NORDEST – Narcotraffico e riciclaggio internazionale: maxi stangata con 27 condanne e confische per 27 milioni

TRENTO – Un colpo durissimo ai flussi finanziari del narcotraffico internazionale è stato inferto dal Tribunale Ordinario di Trento. Un’articolata organizzazione criminale transnazionale, specializzata nel trasferimento, occultamento e reimpiego di ingenti capitali derivanti dal traffico di stupefacenti, è stata smantellata sul piano giudiziario. All’esito dell’udienza dell’8 luglio 2026, il Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP) ha definito numerosi procedimenti celebrati con rito abbreviato e patteggiamento, infliggendo ben 27 sentenze di condanna e disponendo confische milionarie.
Le condanne e il verdetto
Il bilancio complessivo delle pene irrogate descrive la gravità del sistema illecito scoperto:
- Condanne: 27 sentenze di condanna complessive.
- Anni di carcere: Un totale di 86 anni, 11 mesi e 10 giorni di reclusione.
- Reati contestati: Associazione per delinquere, riciclaggio e autoriciclaggio dei proventi del narcotraffico.
- Assoluzioni: Il GUP ha contestualmente pronunciato 10 sentenze di assoluzione.
Trattandosi di decisioni di primo grado, la Procura ricorda che i provvedimenti del Giudice non sono ancora definitivi e restano suscettibili di impugnazione.
Colpito il tesoro dei clan: confische per oltre 27 milioni
Il vero fulcro del provvedimento giudiziario risiede però nell’aggressione patrimoniale. Il Giudice ha infatti ordinato confische dirette e per equivalente per un valore complessivo impressionante: 27.365.269,74 euro, una cifra pari all’esatto profitto delle attività di riciclaggio contestate.
Come sottolineato in una nota ufficiale dal Procuratore facente funzioni, Davide Ognibene, un’ablazione patrimoniale di questa portata non solo evidenzia la spaventosa dimensione economica del sistema illecito, ma rappresenta il risultato più significativo dell’indagine, poiché impedisce il consolidamento dei profitti illegali nell’economia lecita.
Una sofisticata rete globale nata nel 2019
L’inchiesta, avviata nel lontano 2019, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento e sviluppata sul campo dagli uomini della Guardia di Finanza e dalla squadra di polizia giudiziaria della Procura stessa.
Gli investigatori sono riusciti a mappare e ricostruire una sofisticata rete di lavaggio del denaro sporco che operava in diversi Paesi europei ed extraeuropei. L’organizzazione ripuliva i soldi della droga sfruttando:
- Società di comodo.
- Intermediari finanziari compiacenti.
- Conti correnti esteri e complessi strumenti di movimentazione monetaria pensati per ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei fondi.
L’asse investigativo internazionale
Il successo dell’operazione è stato possibile solo grazie a una monumentale architettura di cooperazione internazionale, che ha visto il contributo della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, di EUROJUST ed EUROPOL (in particolare attraverso l’Ufficio E.F.E.C.C. – European Financial and Economic Crime Centre).
Le rogatorie e gli accertamenti patrimoniali hanno attivato gli strumenti giudiziari di ben 27 paesi esteri – tra cui spiccano Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna e Colombia. Fondamentale si è rivelato il coordinamento sul campo con il personale statunitense della Homeland Security Investigations e la rete estera degli Esperti e degli Ufficiali di Collegamento della Guardia di Finanza.















