4 Settembre 2026 - 15.41

L’Ue blocca carne, uova e miele dal Brasile: allarme antibiotici

L’Unione europea ha sospeso da giovedì 3 settembre le importazioni dal Brasile di carne bovina e di pollame, miele e uova. La Commissione europea contesta a Brasilia di non aver fornito garanzie sufficienti sulla conformità dei prodotti alle norme comunitarie, in particolare a quelle che vietano l’impiego improprio degli antibiotici negli allevamenti.

«Nell’Unione europea abbiamo prodotti alimentari tra i più sicuri e di maggiore qualità al mondo. Questo significa che l’Europa ha introdotto controlli molto rigorosi, coerenti con il proprio approccio sanitario. Chiediamo anche ai nostri partner di applicare queste regole», ha spiegato una portavoce della Commissione.

Bruxelles ha predisposto un elenco dei Paesi autorizzati a esportare prodotti alimentari nel mercato comunitario sulla base del rispetto di determinati requisiti sanitari. Attualmente il Brasile non compare nella lista, dalla quale è stato rimosso a maggio anche in seguito alle pressioni esercitate dal settore agricolo dopo la firma dell’accordo commerciale con il Mercosur.

Al centro della controversia c’è soprattutto l’impiego negli allevamenti brasiliani di sostanze antimicrobiche per favorire la crescita degli animali o aumentare la produttività. Una pratica vietata nell’Unione europea. Bovini e pollame destinati al mercato comunitario non possono inoltre essere trattati con antimicrobici riservati alla cura delle infezioni nell’uomo.

Queste restrizioni rientrano nella strategia europea contro l’antibiotico-resistenza, che punta a limitare l’utilizzo non necessario dei medicinali e a contrastare la diffusione di infezioni che non rispondono più alle terapie disponibili.

Negli ultimi anni il numero delle infezioni resistenti ai farmaci è aumentato rapidamente. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, i batteri resistenti agli antimicrobici sono direttamente responsabili di oltre un milione di decessi ogni anno e contribuiscono a quasi cinque milioni di ulteriori morti.

La decisione assume anche un significato politico. Con il blocco, Bruxelles intende dimostrare la propria vigilanza dopo le forti critiche rivolte alla Commissione dal mondo agricolo e da diversi Paesi, tra cui la Francia, in seguito alla firma, avvenuta nel gennaio scorso, dell’accordo di libero scambio con gli Stati sudamericani del Mercosur: Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay.

Per verificare l’effettiva applicazione dei divieti da parte delle autorità brasiliane saranno effettuati specifici controlli. «Stiamo lavorando a stretto contatto, in modo costruttivo e positivo, con le autorità brasiliane per garantire il rispetto di questi requisiti. Una volta dimostrata la conformità, le esportazioni verso l’Unione europea potranno riprendere», ha precisato una portavoce dell’esecutivo comunitario.

L’esame relativo al pollame e al miele dovrebbe concludersi venerdì, ma per conoscere i risultati potrebbero essere necessarie diverse settimane. I tempi per la carne bovina potrebbero essere più lunghi a causa della durata dei cicli di allevamento e riproduzione delle specie coinvolte.

Soltanto dopo la conclusione degli accertamenti e la pubblicazione dei risultati i Paesi europei potranno valutare se autorizzare nuovamente l’importazione dei prodotti brasiliani.

La misura ha provocato la reazione di Brasilia, che ha espresso «profonda preoccupazione». Il Brasile riveste infatti un ruolo rilevante nel mercato europeo: nel 2025 è stato il secondo esportatore di carne bovina verso l’Ue, con oltre 92mila tonnellate di prodotti per un valore superiore a 713 milioni di euro.

I ministeri brasiliani degli Affari esteri e dell’Agricoltura hanno dichiarato di attendersi che «il dialogo tecnico in corso permetta di trovare una soluzione rapida, obiettiva, trasparente e fondata su criteri scientifici».

Il governo brasiliano auspica inoltre che l’intesa riconosca adeguatamente le garanzie offerte dal Paese e rimanga «al riparo da pressioni di natura protezionistica».

Brasilia avverte infine che, qualora i negoziati non portassero in tempi utili a una soluzione ritenuta soddisfacente, potrebbe ricorrere agli strumenti previsti per garantire condizioni commerciali equilibrate. Tra le possibili risposte vengono citate le «misure di reciprocità» contemplate dalla legislazione brasiliana e i «meccanismi pertinenti» inseriti nell’accordo tra Unione europea e Mercosur.

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