Le svuota il conto e le porta via tutti i risparmi: badante condannata per truffa a un’80enne, ora il Fisco presenta il conto

ODERZO – Non solo la condanna penale per aver sottratto oltre 90 mila euro a un’anziana di oltre ottant’anni, ma anche l’obbligo di fare i conti con il Fisco. È quanto emerso da un controllo della Guardia di Finanza di Treviso nei confronti di una donna già condannata per truffa, i cui profitti illeciti sono stati ricostruiti e segnalati per la corretta applicazione della tassazione prevista dalla legge.
L’attività è stata condotta dai finanzieri della Tenenza di Oderzo nell’ambito del costante monitoraggio dei procedimenti penali che vedono coinvolti soggetti condannati per reati dai quali hanno tratto vantaggi economici.
Nel caso specifico, l’attenzione delle Fiamme Gialle si è concentrata sulla posizione di una donna condannata lo scorso gennaio a due anni e nove mesi di reclusione, oltre al pagamento di un’ammenda di 1.900 euro, per aver truffato un’anziana.
Secondo quanto ricostruito, la donna aveva inizialmente conquistato la fiducia della vittima offrendole assistenza nelle attività quotidiane. Con il passare del tempo, però, sarebbe riuscita ad assumere il controllo delle disponibilità finanziarie dell’ottantenne, appropriandosi progressivamente di tutti i risparmi accumulati dalla donna nel corso della vita.
L’indagine fiscale ha consentito di quantificare il profitto illecito in oltre 90 mila euro. Una somma che, non essendo stata sequestrata nell’ambito del procedimento penale, potrà ora essere assoggettata a tassazione secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
La legge, infatti, stabilisce che anche i proventi derivanti da attività illecite debbano essere sottoposti a imposizione fiscale qualora non siano stati oggetto di sequestro o confisca per ragioni legate al procedimento giudiziario.
L’operazione rappresenta un ulteriore esempio dell’attività svolta dalla Guardia di Finanza nel contrasto all’evasione fiscale e ai fenomeni economici illegali. Un impegno che punta non soltanto a recuperare risorse per l’Erario, ma anche a garantire maggiore equità nel sistema tributario, evitando che chi trae profitto dalla commissione di reati possa sottrarsi agli obblighi fiscali che gravano su tutti i cittadini.














