Uccide la zia a 17 anni, Procura: escluso il coinvolgimento di terzi. Il movente legato a gravi dissidi familiari

Pordenone, 15 giugno 2026 – Non emergono, al momento, elementi che indichino il coinvolgimento di altre persone nell’omicidio dell’insegnante di 53 anni di San Stino di Livenza, uccisa dal nipote diciassettenne che ha poi confessato il delitto. È quanto riferito dal procuratore di Pordenone, Pietro Montrone, in un’intervista all’ANSA.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la svolta nelle indagini è arrivata dopo l’emersione di “gravi dissidi familiari” già esistenti tra i due nuclei familiari coinvolti. Da quel momento, l’attenzione degli investigatori si è concentrata sul minorenne, che dopo diverse ore di interrogatorio ha ammesso le proprie responsabilità nella notte di sabato.
Il fascicolo, in questa fase, è passato alla Procura per i Minorenni di Trieste, che ha assunto la competenza sul caso. Tuttavia, la Procura ordinaria di Pordenone mantiene aperto il procedimento, anche perché il corpo della vittima non è stato ancora rinvenuto.
Il ragazzo avrebbe dichiarato di aver gettato il cadavere in un canale: un elemento che resta ancora da verificare attraverso gli accertamenti investigativi e le ricerche in corso.
Gli inquirenti sottolineano che ulteriori riscontri potranno arrivare solo dal ritrovamento e dall’analisi della salma. Al momento, però, viene escluso il coinvolgimento di terzi nel delitto, anche alla luce delle immagini di videosorveglianza acquisite, che mostrerebbero il 17enne mentre trasporta una carriola coperta da un telo in direzione del corso d’acqua.













