Turisti sulla piazzola di soccorso: elicottero costretto a rallentare l’intervento, scatta l’appello del Soccorso alpino

Un episodio di grave imprudenza in alta quota riaccende l’attenzione sulla sicurezza delle piazzole di elisoccorso. In provincia di Belluno, alcuni escursionisti sono stati sorpresi a prendere il sole su una piazzola destinata all’atterraggio degli elicotteri di emergenza e, nonostante l’arrivo del mezzo di soccorso, non si sarebbero immediatamente spostati, causando un rallentamento delle operazioni. L’episodio è riportato da IlDolomiti e il Corriere del Veneto.
L’allarme arriva dal Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, che ha diffuso un appello alla massima attenzione dopo l’ultimo episodio avvenuto nei giorni scorsi in quota. «L’elisuperficie è fondamentale in caso di emergenza – ricordano gli operatori –. Non allontanarsi quando un elicottero del Suem è in avvicinamento comporta un ostacolo e una perdita di tempo per l’equipe sanitaria e per chi ne ha bisogno».
Secondo quanto riportato dai soccorritori, l’equipaggio dell’elicottero “Leone”, attivato per un intervento di emergenza, ha trovato la piazzola di atterraggio di un rifugio occupata da persone distese a prendere il sole. La situazione si sarebbe aggravata dal fatto che gli occupanti non si sarebbero spostati immediatamente neppure alla vista del velivolo in arrivo, costringendo l’equipaggio a gestire una fase critica e rallentando le operazioni di soccorso.
Le piazzole di atterraggio, ricordano gli operatori, sono facilmente riconoscibili dalla grande “H” dipinta a terra o da apposita segnaletica e rappresentano infrastrutture strategiche per il sistema di emergenza sanitaria. Il loro utilizzo improprio, anche per pochi minuti, può tradursi in ritardi decisivi negli interventi.
Non è la prima volta che si verificano episodi simili: la fotografia diffusa a corredo della segnalazione è infatti collegata a un caso analogo del 2022, quando una piazzola era stata utilizzata come area picnic.
Il Soccorso Alpino Veneto rivolge inoltre un appello ai gestori dei rifugi affinché vigilino sulle aree di atterraggio, invitando eventuali occupanti a liberarle tempestivamente. «Sappiamo che i gestori sono impegnati di continuo – spiegano – ma li invitiamo cortesemente a tenere sott’occhio le piazzole e a garantire che restino sempre libere».
Con l’aumento delle presenze turistiche in montagna durante la stagione estiva, cresce anche il numero degli interventi di elisoccorso, rendendo ancora più cruciale la disponibilità immediata delle piazzole. Un comportamento apparentemente banale, come sostare o prendere il sole in queste aree, può quindi trasformarsi in un ostacolo concreto all’emergenza.
Il messaggio dei soccorritori è chiaro: rispettare le piazzole di atterraggio significa contribuire direttamente alla sicurezza di chi frequenta la montagna e permettere ai tecnici del soccorso di operare nelle migliori condizioni possibili, quando ogni secondo può fare la differenza tra la vita e la morte.















