9 Luglio 2026 - 9.55

Veneto – La Finanza scopre tre maxi discariche abusive: sei persone denunciate

Tre discariche abusive, oltre 6.100 metri quadrati di aree poste sotto sequestro e sei persone denunciate. È questo il bilancio dell’operazione “Green Shield”, condotta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Treviso con il supporto della Sezione Aerea di Venezia, nell’ambito di un’articolata attività di contrasto ai reati ambientali.

L’intervento delle Fiamme Gialle ha portato all’individuazione di tre vaste aree adibite allo smaltimento illecito di rifiuti, scoperte grazie a servizi di osservazione aerea e a specifiche attività di monitoraggio svolte dai militari della Compagnia di Castelfranco Veneto e della Sezione Aerea di Venezia. I siti ospitavano rifiuti di ogni genere, accumulati in modo precario e direttamente sul terreno, privo di qualsiasi sistema di pavimentazione.

La situazione più critica è stata riscontrata alle porte di Castelfranco Veneto, dove è stata individuata una maxi discarica all’interno della quale viveva abusivamente un cittadino di nazionalità marocchina insieme al proprio nucleo familiare, composto anche da minori. Considerata la totale assenza di condizioni igienico-sanitarie adeguate, i finanzieri hanno richiesto l’intervento dei servizi sociali, provvedendo all’allontanamento degli occupanti per tutelarne prioritariamente la salute.

Una seconda discarica abusiva è stata scoperta nel comune di Pieve del Grappa. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’area sarebbe stata gestita da un altro cittadino di nazionalità marocchina e conteneva un’enorme quantità di rifiuti, tra cui elettrodomestici di ogni dimensione, apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni, taniche contenenti idrocarburi e oli esausti, oltre a bombole di vario genere.

Nel comune di Fonte è stato invece sequestrato un sito utilizzato come deposito incontrollato di veicoli fuori uso e di numerosi componenti meccanici completamente abbandonati. L’area sarebbe stata gestita da un cittadino italiano già gravato da precedenti specifici nel settore, che viveva insieme al figlio maggiorenne in un edificio completamente abusivo, il cui tetto era realizzato con lastre di amianto, materiale altamente cancerogeno. Anche in questo caso sono state avviate le necessarie interlocuzioni con le istituzioni locali per garantire agli occupanti una sistemazione abitativa temporanea, nell’interesse della loro salute.

Nel corso delle attività è emerso inoltre che il proprietario del sito di Fonte deteneva senza le prescritte comunicazioni all’Autorità competente 48 cartucce da caccia calibro 12, sette cartucce Flobert calibro 9 e un pugnale con lama lunga circa 23 centimetri. L’uomo è stato quindi denunciato anche per detenzione abusiva di armi. Munizioni e arma bianca sono state immediatamente sequestrate per consentire ulteriori approfondimenti investigativi finalizzati ad accertarne la provenienza.

Determinante anche il supporto dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione dell’Ambiente del Veneto (ARPAV) – Dipartimento di Treviso, che ha collaborato durante le operazioni. Per il solo sito di Fonte è stato stimato un volume di oltre 10.000 metri cubi di rifiuti, mentre sono ancora in corso le attività di quantificazione dei materiali presenti nelle altre due discariche, dove non è stato possibile effettuare una stima immediata per ragioni di sicurezza.

L’operazione ha dato origine a tre distinti filoni investigativi. Le indagini svolte finora avrebbero evidenziato che le aree venivano utilizzate come punti di raccolta e smaltimento abusivo di rifiuti, sia pericolosi sia non pericolosi, in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa ambientale. La Guardia di Finanza sta inoltre verificando eventuali collegamenti con imprese operanti nel settore della gestione dei rifiuti.

Per i sei soggetti ritenuti responsabili sono scattati i deferimenti alla Procura della Repubblica di Treviso per le ipotesi di reato previste dalla normativa sulla gestione illecita dei rifiuti. Contestualmente ai sequestri sono state avviate le procedure per la caratterizzazione ambientale delle aree interessate e per la successiva messa in sicurezza dei siti, mentre le indagini proseguiranno per accertare eventuali ulteriori responsabilità e individuare altri possibili soggetti coinvolti.

Secondo gli investigatori, l’operazione ha consentito di interrompere una condotta che avrebbe potuto provocare gravi conseguenze per l’ecosistema locale, con concreti rischi di contaminazione del suolo e delle falde acquifere, confermando l’impegno della Guardia di Finanza nella tutela dell’ambiente, della salute pubblica e del patrimonio naturale, attraverso il contrasto alle attività illecite che mettono a rischio la sicurezza delle comunità.

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