9 Luglio 2026 - 12.12

Federico Faggin torna in Italia e punta sull’AI: nasce in Veneto P49, l’hub che vuole costruire il futuro

Dalla città veneta un ecosistema dedicato ai sistemi complessi di Intelligenza Artificiale Human-Centric: ricerca, impresa, tecnologia e diritto si uniscono per sviluppare nuove soluzioni. A meno di quattro mesi dalla nascita, la società ha già avviato i primi progetti industriali

Federico Faggin torna a investire in Italia e sceglie Padova per dare vita a un progetto ambizioso sull’Intelligenza Artificiale. Nasce P49, Società Benefit creata per sviluppare sistemi complessi di AI Human-Centric e costruire un ecosistema capace di unire ricerca scientifica, industria, tecnologia e diritto.

Tra i fondatori dell’iniziativa figura proprio Faggin, fisico, inventore e imprenditore conosciuto in tutto il mondo per aver progettato l’Intel 4004, il primo microprocessore commerciale della storia, protagonista della rivoluzione informatica degli ultimi cinquant’anni.

Accanto a lui partecipano al progetto Andrea Camporese, Franco Masello, Marco Greggio e Oscar Staffoni, unendo competenze diverse con una convinzione comune: l’Intelligenza Artificiale non rappresenta soltanto una nuova tecnologia, ma una trasformazione strutturale che richiede visione scientifica, capacità industriale, responsabilità giuridica e metodo imprenditoriale.

P49 non nasce come una semplice software house né come una società di consulenza tradizionale. L’obiettivo è creare un hub di eccellenza per sviluppare tecnologie proprietarie, promuovere ricerca applicata, costruire partnership industriali e favorire la nascita di nuove iniziative nel settore dell’AI.

La sfida è contribuire alla costruzione di un ecosistema italiano ed europeo in grado di competere nello sviluppo della prossima generazione di sistemi intelligenti: piattaforme, infrastrutture, agenti AI, computer autonomi, modelli linguistici, applicazioni per la robotica e, in prospettiva, tecnologie avanzate di interazione tra uomo e macchina.

Un’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo

Alla base del progetto c’è una visione precisa: l’AI deve aumentare le capacità dell’essere umano, non sostituirle. Deve aiutare a prendere decisioni, semplificare attività complesse, automatizzare processi ripetitivi e creare nuove opportunità per imprese, professionisti e cittadini, mantenendo sempre il controllo finale nelle mani delle persone.

È questo il significato dell’approccio Human-Centric scelto da P49: progettare sistemi nei quali gli agenti artificiali possano analizzare dati, collaborare tra loro, proporre soluzioni ed eseguire attività anche in autonomia, ma all’interno di architetture capaci di garantire sicurezza, affidabilità, privacy e supervisione umana.

Secondo la società, la vera sfida non è aggiungere strumenti di AI ai processi già esistenti, ma ripensare quei processi integrando fin dall’origine tecnologia, governance, compliance, cybersecurity e competenze umane.

Tre progetti già avviati

A meno di quattro mesi dalla costituzione, questa visione ha già iniziato a trasformarsi in iniziative industriali concrete. I primi progetti rappresentano l’inizio di un percorso più ampio destinato a svilupparsi attraverso piattaforme proprietarie, partecipazioni, partnership strategiche e programmi di ricerca.

Il primo progetto è Giurify, piattaforma di Intelligenza Artificiale applicata al settore legale. Il sistema è pensato per supportare imprese, professionisti e organizzazioni nella gestione di attività giuridiche e documentali attraverso modelli AI specializzati e fonti certificate.

Giurify permette di assistere la consultazione normativa, la redazione di contratti e documenti, l’analisi di quesiti complessi e l’individuazione preventiva di possibili criticità. Quando necessario, i contenuti generati dall’AI possono essere verificati e validati da una rete di professionisti, unendo velocità tecnologica e responsabilità umana.

La seconda iniziativa è Music Republic, piattaforma dedicata alla musica generata con Intelligenza Artificiale per commercio, retail, hospitality e intrattenimento.

Il progetto introduce un nuovo modello economico: da una parte offre a negozi, ristoranti, hotel, palestre e strutture ricettive un catalogo musicale originale e aggiornato attraverso una licenza commerciale inclusa nel servizio; dall’altra consente a una nuova generazione di artisti AI di ottenere una remunerazione per l’utilizzo delle proprie opere.

Music Republic punta quindi a creare un nuovo rapporto tra tecnologia, creatività e mercato.

Il terzo progetto è Miky, un computer autonomo progettato per ospitare agenti di Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è rendere l’AI agentica accessibile anche agli utenti non tecnici, trasformandola da tecnologia riservata agli specialisti a strumento quotidiano capace di collaborare con le persone.

Miky è pensato per consentire a più agenti AI di lavorare contemporaneamente, coordinarsi, svolgere attività, prendere iniziative nell’interesse del proprietario e gestire processi complessi, mantenendo dati personali, identità digitale e informazioni sensibili sotto il controllo dell’utente.

I tre progetti rappresentano tre direzioni complementari: AI per le decisioni professionali, AI per nuovi modelli economici e AI come infrastruttura personale e organizzativa.

Il futuro: robotica, LLM italiani e interazione uomo-macchina

Lo sviluppo futuro di P49 guarda a un perimetro ancora più ampio. Tra le direttrici strategiche figurano i sistemi AI agentici, i computer autonomi Human-Centric, i modelli linguistici di nuova generazione, lo sviluppo di LLM italiani, l’intelligenza artificiale applicata alla robotica, infrastrutture AI proprietarie e, in prospettiva, tecnologie avanzate come le Brain-Computer Interface e le Brain-Machine Interface.

Parallelamente, P49 affiancherà imprese, organizzazioni e istituzioni nei percorsi di adozione dell’AI attraverso analisi dei processi aziendali, progettazione di sistemi complessi, sviluppo di agenti intelligenti, gestione della conoscenza, governance, compliance normativa, cybersecurity, formazione e comunicazione strategica.

L’obiettivo non è introdurre semplicemente nuovi strumenti digitali, ma aiutare le organizzazioni a riprogettare i propri modelli operativi, trasformando l’AI in una leva concreta di efficienza, crescita e innovazione.

Un modello multidisciplinare nato a Padova

Per affrontare questa trasformazione, P49 riunisce competenze provenienti da Intelligenza Artificiale, sviluppo software, data science, diritto, cybersecurity, produzione multimediale, comunicazione, business development e project management.

La scelta della forma di Società Benefit riflette la volontà di perseguire finalità di beneficio comune insieme agli obiettivi economici, nella convinzione che lo sviluppo dell’AI rappresenti anche una responsabilità culturale, sociale ed etica.

Fin dalla nascita, l’hub ha scelto un approccio aperto alla collaborazione con imprese, fondazioni, università, centri di ricerca e partner industriali. Sono già state avviate attività progettuali con realtà come World Scleroderma Foundation, Fondazione Città della Speranza, DAINT S.p.A., Salix e Mérieux, oltre ad altre imprese coinvolte in percorsi di trasformazione basati sull’Intelligenza Artificiale.

Nei prossimi mesi P49 punta ad ampliare ulteriormente il proprio ecosistema attraverso nuove partnership industriali, programmi di ricerca, iniziative imprenditoriali e percorsi di formazione. Tra le attività in preparazione anche un hackathon nazionale dedicato all’AI applicata, con il coinvolgimento di imprese, università, studenti, sviluppatori e ricercatori.

L’ambizione è chiara: partire da Padova per costruire un punto di riferimento europeo nello sviluppo di sistemi complessi di Intelligenza Artificiale Human-Centric, capace di collegare ricerca scientifica, applicazione industriale e impatto sociale.

I fondatori

Federico Faggin è fisico, inventore e imprenditore. È conosciuto a livello internazionale per aver progettato l’Intel 4004, il primo microprocessore commerciale al mondo. Ha fondato Zilog e Synaptics, contribuendo allo sviluppo di tecnologie che hanno trasformato il rapporto tra uomo e computer. Negli ultimi anni ha dedicato la propria attività alla ricerca scientifica sulla coscienza attraverso la Federico and Elvia Faggin Foundation.

Andrea Camporese, Chairman di P49, è imprenditore e manager con una lunga esperienza nella guida di organizzazioni ad alto impatto sociale. Ha ricoperto ruoli di vertice nella Fondazione Città della Speranza e nell’Istituto di Ricerca Pediatrica di Padova.

Franco Masello è tra i fondatori della Fondazione Città della Speranza, dove ha maturato una significativa esperienza nella costruzione di progetti capaci di unire ricerca, istituzioni, impresa e società civile.

Marco Greggio è avvocato d’impresa e Managing Partner dello Studio Greggio – Avvocati d’Impresa. Esperto di diritto societario, governance e operazioni straordinarie, contribuisce alla strategia giuridica e organizzativa di P49.

Oscar Staffoni è imprenditore con una consolidata esperienza nel settore industriale italiano e contribuisce allo sviluppo strategico dell’ecosistema e delle nuove iniziative imprenditoriali.

Perché si chiama P49

Il nome P49 richiama i quarantanove processi descritti dal Project Management Institute nella PMBOK® Guide, standard internazionale per la gestione dei progetti complessi.

Una scelta che sintetizza la filosofia dell’hub: l’Intelligenza Artificiale non sostituisce metodo, competenze e organizzazione, ma ne amplifica il valore.

Ogni tecnologia intelligente, secondo P49, è efficace solo quanto il progetto che la sostiene. Per questo l’obiettivo è mettere insieme visione, competenze e responsabilità per costruire un futuro in cui l’AI estenda le possibilità dell’essere umano e generi nuove opportunità per imprese, istituzioni e società.

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