Sciopero in Veneto, scontri a Vicenza: idranti, feriti e occupazione dell’ex hotel Europa. Il video del centro Sociale Juna

Circa duemila persone in corteo nel capoluogo berico, dove i manifestanti hanno tentato di raggiungere la tangenziale scontrandosi con lo schieramento della Polizia. Tre feriti tra i dimostranti e agenti contusi. Disordini anche a Mestre, mentre a Padova diecimila persone hanno manifestato senza incidenti, ma è stata bruciata una foto del ministro Valditara.
Il video sopra è del Centro Sociale Juna di Vicenza, accompagnato da questo messaggio: OGGI A VICENZA IL FUTURO PRENDE SPAZIO: LA PIAZZA RESISTE E NON SI FERMA
Oggi a Vicenza centinaia di studenti e lavoratori sono scesi in strada contro il carovita, la sanità a pezzi e trasporti sempre più cari e inefficienti. Un corteo determinato che dalla stazione si è unito al corteo dei lavoratori e lavoratrici da piazza castello e si è diretto verso la zona industriale, gridando che non siamo disposti a pagare i costi della vostra crisi. Dalle scuole di Vicenza ai territori di Bassano, Valdagno e Schio, la risposta è stata chiara e corale. Di fronte a una gestione dell’ordine pubblico folle — che ha risposto a bisogni sociali reali con idranti, un fitto lancio di lacrimogeni e tre feriti tra i manifestanti — la piazza non ha indietreggiato. Insieme abbiamo resistito compatti. Nessuna carica e nessun lacrimogeno potranno soffocare la nostra rabbia e la nostra voglia di cambiare il presente: la lotta continua!
Lo sciopero generale di venerdì 30 ottobre ha portato migliaia di studenti, lavoratori e attivisti nelle piazze del Veneto, con manifestazioni a Vicenza, Padova, Venezia, Mestre, Treviso, Verona e Schio. La mobilitazione nazionale, promossa dall’Unione Sindacale di Base (Usb) e sostenuta da collettivi studenteschi, centri sociali e altre organizzazioni, ha avuto come principali rivendicazioni il contrasto al carovita, l’aumento dei salari, maggiori investimenti nella scuola e nella sanità pubblica e la protesta contro le spese militari.
La situazione più critica nel Vicentino si è registrata a Ponte Alto, dove il corteo ha tentato di raggiungere la tangenziale, trovando lo sbarramento degli agenti in tenuta antisommossa. Ne sono seguiti lanci di petardi e fumogeni e l’intervento della Polizia con idranti e lacrimogeni.
Vicenza, il corteo verso Ponte Alto e il tentativo di bloccare la tangenziale
La manifestazione vicentina è iniziata nella mattinata con due distinti concentramenti: gli studenti si sono ritrovati nei pressi della stazione ferroviaria, mentre lavoratori e sindacalisti si sono radunati in piazza Castello.
I due gruppi, successivamente riuniti in viale Milano, hanno proseguito verso la zona industriale, attraversando viale Verona e raggiungendo Ponte Alto. Alla mobilitazione hanno partecipato giovani provenienti anche dai territori di Bassano del Grappa, Valdagno e Schio.
Secondo le stime diffuse durante la giornata, i partecipanti nel capoluogo sarebbero stati circa duemila.
All’altezza della rotatoria di Ponte Alto, nei pressi dell’Esselunga, i manifestanti hanno occupato la carreggiata, interrompendo la circolazione. Una parte del corteo ha quindi cercato di avanzare verso una rampa della tangenziale Ovest.
Qui si è verificato il confronto con le forze dell’ordine, che avevano predisposto uno sbarramento per impedire l’accesso all’infrastruttura stradale.
Durante i ripetuti tentativi di superare il cordone di Polizia sono stati lanciati petardi, fumogeni e altri artifici pirotecnici verso gli agenti, che hanno utilizzato idranti e lacrimogeni per respingere i manifestanti.
La situazione ha provocato pesanti ripercussioni sulla viabilità nella zona occidentale della città, con strade temporaneamente bloccate e difficoltà alla circolazione anche lungo viale del Sole.
Tre manifestanti feriti, il sindacato di Polizia denuncia agenti contusi
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, tre partecipanti alla manifestazione sarebbero rimasti feriti durante gli interventi delle forze dell’ordine. Uno di loro, in particolare, sarebbe stato colpito alla testa da un lacrimogeno. Si tratta di un bilancio riferito dai promotori della protesta.
Il sindacato di Polizia Coisp ha invece denunciato il ferimento di almeno dieci agenti complessivamente tra Vicenza e Mestre. Nel capoluogo berico alcuni poliziotti avrebbero riportato ustioni provocate dal lancio di artifici pirotecnici.
Il Centro sociale Juna, come abbiamo visto, attraverso un comunicato diffuso dopo gli scontri, ha rivendicato la partecipazione di studenti e lavoratori e ha criticato duramente la gestione dell’ordine pubblico.
Secondo il collettivo, la protesta avrebbe rappresentato una risposta alle difficoltà economiche e sociali affrontate dalle nuove generazioni, dal costo della vita all’aumento delle spese per i trasporti, fino alle condizioni della sanità pubblica.
Juna ha contestato l’impiego di idranti e lacrimogeni, sostenendo che l’intervento delle forze dell’ordine non abbia fermato la mobilitazione e annunciando l’intenzione di proseguire le iniziative di protesta.
Restano dunque contrapposte le valutazioni sulla gestione della manifestazione: da una parte i collettivi denunciano un intervento eccessivo, dall’altra le forze dell’ordine hanno operato per impedire il blocco della tangenziale, segnalando il lancio di petardi contro gli agenti.
Occupato l’ex hotel Europa
La protesta vicentina ha avuto un ulteriore sviluppo intorno alle 12.30, quando alcuni manifestanti, durante il percorso di rientro, sono entrati nell’ex hotel Europa, edificio da tempo inutilizzato nella zona di Ponte Alto.
Dopo aver rimosso le transenne che impedivano l’accesso, il gruppo ha occupato lo stabile con l’intenzione di svolgervi un’assemblea pubblica.
L’episodio si è aggiunto ai blocchi stradali e agli scontri della mattinata. Non risultano ancora chiarite le eventuali conseguenze dell’occupazione né la permanenza dei manifestanti all’interno dell’immobile.
Mestre, scontri con la Polizia e sette agenti feriti
Anche a Mestre si sono verificati disordini durante il corteo organizzato da studenti, lavoratori e realtà antagoniste.
Il confronto con le forze dell’ordine è avvenuto quando una parte dei manifestanti ha cercato di proseguire verso il cavalcavia che conduce in direzione di Venezia, lungo un percorso non autorizzato.
Gli agenti hanno impedito il passaggio e respinto un tentativo di superare il blocco, anche con l’utilizzo dei manganelli.
Secondo quanto comunicato dal questore di Venezia Antonio Sbordone, sette poliziotti hanno riportato ferite lievi, tra contusioni e tagli.
La deputata di Alleanza Verdi e Sinistra Luana Zanella ha criticato l’intervento delle forze dell’ordine, chiedendo chiarimenti al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e annunciando un’interrogazione parlamentare sulla gestione della manifestazione.
A Venezia, nel frattempo, un altro corteo ha attraversato il centro storico, partendo da campo Santa Margherita. I manifestanti hanno temporaneamente bloccato anche il terminal degli autobus di piazzale Roma, prima di proseguire verso Rialto.
La partecipazione è stata quantificata in circa 700 persone dalla Questura e in oltre duemila dagli organizzatori.
Padova, diecimila in piazza: bruciata una fotografia di Valditara
Molto partecipata anche la manifestazione di Padova, dove, secondo la Questura, circa diecimila persone hanno attraversato il centro cittadino.
Il corteo, partito dalla zona della stazione ferroviaria, ha percorso alcune delle principali vie della città, raggiungendo Prato della Valle, dove la mobilitazione si è conclusa intorno alle 13 senza incidenti di ordine pubblico.
Durante la manifestazione alcuni partecipanti hanno tuttavia dato alle fiamme una fotografia del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, in un gesto di contestazione delle politiche governative sulla scuola.
Gli studenti hanno chiesto maggiori finanziamenti per l’istruzione pubblica, contestando le condizioni degli edifici scolastici, la precarietà e le difficoltà economiche affrontate dalle famiglie.
Treviso, Verona e Schio: proteste anche nelle altre città
A Treviso il corteo ha attraversato il centro, mentre alcuni partecipanti hanno lanciato uova colorate contro la sede di Confindustria. Il gesto è stato rivendicato dagli organizzatori come protesta contro le condizioni di lavoro e il sostegno all’industria bellica.
A Verona circa mille persone hanno partecipato alla manifestazione, con un presidio davanti alla sede di Confindustria in piazza Cittadella. Presenti studenti, sindacati di base e associazioni.
Mobilitazione anche a Schio, dove alcune centinaia di studenti hanno percorso le strade cittadine per contestare il carovita e le politiche economiche del Governo. Il corteo si è svolto senza scontri con le forze dell’ordine.
Manifestazioni sono state organizzate anche in altri centri del Veneto, tra cui Castelfranco Veneto.
Sciopero generale e trasporti: la precettazione del Ministero
La giornata di protesta è stata accompagnata anche dalle polemiche sulla precettazione dei lavoratori dei trasporti.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva infatti disposto il differimento dello sciopero in alcuni settori, compreso il trasporto pubblico locale, richiamando le disposizioni sulla franchigia in prossimità della commemorazione dei defunti.
Le aziende di trasporto, tra cui SVT nel Vicentino e AVM/Actv nel Veneziano, avevano comunicato la regolare programmazione dei servizi, pur avvertendo della possibilità di disagi legati alle manifestazioni.
Il bilancio della giornata veneta resta caratterizzato da due aspetti distinti: una partecipazione significativa alle proteste per salari, servizi pubblici e condizioni di vita, ma anche episodi di violenza e scontri con le forze dell’ordine, soprattutto a Vicenza e Mestre, che hanno accompagnato la mobilitazione e aperto nuove polemiche sulla gestione dell’ordine pubblico.










