Il sindaco di Venezia: “Basta take-away nei siti Unesco, serve una legge!”

Il sindaco di Venezia Simone Venturini chiede nuove norme nazionali che permettano ai Comuni sede di siti Unesco di intervenire per limitare la proliferazione di attività commerciali considerate non compatibili con il valore storico e culturale dei centri storici.
La richiesta è arrivata durante l’intervento di Venturini all’evento “Panorama on the Road – Venezia”, in corso alle Procuratie Vecchie, intervistato da Maurizio Belpietro.
«Servirebbero delle norme più restrittive che consentano ai Comuni storici, quelli sede Unesco, unicamente quelli che hanno un sito Unesco al loro interno e nel perimetro Unesco, di poter intervenire per decidere che in Piazza San Marco aprano solo artigiani di qualità, botteghe di qualità, lo stesso a Rialto – ha dichiarato il sindaco – perché non possiamo pensare di avere una città in cui aprano continuamente take away, sale slot, bancomat o tutta una filiera di offerta rivolta ai turisti».
Venturini ha ricordato che il Comune ha già adottato alcuni strumenti insieme alla Regione Veneto per limitare l’apertura di determinate attività in alcune aree della città.
«Abbiamo già degli accordi con la Regione che ci hanno consentito di bloccare l’apertura dei take away e in alcune zone della città questi negozi di pacchottiglia», ha spiegato.
Secondo il sindaco, però, gli strumenti attualmente disponibili presentano dei limiti, perché non possono intervenire sulle attività già esistenti.
«È chiaro che non possono essere retroattivi – ha aggiunto – e questo è un tema, perché i buoi in parte erano già scappati e dall’altra parte sono comunque sottoposti a vincoli temporali e di localizzazione. Una normativa più ampia che copra le spalle dei Comuni, se volessero intervenire in tal senso, sarebbe non solo di buon senso ma sarebbe auspicabile».
Nel suo intervento Venturini ha anche affrontato il tema delle liberalizzazioni introdotte dalla cosiddetta legge Bersani, evidenziandone secondo lui luci e ombre.
«Le liberalizzazioni di Bersani hanno fatto bene in alcuni settori: banche, assicurazioni, portabilità del mutuo e altro – ha concluso – ma hanno fatto male nei centri storici italiani, che si sono trasformati un po’ alla volta in fast food a cielo aperto».
L’obiettivo indicato dall’amministrazione veneziana è quindi quello di garantire un equilibrio tra turismo e tutela dell’identità dei luoghi, permettendo ai Comuni con territori particolarmente fragili dal punto di vista storico e culturale di avere maggiori strumenti di regolazione.















