Trump si mette al centro dell’11 settembre: il racconto eroico che non trova riscontri

A venticinque anni dagli attentati alle Torri Gemelle, Donald Trump ha suscitato nuove polemiche raccontando un episodio che lo vedrebbe direttamente coinvolto nelle ore successive alla tragedia. Una ricostruzione dai toni eroici che, secondo diverse verifiche giornalistiche statunitensi, non risulta sostenuta da documenti o testimonianze indipendenti.
Durante un evento commemorativo, il presidente americano ha affermato di avere raggiunto Lower Manhattan insieme a un’intera squadra di operai impegnati nella costruzione di un suo edificio, con l’intenzione di contribuire alle operazioni successive all’attacco.
Trump ha poi aggiunto un dettaglio particolarmente spettacolare. Mentre si trovava vicino allo United States Steel Building, oggi One Liberty Plaza, la struttura avrebbe cominciato a scricchiolare, facendo temere un crollo imminente. Due pompieri «grandi e forti» lo avrebbero quindi afferrato sotto le braccia, sollevato e trasportato lontano dalla zona di pericolo.
Il racconto ha immediatamente attirato l’attenzione dei media. CNN e altre testate americane hanno evidenziato l’assenza di prove che confermino la presenza di Trump vicino al World Trade Center durante l’attacco o nelle ore immediatamente successive. Secondo queste ricostruzioni, in quel momento si sarebbe trovato nel proprio ufficio alla Trump Tower, distante circa sei chilometri da Ground Zero.
È invece documentata la sua presenza nell’area due giorni dopo l’attentato. Rimane priva di conferme anche la dichiarazione, ripetuta negli anni, secondo cui centinaia di suoi dipendenti avrebbero preso parte alle operazioni di ricerca, recupero e assistenza.
Un ex responsabile dei vigili del fuoco di New York, impegnato per mesi a Ground Zero, ha dichiarato di non avere conoscenza della partecipazione di Trump o di una sua squadra. Ha inoltre ricordato che il personale presente sul posto operava sotto il coordinamento delle autorità e che un intervento organizzato di quelle dimensioni avrebbe presumibilmente lasciato tracce o testimonianze.
Non è la prima volta che le dichiarazioni di Trump sull’11 settembre vengono contestate. Subito dopo il crollo delle Torri Gemelle sostenne che il suo edificio al numero 40 di Wall Street fosse diventato il più alto di Lower Manhattan. Anche questa affermazione fu smentita dai dati: il primato apparteneva al grattacielo di 70 Pine Street.
Le informazioni disponibili non consentono di confermare l’episodio dei pompieri né l’impiego della squadra di operai descritto da Trump. In assenza di riscontri verificabili, il suo resta dunque un racconto personale e controverso, finito ancora una volta al centro del dibattito proprio durante le commemorazioni di una delle pagine più dolorose della storia americana.


















