Provincia di Vicenza, Turetta (Anci Veneto): “Si parta dall’ascolto dei piccoli comuni”

VICENZA, 22 LUGLIO 2026 — Sul dibattito relativo al futuro assetto della Provincia di Vicenza, e in particolare sull’annuncio dei nove comuni sopra i 15 mila abitanti di voler ritornare alla cosiddetta “casa dei comuni”, interviene Andrea Turetta, sindaco di Grumolo delle Abbadesse e presidente della Consulta dei Piccoli Comuni di Anci Veneto. La questione, che negli ultimi giorni ha animato il confronto tra le amministrazioni del territorio, tocca da vicino il ruolo dei comuni di minori dimensioni, che rappresentano la stragrande maggioranza dei municipi vicentini.
“L’annuncio da parte dei nove comuni sopra i 15 mila abitanti di voler ritornare alla cosiddetta ‘casa dei comuni’ è certamente legittimo – dichiara Turetta – ma descrivere questa scelta, che evidentemente rappresenta una precisa volontà politica, come la panacea di tutti i mali sarebbe una evidente forzatura”.
Il presidente della Consulta ricostruisce quindi il percorso dell’ente negli ultimi anni. “Da quando la Provincia è stata trasformata in ente di secondo livello – prosegue – sia durante la fase della ‘casa dei comuni’ sia durante l’attuale amministrazione, ha continuato a garantire servizi strategici alle amministrazioni locali, ha operato con unità di intenti e una visione chiara, senza perseguire politiche di parte, ma amministrando nell’interesse di tutti i Comuni e di tutti i cittadini. C’è qualcuno che su questo ha davvero l’ardire di affermare il contrario?”.
Turetta richiama poi le ragioni storiche dell’esperienza unitaria. “Il fatto che ci si sia confrontati elettoralmente, nel momento del rinnovo, secondo uno schema unitario piuttosto che su un confronto aperto centrodestra/centrosinistra – sottolinea – non ha condizionato l’approccio di tutti i presidenti che si sono alternati: quello di essere a disposizione di tutti i comuni. Ma è innegabile che l’esperienza unitaria era stata concepita quando sembrava che le province fossero in dismissione, promessa non mantenuta dal Governo Renzi”.
Sul metodo, il sindaco esprime la sua posizione. “Oggi un confronto tra modelli di gestione della cosa pubblica non può che arricchire il dibattito e stimolare il confronto tra progettualità diverse nella massima trasparenza – aggiunge –. Al contrario, cristallizzare un accordo tra modelli agli antipodi, per altro senza coinvolgere i comuni più piccoli che rappresentano la stragrande maggioranza del nostro territorio, è sembrato più un voler condizionare, mostrando i ‘muscoli’ del peso ponderato, il resto dei protagonisti”.
“Un sostanziale annuncio di compromesso tra sindaci portatori di visioni politiche e amministrative profondamente diverse, quando non opposte, oggi rischierebbe di imbalsamare la Provincia – avverte il sindaco di Grumolo delle Abbadesse – altro che liberarla dai partiti, come demagogicamente qualcuno si è lasciato scappare”.
Il cuore dell’intervento è dedicato proprio ai municipi di minori dimensioni. “Il tema principale, poi, è la mancanza di rispetto nei confronti dei sindaci dei comuni più piccoli – rimarca Turetta –. Sarebbe stato evidentemente più opportuno partire proprio da loro, ascoltandone le necessità e affrontando i problemi quotidiani che vivono ogni giorno: la difficoltà nel reperire personale qualificato, nel chiudere i bilanci, nel trovare segretari comunali, nel governare territori vasti e spesso poco popolati, nel garantire servizi essenziali alle persone”.
In conclusione, un appello al senso di responsabilità di tutti gli attori in campo. “La pluralità della provincia di Vicenza è la sua ricchezza e, al tempo stesso, la sua complessità – conclude il presidente della Consulta dei Piccoli Comuni di Anci Veneto –. Per governarla servono serietà, pazienza e autorevolezza; l’unica cosa di cui non si sente la necessità è la sterile propaganda con la quale una parte vorrebbe demonizzare l’altra agli occhi dell’opinione pubblica”.


















