10 Luglio 2026 - 11.15

Medici di famiglia, negli ultimi 4 anni in Veneto il 40% è andato in pensione: “La sfida è rendere la professione più attrattiva”

Fimmg Padova lancia l’allarme sul ricambio generazionale nella medicina territoriale. Andrea Dini: “Le Case della Comunità sono un’opportunità, ma devono integrarsi con la rete dei medici di famiglia”

Tra il 2021 e il 2025 in Veneto è andato in pensione il 40% dei medici di medicina generale. Un ricambio generazionale senza precedenti che mette sotto pressione la sanità territoriale e rende urgente una riflessione sul futuro della professione. A sottolinearlo è stato Andrea Dini, segretario provinciale di Fimmg Padova, intervenuto al convegno promosso da Anap Confartigianato Veneto dedicato ai servizi per gli anziani e alle prospettive della sanità territoriale.

“La riorganizzazione della sanità territoriale non nasce dalle Case della Comunità o dal Pnrr – ha spiegato Dini – ma dal fatto che è cambiata la popolazione e sono cambiati i suoi bisogni di salute. Servono quindi nuovi modelli organizzativi, ma soprattutto professionisti che scelgano di lavorare sul territorio”.

Il dato sul pensionamento dei medici di famiglia viene definito dal segretario di Fimmg Padova “impressionante”. “Da una parte abbiamo assistito al pensionamento di un’intera generazione di medici di famiglia, dall’altra sempre meno giovani scelgono la Medicina Generale. Non basta aumentare gli accessi alla facoltà di Medicina: servono condizioni di lavoro che rendano nuovamente attrattiva questa professione”.

Secondo Dini, per affrontare la carenza di medici è necessario intervenire sull’organizzazione del lavoro, riducendo il peso della burocrazia, investendo sul personale di supporto e creando una rete realmente integrata sul territorio.

Nel corso dell’incontro il segretario provinciale di Fimmg ha parlato anche delle Case della Comunità, definite “una grande opportunità”, ma non il punto esclusivo del nuovo modello sanitario. “Sono uno strumento, non il modello stesso – ha precisato – e il loro successo dipenderà dalla capacità di integrarsi con la rete capillare degli studi dei medici di medicina generale, evitando duplicazioni e valorizzando il lavoro di tutti i professionisti della sanità territoriale”.

La sanità di prossimità sta vivendo una fase di profonda trasformazione, legata anche ai cambiamenti demografici. “Aumentano la cronicità e la fragilità – ha spiegato Dini – e dobbiamo costruire una rete capace di accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura”.

Il medico di medicina generale, secondo Fimmg Padova, continuerà comunque a rappresentare il punto di riferimento dei cittadini, mantenendo il valore del rapporto fiduciario costruito negli anni, ma integrandolo con un’organizzazione più moderna e collaborativa.

“La vera sfida non è costruire nuove strutture – ha concluso Dini – ma una sanità territoriale capace di prendersi cura delle persone in modo continuativo, integrato e vicino ai loro bisogni”.

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