Reintegro dei medici no-vax, sale la protesta: «Norma sbagliata, va cancellata»

Si alza la protesta degli Ordini dei medici contro la norma che apre alla possibilità di reintegrare negli Albi i sanitari radiati per vicende legate alla pandemia di Covid-19. A criticare duramente il provvedimento è il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, che definisce la scelta «non corretta» e auspica che il Senato elimini la disposizione durante l’iter parlamentare.
La norma è contenuta in un emendamento di Fratelli d’Italia al disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera. Il testo prevede la possibilità di reiscrivere agli Albi medici e operatori sanitari radiati per fatti legati alla pandemia, a condizione che le condotte contestate non siano state giudicate dolose.
Secondo Magi, la posizione degli Ordini professionali è «sicuramente negativa». Il presidente dell’Omceo di Roma sottolinea come molti dei procedimenti disciplinari non abbiano riguardato soltanto il rifiuto della vaccinazione anti-Covid, ma anche la diffusione di informazioni ritenute antiscientifiche e l’utilizzo, a propria difesa, di pubblicazioni pseudoscientifiche prive di fondamento.
«Durante una pandemia con migliaia di morti – afferma Magi – la legge imponeva ai professionisti sanitari di vaccinarsi per tutelare la comunità. Era un obbligo previsto dalle norme e coerente con il ruolo professionale e deontologico del medico».
Il presidente dell’Ordine romano evidenzia inoltre che diversi provvedimenti disciplinari sarebbero stati motivati anche da altri comportamenti ritenuti gravi, come la presentazione di documentazione inesistente, false citazioni o presunte pubblicazioni scientifiche utilizzate per sostenere tesi secondo cui i vaccini sarebbero stati dannosi. «Anche questo – osserva – rappresenta una violazione del codice deontologico».
Per Magi esiste una contraddizione tra l’introduzione di norme finalizzate a garantire sicurezza e legalità e un provvedimento che, a suo giudizio, rischia di «coprire comportamenti contrari alle regole», penalizzando invece quei professionisti che, pur nutrendo dubbi personali, hanno rispettato la legge e gli obblighi previsti durante l’emergenza sanitaria.
Nel suo intervento il presidente dell’Omceo Roma richiama anche il sacrificio dei sanitari che hanno perso la vita durante la pandemia: «Ancora più grave è il mancato rispetto nei confronti dei colleghi che sono morti cercando di salvare gli altri».
Da qui l’appello al Parlamento. «Ci auguriamo che in Senato questa norma venga cancellata», conclude Magi, avvertendo che un eventuale via libera definitivo potrebbe rappresentare «un passo indietro» e alimentare ulteriore confusione tra i cittadini, già esposti negli ultimi anni a informazioni contrastanti sul tema della salute e delle vaccinazioni.


















