Autonomia differenziata, il Veneto approva le intese con il Governo su sanità, professioni e protezione civile

Il Consiglio regionale del Veneto compie un nuovo passo nel percorso verso l’autonomia differenziata. Nella seduta di giovedì 3 settembre l’assemblea ha adottato i due schemi definitivi di intesa tra Governo e Regione relativi all’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.

La proposta di deliberazione amministrativa numero 14, presentata dalla Giunta regionale, è stata approvata con 33 voti favorevoli, 3 contrari e 2 astenuti, mentre nove consiglieri non hanno partecipato al voto.
Relatore del provvedimento è stato Andrea Tomaello, presidente della Prima commissione consiliare e appartenente al gruppo Stefani Presidente; correlatore il capogruppo del Partito Democratico Giovanni Manildo.
Il voto consente di proseguire il percorso negoziale previsto dalla legge 86 del 2024 sull’autonomia differenziata. Due gli schemi di intesa adottati.
Il primo interessa tre materie considerate non riconducibili ai livelli essenziali delle prestazioni: protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa.
Sul fronte della protezione civile, tra gli aspetti previsti figura una maggiore capacità regionale di intervento nelle situazioni di emergenza, anche attraverso specifiche forme organizzative e gestionali.
Per quanto riguarda le professioni, le competenze comprendono, tra l’altro, l’aggiornamento degli elenchi delle professioni non organizzate, il riconoscimento delle qualifiche professionali e la relativa disciplina. Il terzo settore interessato dalla prima intesa riguarda invece la previdenza complementare e integrativa.
Il secondo schema di intesa interviene sulla tutela della salute e sul coordinamento della finanza pubblica, con l’obiettivo di ampliare gli spazi di autonomia della Regione nell’organizzazione e nella programmazione del sistema sanitario.
Il percorso dovrà comunque mantenere come punti fermi la garanzia uniforme dei livelli essenziali di assistenza, l’accesso equo dei cittadini alle prestazioni sull’intero territorio nazionale e il rispetto dell’equilibrio economico-finanziario del settore sanitario.
Con l’approvazione da parte del Consiglio regionale, il Veneto formalizza dunque la propria posizione sui due schemi e porta avanti il confronto con il Governo per ottenere ulteriori competenze nelle materie individuate.


















