Addio a Emma Bonino, la leonessa dei diritti civili che ha sovvertito tutti gli schemi della politica italiana

Si è spenta a 78 anni una delle figure più iconiche, libere e rivoluzionarie della storia repubblicana. Radicale nell’animo, indomabile e profondamente laica, ha segnato intere generazioni guidando le battaglie fondamentali per il divorzio, l’aborto e le libertà civili nel Paese.
Non ce ne sarà un’altra come lei. Con quell’energia irrefrenabile, la caparbietà e il piglio smitizzante che ha caratterizzato ogni fase della sua esistenza, Emma Bonino si è spenta all’età di 78 anni, lasciando un’eredità profonda, preziosa e indelebile nel panorama politico, sociale e culturale italiano. Ha guidato decenni di trasformazioni attraverso battaglie epocali, una straordinaria vocazione internazionale, ruoli istituzionali di altissimo livello e una dedizione totale ai diritti civili, umani e universali.
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, era arrivata a Roma poco più che ventenne, trasformandosi rapidamente in una protagonista assoluta e imprescindibile della vita pubblica nazionale. È rimasto celebre il suo storico ingresso a Montecitorio nel 1976, quando fu eletta deputata per la prima volta con i Radicali: entrò nell’aula con una gonnellona a fiori, gli zoccoli ai piedi, la borsa di paglia e la sigaretta tra le dita, guadagnandosi l’indulgenza divertita di Sandro Pertini, che la definì affettuosamente «il monello di Montecitorio». Nel corso della sua lunga e poliedrica carriera ha calcato la scena con autorevolezza, ricoprendo incarichi governativi di primo piano, guidando ministeri chiave e operando come commissario europeo — con delega anche alla Pesca, ambito in cui commentò con caustica ironia di stare «con i pesci» —, distinguendosi sempre per un’intelligenza affilata, un profondo pragmatismo e un totale rifiuto del perbenismo di facciata.
La sua stella polare sono sempre stati i diritti delle persone, del tutto incurante delle logiche di partito, delle convenzioni borghesi o del facile consenso. È stata l’artefice e la testimone delle grandi rivoluzioni civili d’Italia: dalla storica affermazione del divorzio alla decriminalizzazione dell’aborto – momento in cui scelse coraggiosamente di autodenunciarsi per mettere in luce il dramma dell’illegalità e delle norme obsolete – fino all’impegno instancabile per l’eutanasia, la legalizzazione della cannabis, la difesa dei migranti e le missioni umanitarie internazionali in Europa, in Asia e nel continente africano. Il suo sodalizio politico e umano con Marco Pannella ha rappresentato la linfa vitale di una radicalità vissuta senza sconti, fatta di lotte estenuanti e di una visione profondamente lungimirante.
Nemmeno la grave malattia, un microcitoma polmonare diagnosticato nel 2015, è riuscita a piegare la sua tempra straordinaria. Ha affrontato le terapie con coraggio e iconici turbanti colorati, celebrando la remissione nel 2023 e restando fieramente fedele alla sua identità fino all’ultimo respiro. Non ha mai accettato prediche sul suo stile di vita, continuando a fumare e a lottare con la stessa determinazione che l’ha portata, negli ultimi anni, a ricevere la visita di Papa Francesco nella sua splendida casa romana a Campo de’ Fiori, suggellando un dialogo profondo e inatteso tra il mondo laico e quello cattolico.
Se ne è andata senza fare rumore, ma lasciando un vuoto incolmabile. Emma Bonino ha insegnato che la politica è prima di tutto coraggio, coerenza e passione, rifiutando ogni ipocrisia e vivendo ogni giorno con un’intensità che resterà per sempre scolpita nella memoria e nella storia d’Italia, lasciando un’impronta indelebile che continuerà a ispirare chiunque creda nella libertà e nella giustizia sociale.


















