4 Giugno 2026 - 10.25

Il sindaco di Treviso: “Togliere la cittadinanza ai maranza che delinquono e ai loro genitori”

La cittadinanza non solo come diritto acquisito, ma come espressione di un percorso fondato sul rispetto delle regole, dei doveri e dei valori condivisi. È da questa riflessione che prende spunto l’intervento del sindaco di Treviso, Mario Conte, che ha riacceso il dibattito politico regionale proponendo un confronto su misure più severe nei confronti dei giovani responsabili di reati gravi e, più in generale, sul ruolo educativo delle famiglie.

Le dichiarazioni del primo cittadino arrivano all’indomani dei recenti episodi di violenza giovanile che hanno coinvolto anche ragazzi provenienti dal territorio trevigiano. In un messaggio pubblicato sui social, accompagnato dalla frase «Alle famiglie di chi delinque andrebbe tolta la cittadinanza», Conte ha precisato di voler aprire una riflessione sul rapporto tra diritti, doveri e responsabilità.

«La responsabilità penale è personale e nessuno mette in discussione questo principio», ha spiegato il sindaco. Allo stesso tempo, però, ha richiamato l’attenzione su quella che definisce responsabilità educativa, sottolineando come la famiglia rappresenti il primo luogo in cui vengono trasmessi il rispetto delle regole, il senso del limite e i valori della convivenza civile.

Secondo Conte, il crescente numero di episodi che vedono protagonisti giovani coinvolti in aggressioni, risse e comportamenti antisociali impone una riflessione più ampia sul ruolo dei genitori. Non si tratterebbe, nelle sue intenzioni, di attribuire automaticamente colpe alle famiglie, ma di riaffermare il principio secondo cui educare significa anche accompagnare i figli nelle conseguenze delle proprie azioni.

Il sindaco ha inoltre sostenuto che nel dibattito pubblico si ponga spesso l’accento sui diritti, mentre si parla troppo poco dei doveri che accompagnano l’appartenenza a una società. Per questo ha rilanciato il tema della cittadinanza come elemento strettamente collegato al rispetto delle regole condivise.

Il ragionamento si estende anche agli stranieri e agli italiani di seconda generazione. «Chi cresce nel nostro Paese deve sapere che il rispetto delle regole non è facoltativo», ha affermato Conte, evidenziando come la cittadinanza rappresenti l’appartenenza a una collettività fondata su principi comuni.

Da qui la proposta di discutere strumenti più incisivi nei confronti di chi si rende responsabile di reati particolarmente gravi, arrivando a ipotizzare conseguenze anche sul piano della cittadinanza. Lo stesso sindaco ha comunque riconosciuto che un’eventuale misura di questo tipo richiederebbe approfondimenti giuridici e costituzionali, oltre a un confronto politico approfondito.

Le parole del primo cittadino hanno immediatamente acceso il dibattito. A sostenerne l’impostazione è stata la sindaca di Rovigo, Valeria Cittadin, che ha ribadito il ruolo centrale della famiglia nell’educazione dei giovani e la necessità di valutare con attenzione possibili strumenti di responsabilizzazione.

Di segno opposto le reazioni del centrosinistra. L’ex sindaco di Treviso e capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Giovanni Manildo, ha criticato la proposta sostenendo che il problema della sicurezza giovanile non possa essere affrontato attraverso annunci ad effetto, ma richieda investimenti nella scuola, nella prevenzione e nel rafforzamento della presenza educativa sul territorio.

Molto critica anche l’assessore alle Politiche sociali di Verona, Luisa Ceni, secondo cui il fenomeno della violenza giovanile riguarda ragazzi di ogni provenienza e non può essere affrontato introducendo differenze tra cittadini.

Dubbi sono stati espressi anche dal sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, che ha evidenziato le difficoltà giuridiche e pratiche di una simile proposta, soprattutto nel caso di giovani nati in Italia e privi di altre cittadinanze. Perplessità condivise dall’avvocato Fabio Crea di Fratelli d’Italia, che ha definito l’ipotesi estremamente complessa dal punto di vista costituzionale.

Tra le voci più severe figura infine quella della deputata trevigiana del Partito Democratico, Rachele Scarpa, che ha accusato Conte di aver avanzato una proposta divisiva e difficilmente realizzabile, sostenendo che il tema della sicurezza urbana e della violenza tra i giovani meriti risposte concrete e non misure destinate ad alimentare ulteriori contrapposizioni.

Il confronto resta aperto e continua a dividere il mondo politico tra chi invoca strumenti più severi per contrastare il fenomeno delle baby gang e chi ritiene che la strada maestra resti quella dell’educazione, dell’inclusione e della prevenzione sociale.

Potrebbe interessarti anche:

Il sindaco di Treviso: "Togliere la cittadinanza ai maranza che delinquono e ai loro genitori" | TViWeb Il sindaco di Treviso: "Togliere la cittadinanza ai maranza che delinquono e ai loro genitori" | TViWeb

Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

Luca Faietti Direttore Fondatore ed Editoriale - Arrigo Abalti Fondatore - Direttore Commerciale e Sviluppo - Paolo Usinabia Direttore Responsabile

Copyright © 2026 Tviweb. All Rights Reserved | Tviweb S.R.L. P.Iva E C.F. 03816530244 - Sede Legale: Brendola - Via Monte Grappa, 10

Concessionaria pubblicità Rasotto Sas

Credits - Privacy Policy