I quindicimila passi: gli studenti IUAV raccontano il paesaggio industriale all’Ex Centrale di Vicenza

Lo scorso 19 maggio è stata inaugurata una mostra temporanea curata dagli studenti dell’Università IUAV di Venezia. L’esposizione è ospitata al primo piano dell’Ex Centrale e presenta le restituzioni fotografiche e multimediali realizzate da un gruppo di studenti sotto la guida del docente e sociologo Guido Borelli, come esito finale di un percorso didattico sviluppato nell’arco dell’intero semestre accademico.
Il progetto rappresenta anche la conclusione di Aula Aperta!, iniziativa ideata da Mersida Nevrataj, Pietro Carra e Guido Borelli e promossa dal Comune di Vicenza. Il percorso ha previsto un ciclo di cinque incontri aperti al pubblico, svolti tra marzo e maggio proprio negli spazi della Centrale, che oggi ospita la mostra finale.

Il tema: i 15.000 passi di Trevisan
Il filo conduttore dell’esposizione accompagna il visitatore attraverso fotolibri, poster interattivi e installazioni, ed è ispirato alla pratica della deambulazione descritta da Vitaliano Trevisan, scrittore vicentino, nel romanzo I quindicimila passi.
Il testo, proposto agli studenti come lettura propedeutica all’inizio del semestre, si concentra sulla dimensione mentale dell’autore e, soprattutto, sull’ambiente della provincia veneta industriale che fa da sfondo e da contrappunto ai suoi percorsi a piedi.
Gli studenti hanno così ripercorso parte dell’itinerario di Trevisan, camminando da Cavazzale fino all’Ex Centrale, lungo un tratto significativo della Strada Marosticana. Un paesaggio definito da ambienti difficili e poco ospitali per il pedone, descritti anche come “solo veleno e cancrena urbanistica”.

Ricerca sul territorio e restituzione artistica
Attraverso un lavoro di esplorazione urbana, gli studenti hanno attraversato aree residenziali, capannoni dismessi e luoghi dimenticati, raccogliendo materiali visivi e sonori. Immagini, registrazioni e fotogrammi sono stati successivamente rielaborati in fase di post-produzione, con il supporto dei docenti, fino alla definizione delle opere finali oggi esposte.
Il risultato è una restituzione che unisce ricerca, narrazione e linguaggi multimediali, restituendo una lettura critica del paesaggio contemporaneo della provincia veneta industriale.
La mostra è rimasta aperta al pubblico fino al 31 maggio presso l’Ex Centrale, in Via G. Medici 96.















