Prof uccisa dal nipote: il canale sotto setaccio per il terzo giorno di ricerche

A San Stino di Livenza (Venezia) proseguono senza sosta le operazioni di ricerca nel canale Malgher per individuare il corpo della professoressa di 53 anni, uccisa dal nipote 17enne reo confesso. È il terzo giorno consecutivo di attività sul corso d’acqua, già ispezionato nei giorni precedenti nell’ambito di un’ampia operazione coordinata dalle forze impegnate sul territorio.
In campo i Vigili del Fuoco, con il supporto dei sommozzatori del nucleo SAF e dei droni del reparto specializzato, stanno scandagliando sia l’area interna al centro abitato sia il tratto del canale che prosegue verso il fiume Loncon, fino alla foce in direzione dell’Adriatico nei pressi di Caorle.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane avrebbe indicato il punto in cui avrebbe abbandonato la salma. Restano in corso verifiche approfondite, mentre la Procura ha ribadito che non emergono elementi di coinvolgimento di terzi.
Il procuratore di Pordenone, Pietro Montrone, ha confermato che il quadro investigativo si è chiarito dopo l’emersione di forti dissidi familiari tra i due nuclei. Il 17enne, dopo un lungo interrogatorio, avrebbe confessato l’omicidio, mentre il fascicolo è ora passato alla Procura dei minori di Trieste. Le autorità sottolineano comunque che le verifiche proseguono fino al ritrovamento del corpo.
La vittima, Chiara Guerra, era insegnante molto conosciuta nel territorio. Colleghi e sindaco la ricordano come una docente dedita agli studenti, “sempre autorevole ma mai autoritaria”. Il sindaco di San Stino, Gianluca De Stefani, ha espresso cordoglio sottolineando il legame della professoressa con diverse generazioni di studenti.
Nelle ultime ore, davanti alla scuola, studenti e famiglie hanno portato fiori e messaggi. Alcuni alunni hanno partecipato a momenti di raccoglimento, mentre gli esami in corso sono stati accompagnati da iniziative di ricordo e vicinanza alla docente.
L’allarme era scattato dopo la sua improvvisa assenza da scuola e le difficoltà nel contatto, segnalate sia dall’istituto sia da un’amica. Da quel momento sono partite le ricerche che hanno poi assunto una dimensione più ampia, concentrandosi sul canale e sulle aree circostanti.













