6 Ottobre 2026 - 16.46
Presentato a Roma il grande progetto espositivo per laBasilica Palladiana di Vicenza: nasce Ispirazione Europa

Roma, 6 ottobre 2026. Non solo capolavori d’arte, ma storie di incontri, viaggi, influenze e visioni che hanno attraversato i confini. Da questa idea nasce Ispirazione Europa, il nuovo progetto espositivo promosso dal Comune di Vicenza, presentato alla stampa a Roma, martedì 6 ottobre alle ore 15.00, presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera.Nell’occasione il sindaco Giacomo Possamai ha dichiarato: «L’idea di proporre una trilogia di mostre, dedicate alle relazioni artistiche tra Italia e Germania, Italia e Francia e quindi Italia e Spagna, non è arrivata per caso. In un momento storico in cui le fondamenta più profonde degli equilibri mondiali sono scosse, queste mostre raccontano il ruolo fondamentale che le relazioni culturali tra i Paesi hanno avuto nella costruzione di uno spirito comune europeo e quindi nell’affermazione nel tempo di un’identità europea, che dobbiamo continuare a coltivare e a portare avanti insieme. Allo stesso modo non è stata casuale la scelta di partire da “Italia Germania”, visto che quest’anno si celebra il 75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Un appuntamento quindi importante per la storia dell’Italia e della Germania, che verrà reso ancora più significativo dalla presenza, il 13 novembre a Vicenza, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per l’inaugurazione ufficiale di questo ciclo di mostre. Si tratta di un lavoro che ha visto e continua a vedere il coinvolgimento di tantissime realtà pubbliche e private per la costruzione, anche al di fuori delle mostre, di una sorta di “triennio europeo”. Il primo anno sarà dedicato all’amicizia tra Italia e Germania, motivo per cui ringrazio Thomas Bagger, ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia, per la collaborazione grazie alla quale stiamo mettendo a punto, insieme a numerose istituzioni italiane e tedesche, attività dedicate alle relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi, così come iniziative che coinvolgono la musica e le altre arti performative. Vogliamo infatti che per tre anni la città punti a suonare uno stesso spartito, quindi a esprimersi con un’unica voce tra gli attori locali, e attraendone, come sta succedendo, tanti da fuori». Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Vicenza il 13 novembre per l’inaugurazione ufficiale di Italia Germania, prima tappa del ciclo espositivo.Il ciclo Ispirazione Europa. Dialoghi d’arte tra il XIX e il XX secolo nasce con l’obiettivo di indagare il ruolo che le arti hanno avuto nella costruzione di una cultura condivisa nel continente. Pittori, scultori, fotografi e intellettuali hanno infatti generato nel tempo una rete di influenze che ha superato i confini politici e geografici. Il racconto, che prende il via con Italia Germania, proseguirà poi con le mostre Italia Francia nel 2027 e Italia Spagna nel 2028. Le tre rassegne presenteranno lungo il percorso espositivo dipinti, sculture, fotografie, lavori su carta e documenti, intrecciando la storia dell’arte con quella politica e sociale dell’Europa. Non si tratta di un semplice confronto tra scuole nazionali, ma del racconto di come il dialogo culturale e artistico abbia spesso anticipato trasformazioni profonde della società europea. Italia GermaniaPittura e scultura tra Ottocento e NovecentoDa Canova a Kiefer14 novembre 2026 – 2 maggio 2027 La grande mostra che apre il ciclo triennale è un progetto della Città di Vicenza, promosso e organizzato da Marsilio Arte, dal Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza.L’esposizione è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia in occasione dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due paesi.Vede la collaborazione speciale del Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e la partecipazione del Museo Casa di Goethe di Roma e del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno.Main Partner è Intesa Sanpaolo.Main Sponsor sono Gruppo Magis, Mercedes-Benz e Trivellato; con la partecipazione della Camera di Commercio di Vicenza, in partnership con il GRUPPO SAVE, e con il supporto di Confindustria Vicenza, Fondazione Cariverona, Gemmo, Gruppo ICM. Il Progetto curatoriale e la tesi della mostraCurata da Gabriella Belli e Valerio Terraroli, l’esposizione traccia una fitta trama di viaggi, incontri, influenze e confronti che hanno trasformato il linguaggio dell’arte e la visione culturale dell’Europa. Sono più di 150 le opere presentate in questa occasione con importanti prestiti provenienti dai principali musei italiani e internazionali tra i quali, oltre al MART di Trento e Rovereto, alla Casa di Goethe e al Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, anche le Gallerie degli Uffizi di Firenze, i Musei Vaticani, i Musei Civici di Venezia, il Museo del Novecento di Milano, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, le Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, le Collezioni Statali d’Arte di Dresda, il Museo MKM Küppersmühle per l’Arte Moderna di Duisburg, le Collezioni Statali di Pittura di Monaco di Baviera, il Museo Von der Heydt di Wuppertal, la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati di Lugano, il Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Museo d’Arte della Carolina del Nord di Raleigh, e diverse collezioni private.Per la prima volta in Italia arrivano tre straordinari capolavori: il Bambino che fa le bolle di sapone di Heinrich Maria Davringhausen dal Museo Leopold Hoesch di Düren, insieme al Paesaggio in autunno di Karl Schmidt-Rottluff e ai Bambini sulle scale di Georg Schrimpf, entrambi provenienti dalle Collezioni d’Arte di Chemnitz (Museo Gunzenhauser).Attraverso un percorso articolato in 12 sezioni tematiche, la mostra racconta come — al di là delle vicende politiche e dei drammi della storia — la cultura e l’arte abbiano saputo costruire ponti e superare le barriere nazionali. L’opera d’arte viene indagata come un vero e proprio «sistema satellitare»: un organismo complesso capace di intercettare messaggi, raccogliere eredità passate e rispondere con tenacia ed etica alle pressioni, alle crisi e alle ricostruzioni della società europea.A guidare idealmente questo itinerario è la figura di Johann Wolfgang von Goethe, scelto come “spirito guida” ed emblema di quell’incontro con l’Italia inteso non solo come memoria del classico, ma come profonda rigenerazione etica, interiore e artistica. IL PERCORSO ESPOSITIVOLe radici tra Settecento e Ottocento: il mito dell’Italia e le sue declinazioniIl racconto prende avvio sul finire del Settecento, quando l’Italia diviene la meta d’elezione per artisti e intellettuali tedeschi alla ricerca delle radici dell’Antichità e del Rinascimento. Il celebre Viaggio in Italia (1786–1788) di Johann Wolfgang von Goethe consacra l’Italia come luogo di rinascita spirituale e “seconda nascita”.In questo clima nasce a Roma la comunità dei Nazareni (Overbeck, Pforr, Cornelius), che scelgono di restituire alla pittura una dimensione morale d’ispirazione tre-quattrocentesca (ispirandosi alla tradizione di Beato Angelico, Perugino, il primo Raffaello e Dürer). In dialogo con l’esperienza dei Puristi italiani (come Tenerani e Minardi), la loro ricerca sancisce un rinnovato legame affettivo e ideale tra le due nazioni, incarnato da capolavori allegorici come Italia e Germania.Accanto a questa vicenda si sviluppa il confronto sul classicismo europeo espresso dall’opera di Antonio Canova e del danese-nordico Bertel Thorvaldsen. Sul finire del XIX secolo, con l’affermarsi del Simbolismo e delle Secessioni, gli scambi si intensificano: la sensibilità panica e mitologica di Arnold Böcklin e la Griffelkunst (l’arte dello stilo e del segno inciso) di Max Klinger diventeranno punti di riferimento decisivi per la nascita della pittura metafisica di Giorgio de Chirico e per i simbolisti italiani come Giulio Aristide Sartorio e Leo Putz. Le prossime tappe della trilogia Italia Francia2027La seconda mostra della trilogia sarà dedicata ai rapporti artistici tra Italia e Francia con un’attenzione particolare all’Ottocento, secolo decisivo per la nascita della pittura moderna, prendendo le mosse dalla presenza nel nostro Paese di Nicolas Poussin e Claude Lorrain, inventori di una pittura di paesaggio densa di riferimenti al mondo classico, ma già avvolta da atmosfere pittoresche.Uno dei momenti simbolici di questo dialogo è la storica mostra del 1874 nello studio del fotografo Nadar, alla quale partecipa anche l’italiano Giuseppe De Nittis. Con gli Impressionisti la pittura esce definitivamente dagli studi accademici per confrontarsi con la luce e la vita moderna. Gli scambi tra i due Paesi erano però già molto intensi grazie al mercato internazionale promosso dalla Goupil & Cie, che contribuì alla diffusione di numerosi artisti italiani nel collezionismo francese: tra questi Boldini, De Nittis, Michetti, Corcos, Morelli e Mancini.Un capitolo centrale metterà a confronto la Scuola di Barbizon, con figure come Jean-François Millet e Jean-Baptiste-Camille Corot, i Macchiaioli toscani e la Scapigliatura lombarda, rappresentata da Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni. Un ruolo importante in questo dialogo sarà quello dei mercanti Vittore Grubicy de Dragon e Alberto Grubicy, che favorirono la circolazione di nuove ricerche sulla luce e sul colore; per non parlare dei rapporti tra Medardo Rosso e Auguste Rodin, origine della scultura del Novecento.Il percorso proseguirà con il confronto tra il Pointillisme francese – con Georges Seurat, Paul Signac e Henri-Edmond Cross – e il Divisionismo italiano di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Angelo Morbelli e Gaetano Previati.Un passaggio fondamentale alla fine dell’Ottocento sarà affidato al confronto tra Paul Cézanne e Segantini, figure che aprono la strada alla pittura del nuovo secolo, dal Cubismo al Futurismo. Il dialogo continuerà poi tra la Metafisica di Giorgio de Chirico e il Surrealismo di André Breton, con artisti come André Masson, Hans Arp e Yves Tanguy in dialogo con Savinio.Figure di passaggio tra le due culture saranno Enrico Prampolini e Alberto Magnelli, protagonisti delle prime ricerche astratte in dialogo con le coeve esperienze francesi.La mostra si concluderà nel secondo dopoguerra con il confronto tra l’Informale francese – con Jean Fautrier, Jean-Paul Riopelle e Hans Hartung – e quello italiano, rappresentato da Burri, Vedova, che molto guarderà alla Francia in questi anni, Morlotti e Afro. Italia Spagna2028La terza mostra allargherà lo sguardo fino all’età moderna, ricostruendo i rapporti tra Italia e Spagna dal tardo Cinquecento al Novecento.Il percorso affronterà i rapporti della pittura spagnola con la lezione di El Greco, formatosi a Venezia accanto alla pittura di Tiziano e Tintoretto, e con la rivoluzione naturalistica di Caravaggio, la cui influenza segna profondamente la pittura spagnola del Seicento, da Diego Velázquez a Jusepe de Ribera.Nel corso del XVII e XVIII secolo gli scambi si intensificano: artisti italiani come Luca Giordano e Giambattista Tiepolo lavorano in Spagna, mentre Francisco Goya soggiorna in Italia. Un ruolo di collegamento tra i due mondi artistici è svolto anche da Francisco Preciado de la Vega, attivo a lungo a Roma.Tra Ottocento e primo Novecento Roma e Venezia diventano luoghi privilegiati di incontro per artisti spagnoli come Mariano Fortuny y Mandrazo, Ignacio Zuloaga e Joaquín Sorolla, protagonisti anche delle prime Biennali veneziane.Il Novecento sarà dominato dalla figura di Pablo Picasso, che nel 1917 arriva in Italia insieme a Jean Cocteau per collaborare con Sergej Djagilev e i Ballets Russes, entrando in contatto con artisti come Giacomo Balla e Fortunato Depero.Le ricerche di Salvador Dalí e Joan Miró, Juan Gris, affiancati da autori come Julio González e Pablo Gargallo, dialogheranno con la pittura e scultura italiana del tempo, mentre il surrealismo troverà un punto di contatto con la visione di de Chirico e Savinio.Il percorso si chiuderà nel secondo dopoguerra con il confronto tra il ciclo Per la Spagna di Emilio Vedova e artisti come Antoni Tàpies e Manolo Millares, Eduardo Chillida, presente nel 1962 alla mostra curata da Giovanni Carandente, Sculture nella Città nell’ambito del V Festival dei Due Mondi di Spoleto, fino alle esperienze degli anni Sessanta con il gruppo Equipo Crónica e artisti come Manolo Valdés e Eduardo Arroyo, in dialogo con la scena italiana di Festa e Schifano. |




















