Bassano, strappo nella maggioranza: Stefano Giunta fuori dal perimetro politico

La maggioranza che sostiene il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco rompe politicamente con Stefano Giunta, capogruppo di Fratelli d’Italia, ma lascia aperta la porta al partito. I capigruppo di Lega, Forza Italia, Impegno per Bassano, Finco Sindaco e Gruppo Misto hanno infatti annunciato il venir meno del rapporto fiduciario con il consigliere, precisando che da questo momento Giunta «non è più considerato parte del perimetro politico della maggioranza».
Una decisione che, spiegano, non deriva da una singola dichiarazione, da un voto difforme o da una divergenza amministrativa. La maggioranza rivendica il diritto al confronto, anche acceso, e sottolinea come il dissenso non rappresenti un problema quando viene espresso nelle sedi appropriate e con spirito costruttivo. A determinare la rottura sarebbe stata invece una successione di episodi che avrebbe progressivamente compromesso il rapporto fiduciario.
La ricostruzione parte dall’ottobre 2024, quando Giunta sottoscrisse un documento nel quale, secondo i capigruppo, la permanenza di Fratelli d’Italia nella maggioranza veniva di fatto subordinata all’accettazione della presenza dell’allora neo iscritta Elena Pavan: metterne in discussione la collocazione avrebbe significato mettere in discussione la presenza stessa del partito nella coalizione.
Un secondo passaggio viene individuato nel marzo 2025, durante il confronto sulla riorganizzazione della Polizia Locale. Giunta assunse una posizione contraria a quella dell’Amministrazione, accompagnandola con accuse pubbliche di mancato confronto e trasparenza nei confronti del sindaco e della maggioranza.
La tensione è ulteriormente aumentata nel gennaio di quest’anno, quando il capogruppo di FdI ha chiesto pubblicamente le dimissioni o la revoca delle deleghe dell’assessore Alessandro Campagnolo. Una richiesta, sostengono gli alleati, mai discussa preventivamente nelle sedi politiche e immediatamente respinta dalle altre componenti della coalizione.
Altro episodio indicato nel documento è il Consiglio comunale del 23 luglio, quando Giunta si è astenuto sull’assestamento e sulla verifica degli equilibri generali di bilancio e, nella stessa seduta, ha chiesto il rinvio della deliberazione relativa all’area di via Pusterla. Anche questi comportamenti, viene precisato, avrebbero potuto essere considerati singolarmente parte della normale dialettica politica.
A determinare definitivamente lo strappo sarebbero state invece le successive dichiarazioni pubbliche di Giunta, secondo il quale Fratelli d’Italia sarebbe stato «tenuto sostanzialmente in un angolo» dagli alleati. Il consigliere aveva inoltre sollevato pubblicamente il dubbio che al sindaco Finco interessasse ancora l’appoggio di FdI.
Affermazioni giudicate politicamente gravi perché, secondo i capigruppo, mettono direttamente in discussione il rapporto fiduciario con il sindaco e gli alleati. La maggioranza respinge inoltre l’immagine di un partito escluso dalle decisioni: Fratelli d’Italia dispone di un assessore in Giunta e della presidenza del Consiglio comunale. Le riunioni di maggioranza, viene sottolineato, si sono svolte regolarmente e numerosi provvedimenti sono stati discussi e valutati insieme.
Nelle ultime settimane, inoltre, ricostruzioni e allusioni politiche avrebbero ulteriormente alimentato la contrapposizione. I gruppi affermano di avere evitato reazioni impulsive e di aver distinto l’autonomia politica di Fratelli d’Italia dalle iniziative personali del suo capogruppo. Ora, però, ritengono impossibile ignorare il quadro determinatosi.
Da qui la decisione: il rapporto fiduciario con Stefano Giunta viene considerato concluso, pur nel rispetto del suo mandato e della libertà con cui continuerà a esercitare il ruolo di consigliere.
La maggioranza insiste però su un punto: «Non si tratta di una decisione contro Fratelli d’Italia». Il partito viene riconosciuto come componente che ha contribuito alla costruzione della coalizione e al risultato elettorale che ha portato Finco alla guida della città. Resta quindi la «piena disponibilità» a proseguire un confronto con i suoi rappresentanti cittadini e territoriali.
L’obiettivo dichiarato non sarebbe dividere il centrodestra, ma tutelare fiducia reciproca, correttezza dei comportamenti e stabilità amministrativa. Secondo i gruppi, governare significa confrontarsi, trovare mediazioni e assumersi insieme la responsabilità delle decisioni: la critica rimane legittima, mentre la continua messa in discussione pubblica degli alleati e del rapporto con il sindaco renderebbe impossibile questa corresponsabilità.
I capigruppo assicurano di non voler alimentare altre polemiche né esprimere giudizi personali su Giunta e chiedono, allo stesso tempo, che venga riconosciuto alla maggioranza il diritto di definire il proprio perimetro politico.
L’invito finale è nuovamente rivolto a Fratelli d’Italia, al quale viene proposta l’apertura di un confronto immediato per proseguire la collaborazione politica e istituzionale. La maggioranza assicura infine che continuerà a garantire l’azione amministrativa e l’attuazione del programma affidato dagli elettori, concentrandosi sui progetti e sulle scelte che attendono Bassano.
Il documento è sottoscritto dai capigruppo Arianna Lunardon (Lega), Chiara Tessarollo (Forza Italia), Giulia Bindella (Impegno per Bassano), Luca Faccio (Finco Sindaco) e Gianluca Pietrosante (Gruppo Misto).


















