Vicentino – Picchia la compagna e la minaccia con un coltello: 38enne arrestato a Schio

Violenza domestica nella notte a Schio, dove un uomo di 38 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali nei confronti della compagna convivente.
L’intervento è scattato nella mattinata del 12 aprile 2026, al termine di accertamenti immediati condotti dai militari dell’Aliquota Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Schio. L’uomo, cittadino rumeno domiciliato in città, è stato fermato in flagranza di reato.
La vicenda ha avuto origine durante la notte, quando la vittima si è presentata in forte stato di agitazione presso la Stazione dei Carabinieri di Schio. La donna mostrava evidenti lesioni al volto e ha raccontato di essere stata appena aggredita dal compagno. Soccorsa dal personale del Suem 118, è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Alto Vicentino di Santorso, dove si trova ricoverata con una prognosi di 30 giorni.
In ospedale i militari hanno raccolto la denuncia formale, nella quale la donna ha ricostruito quanto accaduto: dopo un litigio, scaturito anche dall’abuso di alcol da parte dell’uomo, sarebbe stata colpita con calci e pugni e minacciata con un coltello da cucina. Nel corso della testimonianza è emerso anche un quadro di violenze ripetute: la vittima ha riferito di almeno altri quattro episodi analoghi negli ultimi sette mesi, mai denunciati in precedenza.
I Carabinieri si sono quindi recati nell’abitazione della coppia, dove hanno trovato il 38enne ancora in evidente stato di alterazione. Durante il sopralluogo hanno sequestrato il coltello utilizzato per la minaccia, con una lama di circa 20 centimetri, e repertato una ciocca di capelli della donna rinvenuta sul pavimento della cucina, ulteriore riscontro della violenza subita.
Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato arrestato e trasferito nella casa circondariale di Vicenza, a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida richiesta dalla Procura.
Resta ferma la presunzione di innocenza: la responsabilità dell’indagato sarà accertata in via definitiva solo con sentenza irrevocabile di condanna.










