagamento di una somma di denaro e, durante il confronto, avrebbe mostrato il calcio di una pistola nascosta sotto la giacca per intimidirlo. È quanto contestano i Carabinieri a un imprenditore edile di 51 anni, denunciato in stato di libertà al termine di un’indagine condotta dalla Stazione di Romano d’Ezzelino.
L’uomo, cittadino di origine albanese residente nel Trevigiano e titolare di una ditta edile, è ritenuto responsabile di un grave episodio di intimidazione avvenuto ai danni di un professionista di Cassola.
Secondo quanto ricostruito dai militari, i fatti risalgono alle prime ore dell’11 giugno, quando il 51enne ha raggiunto l’abitazione della vittima, un amministratore di una società immobiliare di 43 anni, per reclamare il pagamento di lavori edili. Alla base della controversia vi sarebbe stata una richiesta economica superiore rispetto a quanto inizialmente concordato tra le parti.
La situazione sarebbe rapidamente degenerata. Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe rivolto esplicite minacce al professionista, lasciando intravedere il calcio di una pistola nascosta sotto la giacca. Intimidita dalla situazione, la vittima avrebbe promesso il pagamento della somma richiesta, consentendo all’uomo di allontanarsi convinto di aver raggiunto il proprio scopo.
Poco dopo, però, il professionista si è rivolto ai Carabinieri della Stazione di Romano d’Ezzelino, presentando denuncia.
Valutata la gravità dell’episodio e il rischio che l’arma fosse ancora nella disponibilità dell’indagato, i militari hanno immediatamente avviato un’attività investigativa coordinandosi con i colleghi del Trevigiano.
La successiva perquisizione domiciliare e veicolare ha consentito di rinvenire, all’interno del portaoggetti del sedile anteriore dell’auto del 51enne, una pistola scacciacani priva del tappo rosso, ritenuta quella utilizzata durante le minacce. L’arma è stata sequestrata.
L’imprenditore dovrà ora rispondere del reato di minaccia aggravata dall’utilizzo di un’arma, mentre le indagini proseguono per chiarire ogni ulteriore aspetto della vicenda.
Come precisato dall’Arma dei Carabinieri, il provvedimento è stato adottato d’iniziativa dal Comando procedente e, in applicazione del principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna o con un provvedimento equipollente.















